La Nostra Intervista a Roberto “Slim” Zappia

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Nella cornice del Lucca Comics & Games 2019 abbiamo avuto il piacere di fare quattro chiacchere con Roberto “Slim” Zappia. Caster per l’evento organizzato da Esl Italia nella Cattedrale di San Romano e giocatore/appassionato di Magic. La nostra intervista tratterà non solo di esport e Magic ovviamente, ma ci soffermeremo con lui su molti aspetti dell’informazione esportiva nel nostro Paese.

La Nostra Intervista a Roberto “Slim” Zappia

Roberto “Slim” Zappia per Powned.it

Ciao Roberto e benvenuto. E’ la tua prima esperienza a Lucca?

<< Sì, è la mia prima esperienza a Lucca. Non sono un grande amante delle fiere del fumetto in generale. >>

Come ti stai trovando?

<< Sono arrivato qui domenica sera(27 Ottobre) e già da martedì iniziava ad esserci troppa gente, e vi ricordo che la fiera era ancora chiusa. Mercoledì ho cominciato a realizzare quanto gente ci fosse realmente e molti miei amici mi dicevano “non hai idea di quanta gente ci sarà per il fine settimana”. Oggi è il primo di novembre ed è festa, quindi devo dire che non mi aspettavo un numero di persone così elevato. Quasi non si cammina. Faccio un po’ fatica perchè mi sento lontano da questo mondo, nonostante sia parte del mondo del Gaming. Reputo che siano due cose separate. >>

Cosa ne pensi della manifestazione e della Città?

<< Mi piace molto il “colore” che ha il tutto. La particolarità della città è che le famiglie e i turisti che non hanno nulla a che fare con questo mondo si preparano per l’occasione. Ho visto ad esempio qualche scolaresca con in testa alla fila le maestre vestite, una da Topolino e l’altra da stregone, con i bambini dietro di loro vestiti da scope come la nota scena di Fantasia. Ed è bello per questo motivo, riuscire a far rivevere ai ragazzi una manifestazione del genere con una leggerezza che probabilmente gli adulti stessi non hanno. >>

Per quanto riguarda gli eventi esports, come ti sono sembrati quelli organizzati quest’anno a Lucca?

<< Per quanto riguarda la parte esport Lucca è sicuramente suggestiva per l’atmosfera. L’essere, ad esempio, in una cattedrale(sconsacrata n.d.a.) permette all’audio di rimbombare in modo particolare duranti gli applausi degli spettatori, il chè è, di per sè, un effetto che non potresti ottenere da nessun’altra parte. Abbiamo anche qualcosa della sacralità di questo posto, in cui io mi ci rivedo molto, dal momento che per me questo mondo è, non dico sacro ma quasi. Credo che sia stato organizzato all’altezza della situazione inoltre. Aggiungo che, negli ultimi anni e soprattutto negli spettacoli dal vivo, l’Italia ha fatto dei passi in avanti incredibili. Già semplicemente l’evoluzione degli ultimi mesi con la Milan Games Week e questo Lucca 2019 dimostra che stiamo andando nella direzione giusta. >>

Inerente la sua performance di Caster: << Per quanto mi riguarda credo di aver fatto, tutto sommato, una buona impressione. Anche perchè è più facile farlo quando sei “dietro le quinte” e non immerso nel pubblico come alla Milan Games Week. Può capitare che le persone possano, senza volerlo, distrarti. Credo inoltre che Esl Italia e Pro Gaming abbiano fatto un buon lavoro non solo per quest’evento ma anche per la finale di Quake(Quake Pro League) che si terrà oggi pomeriggio. Forse l’unica piccola nota di demerito(in generale sulla manifestazione)è che mi sarei aspettato un po’ più di gente da subito, anche se immagino sia normale che per una manifestazione del genere la maggir parte del pubblico sia concentrata sul fine settimana. Anche per quanto riguarda la direzione dell’evento streaming credo che sia stato ben organizzato. Ovviamente c’è da lavorare e migliorarsi su ogni cosa, e qui ci metto anche un po’ di autocritica. Altra piccola nota, e mi autoaccuso di questo, è che sto cercando di usare meno inglesismi possibili. Soprattutto grazie ad un’analisi e un ascolto basato sul nostro lavoro di casters mi rendo conto quanto sia complicato non usarli. >>

Parlando appunto delle tue passioni. Sappiamo che sei un appassionato giocatore di Magic, che ne pensi del nuovo formato Pioneer?

<< Allora, la risposta secca dovrebbe essere: “Sono in silenzio stampa”. Ammetto di essere un po’ contrariato da come la Wizards stia trattando il nuovo formato, che è bellissimo ed è bellissima anche l’idea. Ma in questo periodo di transizione in cui stiamo aspettando qualcosa in più su Magic Arena, rimaniamo in bilico con il formato Historic, il Pioneer e il draft con i bot e credo che il Panel dedicato poteva essere una grande occasione per mostrare qualcosa. Avrebbero potuto introdurre, non dico il Modern, ma almeno il Pioneer, che sarebbe stato più facile tecnicamente, anche se sappiamo che non ci sarà per Arena. Detto questo credo che il formato sia bellissimo; Magic aveva bisogno di questo genere di cose dal momento che il Modern un po’ ristagna. L’unico vero problema(del Modern) è che si tratta di qualcosa di molto lontano dalle generazioni attuali. Il pubblico che si è creato con Arena non può passare a formati Eterni del cartaceo quando si parte da un’espansione del 2003. Di conseguenza bisognava avvicinarsi a questi giocatori e il Pioneer è un’ottimo compromesso. >>

Sulla Banlist(l’intervista è datata 01/11/2019): << Ancora deve uscire qualcosa di ufficiale ma ci sono parecchi mazzi interessanti che stanno venendo fuori, dando la possibilità ai nuovi di fare un po’ di Theory Crafting/DeckBuilding che è una delle cose che piace di più in Magic soprattutto rapportato ad un nuovo formato. Cosa che, ad esempio, in Standard per una questione di numeri, non si potrà mai fare al 100%. In conclusione credo che sia un ottimo formato, un’ottima idea ma vi “bacchettiamo”per non averlo messo su Arena!>>

Quali saranno, secondo te, le carte problematiche del formato?

<< La domanda è increbibilmente tecnica dal momento che il formato è nuovo e probabilmente ci sono delle combo che ancora non sono state scoperte. Uno dei mazzi sul quale si è cercato di costruire qualcosa attorno è, per esempio, la combo tra Saheli e Felidar Guardian anche se in realtà non credo ci sia qualcosa di sbagliato in quanto è una combo abbastanza lenta e credo ci sono delle risposte. Penso che si parli più di carte problematiche che di interazioni. Da quello che ho visto su MTGO il verde sembra essere parecchio giocato; la combo Oko + Nissa è molto forte anche in questo formato. Oko turno due è di difficile gestione anche in Pioneer soprattutto perchè, più si va’ indietro con il tempo, e più i vari Artefatti “game breaking” vengono fermati da Oko. Per quanto riguarda invece il power level delle fetch lands credo, e sono contento di questo, che rimarranno fuori dal Pioneer, anche perchè è un formato pensato anche per i nuovi giocatori che, non avrebbero modo di recuperarle facilmente. >>

Torniamo sugli esports: La situazione dell’informazione esportiva italiana è in salute secondo te?

<< Sarò un po’ duro sull’argomento perchè è una cosa a cui tengo particolamente: vado controcorrente; io non credo che l’informazione sia fatta nel momento giusto per due motivi principali: dall’esterno verso l’interno e dall’interno verso l’esterno. Sulla prima, la comunicazione interna passa da troppe penne, creando troppo caos e molta “ignoranza” per quanto riguarda soprattutto le parti tecniche. Dal gioco fino alla ricerca delle fonti ad esempio. Il chè ci rende un passo indietro rispetto a tutta l’informazione che invece gira nel mainstream e che riguarda gli sport maggiori o i fatti di cronaca. La ricerca delle fonti, in special modo, è un grosso problema dell’informazione in Italia. Troppe volte una notizia fa’ il giro delle testate senza essere verificata e questo mi lascia basito perchè so quanto siano valide le persone che lavorano in questo ambito. Mi rendo conto però che non è facile reperirle, in quanto ci sono pochi fondi dedicati all’informazione esportiva in generale. Sono poche le testate che investono su i giornalisti in grado di scrivere e di reperire delle fonti e sono poche le testate che investono negli spostamenti degli stessi all’esterno. Ricordiamoci che è proprio da lì che arrivano le notizie. Secondo me, inoltre, mancano anche degli investimenti per quanto riguarda le organizzazzioni stesse, che poco si concentrano in uffici stampa e in conferenze. Anche i Team stessi fanno passare poche informazini e questo oggettivamente è un problema che fa risultare le testate, e chi ci lavora, quasi “amatoriali”. >>

E dall’interno verso l’esterno?

<< Io credo che sia sbagliata la rincorsa degli interni al mainstream per il fatto che è un tipo di comunicazione semplicemente diversa. Lo spettatore non interessato al mondo esport deve essere trattato come uno spettatore assolutamente nuovo a cui devi dare delle linee guida nuove. Il linguaggio non può essere lo stesso che funziona per un Recap di una partita di League of Legends ma deve partire da basi completamente diverse. Si potrebbe partire, ad esempio, da linguaggi conosciuti in base al settore: In Italia bisogna parlare un linguaggio molto simile al calcio o alla cronaca. Far avvicinare le persone per quanto riguarda fatti che a loro interessano. Pretendere che l’esport venga sbattuto a tutti i costi e su tutte le testate giornalistiche più importanti è un errore, perchè sono cose che non interessano. Esempio specifico: La cronaca è una cosa che farebbe indignare qualunque persona. Un omicidio, fatti di mafia o di droga più o meno interessano a tutti. Invece il vincitore di una tappa di ciclismo fatta in Spagna è una cosa che ovviamente non interessa a nessuno, o solo a chi è appassionato di ciclismo. E non credo neanche che un appassionato di ciclismo pretenda che a tutti venga “sbattuta in faccia” questa realtà solo perchè esiste. Fa’ notizia se c’è un italiano coinvolto oppure in occasioni di un evento particolarmente importante. Ma non a tutti i costi vedremo sul giornale qualcuno che parla di ciclismo. Ecco, lo stesso discorso vale per gli esports. Inutile pretendere che questo venga messo in ogni dove aspettandosi che qualsiasi evento italiano abbia risonanza mediatica per i media nazionali(non per quelli interni). Credo sia un’idea sbagliata passare al “grande pubblico” in questo modo perchè vieni visto semplicemente come un “geek” o un “nerd” che vuole far passare una comunicazione che non interessa. Ci vorrebbe una grande penna interna che abbia modo di collaborare con un grande media, che si occupa di fare comunicazione ad alti livelli, e nel giro di quattro o cinque anni dare modo e tempo alle persone di capire come si comunica in questo settore. >>

Hai parlato di fonti non certificate. Hai qualche esempio a riguardo che ti ha fatto pensare che possa essere sempre così?

<< E’ una domanda molto scomoda ma voglio cercare di entrare meglio nel dettaglio per aprirci a questo discorso. Nel giornalismo la ricerca delle fonti è la cosa principale. Non puoi pubblicare un articolo o un reportage su una cosa di cui non si è assolutamente certi che sia accaduta in quel modo. Il problema qual è? come dicevo prima è impossibile avere la certezza se non lavori sul campo. Quindi una notizia che arriva dall’agenzia X o dall’organizzazione Y passa in base a quello che questa entità ti dice e che non necessariamente è veritiera. Nell’ultimo periodo c’è stata parecchia disinformazione riguardo ad eventi anche parecchio importanti pèrchè, non essendoci controllo della fonte, è l’organizzazione che decide quale informazione far arrivare. E siccome i giornalisti non hanno modo di controllare nel dettaglio, quell’informazione viene presa per valida. Arriviamo al punto in cui se la testata più importante o più nota la pubblica allora automaticamente diventa vera per tutti. Il problema è che, per quanto riguarda il settore esport, non credo che ci sia un giornale che possa dire di avere l’autorevolezza della diffusione delle notizie per questo settore a livello nazionale. E questo della cascata è un vero e proprio problema perchè poi arrivano fonti poco attendibili anche all’utenza finale. E’ questo che ci rende ancora più amatoriali agli occhi di chi questo mondo lo guarda con diffidenza. Questo accade perchè siamo in un’era molto triste in cui il nome del contenuto è più importante del contenuto stesso. >>

In conclusione sono tatissimi gli spunti di riflessione che sono stati forniti durante l’intervista e le molte chiaccherate in quel di San Romano a Lucca. Siamo, inoltre, sicuri che queste parole potranno non solo interessare e redarguire un’utenza media che spesso è soggetta a queste procedure ma anche far aprire gli occhi su una più coscienziosa informazione a riguardo.

Ringraziamo Roberto “Slim” Zappia per il generoso tempo concesso. Alla prossima intervista sempre qui, su Powned.it

Davide "Tyrann" Giungato

Affascinato sin dalla tenera età di videogiochi dei più svariati generi e soprattutto dai Giochi di Carte Collezionabili. Approdo al lato "competitivo" del gaming per pc con Hearthstone nel 2015 per poi decidere di provarli TUTTI; da Faeria a Duelyst e da TES: Legend a MTG: Arena. Giungo poi su Gwent e trovo Powned.it nel novembre del 2017 dove comincio a scrivere di Gwent e di tanto altro. Da sempre appassionato di discussioni sui CCG, trovo interessante parlare per ore e ore di come un buon drop a 2 possa cambiare le sorti di una intera partita.. e anche del mio tempo!