PG Nationals Predator Finals: un evento storico targato PG Esports

PG Nationals Predator Finals: un evento storico targato PG Esports

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Giornata storica per l’esport italiano quella svoltasi a Roma in occasione delle finali del Summer Split del PG Nationals Predator, il torneo italiano di League of Legends organizzato da PG Esports. La spettacolare Città Eterna e il parco divertimenti a tema cinematografico Cinecittà World hanno fatto da cornice ad un evento unico nel suo genere che ha saputo unire spettacolo e competizione ai massimi livelli tra i migliori team italiani. Ancora una volta PG Esports ha saputo alzare l’asticella, avvicinandosi sempre di più al livello qualitativo europeo per eventi di questo tipo.

Risultato storico per Outplayed e Racoon

Nella prima partita di giornata InFerno Esports e Racoon si sono sfidati per la conquista del terzo posto. Fondati da poco meno di un anno e alla loro prima lan in un “major”, un vero e proprio battesimo di fuoco, i Racoon hanno dimostrato di poter entrare di diritto tra le regine dell’esport nostrano, superando per 2 a 0 gli avversari e conquistando uno storico terzo posto.

Ai nostri microfoni il giovane midlaner Aki e il coach Korax hanno dichiarato di essere molto felici per il risultato raggiunto ma sono consci del tanto lavoro che li aspetta adesso che hanno raggiunto questi livelli per limare quei problemi normali in un team così giovane. (leggi l’analisi dei game e l’intervista completa)

I ragazzi dei Racoon in posa (via PG Esports)

Dopo la splendida serie dei Racoon e una breve pausa pranzo è ora della finalissima; ancora una volta a sfidarsi per la conquista del titolo sono Outplayed e Team Forge in quello che gli addetti ai lavori definiscono El Clásico dell’esport nostrano. Sono ormai più di due anni che le due compagini si incontrano in finale di ogni competizione nazionale a tema League of Legends. Alla fine a prevalere sono gli Outplayed che si impongono con un sonoro 3 a 0 sulla formazione cagliaritana. Un risultato storico per loro che, però, non è casuale: dopo un periodo passato da attori secondari sono ormai vari mesi che escono vincitori da ogni competizione nazionale contro i Team Forge. Il duro lavoro e la costanza ripagano sempre! 

Con la vittoria gli Outplayed si aggiudicano anche l’accesso al Summer Split dell’European Masters, competizione che vede sfidarsi le migliori squadre non-LCS europee. Il coach Pencil ha dichiarato di essere pronto per un torneo così importante e che i ragazzi si stanno allenando duramente e scrimmano con regolarità contro i migliori team europei per non farsi trovare impreparati ad una competizione così prestigiosa come l’European Masters. (leggi l’analisi dei game e l’intervista completa)

Gli Outplayed alzano il trofeo (via PG Esports)
Eugenio ed io con coach Pencil, Weizor e Bullet

L’evento: uno spettacolo a tutto tondo

Sul fronte dello spettacolo è chiaro che PG Esports non ha lasciato nulla al caso. Il Teatro 1 di Cinecittà World, pieno per l’occasione, si è rivelata location perfetta per la competizione. Un pubblico partecipe e rumoroso (in senso positivo ovviamente) ha reso ancora più bello partecipare ad un evento dal vivo così unico nel suo genere in una piazza come Roma.

A presentare l’evento è stato Bryan Box di Radio 105, una lieta costante in tutte le competizione targate PG Esports. Prima di ogni partita il gruppo di ballo Ultranite Crew ha intrattenuto gli spettatori con uno spettacolo di ballo coinvolgente e perfetto per l’occasione.

Lo spettacolo dell’Ultranite Crew (via PG Esports)

Da appassionato posso dire di aver assistito ad un evento che ha saputo coinvolgere dal primo all’ultimo minuto e che non ha nulla da invidiare agli standard qualitativi degli eventi a cui siamo abituati nel resto d’europa. PG Esports sembra aver trovato con il PG Nationals Predator, soprattutto nelle sue fasi dal vivo, la miscela perfetta tra competizione e spettacolo, binomio essenziale in un settore come quello esportivo. 

Pier Luigi Parnofiello, CEO di PG Esports, si è detto molto fiducioso della direzione che sta prendendo l’esport nel nostro paese e ritiene che i margini di crescita del settore siano ancora pressoché infiniti (leggi l’intervista integrale).

Un livello qualitativo altissimo

Quello che colpisce dopo ogni evento live targato PG Esports è la cura ai dettagli e l’attenzione al raggiungimento di un livello qualitativo eccellente sotto ogni punto di vista; anche questa volta non hanno deluso le aspettative.

Partiamo dalla location: il teatro 1 di Cinecittà World si è rivelato perfetto per accogliere un evento di questo tipo. Le luci, il palco, le riprese, la presenza di replay e il posizionamento delle postazioni dei giocatori, con tanto di face cam alla base, ci ha fatto vivere l’esperienza di assistere ad un torneo europeo a tutti gli effetti, uno di quelli che usualmente siamo abituati a vedere su Twitch da casa e non nel nostro paese e nelle nostre città.

Il palco (via PG Esports)

Sarengo, KenRhen, Terenas, Il Merlo e Ferakton sono stati perfetti nel loro ruolo di caster/analyst garantendo al pubblico un commento tecnico ma allo stesso tempo divertente e coinvolgente; anche in questo caso, individuiamo una miscela perfetta tra competizione, tecnicismo e spettacolo. Proprio KenRhen ai nostri microfoni ha dichiarato come, evento dopo evento, si stiano settando standard qualitativi sempre più alti. Inoltre, riguardo la figura del caster in italia, ha affermato quanto sia importante essere una figura eclettica capace di dare sia intrattenimento sia tecnicismi con volti riconosciuti che portino qualità dell’informazione. Parole che condivido in pieno.

Name a more iconic duo. Terenas e KenRhen al caster desk (via PG Esports)

Altra nota positiva è stata la presenza costante e la disponibilità di tutto lo staff PG Esports, sempre presente per qualsiasi richiesta o dubbio. Noi di Powned ringraziamo per l’invito e la disponibilità mostrata sperando che questo sia il primo di una lunga serie di eventi di questo tipo. Complimenti a PG Esports: “Ad meliora et maiora semper!”.

Riot aumenterà i prezzi degli RP dal 19 agosto: ecco perché

Riot aumenterà i prezzi degli RP dal 19 agosto: ecco perché

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Come un fulmine a ciel sereno, arrivato durante la settimana di pausa estiva, Riot ha comunicato che aumenterà i prezzi degli RP a partire dal 19 agosto. Una scelta che ha scosso molti giocatori, che non hanno capito il perché di questa decisione improvvisa.

Gli sviluppatori hanno spiegato il tutto in un breve comunicato, che ha anche illustrato le variazioni che vedremo da qui a breve. La crisi economica internazionale si fa sentire anche in questo campo, e purtroppo andrà a colpire in primis gli utenti finali.

Insomma, una cosa non certamente piacevole, ma che è figlia di una alcune circostanze che sono al di fuori del controllo dell’azienda.

Riot aumenta il prezzo degli RP

Il comunicato

Ciao a tutti,

A partire da 19 agosto (orario del Pacifico), i prezzi di RP e monete TFT aumenteranno nella gran parte delle regioni per motivi legati a inflazione mondiale, fluttuazione valutaria, mantenimento di prezzi onesti tra e all’interno delle regioni, coerenza tra i nostri prodotti e altri aumenti dei costi associati. Anche se spesso le nostre revisioni annuali dei prezzi portano a modifiche solo in alcune regioni, l’analisi di quest’anno ha identificato cambiamenti economici su scala globale, portando di conseguenza a un impatto mondiale.

Prima di aumentare i prezzi, offriremo RP bonus e monete TFT bonus per tutti gli acquisti di RP e monete TFT in tutte le regioni dal 14 al 31 luglio (orario del Pacifico). Una volta terminata la promozione, i bundle di RP torneranno normali fino al 19 agosto come spiegato sopra.

Per l’Italia le modifiche sono:

Prezzo vecchio (EUR) Vecchia valuta totale Prezzo nuovo (EUR) Nuova valuta totale
2.50 310 4.99 575
5.00 650 10.99 1380
10.00 1380 21.99 2800
20.00 2800 34.99 4500
35.00 5000 49.99 6500
50.00 7200 99.99 13500

Media variazione di prezzo: 9.8%

Qualche nota aggiuntiva

Volevamo menzionare un paio di punti relativi alla coerenza strutturale che abbiamo corretto quest’anno, che hanno portato a una complessità maggiore rispetto alla semplice modifica di RP per bundle.

  • Prima di tutto, abbiamo corretto i casi in cui alcune regioni non avevano un modo per ottenere aspetti dei campioni da 1350 RP o aspetti arena da 1380 RP/MT con una singola transazione
  • Poi, per coerenza tra i nostri giochi, per la gran parte dei prezzi in valuta reale siamo passati al classico modello “X,99 €” che si vede nei mercati dei dispositivi mobili

Bel’Veth: le banrate del campione arrivano a livelli altissimi

Bel’Veth: le banrate del campione arrivano a livelli altissimi

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Dopo diversi nerf subiti, che non hanno sortito alcun effetto, possiamo dirlo con certezza: Bel’Veth è diventata un problema per League Of Legends. Il campione ha raggiunto percentuali di ban pericolosamente alte in soloQ, anche negli elo più alti delle ranked.

Il team di bilanciamento si ritrova una bella gatta da pelare tra le mani, e dovrà decidere come comportarsi piuttosto in fretta. Inizialmente sembrava che l’Imperatrice del Vuoto avesse successo solo in bronzo, argento ed oro, ma ora i fatti sono ben diversi.

Insomma, è chiaro che servano dei nerf ben più approfonditi rispetto a quelli “placebo” che abbiamo visto fino a pochi giorni fa.

Bel’Veth domina la soloQ di League Of Legends

Un carry da 1v9

Nonostante Bel’Veth non abbia avuto un debutto particolarmente ricco di successi su League Of Legends, con il tempo le sue percentuali di vittoria sono iniziate a salire. Inizialmente si pensava fosse un fenomeno limitato agli elo più bassi, dove i giocatori non sapevano come giocare contro l’Imperatrice lasciandola libera di farmare indisturbata nelle prime fasi di game, cosa che le permetteva di vincere quasi ogni partita da sola.

Proprio a causa di questi motivi, Riot ha rilasciato i primi nerf per il campione, che prendevano di mira proprio l’early game e le prime fasi di powerfarming. Ma qualcosa non è andato secondo i piani, visto che le winrate non si sono fermate, ma anzi sono aumentate ancora di più anche negli elo più alti.

Ed allora il team di bilanciamento ha pensato e lanciato degli ulteriori nerf nella patch 12.12b, per mettere un freno al regno della nostra Bel’Veth. Anche questa volta, però, non ha funzionato visto che le sue percentuali di ban sono aumentate fino a raggiungere quasi dei livelli da record.

Il campione attualmente vanta una percentuale di ban pari al 67.6% dal platino in su, sfondando la soglia psicologica del 50% come non accadeva da anni. L’ultimo campione a superare questo limite è stato Aphelios durante la stagione 9 oppure Kassadin e Skarner in stagione 5. Inoltre anche le sue winrate sono arrivate a livelli alti, visto che toccano il 51.38% dal platino in su con un playrate del 8.5%.

Speriamo vivamente che il team di bilanciamento possa trovare la quadratura giusta per Bel’Veth, magari evitando di distruggere il suo kit come già successo con altri campioni in passato (IreliaAkaliApheliosSamira ad esempio). Non è facile, certo, ma una soluzione rapida e convincente è necessaria.

Quanto guadagna un pro di League Of Legends?

Quanto guadagna un pro di League Of Legends?

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Sin da quando sono nate le competizioni professionistiche di League Of Legends, i fan hanno avuto una curiosità in mente: “quanto guadagna un giocatore?”. Una domanda a cui non è facile rispondere, visto che le cifre dei contratti e degli stipendi sono spesso nascoste e non pubbliche.

Nonostante questo però, alcune leghe come la LCS hanno fatto delle stime degli stipendi medi dei player. Inoltre, possiamo conoscere la ricchezza di un pro dando uno sguardo ai premi vinti durante la carriera, visto che fanno parte delle sue entrate.

Insomma, cerchiamo di farci strada in questo dedalo d’informazioni spesso troppo intricato e poco chiaro per noi “comuni mortali”.

I guadagni dei giocatori di League Of Legends

L’importanza del valore del giocatore

Esattamente come avviene negli sport classici, anche nel mondo di League Of Legends l’abilità ed il talento del singolo sono una discriminante importante per poter puntare a guadagni faraonici. Più un giocatore è bravo e più verrà pagato di conseguenza.

L’esempio più chiaro in questo senso è Faker, che da diversi anni è considerato come il player più forte della storia del MOBA di Riot. Il midlaner coreano, infatti, dopo stagioni ricche di successi ha alzato il suo valore personale ed ha attirato su di sé delle offerte davvero importanti.

Pensate che durante l’off-season del 2021 a Faker furono offerti ben 20 milioni annui di stipendio per andare a giocare in Cina (non sappiamo in che squadra), ed addirittura un team della LCS ha firmato un assegno in bianco per fargli capire che qualunque sua richiesta in termini monetari sarebbe stata soddisfatta.

Alla fine Faker ha rinnovato il suo contratto con i T1, rinunciando ai milioni per poter restare con quella famiglia sportiva che l’ha cresciuto. Un atto d’amore d’altri tempi, che è stato probabilmente influenzato dal suo esser diventato uno dei soci proprio dei T1. Probabilmente Faker non guadagnerà 20 milioni l’anno, ma siamo convinti che il suo stipendio non sia poi così basso anche in Corea.

Le stime della LCS

Ma lasciando un attimo i lidi ultraterreni in cui vive Faker, mettiamo i piedi per terra e cerchiamo di capire quanto può guadagnare in media un giocatore della LCS (il campionato americano di League Of Legends). Secondo quanto riportato dal sito LeagueFeed, un giocatore può guadagnare 75.000 dollari come minimo nella lega nord-americana.

Questo ci porta ad uno stipendio di circa 6000 dollari al mese, e stiamo parlando solo delle cifre minime stabilite dal torneo. Se dobbiamo guardare alla media, i numeri si alzano e di molto. Infatti lo stipendio annuale medio si attesta attorno ai 300.000 dollari per i giocatori meno di successo, mentre quelli più blasonati arrivano a percepire anche tre volte tanto.

Sicuramente i numeri mostrati sono davvero altissimi, ed arrivano a toccare (ed anche superare in alcuni casi) le remunerazioni di qualche calciatore di Serie A. Alcuni di voi potrebbero rimanere increduli davanti a questi guadagni, ma ricordate che parliamo di un livello di eccellenza a livello internazionale, non di un campionato di amatoriali.

Chiaramente gli stipendi vanno a ridursi se parliamo delle leghe minori come la LFL (anche se ultimamente i guadagni di alcuni giocatori sono stati altissimi), e si abbassano ancora di più nei campionati come il PG Nationals che sono ancora in fase di crescita.

I giocatori che hanno guadagnato di più attraverso le vittorie nei tornei

Fino ad ora abbiamo parlato (o almeno ci abbiamo provato) di stipendi e stime, che hanno escluso una fetta importante dei compensi dei giocatori: le vincite nei tornei. Infatti ogni campionato o evento ha il suo montepremi in palio, più o meno florido che sia. Ecco la top 20 dei più ricchi aggiornata dopo i Worlds 2021:

Primo Faker Corea del Sud $1,498,711
Secondo Duke Corea del Sud $1,151,427
Terzo Bang Corea del Sud $1,057,318
Quarto Wolf Corea del Sud $1,053,271
Quinto Bengi Corea del Sud $926,920
Sesto JackeyLove Cina $841,011
Settimo Rookie Corea del Sud $735,323
Ottavo CoreJJ Corea del Sud $716,738
Nono Ning Cina $696,766
Decimo Baolan Cina $684,271
Undicesimo TheShy Corea del Sud $682,222
Dodicesimo Xiaohu Cina $680,083
Tredicesimo Ruler Corea del Sud $664,007
Quattordicesimo Blank Corea del Sud $655,613
Quindicesimo Karsa Taiwan $624,814
Sedicesimo Ambition Corea del Sud $596,773
Diciassettesimo Uzi Cina $595,528
Diciottesimo Mata Corea del Sud $585,456
Diciannovesimo Perkz Croazia $583,204
Ventesimo Caps Danimarca $562,862

Un aspetto non calcolabile

Per chiudere questa disamina sui guadagni dei giocatori professionisti di League Of Legends c’è un aspetto da considerare, che però non può essere quantificato in termini numerici: streaming e sponsorizzazioni. Quasi tutti i giocatori professionisti, infatti, fanno regolarmente degli streaming su Twitch (o su altre piattaforme), guadagnando dalle iscrizioni, dalle pubblicità e dalle donazioni dirette dei fan.

Queste entrate non sono da sottovalutare, in quanto in paesi come la Cina, i giocatori spesso guadagnano di più dallo streaming che non dalla carriera da pro-player. Per questo motivo molti cinesi si ritirano presto dopo aver vinto qualche trofeo, per dedicarsi all’attività da content creator che spesso è più remunerativa e meno stressante.

Infine bisognerebbe anche considerare le sponsorizzazioni dirette, dato che molti giocatori sono testimonial di alcuni brand del settore informatico e/o delle bevande energetiche. Anche questo è un aspetto molto importante per i player, che vengono trattati proprio come gli “sportivi classici”.

Insomma, come potete ben vedere, chi arriva a livelli di eccellenza riesce a guadagnare bene anche con un videogioco come League Of Legends. Certo, nascere in un paese più aperto al settore esports aiuta a farsi le ossa in questo senso, ma senza abilità e talento non si arriva comunque da nessuna parte.