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DreamHack Valencia: tutto molto bellissimo…

A Valencia doveva essere il DreamHack degli italiani ed in parte lo è stato. I romani che la fondarono nel II secolo a.C. con il nome di Valentia (come Vibo in Calabria), dalle profondità dell’Ade, avranno certamente gioito nel vedere il figlio dell’Urbe Meliador farsi largo fra le tribù iberiche. 
Come in un ricorso storico, però, l’impero fu vittima di lotte intestine e cedette il controllo ai Visigoti. Meliador era riuscito a superare la guerra civile con Turna, ma alla fine ha dovuto ripiegare di fronte alle scorribande dei Pirati di Hariseldon.

Il console di Powned lascia comunque il suo nome ben impresso nella storia di questo porto sulle rive del fiume Turia. Rimane un ricordo che farà sorridere gli italiani per gli anni a venire. Ovvero il ricordo di quella volta che abbiamo messo entrambi i piedi nella Top16 di un DreamHack. 
Fino a questa edizione, i primi pionieri, avevano guardato sempre la fase finale sfuggire in quelche modo. La beffa matematica di Vking ad Austin, sembrava quasi averci spaventati. Come se la gioia del primo piazzamento fosse un peccato di presunzione, agli occhi di una community dedita alla fagocitazione delle ambizioni altrui.

Quando fra qualche anno, organizzando quella che sarà l’ennesima trasferta internazionale, ci ricorderemo di Valencia, lo faremo con affetto. 
Le tante prime volte dei nostri alfieri in streaming stranieri ci faranno tenerezza, quando oramai ci scopriremo a formulare i nostri pensieri in lingua inglese, ogni volta che ragioniamo di Hearthstone. 
Il destino è sempre stato quello. Non sarebbe cambiato nulla se pure avessimo toppato il piazzamento anche in questa edizione. Sarebbe stata solamente un’attesa più amara, mentre invece adesso riusciamo a portare a casa qualche sorriso in più, prima di rituffarci nella dimensione italiana.

Una dimensione parallela in cui l’eSport virtualmente non esiste. In cui ci ritroviamo a parlarne ossessivamente fra di noi come per convincerci di non averlo solo sognato. 
L’industria dell’intrattenimento legata all’evento sportivo digitale, non è un effetto speciale hollywoodiano. 
Le immagini che abbiamo contribuito a diffondere, dagli studi televisivi di Lucca, non sono state partorite da Spielberg o Cameron. La Bastiglia dei media mainstream è stata oramai presa. La restaurazione dei vecchi poteri, in questo caso, non è prevista…

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