Le carte di Hearthstone: Kel’Thuzad!

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Bentornati ad una nuova puntata de “Le Carte di Hearthstone“. Parleremo del boss finale che troviamo nell’espansione “La maledizione di Naxxramas” ovvero il simpatico Kel’Thuzad.

Introduzione

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Nel periodo antecedente alla seconda grande guerra, Kel’Thuzad era un membro del concilio dei sei, l’alto concilio di Kirin Tor– il maestro di Dalaran-. Fra i leader dei Kirin Tor’s, Kel’Thuzad era il più impaziente di accedere alla libreria dei guardiani (il deposito del sapere accumulato da Medivh nella sua torre di Karazhan) e quindi era il più irritato quando la libreria fu persa. Dopo la morte di Medivh, Kel’Thuzad e gli altri membri di Kirin Tor, interrogarono l’apprendista di Medivh, riguardo l’accaduto; Kel’Thuzad sembrò particolarmente interessato a scoprire di più sul misterioso Ordine dei Tirisfal, che -come ha fatto notare Antonidas (il leader del Kirin Tor) – è stato rilevante quando parlò Medivh.

Chiamata del re Lich

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Un gruppo di potenti individui, sparpagliati nel mondo, udirono la chiamata mentale del re dei Lich da Nothrend. Il più importante di loro fu l’arcimago Kel’Thuzad dalla magica nazione di Dalaran. Kel’Thuzad era uno dei membri anziani dei Kirin Tor – Il consiglio di sentenza di Dalaran – ed era stato considerato un anticonformista per anni a causa della sua insistenza a studiare le arti proibite della necromanzia.
Guidato dall’apprendere tutto quello che poteva sul mondo magico e le sue oscure meraviglie, era frustrato da quello che vide come precetti obsoleti e privi di fantasia dei suoi coetanei. Dopo aver sentito la potente convocazione da Nothrend, l’arcimago rivolse tutta la sua volontà al comunicare con la voce misteriosa. Convinto che il Kirin Tor era troppo schizzinoso per prendere il potere e la conoscenza insita nelle arti oscure, giurò di imparare quello che poteva dal potere immenso iniziato a chiamarsi re di Lich.

Abbandonata la sua fortuna e prestigiosa posizione politica, Kel’Thuzad abbandonò la via dei Kirin Tor e lasciò per sempre Dalaran. Spronato dalla voce persistente del re di Lich, vendette tutti i suoi vasti averi e custodì lontano le sue fortune. Viaggiando in solitudine attraverso molte leghe di terra e di mare, finalmente arrivò alle coste ghiacciate di Nothrend.
Intento a raggiungere Icecrown per offrire i suoi servizi al re di Lich, l’arcimago passò attraverso le rovine devastate dalla guerra di Azjol-Nerub. Kel’Thuzad vide in prima persona la portata e la ferocia del potere di Ner’zhul. Cominciò a pensare che allenarsi con il misterioso re di Lich non solo sarebbe saggio, ma potenzialmente fruttuoso.

Dopo tanti mesi di viaggio attraverso le dure lande artiche, Kel’Thuzad finalmente arrivò al ghiacciaio oscuro di Icecrown. Coraggiosamente si avvicinò alla oscura cittadella di Ner’zhul e rimase scioccato quando le guardie non morte, silenziose, lo lasciarono passare, come se lo aspettassero. Kel’Thuzad decise di scendere in profondità nella terra fredda e trovò la sua strada attraverso il fondo del ghiacciaio. All’interno della grotta infinita di ghiaccio e ombre si prostrò davanti al trono ghiacciato offrendo la sua anima al Signore oscuro dei morti.

Il re di Lich era soddisfatto con il suo ultimo coscritto. Promise a Kel’Thuzad l’immortalità e grandi poteri in cambio della sua completa obbedienza. Kel’Thuzad avido di sapere e di potere oscuro, accettò la sua prima grande missione: andare nel mondo degli umani e trovare una nuova religione che adorasse il re di Lich come un dio.

Per aiutare l’arcimago nella missione, Ner’zhul diede un aspetto umano a Kel’Thuzad. Il vecchio ma ancora carismatico mago, è stato accusato di usare i suoi poteri di illusione e di persuasione per calmare gli oppressori, e per attirare le masse di Loardareon nella sua fiducia. Una volta ottenuta la loro attenzione, avrebbe offerto loro una nuova visione di ciò che la società potesse essere.

Culto dei dannati

Kel’Thuzad tornato a Lordareon in incognito, nell’arco di tre anni, usò la sua fortuna e l’intelletto per raccogliere una confraternita clandestina di uomini e donne che la pensassero allo stesso modo. La confraternita, che venne chiamata Culto dei Dannati, prometteva ideali di uguaglianza sociale e la vita eterna in cambio del loro servizio e dell’obbedienza a Ner’zhul. Mentre i mesi passavano, Kel’Thuzad trovò molti volontari desiderosi del suo nuovo culto tra gli oppressi (i lavoratori stanchi e sfruttati di Lordaeron).
Sorprendentemente, l’obiettivo di Kel’Thuzad (di convertire la fede dei cittadini dalla luce santa verso la fede dell’ombra oscura di Ner’zhul) è stato facilmente raggiunto.
Come il Culto dei Dannati è cresciuto in dimensioni e in influenza, Kel’Thuzad ha fatto in modo di mantenere il suo piano segreto alle autorità di Lordaeron in ogni modo.

Prospetto del Caduto

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Con il successo di Kel’Thuzad nel Lordaeron, il re di Lich fece gli ultimi preparativi per il suo assalto contro la civiltà umana. Immagazzinando le sue energie in un certo numero di artefatti portabili chiamati Plague cauldrons (Calderoni del flagello), Ner’zhul ordinò a Kel’Thuzad di trasportare i calderoni a Lordaeron dove sarebbero stati nascosti all’interno di vari villaggi controllati. I calderoni, protetti dai cultisti fedeli, agirono da generatori di peste che si diffuse attraverso i campi coltivati e le ignare città del Lordaeron.

Il piano del re di Lich funzionò perfettamente. Molti dei villaggi del nord di Lordaeron furono quasi immediatamente contaminati. Proprio come a Northrend, i cittadini contaminati sono morti e risorti come schiavi del re di Lich. I cultisti con Kel’Thuzad erano desiderosi di morire e rinascere al servizio del loro signore oscuro. Essi esultavano nella prosperità dell’immortalità attraverso la non morte. Con il diffondersi della peste, sempre più zombie sorsero nelle terre del nord. Kel’Thuzad considerando l’accrescere di questo esercito, lo chiamò “Il flagello“. Presto avrebbe marciato sulle porte di Lordaeron per eliminare l’umanità dalla faccia della terra.

La guerra dei non morti

Kel’Thuzad su istruzioni del re di Lich, supervisionò l’infezione della piccola città di Brill dove incontrò Jaina Proudmoore e il principe ArthasArthas, in preda alla rabbia, uccise Kel’Thuzad, ma prima di morire Kel’Thuzad gli disse che la sua morte avrebbe poco significato. Che loro non si sarebbero fermati.

Dopo il viaggio di Arthas a Nothrend, e l’uccisione di Mal’Ganis con Frostmourne, tornò a Lordaeron dove tradì il suo regno e divenne un servo del re di Lich. Kel’Thuzad cominciò ad apparigli come una visione spettrale, in seguito come suo protettore; Gavinrad the Dire, è stato ucciso da Arthas e i resti di Kel’Thuzad furono riesumati. Egli apparve solamente ad Arthas, dicendogli che non c’era da fidarsi del Signore delle tenebre, spiegando che saranno dei prigionieri del re di Lich, e promettendo di svelare tutti i piani del re di Lich una volta arrivato alla nuova terra di Quel’Thalas.

Kel’Thuzad controllò come Arthas fece la lenta processione per Sunwell a Silvermoon contro gli stratagemmi di Sylvanas Ventolesto. Alla fine, Athras devastò la sua strada attraverso i due portali degli elfi e, infine, assediò Silvermoon e passò attraverso il leggendario Sunwell. Arthas mise i resti di Kel’Thuzad all’interno del pozzo; con l’aiuto di Tichondrius, Kel’Thuzad rinaque nella forma terrificante di un Lich.

Mentre viaggiavano ad Alterac, Kel’Thuzad spiegò che il Flagello era semplicemente il precursore della Legione Infuocata, e che avrebbe evocato il primo dei demoni, Eredar Warlock Archimonde nel mondo mortale. Dopo aver ucciso gli orchi di guardia del Demone del portale, Kel’Thuzad comunicò con il Signore oscuro che gli disse che doveva andare a Dalaran a rubare il libro di Medivh.

Poco dopo, Arthas guidò l’attacco a Dalaran e uccise Antonidas, dopodiché il libro venne recuperato e Kel’Thuzad iniziò il lungo processo di evocazione, con Arthas che lo difendeva dai numerosi attacchi dei difensori di Dalaran e dei membri del Kirin Tor. Quando fu tutto completo, Archimonde varcò il portale, libero di agire secondo i suoi piani. Il primo atto fu quello di promuovere Tichondrius a capo del Flagello, rendendo Arthas e Kel’Thuzad di scarsa utilità. Tuttavia, Kel’Thuzad, fiducioso nel grande piano del re di Lich, scomparve nel mezzo del caos della distruzione di Dalaran.
Lui aveva altri piani…

Dopo la guerra

Kel’Thuzad riemerse come la Legione, infestando le Plaguelands. Rimase nella capitale come uno dei luogotenenti del re dei Lich. Arthas andrà a Kalimdor sotto il comando di Ner’zhul per trovare il ladro cacciatore di demoni, Illidan Grantempesta, lasciando soli Kel’Thuzad e la banshee Sylvanas Ventolesto.
Tuttavia entrambi sapevano che la Legione fu sconfitta molto prima dai Signori del Terrore che vivevano a Loraeron e quindi rimasero in guardia. Arthas infuriato inseguì i Signori del Terrore fino fuori dalla capitale, e Kel’Thuzad fu sollevato nel rivederlo ancora vivo. Con i generali della Legione liberi, la sua attenzione si rivolse ai villaggi umani in fuga ai piedi della montagna. Kel’Thuzad pensò che forse sarebbero stati un sacrificio adatto al re di Lich. Ma, mentre creavano scompiglio le forze umane, Arthas subì alcune violente convulsioni, e Kel’Thuzad considerò di richiamare le sue forze, ma Arthas si rifiutò, quindi continuarono la loro missione macabra. In seguito, Arthas ebbe una visione da Ner’Zhul, che gli disse di tornare a Northrend. Kel’Thuzad preparò tutto immediatamente per la partenza, ma subirono una imboscata dai Signori del Terrore, e vennero separati. I Signori del Terrore scatenarono le loro forze contro Arthas, ma Kel’Thuzad trovò una via d’uscita dalla città .

Kel’Thuzad è l’ultimo nemico che affronteremo nel Dungeon di Naxxramas, implementato nella patch 1.11 ed è il boss finale del gioco originale di World of Warcraft.

È sconfitto definitivamente dai giocatori ma non muore; come Lich si può riformare usando una parte di se stesso. L’oggetto in cui è incastonata la sua anima doveva essere distrutto con lui in modo di uccidere Kel’thuzad per sempre, però alcune cose non sono andate come dovevano andare.
La missione: la caduta di Kel’thuzad descrive come i giocatori che volevano distruggere l’anima del Lich siano stati manipolati da forze più grandi di loro, per portare l’oggetto ad Inigo Montoy. Qualcosa di veramente strano è successo lì perché l’Argent Dawn ha riportato che l’oggetto chiamato Philactery non ha mai raggiunto le mani desiderate.

WRATH OF THE LICH KING ( L’IRA DEL RE DEI LICH )

Kel’Thuzad ritorna di nuovo come boss finale nella ricollocata Naxxramas, ora fluttua sopra i Carrion Fields nel Dragonblight, assediando il Wintergarde keep. Quando il Phylactery fu dato ad Inigo Montoy non fu dato agli agenti della mano d’argento, lui decise di tenerlo per se per far riprendere il corpo fisico a Kel’thuzad.
Nella missione “Le piane di Nasam”, i giocatori dell’orda vengono mandati alle piane di Nasam sopra un carro d’assedio per distruggere le forze del flagello nell’area e per salvare le truppe dei canta guerra. Vengono anche chiamati per identificare il leader del flagello, per l’appunto Kel’Thuzad, ove si stagliava sopra i cadaveri delle truppe dei canta guerra e dell’orda.

La World First Kill della gilda Nihilum (ora anche team su Hearthstone con Lifecoach, Rdu ed altri):

Per oggi finisce anche questa storia, ci vediamo per la prossima!