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La pro-player Lunaloveee bannata da Twitter per impersonificazione. C’entra Elon Musk!

La pro-player Lunaloveee bannata da Twitter per impersonificazione. C’entra Elon Musk!

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Tutti quanti in questi giorni, soprattutto i frequentatori abituali del social con l’uccellino, saranno venuti a conoscenza dell’ingente acquisto fatto dal noto imprenditore Elon Musk: ben 44 miliardi di dollari per Twitter.

Ora vi chiederete: “cosa c’entra con Hearthstone?” Direttamente nulla, ma le maggiori personalità del gioco non sono state in silenzio dopo questa notizia, e una in particolare è stata addirittura bannata.

Parliamo di Lunaloveee, campionessa americana di Hearthstone che da anni è ad altissimi livelli nel gioco, sia Ladder che torneo. Luna ha preso la notizia dell’acquisizione di Twitter con molta ironia cercando di trasferirla anche tramite il suo profilo Twitter.

Per questo motivo ha cambiato temporaneamente il suo nome profilo in “Elon Musk” e la sua foto profilo proprio con quella usata dal vero Elon Musk. Tutto questo per pubblicare un tweet in cui, fingendosi l’imprenditore sudafricano, voleva “ristampare” la carta Esplorare gli Abissi (purtroppo il tweet non è più recuperabile).

Fatto sta che immediatamente la pro-player si è ritrovata senza account, poiché bannato. Subito tutti hanno pensato che abbia giocato con il fuoco “prendendosi gioco” del nuovo proprietario del social, ma la motivazione risiede nel regolamento stesso di Twitter.

Da Termini di Servizio è vietato impersonificarsi in qualcun altro, per qualunque motivo lo si faccia. Dopo ciò, quindi, Luna ha dovuto rifare un nuovo account, poiché il precedente è stato bannato permanentemente.

Come potrete immaginare, comunque, le reazioni sono state innumerevoli, in un verso e nell’altro. C’è chi già urla alla catastrofe con la negazione della libertà di parola (tanto agognata e condivisa dallo stesso Musk dopo l’acquisizione), a chi difende a spada tratta le regole di Twitter.

Che ne pensate di questa situazione? Fateci sapere la vostra…

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Orange esce allo scoperto: “vi devo una spiegazione”

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La community in questi giorni, a sorpresa, non è stata molto attiva per l’arrivo dei buff e dei nerf che vedremo questa sera, ma ha seguito con interesse le vicende che hanno avuto per protagonista Orange.

Il giocatore è stato bannato per oltre un anno ed alcune voci e documenti viravano sulla direzione “molestie sessuali” per quanto riguarda il motivo di questo ban. Ieri finalmente Orange ha deciso di spiegare a tutti la situazione.

Evitiamo di tradurvi integralmente le sue parole per l’estrema lunghezza del testo, ma comunque in basso troverete immagini con allegato il Twitlonger con le sue parole. Abbiamo preferito non citare il tweet, che potrete trovare sull’account del giocatore, poiché Orange ha dichiarato che potrebbe cancellare il suo profilo, e quindi non avreste più una fonte su cui si basa l’articolo.

Non c’è molto da dire se non condannare tutto ciò di cui si dichiara colpevole Orange e poiché non siamo qui per giudicare oltre (come la sua situazione di salute o psicologica) preferiamo lasciarvi direttamente alle parole dell’interessato, da cui poi potrete trarre le vostre opinioni personali.

La lunga spiegazione di Orange 

Prima Parte

orange

Seconda ParteorangeTerza ParteorangeQuarta Parteorange

Che ne pensate di queste parole? Fateci sapere la vostra…

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Hearthstone citata in giudizio per i suoi pacchetti. Possibile Class-Action

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Tra le tante vicende che hanno per protagonista Hearthstone di certo non ci saremmo aspettati questa news. A quanto pare Blizzard è stata citata in giudizio per colpa di Hearthstone e dei sui pacchetti di carte.

A farlo è stato Nathan Harris, con il suo legale, ed il motivo è legato alle transazioni in game dovute all’acquisto di pacchetti di carte, comprati da sua figlia.

Harris ha affermato che sua figlia ha acquistato pacchetti per un totale di 300 dollari nell’arco di tre anni, tra il 2019 ed 2021, ovviamente tutto ciò senza il consenso del genitore (e con la sua carta).

L’accusa rivolta a Blizzard è quella di non avere nessun tipo di controllo parentale sugli acquisti e sulla facilità, per i minori, di poter fare acquisti di “loot boxes”, senza essere a conoscenza delle reali probabilità di uscita di carte rare (ovviamente senza possibilità di rimborso).

Harris ed il suo legale hanno anche richiesto lo status di Class-Action e ciò, quindi, per includere tutti i minori che allo stesso modo hanno fatto acquisti di pacchetti con soldi veri. Secondo la denuncia sarebbero “centinaia, se non migliaia”.

La Blizzard ha risposto dicendo che negli anni ha guadagnato più di 1 miliardo, a dimostrazione della larghissima fetta di player base, dalla quale è impossibile sapere se ci sono minori che hanno fatto acquisti nel Negozio con o senza il consenso genitoriale.

Altri esempi

Situazioni del genere, comunque non sono nuove: già la Blizzard ha affrontato un processo riguardante Overwatch, terminato però in suo favore. Anche Epic Games ha dovuto affrontare questa tipologia di caso, per quanto riguardava i “loot boxes” in Salva il Mondo. Dopo ciò Fortnite ha dovuto rendere visibili tutti gli acquisti in questa modalità.

Stessa cosa per Rocket League e similmente anche EA, su FIFA, ha inserito pacchetti di carte, il cui contenuto è visibile prima dell’acquisto (questi pacchetti si resettano una volta al giorno se non comprati).

Non sappiamo ancora come la “diatriba” continuerà, ma è comunque un argomento che tiene banco da tempo e solo ora ha colpito anche Hearthstone. Vi aggiorneremo appena avremo notizie aggiuntive.

FONTE: Polygon

Che ne pensate di questa situazione dei pacchetti di Hearthstone? Fateci sapere la vostra…

Community di Hearthstone sotto shock: scoperto il motivo del ban ad Orange?

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L’argomento che sicuramente tiene di più banco nella giornata di oggi è certamente il ban competitivo al noto Jon “Orange” Westberg. Questa mattina vi abbiamo parlato della situazione e abbiamo condiviso con voi le parole dell’interessato.

Orange, ad ora, ancora non ha voluto menzionare il motivo del ban, ma la community sembra aver scoperto la motivazione. Tutto sembra esser partito da documenti ufficiali di un processo in Svezia (nazione di Orange) resi pubblici sui social.

Purtroppo si parla ancora una volta di molestie sessuali e questa volta si è arrivati addirittura a processo, cosa non avvenuta con Purple e Zalae per esempio. Tutto questo sarebbe avvenuto nel nel 2018.

Potrete immaginare quanto sia stato scioccante per la community sentire tutto ciò, ancora una volta, soprattutto per i molti player e content creator che negli anni sono diventati suoi amici. Nessuno ha mai sospettato una situazione del genere.

Sono molte le personalità di Hearthstone che hanno cercato di dire la loro, ma il sentimento comune è sicuramente l’incredulità e la sorpresa scaturita da questo evento. Vorrei lasciarvi, per esempio, l’intervento di Jambre.

Il tweet di Jambre

Sono situazioni che non possono più accadere e che fin troppo spesso abbiamo visto, invece, nel mondo di Hearthstone. “Noi come community dobbiamo mostrare zero tolleranza su queste cose“, proprio come affermato da Jambre.

Non sappiamo se arriverà un’ufficialità da Orange, ma vi terremo aggiornati per qualsiasi tipo di novità in merito.

Che ne pensate di questa situazione? Fateci sapere la vostra…

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