LCK a “porte chiuse” e nessuna trasferta della OWL in CINA a causa del Coronavirus!

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Dopo il recente annuncio relativo allo stop imposto dalla Riot sul campionato cinese di League of Legends (la LPL, ndr) giungono dall’Asia nuove importanti informazioni relative a due tra le competizioni esports più seguite e popolari del pianeta.

Sia la Overwatch League che il campionato coreano di League of Legends (noto come LCK) hanno infatti deciso di prendere dei provvedimenti molto seri per fronteggiare la crisi del “Coronavirus” che sta colpendo in queste prime settimane dell’anno il gigantesco stato cinese.

Per cercare di evitare un’epidemia su scala globale, e per gestire questa crisi nel modo migliore possibile, le autorità pubbliche (sia cinesi che del resto del mondo) hanno già dovuto prendere delle misure straordinarie, arrivando finanche a bloccare (per diversi stati del mondo) il traffico aereo da e per la Cina.

Vista la criticità della situazione, gli organizzatori del campionato coreano di LOL hanno quindi deciso di far giocare tutte le sfide (almeno quelle della prima parte del campionato) a porte chiuse cosi da evitare qualsiasi tipo di rischio sia per i giocatori e le squadre, sia per l’imponente staff che lavora dietro la riuscita di questi eventi.

Quella di Blizzard per la Overwatch League è stata invece una decisione più simile a quella presa da Riot per la LPL, dove infatti sono state annullate tantissime partite per evitare qualsiasi tipo di rischio.  Tutte le trasferte che avrebbero dovuto tenersi in CINA per la OWL (campionato in cui, lo ricordiamo, militano 4 squadre cinesi) sono state annullate, con le 4 squadre con sede nel “gigante asiatico” che hanno già annunciato il loro trasferimento temporaneo con roster e staff in delle strutture site in Corea del Sud.

L’unico team che non ha deciso di trasferirsi è stato quello dei Chengdu Hunters, che ha assicurato i fan attraverso un post Twitter spiegando che nella sede degli Hunters stanno già prendendo tutte le precauzioni e le misure necessarie per tenere sotto controllo la situazione, anche attraverso dei continui controlli alla temperatura dei membri dello staff, cosi da identificare prontamente ogni potenziale problema.

Dopo colossi come Toyota e Ikea anche il mondo degli esports si vede costretto a prendere decisioni drammatiche e giustissime, per cercare di arginare il rischio di un’epidemia che spaventa tutto il mondo.

Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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