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Le storie inedite della Locanda: Un Mondo Selvaggio (Cap. 3)

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Ben ritrovati , avventori della Locanda più famosa al mondo e rieccoci con il terzo capitolo della nuova saga targata Powned.it a cura di uno dei membri della nostra community di Hearthstone.

Per chi si fosse perso i due capitoli precedenti, ecco qui il collegamento diretto dove potrete trovarli: http://www.powned.it/le-storie-inedite-della-locanda-un-mondo-selvaggio-cap-1-e-2/

Ma adesso, senza ulteriori esitazioni, procediamo con il nostro racconto.

 

Capitolo 3 – Pesce fuor d’acqua

 

Nonostante la luce fioca del focolare si riusciva a scorgere nitidamente la sagoma dell’insettoide, l’uovo formato da una sottile membrana appariva come un cuore fremente di una bestia antica. L’Esperto di Caccia premeva i leggeri gonfiori sulla superficie per stimolarne le pulsazioni “Erano mesi che ne cercavo uno…”,  le pupille sgranate sembravano aver preso vita propria. Lo Sfidante Misterioso osservava la scena con un leggero tono di disprezzo, neanche tra le braccia di una Giovane Vestale provava tanto entusiasmo , men che meno lo comprendeva verso un uovo mostruoso. ”Ora però dimmi tutto quello sai e vedi di non risparmiare dettagli,vecchio!“ esclamò con voce leggermente più alta del suo consueto tono. Il rozzo cacciatore emise un  gorgoglio dal naso per poi sputare sul pavimento della capanna “Sei stato di parola e io farò lo stesso”.

 

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Dandogli le spalle afferrò una pesante cassa trascinandola ai piedi del Cavaliere “ Una settimana fa, gli Imperatori Gemelli Vek’lor e Vek’nilash insieme ai loro uomini sono venuti a farmi visita, li conosci? Sai chi sono?  …ogni volta che vedo quella gente mi si squama la pelle! Sono inquietanti  con tutto quel parlare dell’avvento del Dio antico C’thun e di profezie catastrofiche ma sono ottimi clienti“ mentre diceva queste parole aprì la cassa mostrando  al suo interno un congegno con strani spuntoni e una leva al centro, sulla quale erano montate delle manopole e  delle strane viti . “Mi hanno pagato con un commutatore Gnomeregan”. Lo Sfidante Misterioso rimase interdetto “Come fanno quei pazzi avventisti di C’thun ad avere una cosa simile? “, il Nano  scoppiò in una fragorosa risata battendosi la pancia “Ah ah ah, me lo sono domandato anche io lì per lì“ interruppe la risata ritornando serio quasi di colpo,  “La risposta l’ho avuta due giorni dopo quando un mio Infiltrato Worgen, durante una  perlustrazione, ha intercettato una carovana di gnomi a nord, verso le montagne,  scortata da  un Supergolem Pilotato …”.  Lo sfidante interruppe quasi involontariamente il Nano “Gente di Gnomeregan tra le montagne di Kalimdor, com’è possibile?”, il cacciatore proseguì “I tuoi segreti ti rendono acuto ragazzo mio! L’unico modo è tramite l’acqua e l’unico approdo di queste terre è tra i pirati, non è difficile pensare che le tue robobombe siano  passate proprio da li …”

Il Misterioso lasciò la capanna del cacciatore con più dubbi di quanti ne aveva prima di entrarvici.

Il Nano parlava per congetture ma le sue informazioni apparivano preziose; quelle robombe erano congegni rari, ancor di più in quella parte di mondo, e la comparsa della gente di Gadzegan non poteva essere una coincidenza. Non era sicuro che ci fosse un reale collegamento ma la notizia della carovana valeva il prezzo dell’uovo.

 

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Le domande  nella mente dello Sfidante brulicavano come un Tessitela impegnato a costruire il suo nido, ogni pensiero costituiva un filo che intrecciandosi dava vita ad una nuova scelta, una nuova decisione: continuare  verso Meccania o dirigersi verso Sud cambiando direzione? Intraprendere un faticoso viaggio verso le Montagne? Quello era da escludersi sarebbe stato troppo duro e i suoi giovani uomini non erano preparati ; arrivare a Meccania senza le informazioni necessarie avrebbe solo costituito un ulteriore rischio ma di certo non poteva evitare di inviare rinforzi. I Pirati erano la soluzione di questo enigma ma nessuno sarebbe stato in grado di estorcergli informazioni con la violenza e, anche pagando, non avrebbero di certo accettato un incontro senza intermediario.

“A volte le risposte giungono dalla via del turbamento”,  ripeteva un vecchio detto di Pandarian; nella sua vita lo Sfidante Misterioso era sempre stato fedele al suo ordine e raramente aveva messo in discussione le decisioni di Eadric il Puro. Malgrado questo, sapere che tra le linee dei Crociati d’Argento militavano anche i Murloc era per lui insopportabile. I Pinnavile originari di Silvercrest avevano contatti in tutti i mari e una sede in ogni costa,  sicuramente conoscevano i pirati e certamente avrebbero potuto intercedere per lui. Anche se  li disprezzava profondamente avrebbe chiesto loro aiuto. Sarebbe quindi partito da solo verso le coste di Tanaris inviando, intanto, il suo esercito a Meccania per dare rinforzi ai suoi confratelli in città.

Tra le fila degli Argentei, il merito in battaglia era l’unico blasone degno di rispetto. “ L’argento sui nostri scudi, l’argento nelle nostre vene” recitava uno dei tanti motti, a evidenziare che nessun diritto di sangue poteva essere reclamato una volta accettati nell’ordine. Quella dei Pinnavile era però un’eccezione. Nonostante il benestare di Eadric il Puro, nessun esercito nè legione li aveva mai reclutati tra le loro fila, relegandoli al disprezzato compito di carcerieri. Vi era infatti la credenza che gli Inquisitori avessero il potere di tramutare i traditori in docili Murloc pronti alla morte in battaglia.

Nella sua vita Mysterious Challenger  ne aveva viste davvero tante ma la sala del conclave Pinnavile era uno spettacolo che difficilmente avrebbe dimenticato. Posta all’interno della gigante scogliera vicino Last End Beach, costituiva un vero e proprio palazzo sotterraneo. Il pavimento, lastricato di coralli e perle,  risultava brillante, conchiglie e fossili marini emergevano come decorazioni  degne di un’artista di karazhan. Le pareti scavate dalle infiltrazioni dell’acqua salmastra mostravano minerali dai colori cangianti che, come arazzi scolpiti nella roccia, si districavano tra i solchi calcarei emettendo un’ intensa ma flebile luce bluastra.

“Che gaudio, Che giornata d’orata! ghlghlghl” l’inquisitore  camminava verso lo Sfidante Misterioso con un incedere goffo, quasi claudicante  , “La mia anima si attriglia!  Quasi mi viene un polpo a ricever visita da un così illustre confratello! Ghlghlghl”.  Lo Sfidante chinò il capo in segno di saluto “ Inquisitore, è un onore conoscervi  di persona, sono venuto per questioni urgenti , vorrei conferire con voi in privato”. Il tono non faceva trapelare l’enorme fastidio che provava nell’interloquire con quell’irritante essere.

“Ghlghlghl sono così alice di esservi utile mio confratello! Venite, venite! Accomodatevi e iniziate la vostra aringa ghl ghl ghl!”. Lo Sfidante raccontò per filo e per segno tutto ciò che gli aveva riferito il Nano di Un’goro compresa la richiesta di un intercessione tra i pirati della costa. “Ghlghlghl dobbiamo far luccio su questi avventi e ogni dubbio deve esser sgombro ghlghlghl! Un Cavaliere Murloc ti accompagnerà al covo dei pirati! Ghlghl Quando sarà finito tutto voglio però che si seppia questo storione!Ghl i Pinnavile sono fieri membri degli argentei ghlghlghl!” .

Era sera quando lo Sfidante Misterioso lasciò la caverna. Un Murloc a cavallo di una rana grande quanto un cinghiale lo attendeva immobile. L’imbrunire rendeva  quella figura quasi gradevole, “Sei tu che mi scorterai tra i pirati?”. Come lo sfidante lo strano essere indossava un elmo che ne celava le fattezze, senza dire una parola annuì per poi volgergli le spalle e balzare con la sua rana dalla scogliera. Benché  non amasse i Murloc sentiva un crescente rispetto per quella razza che a modo suo mostrava fierezza e orgoglio.

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La notte era prossima ma la stanchezza era ben lontana dal giungere, lo Sfidante montò a cavallo e, con un colpo secco delle redini, si lanciò al galoppo dietro al Cavaliere Murloc.

Solo due giorni di marcia lo separavano dalla verità.

 

Augurandoci che anche questo episodio della saga “Un Mondo Selvaggio” vi abbia tenuto con gli occhi incollati sullo schermo, vi diamo appuntamento al prossimo fantastico capitolo.

Racconto scritto e ideato da Emiliano Casali, ma potete anche sfidarlo aggiungendolo agli amici su Battlenet al battletag #Powathan2954

 


Le storie inedite della Locanda: Un Mondo Selvaggio (Cap. 3)
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