Storia delle carte * 4 storie in una * : Imperator Vek’lor, Soggoth, Eroe del Nexus Saraad ed Elise!

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Ben ritrovati, avventori della locanda di ogni razza e genere!

Tanti sforzi sono stati profusi ultimamente dai nostri sapienti ricercatori ed esploratori per potervi offrire alcuni dei racconti delle creature più misteriose che hanno fatto la loro comparsa nell’universo di Warcraft; quest’oggi, infatti, non ci limiteremo a parlarvi di un solo personaggio del mondo di Azeroth, ma vi racconteremo le gesta e le storie alle spalle di ben quattro personaggi che hanno avuto un ruolo incisivo (chi più, chi meno) sia nella saga di Warcraft che nel gioco di carte ad essa ispirato.

Ma adesso andiamo per ordine e non facciamoci prendere troppo dalla smania, quindi mettetevi comodi per il primo di questi quattro racconti dedicati alla storia delle carte.

  • 1- Imperatore Vek’Lor
  • 2- Soggoth
  • 3- Eroe del Nexus Saraad
  • 4- Elise Cercastelle

1- Gli Imperatori Gemelli Vek’lor e Vek’nilash

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Una delle carte che ha segnato maggiormente il rilascio dell’espansione Sussurri degli Dei Antichi è certamente l’Imperatore Gemello Vek’lor che, con il suo potere strettamente connesso a C’thun, è senza ombra di dubbio una delle carte imprescindibili per qualsiasi archetipo caratterizzato dalla presenza di quest’ultimo Dio Antico.

Storia

In realtà si conosce poco a riguardo dei due Imperatori Gemelli Vek’lor e Vek’nilash se non la loro grande abilità nei combattimenti, che li rende dei temibilissimi avversari, ed il fatto che siano i principali artefici della creazione di due potentissime entità da mettere al servizio del loro esercito e del Dio C’thun.

I due Imperatori sono al comando di una razza che è frutto della creazione del Dio Antico C’thun, vale a dire i Qiraji, una razza di creature insettoidi che si è stabilita sin dai primi tempi nella zona Sud di Silithus stabilendo la propria capitale nella città di Ahn’Quiraj (zona Sud-Ovest di Kalimdor) con l’unico obiettivo di far risorgere il Dio Antico a cui sono devoti (C’thun).

I Qiraji sono caratterizzati dalla presenza di diverse caste all’interno del loro popolo, ed ogni casta è sotto il comando di un leader che a sua volta riporta direttamente agli Imperatori Vek’lor e Vek’nilash. Le tre caste più importanti sono capeggiate dai leader Guardiana Sartura (a capo della casta dei Guardiani Qiraji), il Generale Rajaxx (a capo dei Gladiatori) ed il Profeta Skeram (a capo, per l’appunto, dei Profeti).

Come già accennato poco fa, il popolo dei Qiraji è in grado anche di creare dei potenti servitori ricavati da pietre viventi di Ossidiana (tra questi troviamo gli Obsidian Destroyers, gli Anubisath e gli Horusaths).

Proprio questo aspetto ci ricollega alla grande opera che è stata compiuta dai due Imperatori Qiraji; i due Imperatori Gemelli, infatti, vennero incaricati dal Dio Antico C’thun di costruire una nuova statua Ossidiana che risultasse superiore a tutti gli altri Obsidian Destroyers.

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Per questa impresa, l’imperatore Vek’nilash utilizzò la sua straordinaria potenza fisica per conferire alla statua un gigantesco corpo formato da roccia vulcanica, mentre il suo gemello Vek’lor ne fortificò lo scudo grazie ai suoi poteri magici.

Ad opera compiuta, l’imperatore Vek’lor battezzò la nuova creatura con il nome di Moam, il quale scopo era quello di utilizzarlo come una colossale arma sia per gli scontri fisici che per quelli magici.

Questa può essere vista come una sorta di preparazione per gli scontri che hanno visto come protagonisti il popolo dei Qiraji, capeggiati dai loro Imperatori, e le forze dell’Alleanza ed in un secondo momento anche dell’Orda.

Uno dei primi scontri importanti coincide con la Guerra delle Sabbie Mobili, che ha visto fronteggiarsi il popolo dei Qiraji contro gli Elfi della Notte, che una volta risiedevano proprio nella zona di Silithus (trovate un approfondimento su questa guerra nella Storia di Fandral).

La guerra durò parecchi mesi e si rivelò piuttosto logorante; gli Elfi della Notte mantennero inizialmente un atteggiamento difensivo ma quando si resero conto che la minaccia del popolo dei Qiraji era concreta, data la loro capacità di moltiplicarsi esponenzialmente, il comandante degli Elfi della Notte Fandral ricorse anche all’aiuto dei draghi Nozdormu (il senza tempo) e Anachronos.

Persino con l’aiuto dei Draghi di Bronzo risultò difficile contrastare i Qiraji, che erano in continua crescita in termini numerici, così Fandral, insieme ai draghi, costruí una barriera intorno alla città di Ahn’Quiraj per poterli contenere e per fare in modo che rimanessero confidati lì per l’eternità.

Quando poi il Dio Antico C’thun si risvegliò nella sua cella nelle profondità della città di Ahn’Quiraj, infuse nuova vita e nuovi poteri al popolo dei Qiraji per poter sferrare nuovamente l’attacco al mondo di Azeroth e dare inizio al suo piano di ascesa.

Gli avventurieri riuscirono nuovamente a contrastare le creature insettoidi che, in questa occasione, sembravano addirittura più potenti di prima. Questa volta, però, le forze alleate riuscirono a raggiungere anche la cella sotterranea di C’thun, sconfiggendolo e portandone i resti al Drago Rosso Caelestrasz (figlio di Alexstrasza).

Insomma, i Qiraji hanno rappresentato una seria minaccia per gli abitanti di Azeroth e i due potentissimi Imperatori Gemelli ne sono i degni condottieri date le loro doti nel combattimento, nella magia e nella guida di un popolo così numeroso.

La carta

Come già anticipato durante l’introduzione, la carta dell’imperatore Vek’lor è una delle carte di spicco dell’espansione Sussurri degli Dei Antichi.

Con il suo costo da 7 mana ci verrà garantito un servitore con un body da 4-6 e provocazione al quale potrà essere affiancato un altro servitore (il gemello Vek’nilash) con body da 4-6 e provocazione nel caso in cui sia attivabile il suo grido di battaglia a patto che il nostro C’thun abbia raggiunto, quantomeno, i 10 punti di attacco.

È facile capire come, con l’attivazione del suo effetto, la carta dell’imperatore Vek’lor abbia un valore enorme, considerato il suo costo e ciò che ci lascia in campo; in più, negli archetipi nei quali viene inserito, risulta assolutamente devastante se giocata in presenza di Brann Barbabronzea che, raddoppiando i gridi di battaglia, ci garantirà un’ulteriore 4-6 provocazione in campo.

Come unico possibile punto a sfavore possiamo solo far presente come questa carta non possa prescindere dalla presenza nel mazzo del Dio Antico C’thun, anche se si può anche dire che i mazzi C’thun-based non possano prescindere da una carta potente  come quella dell’imperatore Vek’lor.

 

 

2- Soggoth

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Anche qui troviamo una carta che è stata rilasciata con il lancio dell’espansione Sussurri degli Dei Antichi. Differentemente da Vek’lor, Soggoth ha trovato meno spazio da quando è disponibile nella nostra collezione (ne approfondiremo i motivi nella apposita sezione successiva).

Nonostante ciò, è comunque un personaggio che, per quanto sia avvolto per lo più  nel mistero, risulta essere affascinante in quanto dotato di una forza devastante e di poteri incredibili.

Storia

Soggoth è uno dei maggiori servitori dei quattro Dei Antichi che, nel mondo primordiale di Azeroth, governano la terra. Come già detto in precedenza, egli era dotato di una forza mostruosa, probabilmente data dai poteri che gli Dei Antichi gli avevano infuso.

Stando alla versione dell’archeologo Groff, il Master’s Glaive è un luogo molto rilevante per quanto riguarda la storia di questa terribile creatura, in quanto fu lo scenario di una accesa battaglia; infatti, durante il dominio degli Dei Antichi sul mondo di Azeroth, i Titani inviarono circa una ventina di giganti di roccia per combattere contro Soggoth e riuscire ad arrivare allo scontro contro i quattro Dei.

Purtroppo, solo uno di questi venti giganti riuscì a sopravvivere; stiamo parlando di Kronn, il più grosso dei Giganti di Roccia inviati dai Titani. Kronn riuscì ad avere la meglio su Soggoth dopo essersi fatto imprigionare dalla morsa di tentacoli dello stesso; una volta che Soggoth sollevò il corpo di Kronn, che ormai sembrava spacciato, per sferrargli il colpo di grazia all’altezza della sua testa, Kronn con un ultimo e disperato sforzo impugnò la sua spada titanica e trafisse il teschio del terribile nemico.

Purtroppo Kronn, nonostante il successo in battaglia contro Soggoth, non riuscì a salvare la vita degli altri suoi compagni giganti che erano rimasti annientati dalla furia distruttrice del nemico.

Si può ancora trovare la gigantesca spada titanica che Kronn ha utilizzato per eliminare Soggoth conficcata proprio nel teschio di ciò che rimane tutt’oggi del corpo del servitore degli Old Gods sulla Darkshore.

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Il clan del Martello del Crepuscolo (di cui Ragnaros e Cho’gall erano autorevoli membri) inviò un ampio contingente di seguaci alla volta proprio della Darkshore, dove si accamparono proprio nei pressi dei resti del corpo di Soggoth. Questo prese tutte le sembianze di un tentativo di riportare in vita l’adepto più forte e temibile degli Dei Antichi e proprio per questo, le forze alleate intervennero prima che il Twilight Hammer potesse completare il rituale di resurrezione del mostruoso Soggoth.

Origini

Il personaggio di Soggoth è, con tutta probabilità, riconducibile all’universo dei racconti dello scrittore H.P. Lovecraft.

Il nome Soggoth, difatti, risulta essere molto simile ai nomi delle creature chiamate Shoggoths; questi erano degli esseri senza forme ben definite, quasi come dei blob e dotate anch’esse di tentacoli.

Gli Shoggoths erano stati creati dai cosiddetti Antichi ma finirono con lo sfuggire ai loro creatori per mettersi al servizio degli Dei Antichi (ma dell’universo lovecraftiano). Notiamo come il destino degli Shoggoths sia molto simile alla funzione che assumeva Soggoth in Warcraft, cioè servire e difendere i terribili Dei Antichi dai loro nemici.

La carta

Soggoth è sicuramente una delle carte dal design migliore di tutta l’espansione Sussurri degli Dei Antichi. La sua abilità provocazione, unita al suo effetto che lo rende non bersagliabile da magie o poteri eroi nemici ed un body imponente da 5-9 lo rendono un portentoso baluardo dietro cui difendersi dagli attacchi nemici.

Unica pecca, forse, è il costo in mana un tantinello elevato; difatti per poter far entrare in campo questo bestione, dovremo spendere la bellezza di 9 mana. Questo, probabilmente, è uno dei motivi per i quali raramente ha trovato uno spazio stabile nei diversi meta post-standard. Probabilmente in futuro potrà essere una carta fondamentalmente soprattutto nel momento in cui il meta tenderà a rallentare e a dare la possibilità di inserire più creature dal costo elevato, specialmente negli archetipi control.

 

3- Eroe del Nexus Saraad

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Sull’Eroe del Nexus Saraad non c’è molto da approfondire, in quanto appartenente all’espansione Gran Torneo, il cui tratto distintivo è proprio la presenza di vari personaggi che non traggono ispirazione direttamente dalla lore di Warcraft.

Infatti l’Eroe del Nexus Saraad, come possiamo immaginare, è un personaggio totalmente esclusivo di Hearthstone.

Lo vediamo, comunque, fedelmente caratterizzato nella sua art in sella ad cammello composto di energia pura e con in pugno una lancia energetica.

Questo esprime la natura della razza a cui appartiene proprio Saraad, che è quella degli Eterei; gli Eterei sono un popolo di viaggiatori astrali che amano duellare all’interno della Distorsione Fatua.

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Sono anche famosi come collezionisti e abili mercanti di oggetti arcani ed artefatti. Questa loro attitudine li rende tendenzialmente molto opportunisti; difatti gli Eterei non si schierano mai dalla parte di nessuna fazione e collaborano solamente con chi può essere utile nel perseguire i loro scopi personali. Questo li può portare anche a collaborare con le forze oscure tanto quanto con le forze dell’Alleanza, in quanto per loro non c’è nessuna differenza.

Il popolo degli Eterei, da questo punto di vista, risulta molto simile a quello dei Goblin; entrambe le razze hanno anche  un sistema politico molto simile, basato sul commercio e l’economia. Inoltre, proprio come i Goblin, gli Eterei risultano molto attratti dalla tecnologia e dal progresso.

Questa descrizione della razza degli Eterei, seppure non sia un qualcosa di specifico sul personaggio in questione, ci potrà comunque essere utile per inquadrare meglio un personaggio assolutamente misterioso del mondo Hearthstoniano che comunque presenta dei collegamenti anche con l’universo di Warcraft, seppure sia un personaggio totalmente inedito a quest’ultimo.

La carta

L’Eroe del Nexus Saraad è stata una delle carte rilasciate con l’espansione Gran Torneo accolta con più clamore rispetto a molte altre.

Infatti, in una prima fase, risultava essere una carta molto presente in diverse liste e probabilmente molte delle persone che staranno leggendo queste pagine avranno investito all’epoca le loro polveri per poter aggiungere questo personaggio alla loro collezione.

Il suo body da 4-5, rapportato al suo costo di 5 mana, è leggermente al di sotto rispetto alla media ma sicuramente quel sovrapprezzo viene bilanciato dal suo effetto che ci permetterà ogniqualvolta utilizzeremo il nostro potere eroe di ottenere una magia casuale attingendo tra tutte quelle che esistono all’interno del gioco.

In un secondo momento è stata una carta che è rimasta ai margini dello scenario competitivo in quanto si può assumere, senza tema di smentita, che la meccanica ispirazione abbia deluso le aspettative oltre che essere una carta davvero molto influenzata dal fattore randomico e che quindi non ha un effetto quasi per nulla prevedibile e che magari il più delle volte può risultare inutile.

Tutto considerato rimane una buona carta che, in situazioni ottimali, può spostare l’ago della bilancia a nostro favore quantomeno incrementando il nostro vantaggio carte e che ci permette di non sprecare molte delle nostre risorse potendo attingere qualche magie dal suo effetto.

 

4- Elise Cercastelle

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Come per il personaggio precedente, anche per quanto riguarda Elise Cercastelle abbiamo a che fare con un personaggio introdotto esclusivamente per Hearthstone.

Nonostante ciò, basandoci sulla sua art e su alcune indicazioni e dichiarazioni rilasciate dalla Blizzard prima e dopo il rilascio dell’avventura Lega degli Esploratori (a cui lei appartiene) possiamo comunque tracciare quantomeno un minimo di Lore a far da sfondo a questo personaggio.

Elise Cercastelle è una studiosa della razza degli Elfi della Notte ed appartenente alla mitica Lega degli Esploratori, al cui interno è meglio conosciuta con l’appellativo di Cartografa.

Elise è un membro molto rispettato della Lega degli Esploratori; infatti è lei la mente dietro a numerose scoperte ed operazioni portate a termine dalla Lega. Basti pensare che è stata proprio lei a scovare l’eccentrico Ser Pinnus Mrrgglton ma quando era addirittura ancora un uovo.

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Il nome Cercastelle ci suggerisce che, molto probabilmente, possa avere qualche collegamento con alcuni personaggi secondari dell’universo di Warcraft che portano lo stesso nome. Infatti i Cercastelle sono una fazione degli Elfi della Notte e si suppone che possa essere figlia della Sacerdotessa addestratrice Astarii Cercastelle, originaria della città di Darnassus, oppure di Airae Cercastelle; nonostante ciò, è singolare notare come Elise presenti alcuni tratti fisici più simili agli esseri umani piuttosto che agli Elfi della Notte, come ad esempio i suoi occhi che risultano assai diversi dai tipici occhi di un bianco brillante comuni nelle donne degli Elfi della Notte.

La carta

Elise Cercastelle è senza dubbio una delle carte più interessanti dell’avventura Lega degli Esploratori.

Questo perché ha introdotto un tipo di meccanica totalmente nuova rispetto alle carte a lei precedenti.

Il suo body da 3-5 risulta bilanciato per essere un servitore da 4 mana ed il suo grido di battaglia andrà ad aggiungere al nostro mazzo una Mappa per la Scimmia Dorata dal costo di 2 mana che, non appena giocata, andrà ad inserire la Scimmia Dorata nel nostro mazzo e facendoci pescare una carta. La Scimmia Dorata è un servitore da 4 mana con un incredibile body da 6-6 ed un grido di battaglia che trasformerà tutte le carte nel nostro mazzo e nella nostra mano in carte leggendarie.

Questo effetto, tenendo presente che per essere sfruttato al meglio necessita che il game si protragga più a lungo del solito, è evidente come si adatti al meglio in archetipi di mazzi tendenzialmente control, con molte rimozioni e cure che permettano di mantenere il game per lunghi tratti in una situazione di stallo. Inoltre rappresenta una valida opzione da mid-game visto comunque il suo body piuttosto solido per eventuali trade.

Una bella chiave di lettura per il suo effetto potrebbe anche darci una spiegazione sulla scelta del personaggio e del nome ad esso associato: Elise Cercastelle inizia, con il suo ingresso in campo, una catena di eventi nella quale il giocatore deve cercare ben due carte all’interno del suo mazzo per attivare il suo effetto vero e proprio, cioè trasformare tutte le carte del mazzo in leggendarie. Nella fase di deckbuilding di Hearthstone non c’è la possibilità di inserire più di una copia di ogni leggendaria e quindi troveremo le carte leggendarie che inseriamo nei nostri mazzi marchiate con una stellina; probabilmente gli sviluppatori hanno scelto il nome Cercastelle proprio perché il giocatore ed Elise, con il suo ingresso in campo, danno il via a questa ricerca delle carte leggendarie che è il risultato finale del suo effetto.

Speranzosi che questi racconti vi abbiano tenuti con gli occhi incollati allo schermo, vi diamo appuntamento al prossimo episodio della Storia delle Carte di Hearthstone.