GOLDEN GUARDIANS: COSTRUITE QUEL PONTE.

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Il ponte è pronto. Le basi sono già state gettate e fra poco, il Grande Puparo solleverà il velo dalla sua creazione, dimostrando al mondo intero il risultato del suo genio. Troppo a lungo si è trattato l’Esport come un cugino “scemo” della famiglia, come qualcosa che esiste e devi mal sopportare, qualcosa che c’è e magari, magari non ci fosse. L’Esport è sempre stato visto come un movimento di reietti (con palesi problemi sociali), eppure le acque si muovono.

Prima i Golden State Warriors (franchigia NBA) hanno annunciato la loro discesa in campo ufficializzando la nascita dei Golden Guardians, la loro prima squadra ufficiale di League of Legends. Poi ci si sono messi i Cleveland Cavaliers, annunciando anche la loro nuova squadra. Infine sono arrivate le parole di Kirk Lacob, assistente General Manager dei Golden State Warriors, ad infiammare tutto.Davanti ad una richiesta della Riot riguardo come avrebbero potuto, i Guardians, portare benefici nel lungo periodo all’ecosistema Riot Kirk Lacob ha risposto in una lunga intervista nella quale affronta numerosi ed interessanti argomenti.

Entrare nel mondo League of Legends” dice Lacob “è stata una scelta semplicissima. Davanti alla possibilità di investire nel mondo dell’Esport, Riot ha avuto una chiara preferenza da parte nostra!”.  Il gioco in se ha molti punti in comune con il Basket. Squadre di cinque persone che si sfidano strategicamente per battere l’altro, composte da superstar, ma nelle quali il gruppo è sempre al primo posto.

“Volevamo dare un senso di continuità tra il Basket e L’Esport in modo che i nostri tifosi, specialmente i più giovani potessero vivere un forte senso d’appartenenza ai nostri colori” aggiunge riguardo la scelta dei colori sociali, in tutto uguali a quelli dei Warriors. “Riguardo al simbolo, beh,  ci ricordava la punta di una spada o di una lancia! Quale cosa migliore per simboleggiare i nostri Guardians sulla Landa degli Evocatori”.
E non potendo utilizzare lo stesso nome per via di una legge Nba, si è cercato qualcosa che potesse collegare ai Warriors, senza espressamente utilizzare quel nome.

“I Guardiani sono una classe di guerrieri (in inglese: Warriors) e noi vorremmo che ognuno dei nostri Fan potesse scegliere che tipo di guerriero essere”.
Lacob ha le idee molto chiare anche riguardo a quale vorrà essere il ruolo dei Golden Guardian all’interno dell LCS. Pur riconoscendo che le scene americane hanno già una schiera di squadre molto forti, tra TSm, Liquid, CLG e C9, non è deciso comunque a fare il ruolo della comparsa, portando anche al computer la stessa qualità e voglia di vincere che contraddistingue il quintetto del parquet.

“Noi guardiamo a queste squadre nella speranza di poter imparare da loro” Continua Lacob “ma con la consapevolezza che siamo competitivi e che non vogliamo giocare il ruolo di comparsa! Non abbiamo intenzione di rubare i loro fan, ma puntiamo a creare una nuova schiera di supporter! Impazziamo alla sola idea di una sfida simile”.

Tuttavia, Kirk Lacob e la sua famiglia non sono gli unici tra i proprietari dei Warriors ad avere interessi nel LCS NA.
Peter Guber, co-proprietario dei Warriors, ha dato vita ad una franchigia E-Sport chiamata aXiomatic, acquirendo assieme a Bruce Stein il Team Liquid, la scorsa estate.

Un altro co-proprietario dei Warriors è un socio di minoranza dei Cloud 9 e lo stesso Lacob ha investito nel Team Liquid.

Questo ha portato la community ad ipotizzare un possibile “conflitto di interessi”. Tre squadre LCS che appartengono a persone così legate potrebbe portare ad aggiustamenti “strani” durante la stagione, ad opera di una o più di queste squadre. Lacob sta già lavorando con la Riot per trovare una soluzione.

“Ho già deciso di cedere le mie quote nel Team Liquid e con i miei colleghi stiamo cercando di programmare altre operazioni simili per non andare incontro a sanzioni. Non chiediamo la fiducia da parte dei supporter perché sappiamo già che la guadagneremo sulla Landa”.

Queste le parole di Lacob, il neofita del mondo LOL. Un uomo che proviene da una base sportiva completamente differente che parla apertamente delle somiglianze tra sport e Esport, non dividendoli in due mondi separati, ma unendoli come parti integranti di un unico tutto.
Le basi sono state gettate e il ponte si sta costruendo.

Passo e chiudo.

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Matteo "ReRosso" Addabbo

Nato e cresciuto in Sardegna, vivo e lavoro a Sofia, in Bulgaria. Appassionato di teatro e letteratura, amante dei videogame. Ho studiato doppiaggio per un breve periodo e poi ho intrapreso un corso di studi in lingue e letterature moderne. Drogato di League of Legends, più come appassionato che come giocatore (Non ho le mani, metaforicamente parlando) ho una passione sfrenata per il competitive. Forza Skt Sempre :)

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