Old Gods: ecco cosa pensano i Pro del Team Powned delle nuove leggendarie!

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Abbiamo voluto chiedere ad alcuni giocatori del nostro team competitivo cosa pensassero dei 4 Old Gods annunciati che presto sbarcheranno su Hearthstone con l’arrivo dell’espansione a loro dedicata.
Ovviamente, queste valutazioni sono state fatte in un momento in cui non è ancora completamente definita quella che sarà la nuova espansione e rimangono quindi delle primissime considerazioni su aspetti che potrebbero cambiare nel corso dei prossimi giorni.

Augurandovi una buona lettura, vi chiediamo cosa ne pensate del loro parere: con quale delle 4 opinioni che troverete di seguito vi trovate maggiormente d’accordo?

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Thufull

C’thun: Presto per giudicarla, per ora non mi convince troppo perchè non sembra avere il potenziale che avevano annunciato all’inizio. Potrei sicuramente smentirmi con l’uscita delle prossime carte. Come meccanica non mi piace troppo, perchè costringe a fare un mazzo che si basa su 1 carta su 30 e che, almeno per ora, non vince il game da sola.

N’Zoth: Per ora lo giudico come il migliore Old Gods uscito, può far nascere nuove tipologie di deck deathrattle, ma può anche essere usata in un deck con pochi deathrattle mirati come Sylvanas, Cairne, ecc.. in una tipologia control (come Warrior o Prete). Di sicuro è viable anche se molto lenta.

Y’shaarj: Carta abbastanza brutta. La sua unica collocazione la vedo in un deck ”Astral communion druid”, per il resto rimane abbastanza casuale e lenta, dato che non ha un impatto forte nel gioco.

Yogg Saron: Purtroppo questa carta mi ha deluso tanto, l’effetto è TOTALMENTE A CASO, non controllabile e non troppo forte da farla giocare comunque, può vincere o perdere un game da solo, ma non sono queste le carte che aspettavo…

 

Meliador

Yogg-Saron: è una carta concettualmente inaccettabile, il giocatore non ha il minimo potere di azione su questa carta (come altre direte voi, si però le altre non mettono la parola fine alla partita solitamente, il che da al giocatore la possibilità di gestire a posteriori l’rng creatosi). Inoltre per quanto non lo giocherei da avversario è temibilissimo, perchè chiunque venga messo alle strette può chiudere gli occhi, giocare questa carta, e riaprirla al suono di un eroe che salta in aria, sicuramente una scelta più value di “esc concede”.

Y’Shaari: se gli effetti attivabili a fine turno (ragnaros, Ysera ecc..) si attivano nel turno in cui vengono evocati questa carta può trovare spazio in un mazzo dedicato, ad ogni modo bisognerà capire se si riesce a costruire un mazzo che non si basa sui servitori che riesca a controllare egregiamente la partita fino all’arrivo di questa carta (meglio di varian solo perchè può essere giocata in mazzi diversi dal war dove la fatigue potrebbe non essere un fattore).

C’Thun: a prima vista il miglior old gods in standard, ha un effetto che impatta immediatamente sulla partita ed è praticamente privo di Rng, inoltre le carte finora uscite che lo potenziano sono tutte da “giocabili” a salire.

N’zoth: in wild molto forte vista la giocabilità di Naxramas, non perdi carte ne dal mazzo ne dalla mano per rifarti la board il che è sempre un’ottima cosa, bisognerà vedere in standard quali rantoli di morte competitivi verranno fuori (per il momento lo vedrei bene in un rogue)

 

JackTorrance

Yogg saron

Pro: se hai molta fortuna può capovolgere completamente una partita persa.
Contro: la carta più casuale della storia di Hs, non solo le magie sono random, anche i bersagli! Questo la rende veramente ingiocabile oltre alle partite for fun o da da quelle fatte per essere mandate a trollden.

Y’Shaari

Pro: body bilanciato, se giocato in un deck con altre creature grosse come lui puoi mettere in campo per “soli” 10 mana 2 bestioni, potrebbe avere un remoto perchè in un meta control.
Contro: lento da morire, la creatura che metti in gioco non triggera il battlecry, potrebbe uscirti una creatura di medio basso costo e quindi perderebbe il value sperato, con un bgh probabilmente vuol dire gg, bisogna aggiungere altro?

Nzoth

Pro:effetto molto molto forte se ci costruiamo un mazzo attorno. Una volta resuscitati tutti i minion con deathrattle, oltre ad avere una supremazia sulla board quasi sicuramente non soffriremo nemmeno le aoe di massa visto che i minion alla loro morte daranno ulteriore valore, mi piace tanto.
Contro: forse un body leggermente debole per il costo di mana elevatissimo ed esige un deck costruito appositamente su di esso.

Cthun

Pro: possibilità di spazzare via la board avversari e mettere contemporaneamente un bestione enorme sulla board, inoltre interagisce con altre carte specifiche all’interno del deck potenziandole a dismisura. Può dare il via ad un nuovo archetipo e quindi sicuramente sarà giocato, almeno in un primo periodo.
Contro: esige anche lui un deck costruito attorno, quindi poco spazio di manovra nel deck building in quanto saremo obbligati ad inserire tutte quelle creature specifiche che lo potenziano; in più i danni inflitti col suo grido di battaglia saranno casuali, che unito al costo di mana che ci svuoterà tutta la riserva nel turno in cui lo giochiamo, potrebbe renderla rischiosa in quanto insicuri di rimuovere le minacce più importanti sulla board avversaria.

 

Dazzar

C’thun

Pro: ha un buon body ed un effetto buono quando entra in gioco.
Contro: bgh (se non viene nerfato) e removal come death.

N’zoth

Pro: se ci fai un deck attorno con (sylvanas, cairne, ecc.. ) prendi sicuramente value.
Contro: lenta e devi aver giocato minion con deathrattle buoni e un buon body sennò nn ha senso.

Y’shaarj

Pro: in un deck con bestioni e removal come il warr può trovare gioco e sicuramente si prende value.
Contro: il meta deve sloware per vedere un deck con questa carta e antisinergica con battlecry.

Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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