7 domande per i 7 Azzurri: ecco cosa ci hanno detto i giocatori della nazionale 

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Un paio di giorni fa siamo andati a trovare la nostra nazionale dopo una scrim per fare loro quialche domanda. Nonostante l’allenamento intenso e la stanchezza, questi sei giocatori ed un coach hanno risposto alle nostre domande riguardo al loro percorso verso la OWWC. Una domanda ciascuno, ecco cosa ci hanno detto i player che rappresenteranno l’Italia nella Overwatch World Cup.

 

Frayu, questo palcoscenico offre molte opportunità per un giovane di talento come te. Cosa ti aspetti dal post OWWC?

Alex “Frayu” Parri, player professionista per il team Overwatch dei QLASH

Dalla World Cup mi aspetto molta visibilità non solamente per me ma per tutti i membri della nazionale. Ci sono tantissimi giocatori di talento in questa squadra, ed è molto più facile arrivare ad un livello importante nel mondo di Overwatch partendo da qui nella World Cup rispetto che dai Contenders. Basta guardare agli Angry Tytans: giocano da anni e sono ancora nella loro squadra, mentre alcuni player della Germania che non si erano mai sentiti dopo il mondiale sono stati subito portati in OWL.

LilYung, si tratta della tua prima grande esperienza come giocatore sul palco della World Cup. Come ti senti?

Sono molto felice ma anche teso, è una grande opportunità per me giocare in questa nazionale e so di poter giocare allo stesso livello di altri grandi DPS a livello internazionale. In Italia non c’è solo Carnifex, e anche se sono nuovo nella scena so di poter dare il massimo per aiutare i miei compagni e di poter fare un buon lavoro come giocatore nella nazionale.

 

JoYnt, come vedi il Role Lock in questo momento? Potrebbe essere un  punto di forza per gli azzurri o una debolezza per altre nazionali troppo abituate al 3-3?

Tommaso “joYnt” Gavioli, affermato coach al lavoro in Asia ed Australia per la serie Contenders

Il 2-2-2 impatta moltissimo la scena di Overwatch, ovviamente, ma non possiamo sapere nel panorama internazionale se ci sarà qualche team nazionale che ne sarà avvantaggiato o svantaggiato. La differenza tra la OWWC ed altri tornei è che qui devi prendere sei giocatori provenienti da chissà quali realtà che devono costruire una comunicazione tra di loro, ed hanno pochissimo tempo per farlo. Fortunatamente con il 2-2-2 la comunicazione è meno importante che con la GOATS, nella quale tutti dovevano essere in perfetta sincronia, ed è possibile anche per i giocatori impattare nel match con delle belle giocate individuali. Questo cambiamento è un po’ un reset per molti: si riparte tutti da zero, quindi è impossibile dire chi ne può trarre vantaggio.

 

Asso, quest’anno giochi nel ruolo di uno dei più conosciuti ed onorati giocatori italiani, e per di più alla tua prima esperienza LAN. Sei emozionato per questa opportunità?

Sono abbastanza emozionato, voglio poter giocare al meglio delle mie forze e superare i miei standard, che sono molto alti. Voglio vincere come membro del team, perché come ha detto joYnt tutte le nazionali ripartono dallo stesso livello, quindi non c’è più un grande distacco dalle nazionali top 10 come c’era invece nelle scorse edizioni. Mi sento di poter competere allo stesso livello con tutti gli altri player del mondiale.

 

HearThBeaT, quest’anno hai un’ulteriore possibilità di dimostrare il tuo valore nei ranghi della nazionale. Sei pronto per questa sfida del 2019?

Posso dimostrare molto quest’anno: sono stato selezionato di nuovo e so di poter dare una grande mano alla nazionale, perché con il 2-2-2 ho un valore aggiunto che magari in un meta diverso non avrei potuto portare in OWWC. Sono contento di esserci e di essere qui con tanti giocatori di talento, darò sicuramente del mio meglio!

 

DragonEddy, in questo periodo non stai scrimmando con i Morning Stars per concentrarti sulla tua stream. Ti senti pronto per un evento come la OWWC?

Edmondo “DragonEddy” Cerini, offtank per i Samsung Morning Stars ed acclamato streamer

L’essermi spostato più sul lato streaming, decisione non permanente concordata da me e dall’organizzazione insieme, non ha negato la mia competitività né ha ridotto i miei standard. Credo di avere molta esperienza a livelli alti di gioco e quindi il livello della Overwatch World Cup non mi spaventa assolutamente, tantomeno l’ambiente LAN dove si giocherà, che non mi ha mai creato alcun tipo di pressione. Se anzi giocare offline ha un’influenza su di me, è quella di tirar fuori il mio meglio che normalmente non vedreste da un DragonEddy in stream o in una semplice partita. Il mio ardore per il pro gaming è rimasto lo stesso e voglio dimostrarlo!

 

 

Adnar, sei un po’ il papà spirituale della nazionale ed anche il suo motivatore. Ti senti molta pressione addosso per questi ruoli?

Sicuramente sono dei ruoli che mi porteranno ad avere molta attenzione a quello che dico ed al modo in cui lo dico… Ho avuto altre situazioni al di fuori di OW, come quando ero un giocatore semipro di basket, quindi so che quando comunichi, anche attraverso i gesti visto che in LAN saremo uno vicino all’altro, devi farlo bene. Mi fa piacere avere questo ruolo, mi piace essere messo in discussione e per me è una sfida e mi ci metto in gioco.


7 domande per i 7 Azzurri: ecco cosa ci hanno detto i giocatori della nazionale 
Gabriele "theGabro" Colombi

Nerd. Amante di giochi e videogiochi, Gabriele spende la sua infanzia tra un monitor e una console, e all'università scopre il fantastico mondo degli eSport. @theGabro_ su Twitter.

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