msi 2016

Quale regione vincerà l’MSI?

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Ecco un post di Riot Ponyshow sulle regioni dell’MSI:

La storia di ciascuna delle regioni che partecipano all’MSI 2016 ha plasmato le loro caratteristiche in molti modi. Per chi conosce quelle storie c’è poco da dire. Per chi non le conosce, allora c’è tanto da raccontare. È questo enigma che, in parte, ci ha spinti a creare “Chi dominerà la landa?”

Il promo animato vuole immortalare e personificare l’identità di ogni regione attraverso immagini evocative, con l’intenzione di far conoscere al meglio le squadre che si affronteranno a Shanghai. Che abbiate colto o no tutte le allusioni, ecco un’analisi più dettagliata del promo dell’MSI di quest’anno.

Corea: il re che sapeva volare

Più in alto si sale, più rovinosa è la caduta

La Corea è la patria degli SK Telecom T1, gli attuali campioni del mondo, e visto il predominio nei mondiali nel corso degli anni non serve molta fantasia per capire perché abbiamo scelto l’immagine di un re. (E poi c’è quell’immortale re demoniaco, Faker.) Ma i re possono fare solo due cose: regnare supremi o cadere nella polvere. È quello che è successo nell’MSI dello scorso anno, quando gli SKT hanno perso contro i cinesi degli Edward Gaming in una sanguinaria sfida su cinque partite e la LeBlanc di Faker, fino ad allora imbattuta, è stata sconfitta dalla Morgana di PawN. La Corea, grazie agli SKT, si è riabilitata subito ai mondiali 2015 quando hanno incontrato in finale un’altra grande squadra della regione, i KOO Tigers, in una finale esaltante. Vedremo se l’MSI si rivelerà di nuovo come il tallone d’Achille della regione.

Cina: il drago

Temuto e venerato dalle folle

Non so se ne avete mai sentito parlare, ma i draghi vanno forte nella mitologia e nel folklore della Cina. Ma c’è di più. Come il drago per eccellenza, la scena cinese è enorme, sia in termini di numero di giocatori che di fan degli esport. Accidenti, anche la sua lega, l’LPL, è enorme e ha il numero più grande in assoluto di squadre e partite giocate. Ma quest’enormità è un’arma a doppio taglio, e i giocatori della regione sono esposti a molta pressione e a un gran numero di aspettative. Anche se la Cina ha conquistato la vittoria nell’MSI dello scorso anno, ha subito una brutta sconfitta ai mondiali, dove la posta in gioco era enorme per l’appunto, e c’è da chiedersi se questo drago sia capace di sfruttare al meglio la sua potenza.

International Wildcard: l’arciere

Sfida ai titani

Se le aspettative nei confronti di grandi come Cina e Corea sono alte, non si dà molto peso alle squadre provenienti dalle leghe dell’International Wildcard (il discorso naturalmente non vale per i loro fedelissimi fan). Ma forse è il caso di cambiare idea. Come l’arciere, l’IWC ha la fama di ammazzagiganti e ha trovato il modo di piazzare quel colpo impossibile che pianta una freccia in mezzo agli occhi di chi la guarda dall’alto verso il basso. L’abbiamo visto ai mondiali 2014 quando i KaBuM hanno sconfitto gli Alliance, la prima squadra europea, e di nuovo ai mondiali 2015 quando i paiN Gaming hanno ottenuto due vittorie. Per ora il colpo resta improbabile, ma è questo che fa sentire ancora più forte il tifo di queste regioni.

LMS: il leopardo

Cronaca di un attacco inaspettato

Solo tre regioni hanno vinto un campionato del mondo: Europa, Corea e le squadre di quella che oggi è nota come LMS. Delle tre è l’LMS ad essere forse la più sorprendente: oggi sicuramente, ma anche nella stagione 2 quando i Taipei Assassins hanno sconfitto gli europei M5 e i coreani Azubu Frost conquistando la Coppa degli Evocatori. Da allora però le squadre dell’LMS si sono limitate a giocare bene (non benissimo, senza essere avversari temibili) e non sono riusciti a partecipare davvero alla corsa al titolo. Ma c’è sempre quel ricordo della stagione 2. L’LMS è come il leopardo: una minaccia sempre presente nell’ombra, che non si vede ma non si dimentica. Quando sarà il prossimo balzo?

Nord America: il guerriero

Un guerriero dalle tante origini

Forse “I guerrieri del mondo” sarebbe una descrizione migliore per il Nord America, vista la tendenza ad accogliere giocatori di tutto il mondo tra le sue file. Mentre la gran parte delle altre regioni si rivolge solo alla Corea per rimpolpare i ranghi, nel corso della sua storia il NA ha convocato giocatori da tutta l’Asia, dall’Europa e anche dal Sud America. Ma i suoi talenti autoctoni non sono affatto scadenti, anzi. È la tipica strategia americana: inglobare il meglio e piegarlo a una forza dominante. Fino a ora questa strategia non ha portato a grandi risultati sulla scena internazionale. Ma ogni volta che il NA perde, impara, si adatta e rientra in battaglia.

Europa: i lupi

Il lupo resistente

Quando tre dei cinque membri dell’organizzazione più famosa d’Europa, Fnatic, una squadra che ha avuto un perfetto Summer Split del 2015 ed è arrivata alle semifinali dei mondiali, se ne vanno a gareggiare in NA, si potrebbe dire che l’Europa è stata abbandonata in pasto ai lupi. A meno che, naturalmente, il lupo non sia proprio l’Europa. I risultati dell’EU sono fantastici, e la regione ha dato i natali ad alcuni dei giocatori più esperti e famosi ad aver affrontato il palcoscenico internazionale, in particolare quei lupi solitari in centrale. Il branco continua ad allevare i suoi, tirando su nuovi e feroci elementi per sostituire quelli che hanno cambiato territorio di caccia. E forse all’MSI il branco riuscirà a resistere abbastanza a lungo da abbattere la preda più possente.

Il Mid-Season Invitational (MSI) 2016 arriva all’Oriental Sports Center di Shanghai dal 4 al 15 maggio. Scoprite altre informazioni relative all’evento e al suo impatto sui mondiali.