Storia delle Carte: Conosciamo meglio Brann Barbabronzea

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Salute!.. Players della Locanda e ben ritrovati ad un altro appuntamento con la Storia delle carte di Hearthstone.

Come di consueto quest’oggi vi andremo a parlare della storia di un personaggio molto singolare e la cui carta in Hearthstone ha influito in maniera più che rilevante sullo scenario competitivo dell’intero gioco. Parliamo dell’eccentrico nonché straordinario esploratore di nome Brann Barbabronzea.

Brann Barbabronzea è il più giovane dei tre fratelli Barbabronzea, con il Re Magni (il Re dei territori sotto il controllo dei Nani, nonché Signore della capitale di Ironforge e capo del Clan Barbabronzea) e Muradin (uno degli eroi dell’Alleanza a partire dalla Seconda Guerra in poi, oltre che essere stato Ambasciatore di Lordaeron ed istruttore del giovane Arthas) che erano I suoi fratelli maggiori.

Brann è la reale definizione vivente della curiosità e della sete di conoscenza nei confronti di qualunque cosa il mondo abbia da offrire; difatti, oltre ad essere un esploratore portentoso, è anche un linguista, scrittore, archeologo e persino guerriero. Le sue capacità di esploratore lo rendono il membro di punta della Lega degli Esploratori nonché uno dei suoi fondatori, a seguito dell’editto del fratello Re Magni Barbabronzea.

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Brann ha speso molti anni a tracciare rotte ed esplorare nuovi territori sconosciuti sino a spingersi agli angoli più remoti dei Regni dell’Est e cercando sempre di stringere nuove amicizie e legami ovunque andasse. Inoltre, con la scoperta del continente di Kalimdor, Brann fu anche  uno dei primi nani a poter calpestare il percorso sconosciuto degli Antichi.

Alcuni maligni nel mondo di Azeroth (e probabilmente anche tra di noi) potrebbero prendersi gioco della sua grandissima fama e della sua figura descritta in maniera così magnificente facendo notare come qualsiasi cosa si sappia sul suo conto sia stata riportata proprio da lui stesso; d’altro canto bisogna anche tenere conto di come molte delle cose che si sanno in generale sul mondo di Azeroth, siano state tramandate proprio dagli studi e ricerche di Brann Barbabronzea.

Ma ora, senza ulteriori indugi, passiamo ad approfondire meglio le sue numerose avventure.

Storia

Seconda Guerra

Ciò che spesso passa in secondo piano, come già anticipato in precedenza, è che Brann Barbabronzea sia anche un formidabile guerriero, oltre che il migliore tra gli esploratori.

Infatti, durante la Seconda Guerra, egli prese parte al combattimento nell’assedio di Ironforge, ad opera degli Orchi e successivamente fu inviato in missione da suo fratello Re Magni, insieme a Muradin, a scortare l’esercito dell’Alleanza, capitanato da Anduin Lothar, nel loro tragitto tra Khaz Modan alle Blackrock Spire.

Dopo la morte di Lothar, i due fratelli Barbabronzea seguirono il luogotenente dell’Alleanza, Turalyon, nella battaglia che si concluse con la distruzione del Portale Oscuro.

Esplorazione del Mondo

Nel momento in cui Re Magni fondò ufficialmente la Lega degli Esploratori, un po’ di tempo prima rispetto all’inizio della Terza Guerra, Brann diede inizio ad una spedizione, con al comando suo fratello Magni e con al fianco la Lega degli Esploratori, perseguendo l’obiettivo di esplorare il mondo intero e mappare i territori dei Regni dell’Est.

Alla fine della spedizione, Brann era stato capace di tracciare sulle mappe anche il territorio di Kalimdor e i Mari del Sud.

Durante il suo cammino, il nostro Brann Barbabronzea passò anche attraverso le regioni della Foresta di Elwynn (di cui è curioso far notare come nel gioco ogni personaggio umano parta esattamente da qui) e delle Westfall, prima di giungere nelle giungle misteriose di Stranglethorn Vale (situate a Sud di Duskwood).

Da quanto Brann ci riporta, fu proprio qui che riuscì a riportare alla luce le rovine di un’antica città che giaceva nelle profondità di Stranglethorn; sfortunatamente, proprio in quel frangente, fu assalito da una tribù selvaggia di Troll della giungla, dai quali però riuscì a sfuggire dirigendosi a Nord, verso i Regni dell’Est.

In compagnia della sua nuova compagna di viaggio, la scimmietta Glibb, Brann Barbabronzea si diresse verso la zona di Silithus per investigare sulle voci riguardo la scoperta dei Nerubiani (un’antica razza di intelligentissimi aracnoidi) e per saperne di più sulla storia del Dio Antico C’thun e del popolo dei Qiraji dal Circolo Cenariano. In seguito, egli andò alla volta dei territori meridionali di Silithus per trovare un passaggio oltre il Muro dello Scarabeo; riuscì, difatti, a scoprire un tunnel sotterraneo che conduceva alla città all’antica città di Ahn’Quiraj.

Furono in molti, in questa spedizione, ad essere uccisi, ma il nostro Brann riuscì a tirarsi fuori dai guai con l’ormai immancabile Glibb al suo seguito. Quel momento, però, segnò l’inizio della battaglia che coinvolse gli avventurieri nella sconfitta di C’thun prima che il Dio Antico potesse emergere definitivamente e distruggere l’intero mondo di Azeroth.

Successivamente, qualche mese prima dell’anno 25, Brann scomparve; in molti avevano ragione a sospettare che il mitico esploratore fosse diretto verso il continente di Northrend per investigare sulla morte di suo fratello Muradin. Lasciando all’oscuro di tutto la sua Gilda, egli riuscì alla fine a raggiungere con successo Northrend.

L’ira del Re dei Lich

Ulduar

Brann Barbabronzea, in seguito, fu incaricato di guidare un esercito di truppe e carri da guerra all’interno di Ulduar con l’intento di scoprire i segreti che essa celava; sfortunatamente la spedizione non andò a buon fine in quanto solo uno con la pellaccia come Brann riuscì a salvarsi dall’attacco del gigante Kologarn.

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Una volta fatto ritorno a Dalaran per riportare quanto visto a Rhonin (un avventuriero, leader del Kirin Tor, nonché abile guerriero con la sua spada) e Jaina, Brann cominciò a fare riferimento ad una presenza maligna che egli avvertì all’interno di Ulduar, che riteneva fosse il terribile Yogg-Saron, la quale lo allarmava non poco.

Ad un certo punto, Brann decide di guidare un secondo assalto contro Ulduar con l’aiuto del Kirin Tor. Una volta all’interno e sconfitto il Leviatano delle Fiamme, una serie di terremoti cominciarono a scatenarsi su tutta Azeroth; in questa circostanza, Brann riuscì comunque a trovare alcune strane tavole antiche. Egli era convinto a tal punto che quelle tavole li avrebbero condotti nella giusta direzione che predispose tutto per spedirle ad Ironforge, alla corte di suo fratello Magni.

Il Re Magni, nell’attesa di ricevere le tavole, convocò una riunione dei leader dell’Alleanza (tra cui Jaina e Re Varian) nella città di Roccavento per spiegare il potenziale che aveva il contenuto di quelle tavole agli altri leader e rinnovare la fiducia nell’operato di suo fratello Brann Barbabronzea.

Cataclysm

Dopo la morte di Re Magni, Brann sembrava essere scomparso dalla circolazione, nonostante fossero stati inviati anche dei grifoni per rintracciarlo, seppur senza successo. Egli sarebbe potuto essere l’erede al trono di Magni, tuttavia, Moira Thaurissan (la figlia di Re Magni, nonché vedova dell’Imperatore Thaurissan del Clan Ferroscuro) arrivò ad Ironforge scavalcando nelle gerarchie Brann in quanto legittima erede.

In tutto questo scenario, è possibile trovare il nostro incorreggibile Brann alla continua ricerca del sapere sulla storia e le origini dei Titani nella regione di Uldum, a Sud del continente di Kalimdor.

Pandaria

Landfall

Il formidabile Brann Barbabronzea condusse una spedizione verso le rovine di Mogujia. Lì, con l’aiuto degli eroi dell’Alleanza, trovò un particolare artiglio Sha (gli Sha sono degli spiriti maligni originari di Pandaria) che riportò con sé al Tempio delle Sette Stelle per effettuare studi più approfonditi. Tuttavia, l’energia Sha riuscì ad evadere dal suo contenimento e contaminò alcuni degli uomini dell’Alleanza.

Il Principe Anduin Wrynn, insieme ad un campione dell’Alleanza, si mobilitò per contrastare l’influenza Sha. In tutto ciò, il nostro protagonista Brann viene visto nella riunione del Tempio delle Sette Stelle, dove i membri più autorevoli dell’Alleanza si erano riuniti per discutere i pro e i contro dell’utilizzo del potere Sha.

Nonostante Brann non veda di buon occhio gli Sha, concorda nel dire che un miglior studio dei loro poteri non può fare di certo male. Ad ogni modo, fu comunque bandito l’utilizzo di questi poteri, concordemente al volere comune.

Legione

All’inizio dell’invasione della Legione Infuocata, il consigliere Belgrum (un nano abitante della vecchia Ironforge) inviò un messaggio a Brann Barbabronzea per comunicargli che Magni, pietrificato dopo aver utilizzato le tavole di Ulduar quattro anni prima, si è risvegliato.

Mentre esigeva maggiori informazioni su come sconfiggere la Legione Infuocata, Brann andò alla ricerca di Khadgar dirigendosi verso Dalaran per poi andare alla volta di Ulduar ad incontrare Magni per capire cosa gli fosse accaduto mentre era pietrificato, anche se lo stesso Brann non ha la certezza se quello che incontrerà sarà un Magni folle o il suo vecchio fratello maggiore.

Dopo aver messo in salvo Magni dagli agenti della Legione, Brann cerca di mettere alla prova la mente del fratello, anche se, subito dopo, si ritrovano al Planetario Celestiale dove apprendono che Magni era stato scelto come portavoce dei Titani. Magni, quindi, informa Brann e Khadgar che i Pilastri della Creazione sono necessari per sigillare il portale situato nella Tomba di Sargeras.

Una volta conclusa anche questa vicenda, il nostro eccentrico esploratore può tornare alle sue vere passioni; egli visita molti campi della Lega degli Esploratori lungo le Broken Isles alla ricerca di qualche avventuriero che abbia la passione per l’archeologia e che voglia seguirlo nelle sue avventure.

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Lo sapevi che..?

  • In pochi sanno che, contrariamente a quanto affermato nell’articolo (che riporta le versioni ufficiali), Brann Barbabronzea viene menzionato per la prima volta da suo fratello Muradin che parla di lui dicendo: “Il mio fratello più giovane, Brann Barbabronzea, è un rinomato esploratore “. Quello che ancora in meno persone sapranno è che Brann fa la sua comparsa nella storia di Warcraft già dalla Prima Guerra. Egli, infatti, aiutò ad interrogare alcuni Orchi fatti prigionieri dalle truppe dell’Alleanza; in quell’occasione, tra l’altro, fu in grado di di imparare la lingua degli Orchi sino a potersi considerare fluente nel comunicare con loro.
  • Una delle maggiori ambizioni di Brann Barbabronzea è quella di poter raccogliere così tante informazioni da poter scrivere un libro di storia che un giorno sarebbe stato consultato nelle aule delle scuole. Egli, negli anni, aveva raccolto appunti e bozze di lavoro riguardo la storia di tutte le razze che popolavano Azeroth; quando ritenne di aver raccolto sufficienti informazioni, spedì tutto quanto ad Ironforge, in quanto era convinto che, se le diverse razze avessero conosciuto meglio le origini delle altre, avrebbero cessato i combattenti, una volta comprese anche le peculiarità altrui. Il suo punto di vista è espresso in una delle lettere che invia al fratello Magni, nella quale scrive:

“Abbiamo bisogno della diplomazia e delle strette di mano, Magni, non di spade e pistole. “

  • Un’altra speculazione molto affascinante è quella secondo la quale Brann Barbabronzea abbia una specie di legame (affettivo se non addirittura di parentela) con Harrison Jones. Infatti, durante la missione nel Tempio di Uldum, Brann si rivolge ad Harrison Jones con il soprannome di “Junior”. Questo, tra l’altro, sarebbe anche coerente con la palese allusione ai film di Indiana Jones, nel quale la figura di Brann sarebbe facilmente associabile al personaggio interpretato da Sean Connery.
  • Negli ultimi anni, Brann è andato in giro per il mondo per conoscere meglio le origini del popolo dei Nani che, dopo la sua spedizione a Northrend, aveva incominciato a collegare addirittura ai Titani. In seguito, collegò la sua razza agli Earthen (una razza creata dai Titani che presentano un aspetto umanoide ed il cui corpo è costituito da roccia viva). Inoltre egli scoprì che i Nani ed i Trogg erano accomunati dallo stesso progenitore e che si erano entrambi evoluti da diversi tipi di Earthen.

La carta

Il mitico Brann Barbabronzea è una delle leggendarie, nonché tra le carte di spicco, dell’avventura Lega degli Esploratori. La sua forza intrinseca non risiede tanto nelle sue statistiche a livello numerico, quanto nell’effetto che lo caratterizza e che risulta assolutamente unico nel suo genere. Infatti, una volta evocato in campo, egli sarà in grado di raddoppiare l’effetto di ogni nostro Grido di Battaglia, ottenendo in alcuni casi dei risultati devastanti.

Inoltre, il suo costo molto contenuto (con soli 3 mana saremo in grado di evocarlo, ottenendo anche un buon body da 2-4 proporzionato al suo costo) ci permetterà di sfruttare al meglio il suo effetto, combinandolo con le innumerevoli carte dotate di Grido di Battaglia che avremo a disposizione nella nostra collezione.

Come è facile aspettarsi, questa carta ha avuto un fortissimo impatto su tutto lo scenario competitivo di Hearthstone; basti pensare che praticamente ogni classe è riuscita a trovare un archetipo nel quale inserirlo per sfruttare a pieno il suo potenziale. E come dimenticarsi di solo alcune delle combo con Brann, come ad esempio quella con la Portascudi Antica (che ci garantisce +20 armature giocando il C’thun Warrior), quella con il Difensore di Argus (che ci garantisce una doppia taunt e +2/+2 ai nostri servitori alleati) o con tutti quei servitori che con il loro Battlecry ci permettono di infliggere dei danni, i quali vedranno i loro danni inflitti raddoppiare; l’importante è che non vi venga in mente di giocare il nostro Brann, combinando il suo effetto con quello dell’Imp delle Fiamme!

Tutto considerato, Brann Barbabronzea risulta una delle carte leggendarie meglio riuscite in Hearthstone per tutte le sue caratteristiche che lo rendono una carta assolutamente impossibile da replicare con qualcos’altro (almeno per il momento). Sicuramente ha portato, con il suo avvento, una ventata di novità e, nel momento in cui ruoterà fuori dalla modalità Standard, creerà un vuoto difficilmente colmabile nel cuore di molti assidui frequentatori della Locanda.

Augurandoci che anche questo racconto su uno dei personaggi più interessanti della nostra amata Locanda vi abbia appassionato, vi diamo appuntamento al prossimo episodio della Storia delle Carte di Hearthstone.