Ban agli Eroi di Overwatch? Geoff Goodman risponde

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Durante la diretta streaming dal quartier generale Blizzard del 6 Dicembre, Jonathan “Reinforce” Larsson, ex giocatore professionista di team del calibro di Rogue o Misfits, nonché membro dello staff tecnico della nazionale svedese di Overwatch, ha avuto modo di chiedere al Lead Designer Geoff Goodman se fosse stata presa in considerazione la possibilità di un eventuale ban di alcuni eroi dal competitivo.

Porre il divieto sull’utilizzo di alcuni eroi è un meccanismo popolare di molti MOBA. La pratica più comune è quella che consente ad un team di limitare le scelte avversarie ad un pool ristretto, evitando così di trovarsi contro personaggi che potrebbero infastidire la strategia programmata.

Goodman ha quindi svelato che questo problema se lo sono posti sin dagli inizi dello sviluppo del gioco. La paura di creare un roster sbilanciato è cosa comune tra gli sviluppatori di videogame competitivi.
“Abbiamo avuto un sacco di discussioni su questo” ha spiegato Goodman agli spettatori. “Ma avremmo bisogno di un pool di eroi molto più profondo altrimenti non avrebbe molto senso”.
Un ban agli eroi a questo punto non funzionerebbe. Il roster è infatti di dimensioni notevolmente ridotte rispetto a quelle degli svariati MOBA che dominano il settore competitivo negli ultimi anni (nonostante Overwatch abbia vinto il premio di miglior e-sport dell’anno ai game awards 2018. Per approfondire vedi: The Game Awards 2018)

“Una degli argomenti avanzati  il più delle volte è che il meta in questo modo possa mescolarsi e rinnovarsi di più, il che non è assolutamente vero, specialmente avendo solo 30 eroi”, ha detto Goodman a Reinforce. “Se scegli una composizione che ha uno specifico counter, e questo lo metti al bando, hai sostanzialmente solidificato quel meta.”

Bannare un certo eroe è quindi più rischioso di aggiungere nuovi pick e lasciare che il meta cambi nel tempo in modo naturale come d’altronde finora è sempre successo.
I fan possono quindi tirare un sospiro di sollievo. L’idea di proibire quello che potrebbe essere il loro personaggio preferito è ancora molto distante.

Tommaso "Tom Garland" Franchin

Classe 1989 sono un viaggiatore, videomaker, videogiocatore e scrittore per passione. Laureato in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo all'Università di Padova tento di inseguire il mio sogno di lavorare per l'arte, visiva o poetica che sia.