Storia delle carte: Gruul

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Rieccoci tornati ancora una volta con un nuovo personaggio per la rubrica “Storia delle carte”. Conosciuto anche come “l’Ammazzadraghi”, quest’oggi vi proponiamo colui che è riuscito a dare del filo da torcere niente di meno che ad Alamorte stesso. Date il benvenuto a Gruul!

“È noto come Gruul “L’Ammazzadraghi”. In realtà voleva solo coccolarli… è stato un terribile incidente…”

Benché nella locanda non abbia mai riscosso un grande successo, almeno fino ad ora, il nostro Gruul è stato una bella palla al piede per il più temibile degli aspetti draconici. Per capire però in che modo e perché c’è bisogno di fare un piccolo passo indietro…

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Alamorte ed il suo Stormo Nero, inutile a dirlo, non sono mai stati benvoluti ad Azeroth. L’essere continuamente cacciati ed odiati da ogni altro mortale e anche dagli altri stormi della propria stessa razza, portò Alamorte ad iniziare la ricerca di un luogo sicuro lontano da Azeroth dove potesse custodire le sue uova. Quando l’aspetto scoprì l’esistenza del Portale Oscuro e di Draenor, decise di spargere le uova in questo mondo composto da magma e acciaio pensando che mai nessun abitante del luogo avrebbe osato ribellarsi alla potenza dello Stormo Nero. Lasciò così una manciata di draghi neri a difenderle e tornò ad Azeroth.

Tuttavia commise un grave sbaglio quando scelse di nasconderle anche nelle Montagne Spinaguzza. I gronn (i figli di Gruul) che vi vivevano non presero bene la minaccia alla loro attuale sovranità del luogo. Con il tempo, la tensione crescente finì per scoppiare in una rivolta guidata da Gruul e seguita dai gronn e dai numerosi ogre al loro servizio. Uno per uno, i draghi neri lasciati a custodire le uova, vennero abbattuti per poi essere brutalmente impalati sui pinnacoli rocciosi della montagna come monito del loro dominio.

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A seguito di questi eventi, per ovvi motivi, a Gruul venne attribuito il nome de “l’Ammazzadraghi” e tutti gli ogre della montagna iniziarono a venerarlo come una vera e propria divinità.

Nonostante ciò che suggerisce il suo aspetto, Gruul è di per se una creatura intelligente. Nel romanzo “Oltre il Portale Oscuro”, ambientato poco dopo gli eventi scritti fino ad ora, l’Ammazzadraghi ebbe modo di incontrare gli eroi perduti della seconda guerra: Kadghar, Turalyon e Alleria Ventolesto.

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I tre, alla ricerca del teschio di Gul’dan custodito da Alamorte, decisero insieme a Gruul di affrontare apertamente il loro nemico comune. Raggiunta la cima della montagna, non solo impalarono i draghi neri rimasti ma iniziarono anche a distruggere le uova una per una. Alamorte non poté rimanere impassibile di fronte ad un tale affronto, atterrò sopra di loro e, infuriato, attaccò direttamente Gruul. Lo scontro era ovviamente impari, l’Ammazzadraghi non poteva in nessun modo contrastare la furia incontrollata del famigerato aspetto. Prossimo alla disfatta, Gruul venne miracolosamente salvato da una magia di Kadghar che riuscì a far saltare una delle placche di adamantino che tenevano insieme il corpo instabile del nemico costringendolo così alla ritirata.

Questi scontri portarono ad una devastante sconfitta per lo Stormo Nero, sconfitta che tutt’oggi viene ricordata dai corpi dei draghi ancora impalati sui pinnacoli delle Montagne Spinaguzza.