Zeri: ecco tutto il kit del nuovo campione

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Dopo giorni di attesa e di curiosità crescente, possiamo oggi mostrarvi tutto il kit di Zeri, il nuovo campione di League Of Legends. La nuova tiratrice avrà un gameplay davvero particolare, che si discosterà abbastanza da quello a cui siamo abituati.

Gli sviluppatori le hanno voluto dare una mobilità costante, che le permette di rimanere incollata ai nemici durante i fight e le fasi di linea. Il suo punto più peculiare rimane la Q, visto che è un modo completamente nuovo d’intendere i tiratori in generale.

Insomma, il nuovo campione ha tutte le carte in regola per prendersi la Landa con prepotenza, facendosi strada nelle tier della corsia inferiore.

Il kit di Zeri

P-Batteria vivente

Ogni volta che riceve uno scudo, Zeri ottiene velocità di movimento. Quando infligge danni a uno scudo nemico, ne assorbe l’energia, ottenendone uno a sua volta.

Q-Fuoco a raffica

Passiva: gli attacchi base di Zeri infliggono danni magici, crescono con il potere magico e sono considerati un’abilità. Il movimento e il lancio di Fuoco a raffica accumulano energia nello Zaino scintilla di Zeri. Quando è completamente carico, il suo successivo attacco base rallenta il nemico e infligge danni bonus.
Attiva: Fuoco a raffica spara una raffica di 7 proiettili che infliggono danni fisici al primo nemico colpito.
Fuoco a raffica cresce con l’attacco fisico ed è considerato un attacco; il primo proiettile applica gli effetti sul colpo. La sua ricarica corrisponde al timer dell’attacco base.

W-Laser Ultrashock

Zeri spara un impulso elettrico che rallenta e danneggia il primo nemico colpito. Se l’impulso colpisce un muro, un laser a lungo raggio parte dal punto di impatto.

E-Scarica di scintille

Zeri scatta per una breve distanza ed energizza i 3 lanci successivi di Fuoco a raffica, che ora sono in grado di trapassare i nemici. Zeri salta oltre o corre accanto a qualsiasi terreno verso cui scatta, in base all’angolazione. Colpire un nemico con un attacco o un’abilità riduce la ricarica di Scarica di scintille.

R-Schianto elettrico

Zeri scarica una potente scossa elettrica, infliggendo danni ai nemici vicini e sovraccaricandosi per una durata moderata. Mentre è in sovraccarico, Zeri ottiene danni aumentati, velocità d’attacco e velocità di movimento. Attaccare i campioni nemici ripristina la durata del sovraccarico e aggiunge un’altra carica di velocità di movimento. Quando Zeri è in sovraccarico, i danni di Fuoco a raffica si concentrano in un rapido colpo triplo che fa rimbalzare fulmini tra i nemici.

LEC: la resurrezione di Wunder

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La seconda giornata della LEC ci ha regalato un match of the week, giocato tra VitalityFnatic, in cui Wunder è rinato come giocatore. Lo scontro tra le due corazzate è stato bellissimo, in quanto ci ha offerto giocate spettacolari da entrambe le parti.

Ma c’è stato spazio anche per i Rogue in questa serata, dato che anche loro sono riusciti a portarsi a casa un 2-0 convincente. Scivolano, invece, i campioni in carica dei MAD Lions, beffati dagli SK Gaming dopo oltre 50 minuti di partita.

Insomma, un altro giorno da incorniciare per il campionato europeo, che diventa sempre più interessante dopo soltanto due giornate.

La seconda giornata della LEC

Chi va piano va sano e lontano

Diciamo la verità: chi mai avrebbe scommesso un euro sul 2-0 dei Rogue? Pochissimi, se non nessuno. La squadra, però, sta continuando a sorprendere tutta la LEC. Infatti l’adattamento di Malrang continua ad essere costante e, come ieri, ha detto la sua anche nella vittoria sui Misfits Gaming.

Da lodare anche la performance di Comp, che continua ad essere decisivo ed ha giocato una Jinx spettacolare. Oggi, però, la differenza l’ha fatto il buon Odoamne. Il toplaner rumeno ha preso per mano la sua squadra e l’ha condotta verso la vittoria, grazie ad un Renekton letteralmente fuori di testa.

La riscossa dei BDS

La partita di oggi doveva essere una completa riscossa per gli Excel, pronti a ripetere e migliorare la bella prestazione offerta nella giornata di ieri. E così è stato, ma ad un certo punto qualcosa è andato storto. Molto storto. Inizialmente, infatti, il team inglese stava dominando i BDS, capitalizzando su un vantaggio guadagnato da Finn in toplane ai danni di Adam.

Con il passare dei minuti, il vantaggio degli XL continuava ad accumularsi, grazie anche ad una buona gestione delle rotazioni e dei fight. Purtroppo, però, il piano è saltato intorno al minuto 32. I BDS hanno preso coraggio, iniziando a vincere le schermaglie grazie alle zone di nebbia create dalla Landa Chemtech.

NUCLEARINT con Syndra è stato un fattore determinante nella vittoria della sua squadra, e le sue imboscate sono state letali in più occasioni. Fatale è stato un fight al minuto 37, dopo il quale i BDS si sono portati a casa una partita sudatissima.

La forza dell’anima Chemtech in LEC

Se nella partita precedente le zone di nebbia della Landa Chemtech sono state decisive nella vittoria dei BDS, in questo caso ci ha pensato l’anima Chemtech a sparigliare le carte. Nelle fasi iniziali del game, i MAD Lions avevano imposto la loro supremazia sulla mappa, costruendosi un buon vantaggio su delle azioni davvero ben strutturate da Elyoya.

Dal minuto 20 in poi, però, gli SK Gaming hanno rialzato la testa, ricucendo lo strappo creatosi in precedenza ed assicurandosi obiettivi e kill. La conquista dell’anima Chemtech è stata davvero determinante per loro, in quanto sono riusciti a vincere anche diversi fight che dovevano essere persi.

In molte occasioni i giocatori degli SK hanno fatto degli errori decisivi che hanno favorito gli avversari, ma l’anima ha dato quel boost in più che gli ha permesso di recuperare tutto quello che avevano sbagliato. A causa di questa ragione, il game si è protratto ben oltre la durata media, concludendosi solo dopo 50 minuti in favore proprio degli SK Gaming.

Quasi sul velluto

La partita giocata tra G2 Esports ed Astralis è stata a dir poco strana. Infatti doveva essere una pratica piuttosto semplice per il team spagnolo, ma alla fine i danesi hanno saputo dire la loro in diverse occasioni. La draft particolare dei G2, che vedeva Seraphine come APC nella corsia inferiore insieme a Pyke, ha avuto la meglio ed ha fruttato un vantaggio considerevole.

I continui roaming di Targamas hanno mandato completamente in confusione Dajor, incapace di rispondere correttamente a Caps ed al suo supporto. Un destino simile ce l’ha avuto anche la corsia superiore, dominata da JankosBrokenblade.

Nonostante questo, la vita dei G2 non è stata facile come previsto. Infatti, uno splendido Whiteknight con Kennen, ha tenuto a galla la sua squadra per diversi minuti. Purtroppo, però, la poca coordinazione degli Astralis è stata decisiva ancora una volta.

G2 sono stati bravi nello sfruttare i molti errori degli avversari, portandosi a casa dei fight piuttosto semplici da vincere ed anche la partita.

Bentornato, Wunder

La serata della LEC si è conclusa con il match of the week, giocato tra le due corazzate dei Vitality e dei Fnatic. I due si sono scontrati in una partita spettacolare, che ha regalato giocate di altissimo livello da entrambe le parti. Perkz e compagni erano riusciti a trovare un vantaggio davvero mostruoso nelle prime fasi di partita, guidati da un Selfmade in palla con Qiyana.

La squadra è riuscita a ribaltare anche un dive andato malissimo, disinnescato da un Wunder splendente, che ha preso ben due kill in un 3v1. Nonostante il vantaggio dei calabroni fosse abnorme, durante le fasi di teamfight i Vitality hanno spento la luce.

La determinazione e la maggiore organizzazione generale dei Fnatic hanno avuto la meglio, con Wunder a fare da direttore d’orchestra con i suoi ingaggi. Ad un certo punto il suo Gragas era diventato letteralmente immortale, e si gettava nel vivo dell’azione per guadagnare spazio e tempo per Upset (con Jhin), Razork (con Viego) e Humanoid (con LeBlanc) che dovevano soltanto pulire.

Una vittoria davvero scintillante per gli arancio-neri, che si portano a casa un punto importantissimo e volano in testa alla classifica con un 2-0 importante ed ottenuto ai danni dei diretti rivali dei Vitality.

league of legends xqc

xQc scatenato contro Riot: secondo lui i player di LoL sono troppo “protetti”

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Dopo la polemica di qualche tempo fa che aveva visto xQc coinvolto in una diatriba decennale tra Dota e League of Legends, lo streamer più visto del mondo (nel 2021) è tornato a far parlare di sé in seguito ad una sfuriata in live contro Riot Games, rea secondo lui di proteggere troppo i giocatori.

Come tutti i giochi sul mercato da molti anni, anche League of Legends è più volte stato sottoposto a modifiche e bilanciamenti, sia per quanto riguarda il gameplay in sé, sia per quanto riguarda la qualità della vita dei giocatori, ma queste modifiche non vengono sempre apprezzate da tutti.

Tra questi anche Felix ‘xQc’ Lengyel, figura importantissima nel panorama internazionale del gaming e dello streaming ed incontrastato Re di Twitch del 2021, che in live non ha risparmiato le critiche per la rimozione di alcune vecchie feature che tendevano a creare problemi tra i giocatori.

Mentre si trovava insieme ad un amico in schermata di caricamento, xQc si è lamentato dei tempi prolungati per entrare in partita. Il collega streamer Ray_C ha poi spiegato a Lengyel che la precedente schermata che mostrava chi non avesse ancora completato il caricamento era stata rimossa per prevenire che qualcuno venisse flammato per le scarse prestazioni della propria connessione e del proprio PC.

”Ah sì mi ricordo’‘ – ha poi risposto con un certo nervosismo xQc – ”Poi però la gente veniva bullizzata per il proprio PC e poi rimuoviamo questo perché la gente viene bullizzata per il proprio winrate, i profili? rimossi perché la gente veniva bullizzata per le proprie stats, e quest’altro? Rimosso perché le persone venivano bullizzate per i loro pick’

”Oddio ragazzi, e poi cosa? Nascondiamo il nome? Nascondiamo il campione che giochiamo? Anzi sapete cosa? Rimuoviamo proprio lo score, nascondiamo la mappa, nasconderemo l’intero gioco… Anzi ecco, banniamo proprio il gioco, banniamo i computer, banniamo i monitor!”

Sebbene queste dichiarazioni possano sembrare (e lo sono, a nostro avviso) provocatorie nei confronti degli sviluppatori, a detta di xQc troppo attenti alle esigenze ed alla sensibilità dei player, é ovvio che anche a queste azioni capillari ed attenzione ai dettagli che League of legends regna nel mondo del gaming da ormai più di un decennio.

Cosa ne pensate? Come al solito non mancate di farci sapere la vostra con un commento qui sotto, oppure in community!

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Zeri e Neon

Zeri e Neon non sono la stessa persona: Riot costretta a smentire le teorie dei fan

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In un recente articolo, pubblicato sul sito di Valorant, gli sviluppatori hanno dovuto smentire le teorie dei fan su ZeriNeon. Il campione di LoL e l’agente dello sparatutto tattico condividono un design molto simile, ed in tanti hanno pensato che fossero in realtà la stessa persona.

A causa di questo motivo, Riot è stata costretta a fare chiarezza. Il team ha spiegato come sono nati entrambi i personaggi, rivelando uno sviluppo condiviso già esplicitato qualche giorno fa. Purtroppo in tanti non hanno capito bene le cose.

Oggi andiamo a leggere quanto dichiarato dagli sviluppatori stessi, per capire come sia andato questo sviluppo simultaneo e condiviso.

Lo sviluppo di Zeri e Neon

Premessa

“In passato abbiamo già parlato di come creiamo gli agenti, e parliamo spesso della creazione dei campioni di League of Legends. Questa volta vogliamo spiegarvi un po’ più in dettaglio come abbiamo creato Neon, perché ci siamo mossi in modo un po’ diverso dal solito. Ma prima, un breve riepilogo.

Creiamo gli agenti attraverso un processo chiamato DNA (Design, Narrativa, Arte visiva). Un progettista di gioco, un autore narrativo e un bozzettista vengono assegnati a un nuovo agente, e inizialmente c’è solo un’idea concettuale; per esempio, un obiettivo di progettazione, narrativo o di diversità, come realizzare un nuovo Radiante o un altro Assassino da aggiungere alla rosa, o esplorare un’altra regione del mondo con un personaggio che viene da lì.

Da qui, il team principale (perché sono coinvolte molte più persone oltre a quelle del DNA) parte con il brainstorming… tanto brainstorming. I vari membri del team lanciano idee, creano prototipi cartacei, scrivono biografie lampo e disegnano bozzetti in quantità.”

Evoluzione

“Lentamente, inizia a prendere forma un personaggio unico, coerente e che aggiunge qualcosa di interessante alla rosa degli agenti già presenti. E poi… bam! Ecco 500 file chiamati versione_finale_superfinale_FINALISSIMA, centinaia di animazioni, mesh che si distorcono in posti improbabili, effetti sonori a caso… Un attimo, perché ha le texture del viso sulle mani? Oh guardate, abbiamo un agente!

Finalmente lo pubblichiamo, arrivano subito una marea di criticoni su Reddit a lamentarsene, Twitter viene travolto dalle fan art e tutti vanno a dire peste e corna dei Rioter in chat.

Però, questa non è la storia di Neon.

Sentite: anche noi bazzichiamo Internet. Abbiamo letto una miriade di teorie dei fan e tutti i confronti tra Neon e Zeri, il nuovo campione di League of Legends. Mettiamo ufficialmente le cose in chiaro: no, non sono lo stesso personaggio, no, non sono collegati, ma sì, sono stati creati insieme dai team di VALORANT e League of Legends.

Com’è nato tutto? Facile. Come spesso accade, il capo del team degli agenti John “Riot MEMEMEMEME” Goscicki e il capo del team dei campioni di LoLRyan “Reav3″ Mireles stavano tramando qualcosa.”

Condivisione

“Parecchio tempo fa, stavamo pensando a cosa fare in occasione dell’uscita di Arcane (la nuova serie animata di League of Legends su Netflix; guardatela). Si trattava di un momento d’importanza storica per tutti noi in Riot, così ho mandato un messaggio a Goscicki per chiedergli che ne pensava di lanciare un agente e un campione insieme durante l’evento” ricorda Mireles.

“L’idea era sensata, molti membri del team degli agenti di VALORANT avevano lavorato in precedenza nel team dei campioni (compreso Goscicki) e abbiamo molte procedure in comune. Inoltre, molti fan di Riot giocano sia a League of Legends che a VALORANT. Così, abbiamo pensato che sarebbe stato bello permettere loro di usare questi due personaggi in entrambi i giochi” racconta Mireles.

“Ricordo che ancor prima di quella chiacchierata ci mandavamo già messaggi dicendo «Prima o poi dobbiamo creare dei personaggi insieme. Un giorno faremo una collaborazione, e sarà fantastico»” racconta ridendo Goscicki. “E poi, quando si è presentata questa opportunità, ci siamo chiesti «È DAVVERO ARRIVATO IL MOMENTO?» Ebbene sì, il momento era arrivato davvero.”

Cosa fare?

Ma prima di cominciare, il team doveva capire cosa fare.

League of Legends e VALORANT sono giochi molto diversi. Certo, sono entrambi giochi online competitivi creati da una piccola azienda indie che ha un debole per nerfarvi il vostro personaggio preferito. Ma LoL è ambientato in un mondo fantasy in cui i campioni usano le abilità per ottenere uccisioni, mentre in VALORANT quello che conta è sparare, e non si uccide con le abilità (o almeno così dicono). Gli agenti le usano per creare opportunità tattiche per sfruttare al meglio la situazione.

Mireles e Goscicki hanno dovuto quindi dedicarsi a un po’ di lavoro preparatorio prima di immergersi nello sviluppo.

“Quando cominciamo a lavorare con i nostri team, di solito abbiamo degli obiettivi piuttosto chiari. Ma con Zeri e Neon… non sapevamo come muoverci” ammette Mireles.

“In League of Legends abbiamo una grande varietà di obiettivi in termini di ruoli, regioni, generi e stili di gioco. Anche VALORANT ha più o meno tutto questo, ma in un modo molto diverso rispetto a LoL. Per questo motivo, dovevamo assicurarci di trovare qualcosa di adatto ad entrambi i giochi, e che ovviamente piacesse ai giocatori. Altrimenti, se i nostri personaggi non fossero interessati a nessuno, a che pro fare tutto questo?” chiede Mireles.

I personaggi dovevano funzionare anche singolarmente. Certo, alcuni di noi seguono entrambi i giochi, ma la maggior parte ne sceglie uno e gioca solo a quello. E per quanto inserire in VALORANT un bel ragazzo coreano muto che uccide con armi lunari magiche donategli dalla sorella gemella che vive nello spazio solo perché Aphelios esiste in League of Legends possa essere un’idea divertente, non vuol dire che all’atto pratico funzionerebbe.

Quindi, battute a parte… come accidenti si creano insieme un campione e un agente? La risposta è semplicissima: unendo le forze.

Fonte di potere

“Sono un grande fan di VALORANT. Quando è uscito, ho parlato con alcuni dei progettisti di gioco del team e ho detto loro «Prima o poi piacerebbe creare un agente anche a me…» Così, quando si è presentata quest’opportunità l’ho colta al volo!” racconta ridendo il progettista gioco August “August” Browning. “Creare due personaggi insieme ha significato affrontare una serie di sfide tutte nuove, e come progettista è stato divertente e stimolante. Dovevamo trovare una fonte di energia condivisa, qualcosa che potesse funzionare sia in League of Legends che in VALORANT. Dovevamo capire se le loro personalità fossero simili, oppure opposte e complementari… C’erano tante domande a cui dover trovare risposta.”

Partiamo dalla fonte di energia.

League of Legends è un mondo con infinite possibilità relative alle fonti di energia per i suoi campioni. C’è un drago spaziale che ha creato il cosmouna bambola con delle forbici magiche e una vera e propria montagna (la cui suprema è muoversi velocissimo… non fate domande). VALORANT ne ha due: tecnologia e radianite.

Raze lancia granate, Killjoy usa robot e Cypher è una specie di ispettore Gadget. Phoenix scaglia dardi abbaglianti, Jett usa il vento e Sage fa risorgere gli alleati abbattuti proprio davanti a un nemico con l’Operator. Con questi presupposti, il team ha deciso di valutare qualche idea per una fonte di energia che andasse bene per entrambi i giochi.

Brainstorming

Durante il brainstorming, i bozzettisti Konstantin “Zoonoid” Maystrenko, Nancy “Riot Sojyoo” Kim e Gem “Lonewingy” Lim hanno discusso dei denominatori comuni tra League of Legends e VALORANT. Il primo elemento è la velocità.

VALORANT premia gli spostamenti tattici, le giocate rischiose, gli attacchi sui fianchi silenziosi… e quella flash che acceca tutta la vostra squadra proprio mentre irrompete nel Punto. In League of Legends, invece, bisogna tuffarsi in corsia centrale usare i teletrasporti per aggirare gli avversari e gestire al meglio tutte le corsie. E sebbene esistano tanti agenti molto mobili (non se ne può più di Jett!), nessuno incarna davvero il concetto di velocità.

“L’utilizzo costante della velocità da parte di Neon è ciò che la rende l’agente più mobile di VALORANT”, spiega il progettista di gioco Ryan “rycou” Cousart. “Rivoluziona completamente il concetto di velocità e mobilità nel gioco, e metterà davvero alla prova la capacità dei giocatori di prendere decisioni immediate con un’Assassina. Grandi rischi, ricompense elettrizzanti.” 🙂 LOL (Cousart ha insistito.)

Ma “muoversi velocemente” non è una fonte di energia. Certo, è divertente superare in velocità la squadra avversaria, ma a parte “correre tanto” cos’altro avrebbero dovuto saper fare i due personaggi? Così, il team ha cercato di trovare una fonte di energia, qualcosa che spiegasse perché Neon e Zeri sono così veloci.

“Alla fine abbiamo scelto l’elettricità, che si prestava bene al concetto di velocità”, dice Lim. “Ma c’era anche questo interessante collegamento alla nazione dalla quale volevamo provenissero questi personaggi: le Filippine. Sono cresciuta a Manila, e avevamo in mente da tempo di creare un personaggio filippino. Era una cosa alla quale tenevo molto. A Manila abbiamo parecchi blackout, e problemi con l’elettricità in generale. Ci è sembrato un bel collegamento.”

Elettricità di Zeri e Neon

L’elettricità è anche utile a definire chi sono questi personaggi.

“Quando abbiamo visto i bozzetti relativi all’elettricità, ci siamo legati a questa idea narrativa di anodo e catodo. Entrambe condividono quest’idea di lottare per le loro comunità, ma volevamo che fossero due personaggi distinti”, spiega l’autore narrativo Michael “SkiptoMyLuo” Luo.

“Neon è la carica negativa, Zeri quella positiva. Neon è un tipetto difficile, più circospetto, senza peli sulla lingua, sarcastico, pungente. Sembra disinteressata, ma in realtà ha a cuore le persone e vuole fare sempre la cosa giusta. Il contrasto con la personalità cordiale e luminosa (sebbene talvolta testarda e insofferente) di Zeri ci è sembrato un bel modo di collegare il tema dell’elettricità al loro carattere” aggiunge Luo.

Sia Neon che Zeri vengono da famiglie e comunità numerose e di grande supporto (ci siamo ispirati allo “spirito bayanihan” della cultura filippina), ma ciò che le rende diverse è il modo con il quale si rapportano ad esse.

“Neon viene da una grande famiglia nel cuore di Manila”, spiega l’autore narrativo Joe “Riot ParmCheesy” Killeen. “A differenza di Zeri, che accoglie a braccia aperte l’amore e il supporto della sua famiglia, Neon ne è schiacciata. La ama, e prova un grande senso del dovere nei confronti della sua comunità, ma è più introversa. Si tratta di una reazione diversa nonostante le radici simili, un concetto che ci è sembrato interessante da esplorare nel corso della creazione di questi personaggi.”

Perché no?

Ma unire le forze per realizzare insieme questi personaggi ha rappresentato comunque una sfida. E anche se facciamo tutti parte della stessa azienda, stiamo comunque parlando di due giochi completamente diversi.

“August ha tirato fuori alcune idee alquanto… interessanti per il gameplay nelle prime fasi dello sviluppo”, racconta ridendo Cousart. “Dopo aver deciso che avremmo lavorato sulla velocità, lui ha avuto l’idea che Neon potesse scattare in qualunque momento. Senza ricarica.

La velocità è un punto di riferimento su cui basarsi in maniera affidabile in VALORANT man mano che si impara il gioco. I professionisti e i giocatori di alto livello sanno esattamente quanto ci vuole per andare da un punto all’altro, perciò l’idea di stravolgerla completamente ci ha fatto venire gli incubi” continua.

Armi e fulmini dalle dita

Il motivo per cui Neon spara fulmini dalle dita è perché August voleva che Zeri usasse un’arma in stile VALORANT, così ho cercato di fare in modo che Neon non avesse un’arma.”

Un’altra idea iniziale per Neon era quella di avere delle MANI FULMINANTI, precise al 100% in corsa, che uccidevano con un colpo solo e la cui carica singola si ripristinava (ricordatevelo la prossima volta che vi lamentate perché qualcosa è troppo potente). Era sicuramente un’idea parecchio singolare, ma sarebbe stato troppo. Così, il team si è dato dei limiti più ragionevoli: niente colpi letali. E la ricarica sullo scatto? Ehm… Parliamone un attimo.

L’idea di Neon è di correre veloce e nel mentre fulminare gli avversari. Limitare il suo accesso alla velocità l’avrebbe resa poco scattante. Questo ha portato August e Cousart a chiedersi: vale la pena mettere in discussione quello che sappiamo del movimento in VALORANT?

“Alla fine, abbiamo deciso di dare a Neon accesso costante alla velocità, sempre, senza ricariche” dice August. “Invece di usare le ricariche, ne abbiamo limitato la potenza in altri modi. Per esempio, non ha le armi in pugno e può scattare solo in avanti o all’indietro. Questo vuol dire che ogni volta che si usa la sua velocità si corre un rischio, un po’ come quando si estrae il coltello per correre più velocemente. Abbiamo pensato che in generale avesse più senso per la tematica del personaggio, che è quella di correre veloce per lunghi periodi.”

Diversità e somiglianze

“August ci ha aiutato molto a mettere in discussione il modo con il quale creiamo gli agenti in generale, non solo Neon” spiega Cousart. “Ogni volta che trovava un limite che avevamo posto nella progettazione di VALORANT ci chiedeva «Perché no? Perché non possiamo farlo?» Questo ci ha insegnato molte cose: in primo luogo, in cosa VALORANT è diverso da League of Legends. Ma ci ha anche aiutato a capire le somiglianze.”

Cousart continua: “Non dico che ogni limite vada abbattuto, ma abbiamo imparato a metterli in discussione, invece di scartare le idee che li violano. Abbiamo imparato a conoscere meglio il nostro gioco, e a cambiare il modo con il quale approcciarci ai prossimi agenti.”

Ma niente paura. Se vi preoccupate di cosa significhi tutto questo per i nostri nuovi agenti, state tranquilli: il prossimo non sarà un Assassino.