Tastiera Logitech g910 Orion Spark: illumina il gioco

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Dopo tanta attesa l’averla fra le mani è stato a dir poco entusiasmante.
Di cosa parlo?
Della Logitech G910 Orion Spark, la nuova tastiera meccanica di casa Logitech.
La G910 è stata creata per collocarsi nella fascia alta delle tastiere meccaniche, rappresentando di fatto il fiore all’occhiello della serie “G”.
Si pone in un settore del mercato delle periferiche di gioco relativamente nuovo, ovvero quello delle tastiere meccaniche con illuminazione RGB a 16.8 milioni di colori, a cui sempre nuove marche stanno approdando grazie allo sviluppo dei nuovi switch con led integrati.
Per superare il problema rappresentato dall’integrazione led nelle vecchie meccaniche dei tasti e porsi fra le aziende apripista, Logitech ha deciso di muoversi come già fatto da altri e sviluppare il proprio personalissimo sistema di switch meccanici i “Romer-G” che rendono, secondo la casa produttrice, la Orion Spark, la tastiera Logitech più veloce di sempre.

Visione globale

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La tastiera è compatta, pesante e relativamente robusta: il corpo, seppur di ottima fattura, è in plastica. Inizialmente sembra un unico e scuro blocco nero con dei tasti pressoché illeggibili e una linguetta azzurra in cima, ma il meglio deve ancora arrivare.

I tasti

Prima ancora dell’accensione la cosa che salta subito all’occhio è il particolarissimo design dei tasti. La loro forma è sostanzialmente concava e ogni tasto, a seconda della sua posizione, ha un particolare grado di inclinazione verso l’alto dei bordi, permettendo un feedback di contatto e precisione assolutamente ottimale durante il gioco.Ovviamente l’utilizzo dei tasti WASD, anch’essi concavi e “segnati” in maniera più particolare, è reso particolarmente comodo grazie a questa tipologia di “Keycap”.Certo inizialmente questa configurazione può creare qualche scompenso, soprattutto negli utilizzi non gaming, più quotidiani, ma una volta presa l’abitudine, la sensazione sarà eccezionale anche negli altri campi.

Il nuovo switch meccanico Romer-G offre un punto di azionamento a 1,5 mm, dimostrandosi, secondo la casa produttrice, fino al 25% più corto e più rapido rispetto alle principali concorrenti. [fra cui spicca la solita Razer, ma anche altre case stanno lanciando i propri prodotti] La forza di azionamento è di 45 grammi, producendo una tipica risposta da tastiera meccanica, ma con molto meno rumore: questo favorisce non solo la diminuzione della stanchezza durante le sessione di gioco, ma anche un “comfort acustico” che molte altre concorrenti non hanno. E ne avrete di tempo per godervelo, viste le 70 milioni di pressioni per cui è stata testata. Inizialmente noterete la presenza di un solo cavo da collegare: al contrario di altre tastiere, la g910 non presenta ulteriori “prolunghe” audio o usb in quanto non ha slot aggiuntivi all’interno del corpo. Mentre pensate dove attaccherete le cuffie o le chiavette usb in maniera comoda, partiranno tutti i 16.800.000 di colori in una “demo” di accensione che vi godrete ogni volta che accenderete il pc. Va bene sì, non è utile, ma fa la sua sporca figura.

Il software

Ma l’illuminazione non è solo scenica. Grazie all’apposito software di controllo [Logitech Gaming Software], sarà possibile configurare in maniera TOTALMENTE personalizzabile la vostra tavolozza da 16.8 mln di colori. La luminosità risulta essere omogena per tutti i tasti, visto che ogni tasto è retroilluminato, certo, su alcune gamme colore non si riescono ad ottenere dei colori puri e perfetti, ma glielo si perdona immediatamente vista le possibilità offerte dal software.
Logitech Gaming Software permette nell’ordine:

  • Di configurare i 9 tasti macro (5 in verticale a sinistra, 4 in orizzontale sopra i tasti da F1 a F4) secondo 3 configurazione attivabili on-the-go grazie agli appositi tasti posizionati in alto a sinistra. (a cui fa compagnia anche il tasto MR per la registrazione veloce delle macro).

Macro

  • Di gestire la modalità illuminazione selezionando fra
    • “Freestyle” Impostando così facendo il colore di ogni singolo tasto
    • “Zone” Raggruppando i tasti in aree di colore
    • “Comandi” Mostrando i tasti attivi in quel momento nel gioco (ovviamente la funzionalità richiede che il gioco sia supportato dal Software)
    • “Effetti” Attiva effetti di illuminazione “animata” personalizzata nei colori che seguono una serie di pattern preimpostati di cui però è possibili modificare alcuni parametri. [Si va dall’effetto respiro, all’effetto stella, sono poi presenti il “ciclo colore”, l’effetto “onda” e l’accensione a pressione.]

Onda

  • Di ricevere un’analisi sull’utilizzo della tastiera in termine di statistiche. Ovvero, avviando l’apposito tasto di registrazione, il software riceverà i dati di input dalla tastiera, permettendo di analizzare i KPM e, grazie ai 16.8 milioni di colori, di fornire una mappatura termica dell’utilizzo o della durata della pressione dei tasti. [Questa ad esempio è la prova che ho fatto mentre scrivevo questa frase!]

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No, non siamo arrivati alla fine della parte “software”. C’è anche un dock su cui posizionare il proprio smartphone per utilizzare Arx Control. Cos’è? Un’applicazione Android/iOs sviluppata da Logitech che permette l’integrazione dello smartphone/tablet, del PC e delle periferiche “G-Series”. L’app fornisce le classiche informazioni di sistema quali i dati di CPU, GPU, RAM, Etc. permette il controllo del software di riproduzione (i tasti per il controllo di volume e riproduzione sono presenti comunque in maniera “fisica” nella parte superiore destra della tastiera, sopra il tastierino numerico) e l’integrazione/selezione dei profili di gioco, macro e shortcuts. La tastiera presenta anche il prima citato “dock”, la buffa linguetta azzurra della parte superiore. Ovviamente non si tratta di un dock alimentato, ma di un comodo “poggia telefono” utile soprattutto per la gestione di Arx Control o per la gestione delle chiamate fatte al momento sbagliato mentre si è appena cominciata una partita. Occhio ai telefoni troppo grandi se si ha poco spazio fra la tastiera e lo schermo, rischiano di sfavorire la visuale della parte bassa e centrale dell’interfaccia di gioco. Ho testato Arx Control con la g910 e un HTC One M7 e l’integrazione (specialmente quella per World of Warcraft) sembra non dare alcun tipo di problema.

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 Esperienza diretta

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I primi tempi risultano un po’ traumatici, soprattutto a causa dell’elevata sensibilità dei tasti. Lo strano layout di certo non aiuta il primo impatto, ma una volta presa confidenza e abitudine non ci rinuncerete. L’installazione è semplice ed immediata, il software intuitivo. Arx Control è una feature che aggiunge comodità, ma che non cambia la vita, così come molti degli orpelli di cui è dotata, che però ci sono e anche quelle poche volte che vengono utilizzati si mostrano sempre estremamente efficienti.

Considerazioni Finali

I soliti poggiapolsi in plastica intercambiabili Logitech sono sempre molto utili, ma prodotti in una plastica di bassa qualità rispetto al resto del prodotto che si dimostra invece solido e di alto livello in ogni dettaglio. Il prezzo è alto per un giocatore “medio”, seppur allineato con le principali concorrenti. Attualmente non è presente il layout italiano, ma ricordo che se sapete dove si trovano i tasti questo rappresenta un problema estremamente relativo, perché sostanzialmente, cambia solo la forma del tasto “invio”. La Logitech g910 Orion Spark è una tastiera di fascia alta e di un certo costo (179€), un acquisto che va pensato a lungo, ma che di certo non delude le aspettative. E’ una tastiera per ogni tipo di videogiocatore, una tastiera “smart” che permette un buon utilizzo sugli fps, ma eccelle probabilmente sui moba e sia sui mmorpg, proponendosi sia come una classica tastiera meccanica che come tastiera multifunzione. Questa è forse la “genialità” del prodotto, il multi-utilizzo che utilizza soluzioni di pregevole livello per garantire un ottimo bilanciamento fra comodità e qualità di gioco. Il design, estremamente appariscente, non vi deluderà…diciamo che è quasi una tastiera da “mostrare al bar”. E sì, è una tazza con David Hasselhoff…

 

Giudizio

Pro Contro  Voto
+ Eccellente qualità di gioco
+ “Keycap” innovativi
+ Silenziosità dei tasti
– Prezzo molto elevato
– Materiali non eccezionali
– Assenza di “slot” usb/audio aggiuntivi

81

 

 

pow3r

Caro Pow3r ti scrivo… (Così tu mi blasti un po’)

Profilo di Gosoap
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Nel corso del pomeriggio di venerdi e sabato, la nostra testata é stata duramente attaccata dal noto streamer Giorgio ‘Pow3r’ Calandrelli, il quale in un commento su Facebook ripreso anche dai colleghi di Dr. Commodore (che non linkeremo per risparmiargli critiche inutili, a differenza loro) ci ha dato fondamentalmente dei venditori di fuffa.

Lasciando ad un futuro editoriale eventuali commenti sullo sciacallaggio come quello pateticamente perpetrato dalla redazione di Dr.Commodore (che spesso diventa norma nel panorama d’informazione videoludica italiana), vorremmo concentrare tutte le nostre attenzioni sul solo commento di Pow3r rilasciato su Facebook, andando a discernere i suoi punti, affrontandoli uno per uno.

Sono POW3R e sincero avete rotto il cazzo con i titoli clickbait e non riportare le notizie storpiandone a vostro piacimento per alimentare odio e flame. Ho espressamente detto che Final Fantasy XIV e WOW sono i migliori MMO ma troppo complessi per un giocatore che non li ha mai giocati e questo vale anche per gli altri MMO sul mercato.

Per quanto riguarda New World ho spiegato che rispetto a questi è più accattivante perché più semplice e alla portata di un nuovo giocatore che non ha mai giocato questa categoria. La battuta su Metin era con un amico che era in chat che è fan di Metin. Smettetela di usare il mio nome per i vostri articoli clickbait e specialmente create disinformazione. Più che una testata di news siete novella 2000 con le cagate che scrivete.”

”PS: gioco a WOW da quando avevo 11 anni, Vanilla fino a BFA e ho fatto anche SR1 su TBC, ho militato anche nei KOH per quanto riguarda PVE ad alti livelli. Prima che arrivino i mostri con la spada in mano a dire che non ho mai giocato ad un cazzo. Aggiungo mmo giocati: Ragnarok, SWTOR, AOC, WAOR, e tantissimi altri che manco mi ricordo’

Clickbait, una parola forte nata e cresciuta nei primi anni di Youtube (e che tutt’oggi continua a farla da padrone anche nei canali più famosi, tra cui anche il tuo, Pow3r) che non sentiamo per nulla nostra, e che indica un connubio di titoli ed immagini fuorvianti rispetto al contenuto dell’ articolo, video, od opera in generale.

Questo nel pezzo non é accaduto, le dichiarazioni effettuate da te sono state riportate con estrema accuratezza e precisione professionale. Questo, proprio perché nuda verità, non ti esime da eventuali critiche che giungono da persone che si fermano ad un titolo riassuntivo, scegliendo di non approfondire la questione.

Punto secondo: quello che hai detto nel commento su Facebook non é quello che viene detto nelle clip, che comunque Pow3r, o chi per lui, ha prontamente provveduto ad eliminare una volta che erano arrivate in tendenza tra i video del suo canale Twitch (come da immagine QUI SOTTO).

La scena italiana, della quale ti abbiamo sempre considerato un degnissimo rappresentante, dovrebbe forse imparare che quanto detto durante una diretta (nella quale si viene difesi da un certo numero di moderatori e si è permeato in un ambiente creato appositamente per i fan e non per gli hater) non rappresenta la totalità del pubblico, ed ha quindi una grande rilevanza, dal momento che nessuno può vietare a nessuno di riportare tali dichiarazioni per creare una discussione attorno ad una figura di rilievo.

POW3R

Quanto appena spiegato, accade di continuo in praticamente qualunque regione del globo terracqueo ed anche in Italia in altri ambienti (basti vedere la politica, il calcio, e la televisione) senza che nessuno si arrabbi o si offenda per delle critiche ricevute al suo pensiero, e che anzi a nostro modesto avviso dovrebbe essere la normalità in un ambiente che voglia sviluppare un discorso costruttivo (anche se purtroppo alcuni individui spesso non collaborano) e non prendere per oro colato ciò che dice una persona con un discreto seguito.

La disinformazione é un grande problema di questo triste mondo nel quale ci troviamo, ed i vari ricami che millanti riguardo quanto riportato nel nostro articolo lo sono ancora di più. Alcuni tuoi fedeli seguaci ci hanno accusato di aver estrapolato, manipolato e montato ad hoc le tue parole per far trasparire un messaggio fuorviante che doveva attirare odio, tuttavia ti assicuriamo che nulla potrebbe essere più lontano dai nostri standard lavorativi (visto che tra le altre cose le stesse erano state create da un tuo follower che si é anche detto contento che esse avessero generato una bella discussione nel gruppo di World Of Warcraft) e le clip che abbiamo ricaricato online e che TUTTI potranno vedere per creare un contraddittorio degno di questo nome sulle parole che sono uscite fuori dalla tua bocca (e non un intervento da bullo fatto su Facebook), lo potranno dimostrare.

-La clip di Pow3r e le nostre considerazioni-

Video 1Video 2

Il CEO di Powned Marco ‘Stak’ Cresta ha riassunto, in un video che lasceremo qua sotto, le nostre opinioni e reazioni a caldo a questo duro attacco che, dobbiamo essere sinceri, ci ha effettivamente fatti questionare sul nostro operato, da professionisti estremamente critici verso noi stessi quali siamo sempre stati.

Dopo un relativamente breve brainstorming tra di noi abbiamo valutato corretto quanto riportato nell’articolo ed abbiamo deciso di non piegarci, né farci intimidire da qualche milione di follower, rispondendo con onestà ed inflessibilità, come si converrebbe in queste occasioni.

-Il video di Stak-

Insomma, caro Giorgio, anzi, caro POW3R, come ti sei presentato sotto al nostro post, questo é quanto l’autore originale dell’articolo aveva da dire. Magari non leggerai mai queste parole, ma spero sinceramente che lo facciano più persone possibile e che questi lettori capiscano l’importanza dei gesti compiuti da questi autoproclamati giganti del web e quanto sia a sua volta importante lottare per lo sviluppo di un ambiente con una florida produzione d’informazione e discussione nel nostro paese, soprattutto in un momento così delicato per l’ambiente esportivo, anche attraverso i suoi principali esponenti.

La campagna NoClickBait

A dimostrazione di quanto sia per noi assolutamente importante utilizzare dei titoli che rispecchino i contenuti dei nostri articoli, e che le informazioni trasmesse dalle stesse siano sempre vere e non ingannevoli o in qualunque forma “alterate”, abbiamo deciso di aggiungere un box nel quale potrete darci le vostre impressioni.

Se dopo la lettura di un articolo vorrete comunicarci il vostro disappunto rispetto al titolo ed ai contenuti, potrete farlo semplicemente cliccando su “Clickbait” nel box in basso a destra. Se al contrario avrete piacere di segnalare l’effettiva pertinenza/autenticità di quanto da noi scritto, vi basterà cliccare su Non Clickbait. Provvederemo a pubblicare ogni settimana dei report dettagliati con i vostri pareri.

A Pow3r, fiduciosi che i nostri lettori possano capire appieno la situazione e farsi la loro idea a prescindere da qualunque pregiudizio, ti mandiamo un caloroso saluto.

-La redazione di Powned-

La clip di Pow3r

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Logitech G502 KDA: un mouse quasi perfetto

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Il Logitech G502 KDA è un mouse unico, un pezzo da collezione, ma anche uno strumento terribilmente efficace in tutti gli ambiti del gaming. Il suo sensore HERO da 25.600 DPI lo rende precisissimo, ed adatto agli FPS piuttosto che ai MOBA come LoL. Nonostante questo, però, qualche piccolo difetto c’è.

Recensione del Logitech G502 KDA

Confezione di vendita

Se siete fan delle KDA (come chi vi scrive) adorerete la confezione del Logitech G502. Già quest’ultima, da sola, può tranquillamente essere considerata un pezzo da collezione, in quanto risulta essere curata in ogni minimo dettaglio, dalle finiture olografiche ai disegni del mouse e di Evelynn. Insomma, una vera e propria dimostrazione stilistica da parte di LogitechRiot.

All’interno della confezione, però, troviamo ben poco altro oltre il mouse in sé. Ci sono i classici manuali d’istruzione, uno sticker con il logo di Logitech G ed una scatolina che contiene dei pesi (capiremo dopo a cosa servono). Da un prodotto così costoso e premium, mi sarei aspettato una confezione più ricca, magari con qualche gadget o anche qualche adesivo a tema KDA.

Design e materiali

Il design del Logitech G502 è un successo da orami diversi anni. Tanti pro-player (in ambito FPS) hanno scelto lui come proprio compagno, vista l’enorme presenza di pulsanti personalizzabili e facilmente accessibili che il mouse vanta. Il tocco delle KDA si fa sentire sulla livrea del prodotto, che cambia colore in favore di un bianco rifinito con diverse linee grigie sui pulsanti principali ed un bianco predominante sulla parte posteriore.

Sui lati, invece, ha spazio ancora una volta il nero della gomma, che aumenta esponenzialmente il grip del mouse. Anche i pulsanti per modificare al volo i DPI sono in colorazione nera, a differenza degli altri che scelgono l’azzurro per essere più facilmente riconoscibili.

Nella parte inferiore, invece, troviamo uno sportellino magnetico, che nasconde un alloggiamento dove è possibile inserire i pesi che ho menzionato prima, utili a regolare il carico complessivo del mouse secondo le diverse esigenze. Un punto dolente è il cavo, troppo sottile ed anche piuttosto fragile al tatto, sembra che possa rompersi da un momento all’altro. Mi sarei aspettato un cavo telato da un prodotto così premium.

La plastica usata (di ottima qualità) per la costruzione del prodotto (in alcune parti ricoperta di gomma, come detto), lo rende estremamente leggero, specialmente per chi è abituato ad usare mouse molto pesanti (io usavo il G603 con due batterie AA all’interno). Se volete un carico maggiore, ci sono sempre i pesi inclusi in confezione.

Il simbolo di Logitech G, infine, nasconde dei LED RGB completamente personalizzabili con l’apposita app Logitech G Hub. Ci sarebbero anche altri tre LED sul lato, ma s’illuminano solo per indicare quale livello di DPI è stato selezionato.

Scheda tecnica

  • Rotella con due modalità di scorrimento: normale ed hyper-fast scrolling
  • Memoria onboard
  • LED da 16.8 milioni di colori
  • Sensore HERO da 100 a 25.600 DPI
  • Accelerazione massima: >40 G2
  • Massima velocità: > 400 IPS3
  • Formato dati USB: 16 bit/asse
  • Frequenza di aggiornamento USB: 1000 Hz (1 ms)
  • Microprocessore: 32 bit ARM
  • Altezza: 132 mm
  • Larghezza: 75 mm
  • Profondità: 40 mm
  • Peso: 121 g, solo mouse
  • Pesi aggiuntivi opzionali: fino a 18 g (5 x 3,6 g)
  • Lunghezza cavo: 2,10 m

Uso quotidiano

Prima di parlare dell’esperienza legata al gaming, vorrei fare un focus sull’uso quotidiano di questo Logitech G502 KDA. Per quanto sia uno strumento pensato per giocare, non sfigura nemmeno durante l’utilizzo “normale”. La sua forma ergonomica, infatti, lo rende particolarmente comodo da usare anche nelle lunghe sessioni di lavoro.

La rotella, inoltre, è un vero game changer per chi, come me, ha bisogno di scorrere le pagine in maniera piuttosto veloce. La modalità hyper-scroll permette di ottimizzare moltissimo i tempi, anche perché basta un tocco leggero per farla partire a velocità massima. Chiaramente è una funzione sconsigliata in ambito gaming, ma che trova la sua condizione d’esistenza nella produttività e nel lavoro.

Esperienza nel gaming

Diciamolo subito: se siete dei giocatori che amano gli FPS, questo è il mouse che fa per voi. Il Logitech G502 KDA è preciso come un bisturi, grazie al sensore HERO che lo fa funzionare. Una volta trovata la giusta configurazione di DPI, non avrete mai problemi con delle smirate casuali.

Il mouse risponde sempre in maniera perfetta, anche con chi non ha una mira perfetta e tende a fare dei movimenti troppo impulsivi o veloci. I pulsanti personalizzabili (presenti anche sui lati della rotella) aiutano e non poco nei momenti più concitati, specialmente in giochi come Fortnite, in quanto sono facilmente accessibili ed a “portata di dito”.

Un capitolo a parte è rappresentato dal pulsante che permette di far passare il mouse al valore di DPI più basso in un istante, utile per nei momenti in cui dovete mirare un bersaglio con un fucile da cecchino a lunga distanza. E’ un vero game changer quando cercate il colpo da lontanissimo. Chiaramente dovrete impostare voi il valore più basso di DPI, in base alle vostre preferenze o esigenze.

L’unico difetto che ho trovato durante le mie partite, è stata l’eccessiva rumorosità della rotella in utilizzo normale. Infatti, in questa modalità, la rotella viene “fermata” da un meccanismo che s’inserisce nelle scanalature presenti su di essa, provocando un discreto rumore. Se scorrete velocemente (per cambiare arma ad esempio) sentirete un baccano non di poco conto.

Logitech G HUB

Come detto in precedenza, il Logitech G502 KDA offre moltissime opzioni di personalizzazione grazie all’app Logitech G HUB. Se utilizzate il mouse senza l’applicazione, perderete l’80% delle funzioni chiave del mouse.

Aprendo l’app avrete accesso ad una infinita serie di personalizzazione, dalla selezione dei DPI ai vari profili di gioco memorizzabili direttamente sul vostro G502 (che ha la memoria onboard). Potete anche liberamente modificare i LED del mouse, selezionando colori e movimenti a vostro piacimento.

Inoltre, se amate avere macro o scorciatoie sul mouse, in Logitech G HUB troverete pane per i vostri denti. Gli innumerevoli pulsanti presenti sul G502 vi consentono di fare più o meno tutto ciò che volete, l’unico limite sarà la fantasia.

Conclusioni e prezzo

Il Logitech G502 KDA è un mouse quasi perfetto, che però non raggiunge il massimo dei voti a causa del cavo apparentemente fragile e della rotella molto rumorosa in utilizzo standard. Comunque sia è un prodotto di altissimo livello, adatto a chi è fan delle KDA e vuole un pezzo da collezione ma anche un pezzo di hardware estremamente efficace nelle sessioni di gaming (specialmente sugli FPS). Il costo, di 92,99 euro sul sito Logitech, è sicuramente non accessibile a tutti, ma giustificato per un prodotto da collezione ed al top nella sua categoria.

VOTO: 9

Ikea e Asus insieme per una linea di prodotti dedicati al gaming

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La collaborazione tra il colosso mondiale dell’arredamento IKEA e la divisione Republic of Gamers (ROG) di ASUS è finalmente realtà: già annunciata e discussa nel corso degli anni passati, adesso la nuova linea di arredamento che strizza l’occhio al gaming ha ufficialmente una data d’arrivo.

Già disponibili in in Cina dallo scorso 29 gennaio, i nuovi prodotti figli della partnership tra le due aziende saranno disponibili nei negozi Ikea di tutto il Giappone dal maggio prossimo: ed in Europa?

Per avere i prodotti Asus X Ikea disponibili nel Bel Paese (e anche nel resto del mondo) ci sarà da aspettare ancora un po’: non arriveranno, infatti, prima di ottobre 2021, quando avverrà il worldwide launch, il lancio globale della linea di prodotti.

Ikea e Asus per il gaming: ecco la collezione

“I giocatori di tutto il mondo conoscono e amano il marchio ROG e si fidano di esso per avere le ultime novità gaming che il mercato ha da offrire.” ha commentato Kris Huang, General Manager della ASUS Gaming Gear and Accessory Business Unit, aggiungendo che “la nostra nuova partnership con gli esperti di IKEA consentirà a ROG di trovare modi nuovi e interessanti per deliziare i giocatori dentro e fuori casa”.

“Le esigenze di miliardi di giocatori in tutto il mondo sono molto diverse, mentre l’offerta esistente è piuttosto tecnica e spesso percepita come maschile dal punto di vista del design, nonostante circa il 46% dei giocatori sia donna. Crediamo che ci sia molto da fare per democratizzare l’esperienza di gioco. Ora facciamo il primo passo nel nostro viaggio in ambito gaming, e lo facciamo presentando prodotti convenienti e ad alte prestazioni, nonché soluzioni complete che speriamo riflettano la personalità e il gusto delle persone” ha affermato invece Ewa Rychert, Global Business Leader Workspace, di IKEA.

Queste le motivazioni alla base del lancio di sei famiglie di prodotti (HuvudspelareUtespelareMatchspelGruppspelUppspelLånespelare) per un totale di oltre 30 tra scrivanie, cassettiere, accessori, gadget e sedie per portare al prossimo livello la nostra postazione di gioco. In particolare, la collezione Uppspel è stata progettata e sviluppata in partnership stretta tra Ikea e Asus, per renderla più appetibile e performante possibile.

 

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