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Divertirsi in Wild: Analisi del Meta Selvaggio

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Si parla sempre più spesso di dare importanza al formato Selvaggio. Da tempo vado ripetendo la mia teoria a riguardo: Wild diventerà un formato rispettabilissimo. Tutto il mondo di Hearthstone avrà solo da guadagnare ad avere due formati vivi e competitivi. Lo Standard rimarrà sempre un passo avanti come montepremi ed impegno dei giocatori, ma Wild dirà la sua. Ogni rotazione aumenta il numero di carte e di conseguenza le combinazioni folli che solo in Wild sono possibili. Se a questo aggiungiamo la possibilità di rivedere i classici della Hall of Fame; otteniamo un formato che può far felici sia i nostalgici che gli amanti dei mazzi incredibili. A questo punto cerchiamo di capire cosa si trova di diverso in questo momento nell’altra metà della Locanda.

Spoiler: anche qui non ci sono Cacciatori (sigh)!

Tier 1

Reno LockPirate Warrior sono anche qui i mazzi più forti ed utilizzati. Il perchè differisce leggermente fra i due mazzi. Per lo Stregone, il pool di carte molto più vasto, permette di scegliere fra tanti 1x davvero forti. Fra queste aggiunte spiccano i must dei mazzi Control Curabot Antico e SputafangoPer il Guerriero invece, il mazzo è semplicemente l’aggro più forte mai visto, a cui si aggiungono carte come Cannone NauticoMorso della Morte.

 

Tier 2

Appena sotto la coppia di testa, troviamo un lungo elenco di mazzi molto forti e giocati, fra cui tanti noti ed altri un po’ sorprendenti. Midrange Jade Shaman è l’unico mazzo che rimane identico dallo Standard al Wild e questo la dice lunga sulla forza di base del mazzo. Dragon Priest si avvale di una carta fortissima come Prescelto di Velen. La prima sorpresa è rappresentata dal caro vecchio Egg Druid un mazzo aggressivo simile allo Zoo. La lista ricade nell’archetipo Token e può contare su vecchie glorie come Uovo di NerubianoMelma Echeggiante ecc. Anche il Reno Mage segue il discorso del suo corrispettivo Stregone, aggiungendo le solite carte forti in Control.

Non poteva mancare uno degli spauracchi del vecchio meta, ovvero il Secret Paladin dove spicca Ritorsione. Da notare il pacchetto Murloc capitanato da Pinja la Stella Volante insieme al Vecchio Occhiobuio. Dove c’è Paladino Segreti, troviamo anche il suo predatore naturale: Freeze Mage che può avvalersi del fortissimo Scienziato Pazzo. Un altro mazzo Combo ancora forte è Anyfin Pala che con il Vecchio Occhiobuio ritrova il suo potenziale esplosivo micidiale.

A completare il Tier 2 ritroviamo uno dei vecchi incubi della Ladder: Face Shaman. Ricordate da dove tutto questo ebbe inizio? Esattamente da carte come CrepitioFolgoratic Rotante, ai tempi di GvG. Fa piacere incontrare anche una variante di Water Rogue che rinverdisce i fasti delle liste aggressive di Valeera. Infine un altro mazzo che ebbe la sua parentesi di successo in Ladder e torneo, ovvero Malygos Shaman. Come dimenticare la vecchia combo abilitata da Richiamo Ancestrale che evoca Malygos e poi giù di spari potenziati.

 

 

 

 

 

Tier 3

Fra i mazzi che saltano fuori occasionalmente nel Selvaggio, troviamo alcuni classici dell’archetipo Control insieme a qualche novità. Control Warrior è presente in variante Rantolo di Morte grazie a Signore della Morte e l’onnipresente Sputafango. La nemesi di questo archetipo si ritrova anche qui, parliamo del Jade Druid. Interessante la lista di Control Shaman che include una carta come Kel’Thuzad a completare la strategia Rantolo di Morte, insieme a Reincarnazione. Non poteva mancare il Control Priest sempre Rantolo di Morte, con la mai abbastanza rimpianta Bomba Fotonica. A chiudere questo tier dominato da N’Zoth anche il Raptor Rogue in cui troviamo alcune carte Giada.

 

 

 

Selvaggio ma non troppo

Se volete giocare in Selvaggio ma non volete collezionare tutte le vecchie carte, avrete notato che ci sono degli evergreen di rilievo. Oltre a quelli nominati più volte nel Tier List, bisogna tenere conto di:

  • Segatronchi Pilotato: carta dal Tempo infinito, chiunque la ricorda ancora come un incubo per la sua casualità estrema.
  • Dott. Boom: semplicemente Dottor 7. Una delle carte più forti di sempre.
  • Loatheb: l’incubo di tutti i mazzi basati sulle Magie. Bastava tirarlo al momento giusto per annichilire i Freeze Mage ed i Miracle Rogue.

Come abbiamo visto, fra i mazzi più giocati in Wild troviamo davvero tanti volti a noi noti. Il motivo di questa somiglianza fra le due modalità va ricercato sicuramente nella quantità di carte ancora limitata. Sicuramente rifacendo questo paragone fra uno due anni troveremo delle differenze radicali fra i due formati. Anche questa apparente monotonia è al momento uno dei motivi che tiene il Selvaggio sotto traccia. Maggiore varietà e freschezza sicuramente attirerebbe un numero crescente di giocatori, in fuga dal logorio della vita Standard!


Divertirsi in Wild: Analisi del Meta Selvaggio
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