Il Ritorno Del Computer! La Console Perde Utenti!

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Nel 2014 si è registrato un dato in forte controtendenza con quanto si era visto negli ultimi anni: un ritorno del PC come macchina da gioco preferita dagli utenti rispetto alle console, anche quelle di ultimissima generazione.

Si possono prendere in esame una moltitudine di aspetti diversi che hanno contribuito alla crisi delle console da gioco: prima fra tutte si può dare la colpa ad un’offerta hardware (e quindi di prestazioni complessive della macchina) non al passo coi tempi ed estremamente inferiore a quella di un PC non necessariamente di fascia alta. Questo sicuramente ha influito in questo tracollo, dal momento che le console “next-gen” sembrano uscite già “vecchie” e lontane dalle prestazioni dei pc più potenti, che offrono esperienze di gioco già ad oggi molto superiori.
La contrazione iniziale di vendite delle Console ha poi avuto un effetto valanga, in quanto le case produttrici di videogiochi si sono ritrovate meno invogliate ad investire nei cosiddetti “titoli AAA” (giochi sviluppati con ingentissimi investimenti), di conseguenza la gamma di giochi a disposizione è diminuita e i nuovi titoli che ogni società sforna ogni anno si contano spesso sulle dita di mezza mano. Si è innescato così una sorta di circolo vizioso perché se ci sono meno titoli, comprare una console diventa meno allettante e se si vendono meno console, gli sviluppatori non investono nella realizzazione di nuovi giochi, con conseguente ed inevitabile chiusura di molte storiche Software House specializzate in titoli per console.

John Romero, co-fondatore di Id Software e storica figura dell’industria del videogioco, analizza questo ritorno di fiamma per il PC, e sposta la lente d’ingrandimento di questo fenomeno sull’offerta Free To Play e sui vantaggiosi saldi che solo giocando con PC si possono riscontrare.
Se, da una parte, attraverso portali come Steam, G2A e molti altri è possibili giocare titoli relativamente nuovi a prezzi davvero stracciati, è soprattutto il mondo dei F2P  (Free To Play) ad aver dato un sensibile vantaggio al PC rispetto alle console. All’interno dello stesso mercato F2P Romero pone una sostanziale differenza tra la “Fair” e la “Dirty” way, ovvero il metodo “Giusto” e quello “Sporco”. In quest’ultimo ascrive tutti quei titoli che, pur essendo gratuiti,  necessitano quasi obbligatoriamente di micro-transazioni per poter essere goduti da parte dell’utente. Mentre l’approccio “Fair” è quello dei giochi come League of Legends o Hearthstone, realtà che sono divenute estremamente popolari proprio perchè non “chiedono” soldi e garantiscono divertimento così come sono, ma si rivelano così coinvolgenti da invogliare l’utente ad investire in micro-transazioni. E’ questa, conclude Romero nella sua analisi, la nuova frontiera verso la quale gli sviluppatori del Free to Play devono rivolgersi.

Non possiamo che essere d’accordo con JR nella sua analisi, e, da incalliti sostenitori del PC, siamo estremamente contenti di questa inversione di tendenza, che ci auguriamo possa essere definitiva. Oltre alla superiorità tecnologica già citata che il PC può offrire, sono pressoché infiniti i vantaggi su cui detiene l’esclusiva: controller più vari ed adattabili ad un maggior numero di giochi, connettività superiore, possibilità di interagire ed aggiornare la propria “macchina da gioco“.. Senza contare che l’utilizzo di un PC, anche solo a livello di intrattenimento, ci costringe ad imparare e a familiarizzare con le sue meccaniche di base, aspetto molto importante in un paese come il nostro, ancora abbastanza indietro rispetto alla media europea per quanto riguarda la capacità di utilizzare questo importantissimo strumento.

 

Asus Rog
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