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Speciale Mondiali di Hearthstone: l’Europa delude, ma può ancora recuperare

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All’inizio della competizione iridata di Hearthstone tutti gli specialisti del settore erano decisamente convinti che il Vecchio Continente avesse presentato il roster con il maggior numero di talenti e che, per questo, era candidato di diritto come il continente di provenienza di quello che, molto probabilmente, sarebbe dovuto essere il Campione mondiale del 2016.

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Le prime due giornate di scontri hanno però avuto l’effetto di una doccia gelida sulla community europea visto che su quattro partite i “nostri” beniamini hanno collezionato 3 sconfitte (compresa quella di Pavel, sicuramente la più criticata dalla comunità internazionale).
Se questa può in qualche modo essere catalogata come una notizia negativa per l’Europa, una notizia ancor più negativa è quella che l’unico giocatore vincente della prima tranche non è Thijs ma l’ucraino Drhippi che ha sconfitto il cinese Breath in una sensazionale partita al meglio delle 7.
Parlando di Thijs c’è da dire che non ha potuto far altro che arrendersi alla forza del cinese Jasonzhou il più tardi possibile: ci sono volute, anche in questo caso, ben 7 partite per poter assegnare la vittoria ad uno dei due sfidanti.
Ora l’olandese dovrà affrontare una partita che, almeno sulla carta, dovrebbe essere una delle più toste dell’intero mondiale: si trova infatti costretto a fronteggiare Handsomeguy…l’unico giocatore dei 16 a poter rivaleggiare con Thijs in quanto a partecipazioni ad importanti eventi internazionali.

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L’unica nota positiva per il fuoriclasse europeo è che Hand ha iniziato questo mondiale in modo tragico subendo un netto, clamoroso e dopotutto forse anche ingiusto 4-0 dall’americano Cydonia: riuscirà il 3 volte campione asiatico a ritrovare immediatamente il giusto equilibrio per la sfida con Thijs? Alcuni sono fermamente convinti che proprio la titanica partita che lo aspetta non farà altro che esaltare ulteriormente il suo talento, altri ancora invece pensano che un 0-4, per un giocatore “blasonato” come lui, sia un rospo molto difficile da ingoiare e “metabolizzare” e che quindi il “tilt” definitivo sia dietro l’angolo.

L’altro grande “indiziato” di queste due giornate è Pavel: il russo ha deluso e lasciato interdetta l’intera community non riuscendo a portare a casa che un singolo scontro di una partita contro l’americano HotMEOWTH.

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Per il gruppo d’oltreocèano è stata quindi una partenza da sogno: 4 giocatori su 4 (vincono anche Amnesiac e BBgungun) hanno vinto la prima sfida e si ritrovano, fattivamente, con un piede nella Top8.
Davvero straordinario il loro inizio mondiale…giocheranno anche in casa ma nessuno, e ribadiamo nessuno, si sarebbe aspettato uno start del genere.

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Non brillantissimo, ma neanche tragico come quello Europeo, lo start dei giocatori asiatici: soltanto 3 degli 8 provenienti dalle altre due regioni del mondo coinvolte ai mondiali i giocatori che avranno la possibilità di giocarsi, questo pomeriggio, l’accesso diretto alla top8.
I 3 vincenti sono i cinesi Jasonzhou ed Omegazero ed il coreano Che0nsu che dovranno ora affrontare, in tutte le sfide in cui sono coinvolti, solo giocatori americani.

Come andrà a finire questa Top16? Quale di questi giocatori vi ha maggiormente deluso e quale, invece, vi ha stupito?
La considerazione con la quale vogliamo lasciarvi in questo articolo è relativa alla partita del loser del Gruppo A: comunque vada a finire almeno uno dei 4/5 protagonisti super quotati all’inizio dell’evento sarà definitivamente eliminato…toccherà ad Handsomeguy o all’olandese Thijs vedere infranti i propri sogni iridati? Domani la grande risposta!


Speciale Mondiali di Hearthstone: l’Europa delude, ma può ancora recuperare
Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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