Franchising in arrivo nel 2019 anche per le EU LCS

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Ufficiale, il sistema a franchigie arriverà anche alle EU LCS agli inizi del nuovo anno. I team selezionati riceveranno lo status di “partner permanente”, cosa che eliminerà l’attuale sistema con promozioni e retrocessioni.

Riot Games ha confermato che il costo dello spot per i team già presenti nella competizione sarà di 8 milioni di Euro, mentre i nuovi team dovranno versare ulteriori 2 milioni e mezzo, per arrivare alla cifra di 10.5MLN di Euro. Inoltre, l’organizzazione ha negato che la partnership avrà una durata limitata ma, al contrario, sarà illimitata per i team tranne, ovviamente, in casi di insolvibilità o fallimento societario.  Inoltre, come già accaduto per le NA LCS, le EU LCS non vedranno aumentato l’attuale numero di 10 team in gara, ma la Riot non ha negato che la lega potrebbe ampliarsi nel futuro.

Uno dei problemi principali è che alcuni team Europei, come Fnatic Misfits e G2, si sono già visti rifiutare la richiesta di entrare nel sistema a franchigie in NA. Tuttavia la Riot ha rassicurato tutti dicendo che il sistema di selezione per le EU LCS sarà leggermente diverso, considerando anche la diversità geografica e culturare al proprio interno. Infatti verrà dato risalto anche all’aspetto e all’impatto nazionale e regionale delle varie squadre e il loro radicamento nel territorio e nella storia della regione competitiva. Una cosa da tenere in considerazione è anche il fatto che negli Stati Uniti tutti i team tranne i TSM hanno alle spalle un’organizzazione sportiva. Che sia forse il momento che altri club calcistici oltre lo Shalke inizino ad investire in Europa?!

Un’aspetto da evidenziare è quello degli investimenti e della divisione delle revenue. Tutti, team e Riot, contribuiranno al fondo investimenti. L’organizzazione tramite le sponsorizzazione e diritti media, i team tramite una parte delle sponsorizzazioni e del merchandising. Questi fondi verranno così distribuiti: il 35% andrà per lo stipendio dei giocatori (il cui minimo viene innalzato a 60K dai 24K du Euro precedenti), il 32,5% ai team, una quota flat per ogni team e una in base ai meriti, e il restante 32.5% alla Riot per i costi di organizzazione e di broadcast.

Il periodo di apply per i team sarà molto lungo e durerà fino al primo Luglio 2018. In questa fase dovranno presentare alla Riot informazioni riguardanti strategia, Businnes Plan, brand e connessione con i tifosi in una regione così multiculturale come la nostra. Dopo questa prima fase inizieranno controlli più accurati da parte di Riot, a cui i team dovranno fornire informazioni più dettagliate riguarda lo stato economico. Verosimilmente questa fase durera per tutta l’estate. Infinte, con il Q4 del 2018, si sapranno quali sono i team accettati e quelli rifiutati avranno tempo per vendere i propri giocatori e verranno ricompensati economicamente per gli sforzi e l’impegno delle prime fasi.

Uno dei problemi di questo sistema applicato all’EU LCS è il fatto che in Europa, a differenza del Nord America, il franchising non è praticato normalmente in alcuno sport e i tifosi non ne sono abituati ma, al contrario, sono più propensi a sistemi tradizionali con promozioni e retrocessioni. I primi problemi potrebbero sorgere nel caso in cui uno o più team storici Europei dovessero essere rifiutati per il prossimo anno. In questo, caso la battaglia della Riot per convincere i fan che il sistema a franchigie è meglio per tutti sarebbe persa in partenza.

Fonte: The Esport Observer

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Franchising in arrivo nel 2019 anche per le EU LCS
Giuliano "Yushiiko" Maenza

Ex-giocatore agonistico di calcio, negli eSports ho ritrovato tante di quelle componenti che mi hanno fatto innamorare proprio di questo sport. Seguo il competitive di League of Legends da ormai quattro anni e gioco, divisione scapoli e ammogliati, da cinque. Laureato triennale con una tesi sugli eSports e Twitch.TV, attualmente studio Marketing & Digital Communication a Roma per la magistrale.

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