Uno Mattina ed i videogiochi: ennesima occasione mancata per evitare magre figure.

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Durante la puntata di ieri di Uno Mattina, programma televisivo trasmesso da Rai Uno e condotto da Franco Di Mare, abbiamo assistito ad uno scambio di opinioni sui videogiochi tra la scrittrice Dacia Maraini  (classe 1936) e Lorenzo Favij Ostuni (diciannovenne youtuber italiano).
L’argomento principe, giusto per arricchire ulteriormente la discussione pressapochista e superficiale sui videogame nel nostro paese, era ovviamente la violenza che viene perennemente stimolata ai giovani dai videogiochi.
Franco Di Mare, in veste di (non) moderatore, ha introdotto alla discussione la scrittrice Maraini che ha dato fin da subito prova di profonda conoscenza del settore citando videogiochi dove l’obiettivo ultimo era quello di “investire con la macchina quanta più gente possibile“.

A questo punto, anche se siamo solo all’inizio dell’articolo, preferirei fermarmi ad analizzare quanto detto dalla scrittrice: il gioco di cui parla ovviamente non esiste e, pur di dire qualcosa, ha preferito cavalcare il deviante qualunquismo sull’argomento tipico dei media main stream citando giochi che solo lei ha avuto modo di vedere (come anche il gioco il cui obiettivo è quello di “squartare donne” di cui parlava Di Mare…).
Questo fatto diventa estremamente negativo oltre che pericoloso: chiamare a parlare su di una vicenda qualcuno che di quella vicenda non sa nulla è fortemente deviante oltre che scorretto nei confronti di chi, invece, si impegna quotidianamente (pur non avendo le potenzialità mediatiche di Rai uno) al fine di sdoganare dei fastidiosi quanto troppo frequenti luoghi comuni.

Oltre tutto questo, imbarazzante è stato l’uso che si è fatto della questione di genere all’interno dell’argomento “videogiochi”: parlare della donna trattata come un oggetto all’interno del mondo del games e della pubblicità degli stessi è ipocrita e pretestuoso se detto dagli studi di una emittente televisiva che trasmette, regolarmente, programmi in cui le varie vallette, letterine e pubblicità varie mostrano la donna in modo assolutamente più volgare di quanto invece possa fare il mondo dei videogiochi (e qui sarebbe interessante fare un excursus soprattutto sui videogiochi fantasy e su come in questi la figura della donna sia assolutamente paritaria rispetto alla controparte maschile ma sarebbe un qualcosa di troppo lungo che sicuramente approfondiremo in seguito).
Fatta questa lunga quanto imprescindibile premessa, continuiamo con il racconto del teatro degli orrori a cui, purtroppo, hanno assistito milioni di telespettatori.

L’argomento caldo fin qui esposto diventa bollente quando viene invitato in trasmissione Favij, uno dei più noti youtuber italiani di soli diciannove anni, a cui è stato dato l’onere di “difendere” il settore dei videogiochi.
In diretta skype Franco Di Mare (il conduttore, ndr) chiede a Lorenzo Ostuni (Favij) se secondo lui i videogiochi violenti stimolino le persone, e soprattutto gli adolescenti, a diventare a loro volta violente trasportando nella vita reale quanto vedono e fanno nel monitor.
A questo punto credo sia opportuno fare una nuova precisazione: a prescindere dal fatto che diversi studi hanno già bollato come “demenziali” questo genere di affermazioni (si veda la ricerca su più di 30 mila persone fatta dal “Personality and Social Psychology Bulletin” solo per citarne una), pensare che la violenza possa essere in parte ricondotta ai videogiochi sarebbe come affermare che, a seguito del successo della trilogia del Padrino, la mafia internazionale avrebbe goduto di una notevole crescita.
Sarebbe invece positivo se giornalisti di questo livello e con cosi tanto spazio mediatico a disposizione si focalizzassero sulle reali ragioni che possono portare un essere umano a manifestare fenomeni violenti come, tra gli altri, il disagio sociale, l’annichilimento della persona, la precarietà e la crisi economica (e sociale) che annienta, soprattutto nei giovani, ogni speranza di una vita più equilibrata e gratificante.
Ovviamente però, l’interesse primario è evidentemente quello di trovare un nemico, un pericolo, una minaccia e quindi, in uno stato arretrato come il nostro, i videogiochi ed internet sono dei perfetti capri espiatori.

Per finire, come se non bastasse quanto fin qui detto, il servizio si chiude con l’appello della Maraini nel tornare a riconoscere la “sacralità” del corpo umano messa in discussione, tra le altre cose, dal videogioco in se.
Questo punto è estremamente delicato visto e considerato che viviamo in un periodo storico estremamente difficile in cui l’abbrutimento sociale è altamente diffuso.
E’ assolutamente pericoloso ricondurre i videogiochi (anche solo lontanamente), che sono un qualcosa di “finto” e di “irreale” (non ci stancheremo mai di ribadirlo), alla mercificazione del corpo umano.
La sacralità del nostro corpo è messa in discussione dalla guerra civile in Ucraina e dalla crisi mediorientale (solo per citarne due ovviamente) e dalle motivazioni che spingono un uomo ad ucciderne un altro…non dal fatto che in un videogame sparo contro qualcuno.
Per lo stesso motivo per cui non è a seguito della visione di un Kolossal che narra la storia di un Boss mafioso o di un criminale che fonda la sua ricchezza sullo spaccio di droga che sento lo stimolo di uccidere qualcuno, stessa cosa vale per i videogiochi che, lo ribadiamo con forza, sono solo un piacevolissimo passatempo e fonte inesauribile di nuove ed importanti amicizie per molti e vera e propria professione e fonte di reddito per altri.

Per concludere, ci auguriamo che in futuro vengano chiamate persone di un certo spessore e che possono vantare una sicura conoscenza dell’argomento trattato come del resto avviene, quasi sempre, per i temi trattati in televisione.
Questo, oltre a servire realmente agli spettatori che potrebbero cosi ascoltare solo utili informazioni, contribuirebbe in modo inequivocabile alla destrutturazione della “mala informazione” e delle proclamazioni perbenistiche quanto vuote che purtroppo, specialmente in televisione, imperversano contro il nostro settore.

Per vedere la parte della puntata dedicata ai videogiochi andare al minuto 19

Stak

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Un disertore rivela: ‘in Corea del Nord, se non giochi a Dota, non sei considerato un uomo’

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Dota 2 – Un video coreano condiviso online a fine 2020, quindi poco più di un anno fa, è stato di recente ”riesumato” da alcuni utenti di Reddit che ne hanno tradotto alcuni passaggi, nei quali si evince perfettamente il difficile rapporto tra gli abitanti della Corea Del Nord ed il mondo dei videogiochi.

In particolare, il video sembrerebbe essere nato come una semplice intervista ad un disertore del regime, uno dei pochi fortunati che riescono ad uscire dai confini nazionali in cerca di fortuna ed una vita migliore, un’intervista che tratta principalmente il mondo del gaming.

Oltre ad offrire alcuni chiari esempi di quanto possa risultare difficile persino videogiocare in un luogo del mondo in cui molto spesso l’uso di internet è limitato, se non addirittura proibito, l’intervistato ha spiegato quanto nel paese sia importante giocare a Dota, ma non come vi aspettereste.

Esatto, perché proprio a causa della mancanza di una connessione ad internet accessibile, i giocatori sono costretti a ritrovarsi in case private dotate di computer, una sorta di primitiva sala LAN in cui, pagando un prezzo abbastanza modico, si può passare la notte a scontrarsi con un altro team di 5 persone, in uno scontro che termina solo quando l’altra compagine si arrende.

Quella che giocano, riportano i traduttori, è d’altronde una versione molto diversa di DOTA da quella che sicuramente ogni appassionato del genere MOBA conoscerà, con delle regole ben stabilite dal passaggio attraverso la tripla frontiera (Russia->Cina->Corea Del Nord). L’intervistato si è spinto anche ad importanti affermazioni, riportando che tra i ventenni di oggi, chi non gioca o addirittura non conosce DOTA, non è considerato un ”vero uomo”.

Nemmeno a farlo apposta, in questi giorni sono stati riportati alcuni dati sulla Corea del Sud, che ci parlano di un luogo dove invece è League of Legends, il competitor più diretto di DOTA 2 sul mercato, che continua a spopolare, attirando sempre più aspiranti professionisti ed aumentando a dismisura il livello competitivo della Lega Nazionale, la ben nota LCK.

Insomma, cosa ne pensate di questa storia? Avete letto o visto altre informazioni al riguardo? Come al solito non mancate di farci sapere la vostra con un commento qui sotto, oppure in community!

A North Korean defector says dota2 is gaining huge popularity in NK. from DotA2

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Team Spirit – I campioni russi di Dota 2 da 18 MILIONI $ ricevono i complimenti anche da Putin!

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I giovanissimi russi del Team Spirit sono infine riusciti ad aggiudicarsi l’ambitissimo titolo di campioni di uno dei tornei più prestigiosi dell’intero panorama esportivo: La Dota International, nella sua versione 2021. Per quest’anno l’Egida dei campioni é loro.

Non solo la gloria per questi prodigi del gaming, che portano a casa anche un cospicuo premio in denaro di oltre 18 MILIONI di Dollari; una cifra spaventosamente alta se confrontata anche con i prize pool di altre realtà videoludiche più famose dalle nostre parti, come League of Legends, che invece offre ai campioni ‘‘solo” 500.000 Dollari.

Accolti come eroi in patria, i giovani neo-campioni hanno ricevuto anche le congratulazioni del presidente Putin e del suo staff, che hanno a tutti gli effetti paragonato questo titolo ad una vittoria di un mondiale di calcio o qualsiasi altro sporto, tornando a mostrare ancora una volta la superiorità della mentalità russa (nell’ambito del gaming) rispetto al resto d’Europa.

Team Spirit campioni da 18 MILIONI di Dollari – Dota 2

Sulla faccenda é intervenuto, in un’intervista al canale “360”, Pavel Golubev, direttore dell’Associazione per lo sviluppo degli eSport in Russia, dichiarando quanto importante sia stato questo traguardo non solo per l’organizzazione del Team Spirit, ma per tutto l’environment videoludico russo, visto che questa è la prima vittoria di una squadra russa nella storia delle competizioni di Dota 2.

”La composizione finale della squadra è stata determinata solo all’inizio del 2021, quindi nessuno credeva in questi ragazzi, ma hanno vinto grazie alla buona preparazione. […] È come vincere il Mondiale di calcio o qualsiasi altro campionato del mondo in uno sport prestigioso. Questa è una competizione a cui ogni gamer e cyber sportivo sogna di partecipare; questo non è solo un evento importante, è un evento super importante.” – ha concluso Golubev nel suo intervento.

Come anticipato, anche il presidente russo Vladimir Putin ha commentato questa straordinaria vittoria: ”“Nel cammino verso la finale, avete dimostrato eccezionali doti di leadership e coesione, e nella sfida decisiva, che è diventata una vera prova di abilità e carattere, siete riusciti a concentrarvi e a prendere l’iniziativa nei confronti di rivali forti nel momento più cruciale”

Insomma, una vera e propia prova di forza da parte dei ragazzi del Team Spirit… che sia questo l’inizio di un’egemonia russa nel settore del gaming? Come al solito non mancate di farci sapere la vostra opinione con un commento qui sotto, oppure in community!

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Caro Pow3r ti scrivo… (Così tu mi blasti un po’)

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Nel corso del pomeriggio di venerdi e sabato, la nostra testata é stata duramente attaccata dal noto streamer Giorgio ‘Pow3r’ Calandrelli, il quale in un commento su Facebook ripreso anche dai colleghi di Dr. Commodore (che non linkeremo per risparmiargli critiche inutili, a differenza loro) ci ha dato fondamentalmente dei venditori di fuffa.

Lasciando ad un futuro editoriale eventuali commenti sullo sciacallaggio come quello pateticamente perpetrato dalla redazione di Dr.Commodore (che spesso diventa norma nel panorama d’informazione videoludica italiana), vorremmo concentrare tutte le nostre attenzioni sul solo commento di Pow3r rilasciato su Facebook, andando a discernere i suoi punti, affrontandoli uno per uno.

Sono POW3R e sincero avete rotto il cazzo con i titoli clickbait e non riportare le notizie storpiandone a vostro piacimento per alimentare odio e flame. Ho espressamente detto che Final Fantasy XIV e WOW sono i migliori MMO ma troppo complessi per un giocatore che non li ha mai giocati e questo vale anche per gli altri MMO sul mercato.

Per quanto riguarda New World ho spiegato che rispetto a questi è più accattivante perché più semplice e alla portata di un nuovo giocatore che non ha mai giocato questa categoria. La battuta su Metin era con un amico che era in chat che è fan di Metin. Smettetela di usare il mio nome per i vostri articoli clickbait e specialmente create disinformazione. Più che una testata di news siete novella 2000 con le cagate che scrivete.”

”PS: gioco a WOW da quando avevo 11 anni, Vanilla fino a BFA e ho fatto anche SR1 su TBC, ho militato anche nei KOH per quanto riguarda PVE ad alti livelli. Prima che arrivino i mostri con la spada in mano a dire che non ho mai giocato ad un cazzo. Aggiungo mmo giocati: Ragnarok, SWTOR, AOC, WAOR, e tantissimi altri che manco mi ricordo’

Clickbait, una parola forte nata e cresciuta nei primi anni di Youtube (e che tutt’oggi continua a farla da padrone anche nei canali più famosi, tra cui anche il tuo, Pow3r) che non sentiamo per nulla nostra, e che indica un connubio di titoli ed immagini fuorvianti rispetto al contenuto dell’ articolo, video, od opera in generale.

Questo nel pezzo non é accaduto, le dichiarazioni effettuate da te sono state riportate con estrema accuratezza e precisione professionale. Questo, proprio perché nuda verità, non ti esime da eventuali critiche che giungono da persone che si fermano ad un titolo riassuntivo, scegliendo di non approfondire la questione.

Punto secondo: quello che hai detto nel commento su Facebook non é quello che viene detto nelle clip, che comunque Pow3r, o chi per lui, ha prontamente provveduto ad eliminare una volta che erano arrivate in tendenza tra i video del suo canale Twitch (come da immagine QUI SOTTO).

La scena italiana, della quale ti abbiamo sempre considerato un degnissimo rappresentante, dovrebbe forse imparare che quanto detto durante una diretta (nella quale si viene difesi da un certo numero di moderatori e si è permeato in un ambiente creato appositamente per i fan e non per gli hater) non rappresenta la totalità del pubblico, ed ha quindi una grande rilevanza, dal momento che nessuno può vietare a nessuno di riportare tali dichiarazioni per creare una discussione attorno ad una figura di rilievo.

POW3R

Quanto appena spiegato, accade di continuo in praticamente qualunque regione del globo terracqueo ed anche in Italia in altri ambienti (basti vedere la politica, il calcio, e la televisione) senza che nessuno si arrabbi o si offenda per delle critiche ricevute al suo pensiero, e che anzi a nostro modesto avviso dovrebbe essere la normalità in un ambiente che voglia sviluppare un discorso costruttivo (anche se purtroppo alcuni individui spesso non collaborano) e non prendere per oro colato ciò che dice una persona con un discreto seguito.

La disinformazione é un grande problema di questo triste mondo nel quale ci troviamo, ed i vari ricami che millanti riguardo quanto riportato nel nostro articolo lo sono ancora di più. Alcuni tuoi fedeli seguaci ci hanno accusato di aver estrapolato, manipolato e montato ad hoc le tue parole per far trasparire un messaggio fuorviante che doveva attirare odio, tuttavia ti assicuriamo che nulla potrebbe essere più lontano dai nostri standard lavorativi (visto che tra le altre cose le stesse erano state create da un tuo follower che si é anche detto contento che esse avessero generato una bella discussione nel gruppo di World Of Warcraft) e le clip che abbiamo ricaricato online e che TUTTI potranno vedere per creare un contraddittorio degno di questo nome sulle parole che sono uscite fuori dalla tua bocca (e non un intervento da bullo fatto su Facebook), lo potranno dimostrare.

-La clip di Pow3r e le nostre considerazioni-

Video 1Video 2

Il CEO di Powned Marco ‘Stak’ Cresta ha riassunto, in un video che lasceremo qua sotto, le nostre opinioni e reazioni a caldo a questo duro attacco che, dobbiamo essere sinceri, ci ha effettivamente fatti questionare sul nostro operato, da professionisti estremamente critici verso noi stessi quali siamo sempre stati.

Dopo un relativamente breve brainstorming tra di noi abbiamo valutato corretto quanto riportato nell’articolo ed abbiamo deciso di non piegarci, né farci intimidire da qualche milione di follower, rispondendo con onestà ed inflessibilità, come si converrebbe in queste occasioni.

-Il video di Stak-

Insomma, caro Giorgio, anzi, caro POW3R, come ti sei presentato sotto al nostro post, questo é quanto l’autore originale dell’articolo aveva da dire. Magari non leggerai mai queste parole, ma spero sinceramente che lo facciano più persone possibile e che questi lettori capiscano l’importanza dei gesti compiuti da questi autoproclamati giganti del web e quanto sia a sua volta importante lottare per lo sviluppo di un ambiente con una florida produzione d’informazione e discussione nel nostro paese, soprattutto in un momento così delicato per l’ambiente esportivo, anche attraverso i suoi principali esponenti.

La campagna NoClickBait

A dimostrazione di quanto sia per noi assolutamente importante utilizzare dei titoli che rispecchino i contenuti dei nostri articoli, e che le informazioni trasmesse dalle stesse siano sempre vere e non ingannevoli o in qualunque forma “alterate”, abbiamo deciso di aggiungere un box nel quale potrete darci le vostre impressioni.

Se dopo la lettura di un articolo vorrete comunicarci il vostro disappunto rispetto al titolo ed ai contenuti, potrete farlo semplicemente cliccando su “Clickbait” nel box in basso a destra. Se al contrario avrete piacere di segnalare l’effettiva pertinenza/autenticità di quanto da noi scritto, vi basterà cliccare su Non Clickbait. Provvederemo a pubblicare ogni settimana dei report dettagliati con i vostri pareri.

A Pow3r, fiduciosi che i nostri lettori possano capire appieno la situazione e farsi la loro idea a prescindere da qualunque pregiudizio, ti mandiamo un caloroso saluto.

-La redazione di Powned-

La clip di Pow3r

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