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Le Storie inedite della Locanda: Un Mondo Selvaggio (Cap.1 e 2)

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Benvenuti Locandieri in questa nuova sezione dedicata ai racconti inediti che traggono ispirazione dall’universo di Warcraft ma che vedono, in particolare, come protagonisti i personaggi più rilevanti e amati del mondo di Hearthstone.

Non vogliamo anticiparvi troppo, quindi mettetevi comodi per i primi due capitoli di questa nuova ed entusiasmante saga.

Capitolo 1  – La Locanda di Meccania

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Ci sono locande all’interno di Meccania dove il sospetto inizia con il cigolare dell’uscio. Occhi di tutti i colori tendono all’entrata e aliti pesanti sbuffano in attesa di intravedere una sagoma.

Quella notte l’ombra che si allungava sulla porta era quella di un essere alto meno del ginocchio di un tauren: pelle verde e un cappuccio dal quale spuntava un naso adunco e grinzoso.

Molti dei presenti ritornarono alle proprie faccende mentre altri, più scaltri, soffermarono lo sguardo ancora per qualche secondo su quello che ora appariva chiaramente come un goblin con due enormi e pesanti bisacce che strusciavano  a  terra emettendo un rumore simile a quello di una spada trascinata da un moribondo.

“Un bicchiere di vino invecchiato di Dalaran.”

La sua voce arrivava acuta e stridula all’oste che data l’altezza del bancone faticava ad individuarne la provenienza. “Abbiamo solo birra qui” sbuffò l’orco oste afferrando un boccale in legno, “Birra scura di Corvonero”.

Il goblin annuì buttando una moneta di bronzo sul tavolo e afferrando il boccale, poi si posò su uno sgabello alla sua altezza. Nel frattempo dall’altro angolo del locale un tavolo di umani ,vestiti da soldati di un paese lontano, aveva adocchiato il nuovo venuto.

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“Non può essere lui Sergente, lui è morto…”  disse uno di loro,  ” Ti ho detto di chiudere la bocca o ti strappo la lingua e te la faccio mangiare!”. Non era raro sentire il Sergente Violento minacciare i suoi sottoposti, era reduce di molte battaglie combattute sotto altrettanti vessilli. Ultimamente era più debole ma la sua memoria era ancora buona e in quello strano avventore dalle sacche giganti aveva rivisto una sagoma famigliare.

Il goblin intanto beveva  osservando i presenti, i profili di quella gente erano come le montagne da cui proveniva: frastagliati , spogli e aridi. Tutt’a un tratto una voce interruppe l’ultimo sorso della sua birra: “Tu! goblin! Che hai in quelle sacche?”. Un troll, grosso come la porta, lo guardava dall’alto verso il basso, la sua caratteristica cresta palesava la sua provenienza: era un Berserker Amani. Il pelle verde lo fissò da sotto la sua cappa, gli occhi brillavano appena per poi scostare parte del mantello e mostrare il bagliore di una dentatura troppo lucente per un goblin.

“Vekk! What the vekk are you doin’, mon?“

Parole dette in Zandali la lingua dei troll,  il tono faceva trasparire una sicurezza che anche un Berserker Amani comprendeva essere temibile. Ad un tratto il siparietto nato tra i due fu arricchito da un terzo attore, uno di quegli uomini al tavolo si era unito alla breve conversazione : “ Ehi Kezàn! Quei miei amici laggiù pensano di conoscerti, il mio sergente dice che ha già visto quelle tue enormi  sacche, dimmi come ti chiami!”

 

Capitolo 2 – Onde nel deserto

Ci sono notti in cui neanche il sinuoso corpo di una Guardiana d’Argento riesce ad allontanare gli oscuri presagi. Quello che chiamavano lo Sfidante Misterioso si stava rivestendo quando, improvvisamente, una voce roca  irruppe nella sua tenda: “Signore è arrivato un dispaccio urgente da Meccania“, l’innominato cavaliere volse lo sguardo verso l’uomo: “Quartiermastro, io ho mille segreti e c’è una cosa che deve essere chiara a tutti, quando sono nella mia tenda nessuno, neanche tu puoi entrare senza permesso“. Il Quartiermastro rimase impalato per un secondo stringendo nella mano una pergamena : “Mi scusi Signore  io…io non sapevo“.  Solo in quel  momento quel goffo omone aveva realizzato che in quella tenda c’erano  tre persone, di cui due donne ancora nude sotto delle pesanti pelli d’orso. Lo Sfidante si avvicinò in fretta strappandogli dalle mani  la pergamena: “Ora vattene….”. Posando poi lo sguardo serio verso le donne: “Vale anche per voi….rivestitevi e lasciatemi solo“.

La pergamena riportava un dispaccio militare scritto malamente da una recluta, una locanda nei bassifondi di Meccania era stata distrutta. Nelle macerie erano stati trovati i  resti di un congegno robot che aveva portato alla morte un Pacificatore di Aldor, un sergente e un protettore d’argento. In altre situazioni lo Sfidante Misterioso avrebbe ignorato una semplice rissa finita male ma quel dispaccio, giunto in quel momento, a solo qualche giorno di cavallo da lui, lo rese nervoso. Erano mesi che non sentiva più parlare di RoboBombe e l’unico artefice era sempre un famigerato goblin che terrorizzava le lande. La decisione era presa, sarebbe partito all’alba e insieme a lui il suo esercito e i suoi molti segreti pronti ad essere svelati.

Gli zoccoli sulla sabbia di Un’Goro producevano un suono simile al mare così come le lucenti armature apparivano come spuma  sulla cresta di un’onda.

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“Capo! Un manipolo sta marciando verso di noi!”, il vecchio nano barbuto sussultò  sul suo bivacco  mentre addentava quelli che erano i resti di un verme della sabbia . “Manipolo? Marciando?” senza  neanche distogliere lo sguardo bevve un sorso della sua borraccia lasciando quello scudiero novizio con la bocca aperta. “Signore?!? Sveglio i Taz’dingo?” , il nano masticando a bocca aperta lasciò cadere un brandello di carne sulla barba che ributtò prontamente in bocca, “Ma sì,sì ..svegliali…”.

Nel frattempo al di là dell’orizzonte i cavalli incalzavano in formazione a cuneo. Alla loro testa, lo Sfidante Misterioso. Dopo aver appreso la notizia dell’esplosione della locanda aveva deciso di marciare in città ma non prima di aver raccolto delle informazioni. La persona giusta a cui chiederle era il Big Game Hunter, il più esperto cacciatore di tutte le lande; anche se ultimamente si era ingrassato e appesantito, le sue gesta erano note ai più grandi eroi, per molto tempo infatti, non vi era gigante che non fuggisse al solo sentirlo nominare. Da quando si era praticamente ritirato, aveva aperto un emporio al centro del cratere di Un’Goro, non troppo distante dalle vie per Meccania. Nessuno meglio di lui poteva avere informazioni.

L’accampamento dove era situato il bazar era circondato da una rudimentale recinzione in legno:  all’entrata, due enormi Troll grandi quanto un arbusto erano equipaggiati con pesanti scudi che  impedivano la vista dello spaccio. Lo Sfidante alzo un braccio per ordinare ai propri sottoposti di rallentare la marcia mentre, con un gesto repentino, smontò da cavallo dirigendosi a piedi verso i due Guardiani di Sen’jin.

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“ Dite al vecchio che lo Sfidante Misterioso vuole fare uno scambio“. Il Nano, con goffi movimenti, spinse gli scudi dei troll come le ante di un saloon: ”Che mi venga un colpo! Anzi che venga a mio fratello Hemet se quella che sento non  è la voce di un portaguai! Se volevi fare uno scambio perché ti sei portato dietro tutti quegli argentati?“.  Un attimo di silenzio fu subito interrotto dallo Sfidante: “Fammi entrare e te lo spiego vecchio“.  Il Nano  allora osservò i suoi due troll per poi scrollare le spalle scuotendo il capo: “Hai ragione…sono troppo vecchio per queste cose, vieni avanti….ma solo tu! Non voglio  la tua argenteria sulla mia tavola, sono troppo povero e non posso sfamarli tutti“.

All’interno della rudimentale capanna l’odore di putrefazione superava persino quello del nano, pezzi di carne di ogni genere di animali stavano essiccando vicino al fuoco mentre le loro pelli accatastate formavano un grezzo tavolino. “Allora, che ti porta a marciare in questo buco desolato di Un’goro?“ , lo Sfidante, sempre fedele al suo riserbo, respirò lentamente sotto il suo elmo: “Robobombe…”                           Il nano d’un tratto spense il suo beffardo sorriso : “Ci sono cose su cui è meglio non ficcare il naso, tu dovresti saperlo meglio degli altri visto tutti i segreti che ti porti dietro!“. Queste parole avevano un tono diverso da quelle precedenti, più cupo e pacato, e lo Sfidante non riuscì a trattenere un sorriso amaro “Cosa vuoi in cambio ?”, il nano fissò per un attimo “So che una settimana fa una Guardiana d’Argento in perlustrazione ha trovato un nido nerubiano ed è riuscita a trafugare un uovo, ce l’hai tu, non è vero?”.

Se c’era una cosa che lo Sfidante Misterioso proprio non tollerava era la fuga di notizie e il sentir parlare di quanto accadeva tra le sue fila lo rendeva furibondo, tuttavia l’Esperto di Caccia non era stupido e per chiedere un dono così grande doveva avere informazioni preziose… Di scatto si alzò in piedi “ Avrai quell’uovo, dopo di che mi racconterai tutto quello che sai, nano…”

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Questa fantastica storia è stata scritta ed ideata interamente da Emiliano Casali, un membro della nostra community di Hearthstone; potete aggiungerlo e sfidarlo per una partita amichevole aggiungendolo come #Powathan2954 .

Nella speranza che questo racconto vi abbia appassionato ma soprattutto fatto divertire, vi invitiamo a tenere gli occhi aperti per i fantastici capitoli seguenti di questa magnifica storia basata sui personaggi di Hearthstone.


Le Storie inedite della Locanda: Un Mondo Selvaggio (Cap.1 e 2)
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