LEC: la seconda giornata della super week

LEC: la seconda giornata della super week

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La seconda giornata della super week di LEC ha confermato, in buona parte, ciò che già si era visto nella serata di ieri. I G2 Esports continuano a vincere, i Fnatic perdono con una facilità estrema ed i MAD Lions portano a casa la prima vittoria della stagione. Cade anche lo Schalke 04 che non riesce a ripetere il risultato ottenuto contro i Vitality.

La seconda giornata della LEC

Il colpo di reni

Dopo una prima giornata chiusa con la vittoria, in molti nutrivano estrema fiducia nei mezzi dello Schalke 04. Nelle prime fasi di gioco, Gilius e compagni, erano riusciti ad impostare un dominio abbastanza netto sul match, prima di addormentarsi e regalare del tempo prezioso a Patrik.

Il carry degli Excel Esports è stato freddo e calcolatore, capace di trattenersi dal premere il grilletto fino al momento opportuno. La sua Kai’Sa era una macchina da guerra, abile nel trucidare gli avversari con una facilità degna del miglior Urgot. I numerosi fight vinti dagli inglesi si sono basati proprio su questo ragazzo, libero di scatenare un dps devastante e dannatamente bravo nel farlo.

I calabroni sanno valore

Riprendersi da una sconfitta non è mai facile, farlo dopo aver subito una ridicola base race è ancora più difficile. Nonostante tutto, i Vitality, hanno domato i Conigli impazziti dei Misfits, cuocendoli a fuoco lento come un piatto di alta cucina. A tutto ciò uniteci un Milica che ha vestito i panni del miglior Messi, dribblando gli avversari e facendoli scomparire con il suo Lucian.

Dispiacere vedere i Misfits in queste condizioni, ma forse ci eravamo esaltati troppo dopo la vittoria ottenuta ai danni dei Fnatic. E’ chiaro che Vetheo e compagni abbiano ancora bisogno di tempo per carburare, speriamo solo che non facciano come quei motori diesel che si avviano solamente dopo eoni.

Non è l’anno della papera

La situazione degli Astralis è, attualmente, disastrosa. In molti, noi inclusi, avevano previsto un andamento del genere per il team danese, ma ciò che abbiamo visto ci pone davanti un quadro allarmante. I ragazzi non comunicano tra di loro, non hanno una idea di gioco in testa e sembrano già abituati all’idea della sconfitta.

E’ proprio questo che abbiamo visto nel match giocato contro i MAD Lions, che li hanno piallati come si fa con l’asfalto appena colato sul manto stradale. Se al posto dei ragazzi avessero giocato i pupazzi che popolano il LEC Studio, forse avrebbero fatto meglio. Anche Nukeduck, talento assoluto, è diventato l’ombra di se stesso, uno messo lì solo per fare presenza.

Le cose devono cambiare in fretta, non tanto per le ambizioni del team (che vedrà i playoff con il binocolo), quanto per la dignità dei giocatori che sono lì a rappresentarlo. Il coaching staff deve fare un grande lavoro per puntellare ciò che di buono ha la squadra, anche solo per non concedere una free win settimanale ai propri avversari.

La schiacciasassi

Alcune voci ci fanno sapere che, nei dintorni di Berlino, si stia aggirando un nuovo modello di schiacciasassi chiamata G2 Esports. Questa macchina, ancora non nella sua versione definitiva, sembra creata per distruggere qualunque cosa gli si pari davanti, dalle cose morbide a quelle dure. A guidarla c’è il glaciale macchinista Rekkles, per ora immune ai classici malfunzionamenti che colpiscono le vetture non ancora definitive.

Nella giornata di oggi, il controllore SK Gaming, ha provato a fermare l’avanzata della schiacciasassi, riuscendosi solo per pochi minuti. Una volta capito quale fosse il problema, il mezzo è ripartito, portando con sé uno strano uomo circondato da alberi e chiamato Ivern.

Salvate il capitano Selfmade

In casa Fnatic, dopo la sconfitta di questa sera, deve essersi accesa una grossa sirena che annuncia il naufragio di una nave troppo rattoppata e non ancora adatta alla navigazione. Solamente il capitano Selfmade, ultimo virtuoso rimasto sulla nave che affonda, cerca disperatamente di buttar fuori l’acqua con un misero secchio. I mozzi Bwipo ed Hylissang si sono ammutinati al loro capitano, dandosi alla fuga e lanciandosi velocemente nel mare dell’inting. Non sarà felice l’armatore Yamatocannon, che dovrà rimediare ai pesanti danni inflitti alla sua prestigiosa imbarcazione.

I pirati della nave Rogue hanno avuto lo stesso effetto di un iceberg sul fianco dell’imbarcazione Fnatic, ed hanno creato un enorme squarcio che il capitano Selfmade non è riuscito a tappare. Hans Sama, feroce bucaniere sopravvissuto a mille incursioni, ha preso in mano la situazione e, insieme al suo fido compare Inspired, si è portato a casa un bottino succulento nel mare della LEC.

Immagini via LoL Esports

Bel’Veth: due misteriosi video teaser mostrano il campione

Bel’Veth: due misteriosi video teaser mostrano il campione

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L’hype nei confronti di Bel’Veth, prossimo campione di League Of Legends, si fa sempre più tangibile con il passare del tempo. Ma due misteriosi video, pubblicati su YouTube, ci hanno dato qualche indizio in più su questo personaggio.

Al momento le clip non sono disponibili per tutti, in quanto non sono “in elenco” sul canale ufficiale del nostro MOBA preferito. Fortunatamente, però, siamo riusciti a recuperare i link, in modo tale da poterli mostrare a chi leggerà questo articolo.

Insomma, sembra che non manchi poi molto al debutto del tanto atteso jungler del Void, che riporterà un mostro nella Landa dopo tanti umani ed umanoidi.

I due video teaser di Bel’Veth

Un mistero fitto

Nel momento in cui stiamo scrivendo questo articolo, siamo riusciti a scovare ben due video non in elenco che potrebbero riguardare Bel’Veth, il prossimo campione di League Of Legends. Le clip intitolate rispettivamente “To the Eye of the Void” e “To the Profet of the Void” hanno comunque una data d’uscita precisa: il 20 maggio 2022.

Un giorno non troppo lontano, visto che oggi è il 17 di maggio. In queste due filmati sentiamo chiaramente la voce dell’Imperatrice del Vuoto, che si rivolge prima a Vel’Koz (l’Occhio del Vuoto) e poi a Malzahar (il Profeta del Vuoto).

La nostra Bel’Veth sembra anche intenzionata a distruggere Runeterra per come la conosciamo, liberando tutto il potere racchiuso nel Vuoto. Inoltre, se due indizi non fanno una prova, sul sito dell’Universo di League Of Legends possiamo trovare una nuova splashart di Kai’Sa, che ci mostra il campione completamente corrotto dalla potenza del Vuoto (conseguenza di quello che abbiamo visto in The Call?).

Purtroppo queste sono ancora tutte speculazioni e teorie, ma crediamo che abbiano delle basi piuttosto solide. Non ci resta che aspettare qualche altro giorno, per capire se Bel’Veth arriverà veramente nella Landa degli Evocatori e sarà darà il via ad un nuovo evento di lore dedicato al Vuoto.

Sylas: Riot svela com’è nata l’idea dietro il campione

Sylas: Riot svela com’è nata l’idea dietro il campione

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In un recente dev blog, pubblicato sul sito di League Of LegendsRiot ha svelato com’è nata l’idea che ha dato vita a Sylas. Un campione molto particolare, sia nel suo kit e che nella sua lore, e che è frutto di un percorso di sviluppo piuttosto articolato.

Il campione è cambiato più volte nel corso tempo, fino ad arrivare alla forma che tutti conosciamo sin dal giorno del release. Small Baby Panda ci ha fatto percorrere questa strada tortuosa, svelando dei dettagli che nessuno ha mai saputo.

Andiamo a leggere le sue parole, vivendo lo sviluppo del mago demaciano prima che assumesse il design che abbiamo imparato ad amare/odiare.

La nascita di Sylas

Introduzione

Sylas di Dregbourne, lo schermagliatore rubasupreme che tutti adorano, è lunatico e ribelle, il risultato di quasi mezza vita passata dietro le sbarre. È rivoluzionario, pieno di risentimento, forte come una bestia e un po’ sbruffone. Ma non è sempre stato così.

Quando il concept artist Snuny “Kindlejack” Pinatdat è entrato nel team dei campioni, ha cominciato a lavorare a un mago da corsia superiore: un archetipo di gioco non rappresentato da molti campioni e che poteva aumentare l’afflusso dei giocatori nella corsia più odiata.

“L’idea originale era quella di una giovane campionessa carina, allegra e divertente”, spiega.

“E poi abbiamo creato Sylas.”

Prendere le abilità

Mentre Krinklejank esplorava idee per la campionessa carina, allegra e divertente, il senior game designer Blake “Squad5” Smith ha iniziato a lavorare sul kit. Ha cominciato pensando a un’abilità che voleva realizzare da anni: il furto di abilità.

Ma c’era solo un piccolo enorme problema: LoL non era programmato per avere abilità di questo tipo.

“Credevo non fosse tecnicamente possibile, perché in precedenza avevo chiesto il parere di alcuni programmatori e mi avevano detto ‘Non farlo, sei pazzo!'”, ricorda Squad5. Ma dopo un tiepido “forse” di altri programmatori, ha deciso di seguire l’idea del furto di abilità.

“Avevo una versione assolutamente primitiva dell’abilità che sarebbe diventata la R di Sylas, e ho dovuto sistemarla alla meglio. Ma praticamente subito dopo il primo test interno, sapevamo che si trattava di un’abilità incredibile.”

Un incubo per i programmatori

A prescindere da quanto fosse divertente da giocare, realizzare la suprema diventò un incubo per i programmatori. Per far funzionate in LoL il furto di abilità, il team di sviluppo ha dovuto intervenire pesantemente su tutte le abilità del gioco.

Per i dettagli della sfida serve il cervellone di un programmatore, ma in parole semplici fino a quel momento le abilità in League of Legends non erano impostate in modo che un altro campione potesse accedervi. Fondamentalmente, le abilità erano fissate a ciascun campione.

Prima di Sylas il concetto di abilità, di come funzionasse dall’inizio alla fine, non esisteva davvero nel backend di LoL. La gran parte delle abilità esisteva all’interno dello script dei singoli campioni, quindi il motore di gioco non comprendeva ciascuna abilità di per sé. Anche le passive delle abilità non erano un concetto autonomo. Quindi affinché le abilità e le relative passive potessero essere trasferite a Sylas, il team di sviluppo ha dovuto creare quei sistemi e implementarli per ogni campione del gioco.

“Il motore di gioco ha dovuto fondamentalmente mettere ciascuna abilità in una capsula e dire ‘Ok, qua c’è tutto quello che ti serve, nient’altro, e so io per quanto'” spiega lo sviluppatore Chris “Griftrix” Laubach.

È stato un lavoro enorme. Fondamentalmente tutte le abilità del gioco hanno dovuto subire un ritocco, che già di per sé è molto, ma con l’ulteriore complessità di mutaforma come Nidalee e Jayce, e il fatto che alcune abilità crescono con l’attacco fisico mentre Sylas usa potere magico.

Una sfida che ha migliorato il gioco

La sfida di sviluppo di Sylas ha migliorato il motore di gioco di LoL sul lungo periodo, e ha aperto la strada a Viego e a Libro delle supreme.

“Ancora oggi, ogni volta che vedo i programmatori che mi hanno aiutato con la suprema di Sylas mi scuso e li ringrazio”, ride Squad5.

Ma il lavoro del team di sviluppo ha dato grandi frutti. Oltre a diventare il segno distintivo di Sylas e ad aver spinto i limiti delle abilità in League, la suprema di Sylas ha anche aiutato il team a creare l’aspetto e la personalità del campione.

Il segreto di Demacia

A questo punto, il team pensava ancora al coraggioso mago da corsia superiore, e il piano iniziale era di usare il furto di abilità. Ma ben presto capirono che rubare le abilità non è una cosa molto eroica, né per Sylas, né per gli avversari.

“Quando abbiamo iniziato i test di gioco, i primi feedback relativi a quest’abilità erano del tipo ‘è davvero spregevole'”, ha detto Squad5. “Dava soddisfazione… ‘che bello ucciderti con la tua abilità, f*****i.'” E così il team si è rimesso al lavoro per creare un personaggio più cupo.

Si è pensato a cose come una strega furba o a un infervorato cercatore di magia. Inizialmente un personaggio sbruffone alla Houdini, capace di padroneggiare ogni abilità e di sfuggire a ogni prigione, aveva un certo mordente, ma poi è sembrato leggermente stereotipato.

A quel punto, agli scrittori John “JohnODyin” O’Bryan e Rayla “Jellbug” Heide venne l’idea di un prigioniero senza le capacità dell’escapologo: un potente mago prigioniero a Demacia per quindici anni.

“Abbiamo iniziato ad approfondire le idee della petricite e di Demacia come paese”, dice Kanklejazz. “E se Sylas fosse qualcosa che Demacia aveva deciso di seppellire?”

Magia sotto controllo

Demacia è famosa per essere una città luminosa, in cui regna l’ordine, e per essere la patria di campioni molto amati come Garen, Jarvan e Lux. Ma lo sforzo di tenere la magia fuori dai suoi confini, per quanto animato dalle migliori intenzioni, ha fatto fermentare una rivoluzione sotto tutta quella petricite. Una rivoluzione che aveva solo bisogno di un leader intelligente e carismatico per venire allo scoperto.

Arriva Sylas.

Sylas viene da una regione minore di Demacia, e possiede dalla nascita la capacità di vedere la magia nascosta e ridirigere i poteri magici altrui. In giovane età ha anche aiutato i cercatori di magia a stanare persone nascoste con poteri magici.

Ma dopo un incidente che provocò la morte di due cercatori di magia e di una ragazza, Sylas venne incarcerato e lasciato a marcire in una prigione demaciana, incatenato a ceppi di petricite.

“Ho subito pensato a ceppi e catene come armi principali ed elemento caratterizzante. Mi piaceva il fatto che la suprema fosse la capacità di prendere il potere del nemico e ritorcerglielo contro”, spiega Kinderjab. “E le catene sono una sorta di metafora per quello: prendere i simboli della propria oppressione e usarli per ottenere la libertà.”

Ma avete riso troppo presto, care guardie. I ceppi di petricite hanno solo reso Sylas più forte, permettendogli di immagazzinare e controllare la sua magia.

“Senza ceppi, la sua magia si scatena in modo incontrollabile come acqua da un idrante rotto”, dice JohnODyin. “I ceppi gli hanno fornito una batteria, come una valvola di controllo in cui può immagazzinare, concentrare e usare la magia a piacimento.”

Mentre l’idea iniziava a prendere forma, Kinojam ha passato meticolosamente in rassegna i dettagli della vita di Sylas. Cosa mangia in prigione? Perché ha pantaloni così aderenti? Come fa ad essere così muscoloso? (I demaciani lo nutrono bene, ma si lamenta comunque in continuazione; sono gli stessi pantaloni che aveva quando è stato imprigionato da giovane; allenamenti intensivi con catene enormi.)

L’immagine di Sylas

I colori di Sylas sono gli stessi di Garen, ma desaturati per mostrare che il suo amore per Demacia si è affievolito. E possiede anche il simbolo dei cercatori di magia demaciani, una cicatrice che porterà a vita.

L’immagine di Sylas come muscoloso prigioniero ha alimentato la sua meccanica di gioco, e viceversa. Con il procedere dei test, Squad5 ha capito che molte supreme rubate funzionavano meglio se Sylas poteva dare il tutto per tutto. Rendere Sylas uno schermagliatore corpo a corpo con un po’ di mobilità, invece che un mago tradizionale, gli ha permesso di utilizzare abilità come la suprema di Amumu senza venire eliminato istantaneamente.

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Per un po’, durante la fase di sviluppo, Sylas aveva gli occhiali. Servivano ad aiutarlo a leggere tutti i libri e i manoscritti che gli portava Lux. Per un po’ abbiamo pensato anche di dargli una lucertola domestica.

La storia di Sylas si intreccia con quella di Lux quando lei si inoltra nei sotterranei di Demacia. Inizia a portare a Sylas libri e manoscritti, uno dei quali rivela i poteri della petricite dandogli la chiave per riuscire finalmente ad evadere.

Il futuro di Demacia e Sylas

Per il team narrativo, la storia di un rivoluzionario all’interno di una società come quella di Demacia è nata in modo abbastanza naturale. La persecuzione dei maghi da parte del regno aveva creato una polveriera che era solo in attesa di una scintilla.

“Una volta saputo che avevamo questo personaggio in un luogo dove la magia è vietata, praticamente si è scritto da solo”, ha detto JohnODyin. “Chi sarebbe stato? Qual è la logica conclusione di una persona oppressa dal sistema che lo ha condannato a marcire? Cosa sarebbe diventato? E cosa avrebbe rappresentato per altre persone nella sua posizione? La storia è piena di esempi, non c’è da cercare troppo. Per me, la parte divertente di Sylas è che stavamo facendo una domanda su Demacia che non ha davvero una buona risposta.”

La fuga di Sylas squarcia la versione statica e idealizzata di Demacia. Il re di Demacia, il padre di Jarvan IV, viene ucciso nel tumulto seguito dall’evasione di Sylas, gettando il regno nello scompiglio. Sylas inizia a reclutare seguaci (principalmente maghi esiliati) per alimentare la sua rivoluzione. Poi si reca nel Freljord nella speranza di trovare altri alleati e una potente, antica magia. E la sua storia continua.

Anche se lotta per abbattere la monarchia di Demacia, non si può dire che sia un cattivo vero e proprio. La sua esistenza aggiunge a Demacia una complessità di cui aveva davvero bisogno.

“Senza offesa per i giocatori di Garen o Lux, ma Demacia aveva bisogno di qualche conflitto”, dice JohnODyin . “Non può semplicemente essere il regno della cavalleria pura. Non può esistere in una bolla; dev’esserci qualche lotta interna.”

E la sua storia ha spinto quella di tutta Runeterra, spiega Squad5.

“Sembra quasi che più o meno quando è arrivato Sylas abbiamo iniziato a stare meglio come azienda, come universo creativo, diventando capaci di andare avanti e cambiare.”

Dove ci porterà la storia di Sylas? È sul serio, come sostiene con tanta sicurezza, la vera Demacia? Aspettiamo e lo scopriremo.

Ocelote sul MSI 2022: “senza la Cina sarebbe stato un torneo di Topolino”

Ocelote sul MSI 2022: “senza la Cina sarebbe stato un torneo di Topolino”

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Ocelote, CEO dei G2 Esports, si è recentemente espresso sulle polemiche legate al ping artificiale del MSI 2022, che ha causato diversi problemi ad alcuni team. Lo spagnolo non si è nascosto dietro un dito, usando dei toni abbastanza forti come al solito.

Carlos ha esplicitamente detto che senza la Cina il torneo non avrebbe avuto senso di esistere, lodando gli sforzi di Riot. Parole che vanno abbastanza in contrasto con quelle di Faker, che ha sottolineato come il ping alto abbia influenzato alcune scelte dei T1.

Ma andiamo a leggere le dichiarazioni del proprietario dei G2, cercando di capire le sue ragioni e le sue idee in merito a questo MSI 2022.

Ocelote parla del MSI 2022

Le dichiarazioni

ENG

“I mean, I’ve played competitively. Yeah, it sucks. You know, you feel the difference slightly, it’s not enough of a reason not to make the tournament happen. I’d much rather have China playing in the tournament and have everybody with 35 ping, than China not been in the tournament and the tournament becoming a Mickey Mouse tournament.”

ITA

“Voglio dire, io ho giocato in competitivo. Si, fa schifo. Si sente leggermente la differenza, ma non è un motivo sufficiente per non giocare il torneo. Preferirei di gran lunga che la Cina giocasse il torneo ed avere tutti gli altri con 35 di ping, piuttosto che non avere la Cina nel campionato e far diventare questa competizione un torneo di Topolino.”

La polemica del ping

La prima fase di questo MSI 2022 ha avuto un unico denominatore comune: il lag. Come ben sappiamo ormai da settimane, gli RNG (campioni della Cina) stanno giocando il torneo da remoto, a causa delle strette norme legate al COVID.

Per garantire delle condizioni competitive uguali per tutti, anche le squadre presenti nell’arena di Busan hanno giocato con un ping artificiale di 35ms. Purtroppo le cose non sono andate nel modo giusto, e quasi tutti le squadre hanno portato alla luce dei problemi in merito alla latenza.

Riot ha così condotto delle indagini, prendendo una decisione difficile: far rigiocare tutte le partite del girone d’andata agli RNG. I cinesi, infatti, non hanno accusato i problemi delle altre squadre, dato che il loro ping era davvero stabile a 35ms. Ocelote ha voluto commentare anche questo fatto, lodando Riot e dicendo che “serve del fegato” per prendere una decisione del genere.