LEC: la controversa partnership con NEOM durata 24 ore

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Nelle ultime 24 ore si è parlato molto della strana partnership tra NEOM LEC, che però è morta subito dopo la sua nascita.

Tutta la community europea di LOL e tutti i membri della casting crew del campionato non hanno visto di buon occhio la cosa, e Riot è tornata sui suoi passi cancellando ogni accordo con la società saudita. Nel comunicato diffuso in serataRiot, ha risposto alla community, affermando che queste cose non accadranno più.

NEOM e LEC: una partnership che non doveva esistere

Cos’è NEOM?

Spiegare, in poche parole, cos’è il progetto NEOM non è semplice, ma procediamo per gradi e partiamo dal significato del suo nome. NEOM è una parola composta dal prefisso greco Neo (che significa nuovo), e dalla M che indica il sostantivo Mustaqbal, che in arabo indica il futuro.

Questo progetto, dal nome ambizioso, ha come obiettivo quello di creare una nuova città (chiamata appunto Neom) in Arabia Saudita, una città capace di rispondere alle esigenze del presente con uno slancio verso il futuro. Sulla carta sembra tutto bellissimo e perfetto ma, purtroppo, non viviamo in un mondo ideale.

Perché c’è stata una reazione negativa?

Sebbene NEOM abbia dalla sua parte dei gran presupposti, purtroppo è una società affiliata al governo dell’Arabia Saudita. Che più volte si è mostrato discriminatorio contro le donne o contro i membri della comunità LGBT. Storicamente, l’Arabia, non è mai stato un paese molto aperto sotto certi punti vista, ma ultimamente sta cercando di staccarsi dal suo passato, con poco successo.

Qual è il motivo di questa cattiva accoglienza? Sin dai tempi della sua nascita, LEC ha fatto dell’inclusione il suo cavallo di battaglia. Più volte la lega si è battuta contro gli atteggiamenti discriminatori ed offensivi. Questa partnership avrebbe reso vani ed ipocriti tutti i proclami fatti da Riot nel corso degli anni, condannando tutta l’azienda ad una ennesima figuraccia (come se non fossero abbastanza gli scandali degli ultimi mesi).

La presa di posizione dei caster di LEC

Ciò che ha stupito di più in tutta questa faccenda, non è stata la reazione della community, ma piuttosto la forte presa di posizione di tutti i caster di LEC. A partire da Froskurinn (la più coinvolta nelle lotte contro le discriminazioni) fino a Sjokz, tutti i membri della casting crew hanno espresso il loro disappunto su Twitter ed hanno creato un fronte unito e compatto per combattere questa partnership.

Non sono mancate le reazioni anche in casa nostra: Terenas, KenRhen, Moonboy, Eddienoise e tutta PG Esports hanno supportato i loro colleghi nel fronte comune che si era creato per contestare il nuovo main sponsor.

La fine della partnership

Il caso generato dalle parole dei talent di LEC e dalla community intera, ha posto una pressione enorme sulle spalle di Riot davanti ad un bivio: continuare la partnership o tornare indietro. E’ successo quello che meno ci si poteva aspettare, con l’azienda americana che, in meno di 24 ore, ha cancellato la partnership rinunciando a molti soldi e, probabilmente, pagando delle salate penali.

E’ una mossa positiva, è vero, che però è il minimo indispensabile verso quella community che da 10 anni supporta League Of Legends. Da sempre gli esports sono un posto in cui tutti si sentono a casa. Una terra d’inclusione dove non deve e non può esistere la discriminazione o la paura del diverso. Per anni i giocatori sono stati discriminati (e lo sono ancora oggi), continuare ad avere NEOM come main sponsor avrebbe lanciato un segnale non bello ed allarmante.

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