Come una famiglia. Quattro chiacchiere con il team Morning Stars

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Il segreto per vincere una sfida? Essere un gruppo affiatato, coeso, come una famiglia per l’appunto. Radunati tutti assieme attorno ad un tavolo, l’atmosfera di casa si fa sentire. Di passaggio per un viaggio a Milano mi sono fermato a Bergamo, sede del team Morning Stars, e ho avuto l’occasione e l’onore di incontrare il team vincitore del girone B dei Contenders.

Al mio arrivo, la squadra nostrana battente bandiera stellata, è appena scesa per cenare e festeggiare la vittoria contro il team russo che poteva contendergli il titolo di imbattuta. I ragazzi ridono, scherzano, sono affabili anche con un tizio come me, sconosciuto ma con la stessa passione per i videogame.

Inizialmente mi sento un po’ a disagio, non sono mai stato in un palazzetto esport dove giocano player professionisti, ma loro mi invitano a salire al piano superiore, nel luogo dei loro allenamenti, come si fa a casa propria con un ospite. Incontro tutti, grandi giocatori europei e caster, ragazzi e ragazze con molto talento, e chiedo loro se hanno piacere di discutere di Overwatch, dei loro risultati e della loro carriera.

Edmondo “DragonEddy” Cerini e Federico “Nisa” Portolani, i due giocatori italiani del team, accettano di buon grado di rispondere alle mie domande.

Vi sareste mai aspettati un successo simile?

DragonEddy: No, assolutamente. Io ero un semplice giocatore occasionale che giocava “only for fun”. Mi divertivo, ma niente più. Pochi giorni prima del torneo [il Fight for Glory, 2017] un membro del team di un amico si è fatto male e io sono stato chiamato per sostituirlo. Non avevo aspettative, ho semplicemente fatto le mie partite. Lì sono stato notato dai giudici e ho avuto la fortuna di fare parte di tutti i roster successivi dei Morning Stars. Non mi aspettavo nemmeno tutto questo, di arrivare ai Contenders ed ora essere sulla vetta d’Europa.

Nisa: Come diceva Eddy, anch’io non mi aspettavo tutto questo, seppur i miei inizi siano stati completamente differenti. Ho calcato il palco competitivo fin da piccolo, quando a undici o dodici anni ho iniziato a giocare come pro player di Team Fortress 2. Per cinque anni sono stato nella scena e col tempo mi sono reso conto che forse avrei potuto fare di tutto ciò la mia professione. Dopo TF2 ho avuto però un momento in cui ho messo in dubbio la mia scelta e per poco ho rischiato di mollare tutto per cercare un lavoro più tradizionale. Quel che mi ha salvato è stata la chiamata di un amico, Link (ex membro della nazionale italiana di Overwatch) che mi ha fatto conoscere l’erede spirituale di TF2. Così ho ripreso in mano mouse e tastiera e mi sono messo a giocare con altri due amici, Nightslayer e SharPPP (entrambi sono stati membri dei MS e della nazionale); insieme siamo cresciuti e ci siamo fatti valere fino a qui. Ma, come dicevo, è stato un caso, perché inizialmente non pensavo nemmeno di comprare il gioco.

Ora che siete ai vertici d’Europa ci sono talent scout che vi stanno tenendo d’occhio?

D: si è la norma. Anche osservando la chat durante i game si scopre sempre il nome di qualche coach che segue e commenta le partite. Specialmente ora, dopo la fine della World Cup, si è visto come in Europa si giochi decisamente meglio il meta attuale. Si è capito che il livello di skill non differisce molto da quello americano, basti vedere il trionfo della Gran Bretagna sugli USA o come i finlandesi abbiano messo pressione alla Corea del Sud, mancando per un soffio la vittoria. Fino ad ora gli investimenti maggiori sono stati quelli statunitensi, per cui gli occhi erano puntati su squadre americane o sui loro team academy, ma qualcosa adesso sta cambiando. Si pensi alla franchigia di Parigi che presto potrebbe avere anch’essa un secondo team dove far crescere la sua rosa. Avere gli occhi puntati non influisce sulla nostra prestazione, anzi può essere uno stimolo in più.

Mi rivolgo a Nisa. Non hai avuto modo di scendere in campo nelle ultime partite. Come è stato il tuo ruolo di support dietro le quinte?

N: Cerco di dare consigli al team. Durante le scrim tengo d’occhio sempre la back line, i due support, per far notare con occhio esterno ai miei compagni dove stanno sbagliando. Purtroppo il meta attuale mi vede meno coinvolto nella parte attiva, ma le cose evolvono velocemente e cercherò di essere pronto nel momento del bisogno. Siamo una squadra e ci si aiuta sempre.

Secondo voi come evolverà il meta?

N: La goats è una formazione molto compatta e difficile da sfondare nonostante i vari nerf e le modifiche ai personaggi. A mio parere ci saranno delle piccole variazioni, ma non è ancora giunta la sua ora. Continueremo a vederla ancora per un po’.

D: Come dicevo prima, in Europa la goats continuerà ad essere utilizzata perché viene giocata ad un livello superiore. In America ho visto iniziare a giocare una formazione con Winston, D.va, Brigitte, Lucio, Zenyatta e un hitscan che solitamente è McCree. In questo scenario potrebbe inserirsi Ashe, ma la vedo ancora troppo situazionale e non preferibile ai personaggi della stessa categoria.

Negli sport tradizionali i giocatori del team rimangono gli stessi per molto tempo, qui è diverso, i roster sembrano subire spesso vari cambiamenti.

D: Sì, questo succede in tutte le leghe minori non regolamentate come la OW League. In quel caso la struttura e i contratti permettono una solidità maggiore che non è realistica a livello Contenders. Nella OWL, inoltre, il passaggio di player tra team avviene solo in un determinato periodo di off season. Nelle altre scene competitive non ci sono protezioni attorno al giocatore, che deve sempre dare il meglio di sé per poter contare su un contratto. Ciononostante quando si vive tutti assieme si viene a creare velocemente amicizia e fratellanza, anche quando il team vede cambiare i propri elementi. Nonostante le problematiche che si possono creare fuori dalle sessioni di gioco, come piccoli e normali bisticci tra coinquilini, quando si tratta di lavoro si rimane concentrati per mirare allo stesso obbiettivo. È questo che alla fine ci lega e ci rende più forti. Il team purtroppo può cambiare nel tempo ma l’esperienza che ci portiamo dietro ci permette di migliorare l’affinità con gli altri e fare subito gruppo.

Come vivete la vostra permanenza qui, lontano dalle vostre famiglie e dalle vostre ragazze?

D: Sono più problematiche le relazioni che sono cominciate prima che iniziasse la nostra carriera professionistica, dato il gran cambiamento a cui si va in contro, ma anche negli altri casi le nostre partner sanno fin dal principio cosa dovranno aspettarsi, specialmente per quanto riguarda il tempo libero che forzatamente è molto ridotto.

L’interesse mondiale verso il gioco sta crescendo, sta scemando o è stabile? Come percepite la cosa?

D: Il meta attuale è visivamente un po’ confusionario, dato che si cerca di stare tutti uniti, ed è per questo che a livello di streaming Overwatch è forse un po’ meno presente, con gli streamer che puntano a mostrare altro, ma per quanto riguarda i giocatori sono pochi quelli che abbandonano davvero il gioco. Le continue novità introdotte sono uno stimolo a continuare a divertirsi e quando anche noi giochiamo, dentro o fuori a qualche torneo, continuiamo a farlo con piacere senza stancarci. Nonostante le views altalenanti il gioco è comunque uno dei più importanti sia a livello professionistico che a livello dilettantistico “for fun”.

N: Il discorso che ha fatto Eddy è giusto ma bisogna specificare che la League è sempre guardata. L’ampliamento a venti squadre, con una europea in più, sarà sicuramente un’ulteriore spinta di interesse verso il campionato principe. Se gli streamer sono stanchi di dedicarsi solo ad Overwatch, questo non vale per il pubblico, che ormai è affezionato ai team e ai giocatori tanto da continuare a supportarli. Persino riviste sportive nazionali hanno iniziato a parlare di esport e ciò dimostra che l’interesse può solo che crescere.

Prima di lasciarvi andare vi chiedo come vi preparerete ai prossimi playoff.

N: Ora avremo qualche giorno di pausa durante le festività natalizie ma non abbandoniamo mai del tutto la postazione. Dal 3 gennaio poi ricominceremo a metterci sotto per arrivare pronti all’appuntamento Contenders.

D: La nostra routine è fatta di quattro ore giornaliere di scrim con altri team, due ore di VOD review, poi ciascuno di noi si getta in ranked. A volte entriamo nei server americani per confrontarci con un livello medio superiore.

N: Quello americano è un ecosistema molto più complesso proprio per la quantità di giocatori forti che si possono incontrare, considerando poi che anche i player coreani della League, per ovvie ragioni, si riversano nei server statunitensi.

Vi ringrazio moltissimo del tempo concessomi. Avete chiarito ai nostri lettori molti degli interrogativi che spesso tutti noi ci poniamo.

Saluto entrambi e torno a parlare con gli altri membri del team che si dimostrano egualmente disponibili a rispondere ai miei dubbi personali (che per ovvi motivi di spazio non posso qui riportare)

Prima di uscire mi imbatto in Fabiano “Grimmjow” Ferrara, che oltre ad essere uno dei caster ufficiali italiani aiuta il team registrando e analizzando i match. Anche lui mi conferma una cosa importante: il team è stato formato non con i migliori giocatori, tecnicamente parlando, ma con i migliori top player. PiPou, l’head coach dei Morning Stars, ha pescato dal mazzo persone di carattere che sanno far gruppo, giocano col team per il team, e accolgono ogni critica non come un’offesa ma come uno stimolo per migliorarsi. L’errore non lo si risolve da soli ma aiutati dai compagni.

Quel che ho capito alla fine di questa lunga serata, che più di un’intervista è parsa una chiacchierata tra amici, è che se si vuole riuscire in qualcosa che sia davvero importante, la partita della vita o un semplice match di Overwatch tra sconosciuti, bisogna evitare il litigio, non darsi la colpa l’un l’altro, non alzare la voce e lanciare mouse e tastiera contro il muro, ma essere uniti, affrontare le avversità assieme e correggere gli errori assieme. Quando qualche anno fa praticavo parkour il concetto era lo stesso: nessuno resta indietro. Qui l’ho ritrovato, ho ritrovato il senso di appartenenza che ti fa fare risultato, ho rivisto il cameratismo, la gioia di divertirsi e la forza del gruppo. L’allegria che porta a vincere.

Augurando a questo team la miglior fortuna, attendiamo con ansia i playoff, che si disputeranno tra l’8 e l’11 gennaio prossimi, per rivedere in azione i giocatori più forti del continente.

Tom Garland, 16/12/2018

Mike Ybarra scrive ai giocatori: “notizie entusiasmanti in arrivo”

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Attraverso un nuovo post pubblicato sul sito ufficiale di Blizzard, il celebre Mike Ybarra (Head di Blizzard Entertainment dalla scorsa estate) ha voluto mandare un messaggio alla gigantesca community dei suoi giocatori.

Mike Ybarra si è prima detto soddisfatto del lavoro che è stato fatto in Blizzard nel corso di questi ultimi mesi, con notevoli sviluppi sul fronte dei team che dovranno operare all’interno dell’azienda per garantire un ambiente di lavoro sempre inclusivo e sereno.

All’interno del comunicato, Mike ha poi voluto anche fare una rapida menzione dei progetti e delle novità future di Blizzard, annunciando che “notizie entusiasmanti” sono in arrivo per gli appassionati dei titoli del publisher. “Bisognerà aspettare fino alla prossima settimana” però per avere certezza rispetto al “cosa” è in arrivo.

Ecco di seguito il messaggio completo:

Sono onorato di far parte di Blizzard Entertainment: per la sua storia epica, i talenti incredibili, le migliori community di giocatori e, naturalmente, gli incredibili giochi che siamo così fortunati di poter creare. Sono alla guida di Blizzard da un paio di mesi ormai, e oltre alle entusiasmanti novità di questa settimana, vorrei condividere alcuni pensieri sugli sforzi che stiamo facendo per mettere il nostro team e i giocatori al centro in tutto quello che facciamo.

Il 2021 è stato un anno impegnativo per tutti. Come individui, ci preoccupiamo di trattare con rispetto e dignità tutti quelli che ci circondano. Come professionisti, abbiamo a cuore il nostro mestiere e vogliamo lavorare nell’ambiente più incoraggiante e sicuro possibile.

La nostra priorità, ora e in futuro, è il lavoro che stiamo facendo per ricostruire la vostra fiducia in Blizzard.

Vedere Blizzard lavorare con la creatività e la diligenza di sempre anche in questo periodo difficile (aggravato dalla pandemia in corso) è stato d’ispirazione. Il modo in cui affrontiamo queste sfide, facciamo evolvere i nostri processi di sviluppo e guardiamo in modo introspettivo come migliorare la nostra cultura aziendale è indicatore dell’incredibile forza e dell’impegno che mettiamo tra di noi, nel nostro lavoro e nei confronti delle community dei giocatori.

Mi sono sentito incoraggiato anche leggendo i forum, i post sui social e le email di persone interne o esterne a Blizzard, che hanno difeso ciò che è giusto e ci hanno fornito la loro guida. Voglio che sappiate che vi stiamo ascoltando, tutti, e siamo impegnati a cambiare. Come primo passo del miglioramento delle comunicazioni con la community, vorrei sottolineare alcune delle prime azioni che stiamo intraprendendo per migliorare la nostra cultura aziendale:

  • Valuteremo il successo dei nostri team esecutivi e dirigenziali direttamente sulla base dell’effettivo miglioramento della cultura aziendale. Questo significa che il loro (e il mio) successo, e la conseguente remunerazione, dipenderanno direttamente dai risultati generali raggiunti nel creare un ambiente di lavoro sicuro, inclusivo e creativo in Blizzard.
  • Dedicheremo più risorse e ruoli a tempo pieno al miglioramento della nostra cultura aziendale. Troppo spesso, questi sforzi fondamentali vengono demandati a gruppi di impiegati dedicati alle risorse umane, che hanno già altri lavori a tempo pieno da svolgere. Tra le posizioni di leadership che abbiamo stabilito per questo nuovo team ci saranno:
    • un responsabile della cultura aziendale, che ci aiuterà a mantenere gli aspetti migliori di quello che già esiste e a cambiare ed evolvere laddove ce ne sia bisogno, per assicurarci che tutti possano dare il meglio in Blizzard
    • un nuovo responsabile organizzativo per le risorse umane, che creerà fiducia, rafforzerà i nostri team e contribuirà a promuovere un ambiente di lavoro sicuro e positivo per tutti
    • un responsabile per la diversità, l’equità e l’inclusione (DE&I), concentrato esclusivamente sui nostri progressi negli sforzi in questo ambito

    Il nostro impegno prioritario, ora, è completare questi team.

  • Abbiamo triplicato le dimensioni dei nostri team dedicati al rispetto delle regole e alle indagini sui comportamenti inaccettabili, per meglio chiarire le responsabilità. Si parla di tutti gli impiegati Blizzard, inclusi i leader e i dirigenti.
  • Abbiamo condiviso i dati sulle rimostranze con i nostri team e abbiamo stabilito degli obiettivi di miglioramento di queste misurazioni.
  • Abbiamo messo in atto un programma di feedback ascendenti, in modo che gli impiegati si sentano sicuri nel valutare i propri capi. Useremo questi dati per misurare la qualità e l’efficacia dei nostri manager.

Queste azioni sono solo l’inizio del lavoro che ci aspetta in Blizzard. Mi sento motivato ed entusiasta all’idea di lavorare direttamente alla costruzione del miglior ambiente possibile per i nostri team, permettendo loro di dare vita alle proprie idee.

Sappiamo di dover anche fornire ai nostri giocatori dei contenuti in modo più regolare e di dover rinnovare i nostri giochi, dentro e fuori. Abbiamo in serbo alcune novità entusiasmanti, ma potrò dire di più la prossima settimana.

Voglio ringraziare le nostre community e i nostri incredibili team per la loro dedizione e la loro guida: saranno sempre la nostra stella polare.

Brindiamo a un incredibile 2022… e oltre!

– Mike “Qwik” Ybarra

Cosa ne pensate community? Speriamo di scoprire presto quali sono le grandi novità in arrivo!

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Microsoft

Microsoft/Activision: titoli “esclusivi”, i chiarimenti di Spencer e la replica di PlayStation: facciamo il punto della situazione

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Microsoft/esclusiva – Cosa accadrà ora che Microsoft ha acquisito Activision Blizzard? Quali saranno le conseguenze nel mercato di questo importantissimo “colpo”, e come potrebbe andare a svilupparsi l’intero settore delle console…

Queste sono solamente alcune delle domande che oggi impazzano nelle community e nei gruppi dedicati ai videogiochi. Con questo speciale cercheremo di dare qualche risposta in più, sempre affidandoci totalmente (ed unicamente) alle dichiarazioni ed ai comunicati ufficiali già disponibili in rete.

La più importante questione riguarda certamente il fatto delle esclusive, e soprattutto se queste verranno effettivamente applicate per Xbox e PC per titoli storicamente “multi platform” e da sempre giocati su PlayStation come Call of Duty o Overwatch, solo per citarne due.

Al momento l’unica certezza di cui disponiamo, è data da una frase abbastanza vaga (se non del tutto “ambigua”) riportata nel comunicato ufficiale di Microsoft ed anche da alcune dichiarazioni del CEO di Microsoft Gaming Phil Spencer. Da più parti è stato infatti chiarito che Microsoft si impegnerà nel continuare a “supportare” i giocatori di tutte le console, e che non è loro intenzione allontanare questi da altre piattaforme.

Partendo dal presupposto che si parla solo di “supporto” e non di sviluppo, le parole del CEO Phil Spencer sono sostanzialmente le stesse che affermò quando Microsoft acquisì Zenimax. Come molti sapranno, mesi dopo l’acquisto di questo noto publisher è iniziata a circolare la voce per la quale, molto probabilmente, i più importanti nuovi titoli di Bethesda e degli altri studi sarebbero stati esclusiva Xbox.

Anche il noto giornalista ed esperto del mondo dei videogiochi Benji-Sales pensa che in futuro vi saranno delle esclusive per Xbox e PC dei titoli Activision Blizzard, e non è certamente l’unico tra gli addetti ai lavori ad esserne convinto.

Il fatto che continueranno a “supportare” i giocatori dei titoli già esistenti non preclude che tutti i nuovi titoli (magari ad eccezione di Warzone, che rappresenta un “unico” su cui andrebbe fatto un ragionamento a parte) di un franchise come Call of Duty vengano creati appositamente per Xbox e PC.

D’altro canto è evidente che l’obiettivo di Microsoft non è mai stato quello di monopolizzare il mercato delle console…come ha già fatto con il suo Windows nel mondo dei computer, Microsoft vuole riuscire ad ottenere il monopolio di tutto il gaming formato “intrattenimento digitale”.

Con il suo apprezzatissimo Gamepass Microsoft avrà la possibilità di presentare ai giocatori un’ampia lista di titoli che potranno giocare, sempre dallo stesso account “generale”, su PC, su console, in Cloud o da mobile

Sappiamo anche che per Microsoft è molto importante anche il settore degli esports, e con questa mossa il gigante di Redmond si è anche assicurato un pacchetto già pronto fatto di due leghe internazionali con all’interno già team organizzati e tifoserie.

Vista in quest’ottica, e se Microsoft dovesse riuscire a portare a casa l’obiettivo, l’intero mercato videoludico si troverebbe un gigante di proporzioni inimmaginabili pronto a sfornare titoli su titoli su ogni tipo di device esistente…il tutto facilmente fruibile mediante la semplice spesa del Gamepass…un sogno per molti videogiocatori.

Microsoft ha acquistato Activision Blizzard! Quale fine per Call of Duty su PlayStation?

Sony e PlayStation potrebbero essere destinati ad un mercato più specifico, composto da appassionati ed amanti dei favolosi titoli esclusivi di cui dispone la console giapponese, similarmente a come già accade per Nintendo.

Probabilmente solo in quest’ottica è giustificabile una spesa di 70 Miliardi di Dollari…un altro argomento che in questi giorni è stato forse trattato con troppa superficialità. 70 Miliardi sono una cifra veramente straordinaria…un qualcosa che in ogni caso resterà alla storia come una delle più grandi acquisizioni di sempre.

Per fare un rapido esempio, nel pezzo pubblicato ieri da Gosoap abbiamo riportato le considerazioni del noto Geoff Keighley, secondo cui allo stesso prezzo Microsoft avrebbe potuto acquistare, ad eccezione di EA, quasi tutti gli altri publisher indipendenti attualmente presenti sul mercato.

Nonostante i numerosi problemi che imperversano su molti dei titoli di Activision, nonostante la drammatica situazione che c’è in Blizzard e lo stato in cui versano da ormai un anno i loro titoli, e soprattutto nonostante le numerose cause legali per abusi/molestie sessuali che vedono coinvolti diversi nomi celebri dell’azienda, Microsoft ha comunque deciso di pagare per l’acquisizione circa 20 miliardi in più rispetto alle stime del Wall Street Journal.

Non è di certo un acquisto fatto per mettere il cappello su qualche titolo, o per ottenere qualche miliardi di Dollari in più negli utili a fine anno, specialmente se si considerano i dati svelati da Keighley.

Dal mio punto di vista, e sono rasserenato del fatto che diversi altri colleghi la pensino come me (i tanti amici lettori della community di WarHub conoscono la mia opinione già da ieri), penso che un acquisto del genere ad un prezzo del genere sia fatto più nell’ottica di andare a “conquistare” l’intero mercato dei videogiochi, con il tentativo chiaro di monopolizzarlo attraverso un’offerta completa a 360° e soddisfacente per l’utente.

La stessa Microsoft ha del resto già confermato che alcuni giochi verranno “mantenuti” su PlayStation, ma che ci saranno dei contenuti esclusivi per Xbox (Fonte).

70 Miliardi per Activision, ma quanto valgono EA, Nintendo, Ubisoft e gli altri marchi più famosi?

La replica di PlayStation 

Dal canto suo PlayStation serra i ranghi, ed al Wall Street Journal rivela: “abbiamo accordi con Activision per i quali avremo a disposizione su PlayStation anche i prossimi titoli di COD“.

Questo intervento ci dice due cose: la prima, che c’è quindi il rischio reale che in Xbox decidano di sfornare solamente COD dedicati alla loro console, ad eccezione del titolo 2022 che è sicuro al 100% uscirà anche per la console giapponese (l’acquisizione prenderà il via solo nel 2023, fino ad allora non c’è ragione di pensare che Acti possa infrangere i contratti con Sony).

La seconda, che in Sony hanno davvero il timore di perdere questi titoli. Non è però chiaro quanto durerà questo accordo tra Activision e Sony, e se quindi riguarda solo un determinato numero di titoli in sviluppo, o se riguarda genericamente tutti i nuovi titoli del franchise.

Per “spezzare” un po’ il clima serioso…uno dei tanti divertentissimi Meme sfornati dal Web sull’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft

Le conclusioni

Per arrivare ad una sintesi credibile ed oggettiva, possiamo quindi affermare con assoluta certezza che tutti i giochi già usciti e disponibili multi platform continueranno ad essere disponibili, ed a ricevere supporto tecnico, anche per i giocatori PlayStation.

Con altissima probabilità la medesima fine toccherà a Warzone, mentre visto il comunicato, e viste soprattutto le parole di Phil Spencer, è ancora decisamente in dubbio il cosa accadrà dopo il 2023 per i titoli dei franchise più importanti, ma sembrano al momento essere molte di più le possibilità che si proceda con delle esclusive nette, piuttosto che con altro.

Voi cosa ne pensate community? La discussione, come sempre, è aperta!

bobby kotick

Microsoft/Activision Blizzard: il CEO Bobby Kotick resterà al comando fino al 2023

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Nel corso della giornata di ieri l’intero settore dei videogiochi è rimasto “folgorato” dalla notizia dell’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft.

Quasi come un fulmine a ciel sereno, i canali social del mondo Xbox hanno iniziato a pubblicare post nei quali annunciavano il raggiungimento dell’accordo tra i consigli d’amministrazione dei due giganteschi gruppi, il tutto per una cifra spaventosa: quasi 70 miliardi di Dollari (sono 68.7 per l’esattezza, 90 Dollari per azione di Activision Blizzard).

Come facilmente prevedibile, la notizia ha avuto l’effetto di un terremoto all’interno del mondo del gaming, tra personalità e giocatori assolutamente entusiasti della notizia (ne parleremo più dettagliatamente nel corso del pomeriggio), e tanti altri che hanno invece manifestato preoccupazione sul fronte delle esclusive, e dei giochi che POTREBBE perdere la console Sony nei prossimi anni (COD e Overwatch su tutti).

Al netto delle speculazioni, delle ipotesi o delle varie possibili strade che potrebbe prendere tutta questa situazione, sappiamo comunque che Activision Blizzard continuerà ad avere una (quasi) totale autonomia sul suo operato, almeno fino alla metà del prossimo anno.

Per far si che l’acquisizione inizi a tutti gli effetti, molto probabilmente con l’inserimento di personalità del mondo Microsoft nei ruoli chiave di Activision Blizzard e dei suoi studi associati, bisognerà infatti attendere il 30 Giugno del 2023, prima data utile per permettere all’intero accordo di raggiungere tutti gli standard richiesti in questo tipo di operazioni.

Dei “tempi tecnici” obbligatori quindi, durante i quali l’attuale CEO di Activision Blizzard Bobby Kotick (tra le persone coinvolte nello scandalo abusi sessuali della scorsa estate – troverete qui altri dettagli) resterà alla guida dell’azienda, con la stessa che opererà in totale autonomia.

Non sappiamo esattamente in cosa consisterà questa “totale autonomia“, ma in ogni caso dubitiamo fortemente che Microsoft si “disinteressi” completamente di questo suo nuovo, importante, asset societario per i prossimi 18 mesi.

A dare la conferma rispetto a queste tempistiche è stato lo stesso Bobby Kotick, che ha inviato la seguente lettera a tutti i dipendenti nel corso della giornata di ieri:

“[…] Transazioni come queste richiedono molto tempo per essere completate. Fino a quando non avremo tutte le approvazioni necessarie, e fin quando le altre consuete condizioni di chiusura non saranno soddisfatte, che prevediamo avvenga nell’anno fiscale 2023 di Microsoft (termina il 30 giugno 2023), continueremo a operare in modo completamente autonomo.

Continuerò come nostro CEO con la stessa passione ed entusiasmo che avevo quando ho iniziato questo fantastico viaggio nel 1991. Naturalmente, questo annuncio susciterà tante domande. Organizzeremo numerosi forum ed eventi per assicurarci di rispondere alle tue preoccupazioni […]” (fonte).

Microsoft acquista Activision: cosa potrebbe cambiare in futuro?

Da inizio Luglio 2023 dovrebbe a quel punto subentrare Microsoft, Bobby Kotick e altri nomi dell’azienda lasceranno Activision Blizzard (si è parlato esplicitamente di “lievi modifiche al personale”, quindi non dovrebbe essere qualcosa che riguarda i dipendenti e gli impiegati delle software house), con il subentro al comando dell’Amministratore Delegato di Microsoft Satya Nadella e delle nuove personalità che andranno a ricoprire ruoli di vertice nella struttura organizzativa del gigantesco publisher.

L’argomento Activision Blizzard/Microsoft continuerà ad essere analizzato ed approfondito su nuovi speciali che usciranno in seguito. Restate sintonizzati con noi per non perdervi neanche una novità sulla questione.

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