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Rework di Volibear: da fine Maggio disponibile sui server live

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Volibear Rework – Questa mattina all’alba è andata in scena una livestream ufficiale di Riot durante la quale sono state svelate alcune novità che riguardano il campione Volibear.

L’attesissimo rework per “l’orso dalle mille ferite” dovrebbe infine giungere sui server live a partire dal prossimo 28 Maggio, mentre all’inizio della prossima settimana (da Martedì) sarà già disponibile nel Server di prova (altrimenti noto come PBE) dove i giocatori che lo desiderano potranno provare tutti i cambiamenti.

Nella replica (troverete il monitor di You Tube poco sotto) potrete quindi visualizzare le nuove artwork, come si presenteranno le nuove abilità (o meglio, le abilità “reworkate”) ed una generale presentazione sul champion ormai rinnovato, che si prepara cosi a vivere il momento del suo grande rilancio all’interno della scena competitiva di League of Legends.

Di seguito andiamo quindi a vedere il video in questione, con l’elenco con tutti i momenti esatti in cui potrete visualizzare le principali novità.

Volibear Rework – Replica Diretta

Abilità (tra parentesi l’esatto punto del video in cui si possono vedere)

  • Passiva 4:17
  • Q: 4:49
  • W: 5:15
  • E: 5:44
  • R: 6:18

Gameplay

  • 1:32
  • 6:57
  • 9:02
  • 11:14
  • 13:38
  • 16:08
  • 18:32
  • 26:19

Per celebrare il rework di questo personaggio, Riot ha inoltre fatto sapere che è già disponibile un evento in ARAM grazie al quale avremo una chance di ottenere un’emote esclusiva, semplicemente osservando Volibear che irrompe su Howling Abyss, nel bel mezzo della mappa, ruggendo e catapultando all’indietro entrambe le squadre in gioco.

Nuova Biografia Volibear

Per alcuni è il Ruggito del tuono, la Gran Tempesta o Valhir. Altri lo chiamano Rovina, Orso dalle Mille Ferite o Colui che resiste. Ma gran parte delle tribù ancora fedeli alle antiche tradizioni lo conosce come il Volibear.

Avatar della tempesta, della forza e della distruzione, il Volibear rappresenta l’inarrestabile potere della furia del Freljord. Sono stati il Volibear e i suoi fratelli semidei a creare la terra da loro battezzata Vorrijaard ben prima dell’arrivo delle razze mortali. Le saghe narrano di come egli creò i Cinque Fiordi con un solo possente colpo d’artiglio e cantano delle innumerevoli valli e scarpate causate dall’epica lotta tra lui e il selvaggio serpente magmatico Rhond. Quando il Volibear finalmente abbatté la bestia, il suo sangue divenne il primo fiume del Freljord e il suo cadavere colossale formò la catena montuosa chiamata Dorso di serpe.

La magia selvaggia era ovunque, nei giorni delle prime tribù. Tutti veneravano e adoravano il Volibear, la sua inarrestabile forza era necessaria per sopravvivere. Grandi guerre venivano scatenate e il Volibear combatteva a fianco dei suoi seguaci, vestito dell’armatura runica creata da suo fratello Ornn, semidio della forgia. In quei tempi il legame tra i due era forte: combattevano spesso fianco a fianco, anche se Ornn non condivideva la sete di battaglia del fratello. Il Volibear invece si esaltava nelle vittorie più combattute e più sacrifici di sangue gli venivano offerti, maggiore diveniva il suo potere.

Col tempo, i fratelli si allontanarono, ciascuno concentrato sui propri scopi. Non ci furono mai vere divisioni tra di loro… finché nuove idee non cominciarono a usurpare le tradizioni.

Tre sorelle salirono al potere, cercando di controllare e imporre ordine sul Freljord, e i semidei non riuscirono a concordare su come reagire. Alcuni, come Anivia, erano disposti a lavorare con le sorelle, ma il Volibear e il Cinghiale di ferro volevano distruggerle. Ad altri sarebbe bastato semplicemente ignorarle, perché queste fragili creature sarebbero morte come tutte le altre.

Il Volibear si rivolse verso i suoi seguaci più selvaggi e animaleschi, gli Ursidi. Con loro avrebbe sconfitto le tre sorelle. Per prepararsi, chiese l’aiuto di Ornn per armare i suoi guerrieri.

Ma Ornn rifiutò: non approvava i metodi selvaggi degli Ursidi. Tra i due semidei scoppiò una terribile lotta, e alla fine il Volibear maledisse il nome di suo fratello, scagliando via la sua armatura runica. Da quel momento in poi avrebbe combattuto solo con zanne, artigli, muscoli e tuoni: invece di indebolirlo, il Volibear scoprì che liberarsi dell’armatura aveva scatenato il suo pieno potere.

Con rinnovata furia affrontò la sorella mortale che voleva rubare per sé il potere dei semidei. La abbatté di fronte alla sua armata, accecandola, ma non fu in grado di fermare ciò a cui lei aveva già dato inizio.

Col passare dei secoli, nonostante la resistenza del Volibear, le tribù cominciarono a venerare ed adorare le Tre Sorelle invece di lui.

Molte delle tradizioni più antiche vennero dimenticate. Vide le tribù ripararsi dietro mura di pietra piuttosto che affrontare la furia della natura. Vide campi venire arati e fattori allevare bestiame invece che cacciare. Ruggì furente nel vedere i grandi fiumi bloccati con dighe, impedendo che scorressero liberi. Non era il suo Freljord. Il cambiamento era stato lento come l’avanzata di un ghiacciaio ma, alla fine, il Volibear si rese conto che le tribù erano state separate dallo spirito selvaggio della terra, rendendole deboli, fragili, compiacenti, senza alcun rispetto per le tradizioni o gli antichi dei.

Dentro di lui cominciarono a crescere rabbia e determinazione. Giurò che avrebbe abbattuto ogni forma di civilizzazione e riportato il Freljord al suo antico e selvaggio splendore. La gente sarebbe tornata nuovamente forte. Lui sarebbe stato di nuovo onorato e temuto da tutti.

Sempre più abitanti del Freljord rispondono alla chiamata del Volibear, che si spande per le montagne e le pianure del nord. Lentamente, antiche tradizioni vengono ricordate e abbracciate nuovamente e la sua forza cresce con ogni nuovo seguace.

Si profila una resa dei conti sanguinaria… e il Volibear l’attende con gioia.

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Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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