Prima l’uovo o la gallina?

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Oggi vorrei cimentarmi nell’eterno interrogativo che affligge la comunità italiana di League of Legends. Perchè non ci sono proplayer italiani agli LCS. perchè nessun team? Cercherò di dare una risposta originale, ed anche provocatoria.

Facendo una breve ricerca, ho constatato che ai primi posti, tra le ragioni per cui non avremmo team italiani alle LCS, ci sarebbero le seguenti:

– Siamo più scarsi

– Connessioni pessime nella maggior parte del territorio nazionale

– Assenza di interessi economici e quindi di sponsor in italia per quanto riguarda il gaming

– Siamo culturalmente indietro.

Queste ragioni sono tutte vere in una certa quantità. Io ho una connessione orrenda, sono più scarso di qualunque player ci sia agli LCS, i miei genitori odiano vedermi perdere tempo ai giochini e di certo non ho sentito nessuno negli ultimi tempi che volesse darmi dei soldi per giocare. Sono un esempio quantomeno eloquente di come tutte queste ragioni siano vere. Ma come Einstein, ho davvero pensato e ripensato a lungo a queste ragioni, cercando una teoria riunificatrice di queste quattro grandi forze in campo. Il vecchio Albert è morto senza mai trovare risposta al suo interrogativo, ma io credo di avere invece una risposta. Per non fare confusione, la domanda che mi sono posto per anni è :” perchè abbiamo questi problemi?” “Perchè siamo più scarsi, abbiamo pessime infrastrutture, nessuno vuole investire una lira nei player e nei team italiani ed i genitori/amici ci flammano quando giochiamo?” Inizialmente la risposta più facile era sotto il naso. Nessuno investe nei team italiani perchè siamo più scarsi ad esempio. Ma anche, a causa di un arretratezza sociale e di infrastrutture, nessuno se la sente di investire denaro nel gaming in italia. O ancora, non essendoci un vero e proprio sport elettronico, le infrastrutture a riguardo sono fatiscienti. tutte logiche circolari, molto semplici ed efficaci, che raccolgono consensi nei forum e fanno in modo che soldi, stato e società si prendano tutta la colpa di quello che è un nostro fallimento. Ebbene si, alla fine credo di avere trovato la vera risposta a questo quesito. Come in League of Legend, il salto di qualità lo si fa quando si ammette che il problema sei te stesso. Non sono gli altri a farci perdere, a trascinarci in basso, siamo noi che non siamo sufficientemente forti da andare più in alto. Ora smetto di usare mezze frasi e vado invece a spiegare ciò che realmente penso.

Penso che fondamentalmente il nodo di tutti i problemi siano il denaro. Se c’è denaro, la società inizia a vedere il giocatore come un professionista. Se c’è denaro, c’è l’attenzione dei media e degli sponsor. Se c’è denaro, arriva persino la spinta “politica” per un rinnovamento delle infrastrutture (Cablaggio internet e centraline) Più denaro c’è, meglio il player sta, almeno in linea generale. Ora, come si attrae il denaro? Non dobbiamo inventarcelo, ci sono diversi paesi al mondo che lo hanno gia fatto. Ed il denaro, lo attira la community. E’ inutile nascondersi dietro un dito. La community italiana di League of Legends è acerba, immatura, maleducata. In una parola, scusatemi la franchezza, fa schifo. E non parlo solo del bronzino di 12 anni, ma anche del proplayer in Diamond. Anzi, soprattutto loro. La comunità dei pro in italia è piccola e conosciuta. Ma non è affatto stabile. I team si creano e si sciolgono, litigano e si insultano apertamente su youtube. Viva la sincerità direbbe qualcuno, ma questo è il clima perfetto per non attrarre investimenti in Italia. Dopo il progetto Inferno, sono anni che non vedo qualcosa di serio in ambito LOL a livello nazionale. Io non voglio fare il perbenista, mi metto in prima fila come giocatore nocivo di questa community se serve. Ma il mio discorso è proprio un altro. Le possibilità sono fondamentalmente due. O arriva uno sponsor, che, decide all’improvviso di pagare sette tizi per giocare. Li mette sotto contratto, obbligandoli di fatto a mettere da parte insofferenze personali ed antipatie, o comunque costringendo il team a lavorarci sopra, provarci. Oppure succede che cinque persone si mettano a giocare insieme, superino da soli le difficoltà, e raggiungano qualche obiettivo. A quel punto qualche sponsor potrebbe venire attratto e qualcosa di bello succede. Ecco, tra la prima e la seconda, io dico che la seconda è una possibilità che è più facile si avveri. Noi, volente o nolente,  stiamo plasmando quello che sarà il gaming italiano. Siamo un po dei padri fondatori se vogliamo.

Da qui quello stupido titolo sull’uovo o la gallina. Io peronalmente ho sempre pensato che sia nata prima la gallina. Cosi come credo che prima bisogna lavorare sodo e seriamente prima di poter raccogliere dei frutti.

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