Come scegliere il proprio mouse da Gaming

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Il mouse è sicuramente la periferica che riveste il ruolo più delicato durante le nostre sessioni di gioco. Se infatti tra una tastiera di primissima fascia ed una media le differenze possono non essere particolarmente significative, le prestazioni del mouse incidono in modo importante sull’esperienza di gioco ed i risultati che possiamo ottenere. Per questo è importante, per un giocatore che vuole ottenere il massimo dalle proprie capacità, non accontentarsi ed investire qualcosa in più nell’acquisto di questa periferica.
Ma come fare a capire qual’è il mouse più adatto a noi? Sono infatti molteplici le funzionalità offerte dai vari prodotti, che si presentano in forme diverse e non sempre adattabili alle abitudini di tutti i giocatori.
Andiamo a scoprire come scegliere il mouse migliore in relazione alle nostre esigenze specifiche, al nostro modo di utilizzarlo, e che risulti più confortevole nella nostra mano.

Presa

Quando scegliamo un mouse vogliamo che risulti comodo e che si adatti alle nostre abitudini, e non viceversa. Esistono infatti differenti tipi di presa (grip), nessuna delle quali pregiudica i risultati che si possono ottenere, a patto di utilizzare una periferica ergonomicamente adatta. Ecco di seguito le 3 più comuni.

Palm Grip

PALMIl grip più diffuso è il palm grip: tutta la mano è sul mouse (nell’immagine il colore verde raffigura i punti di contatto tra mano e mouse).
Dito indice e medio sono rispettivamente fissi su tasto sinistro e destro del mouse, il pollice si trova sul lato, mentre anulare e mignolo sono sulla parte destra, con l’unica funzione di impugnare bene il mouse.
Per cliccare il bottone destro e sinistro del mouse si muove tutto il dito e quindi i click sono più lenti degli altri tipi di grip, che comportano il movimento della sola parte finale delle dita.
Questo tipo di grip si adatta bene ai classici gaming mouse ergonomici.
È il grip più adatto a sessioni di gioco lunghe, perché l’intera mano “riposa” sul mouse ed è molto meno stancante degli altri grip. Ma è meno preciso, perché il movimento del puntatore riposa sull’avambraccio, cosa che risulta però in maggiore velocità.

Claw Grip

CLAWClaw vuol dire “artigli”, ed è caratterizzata appunto dal mettere la mano a forma di artiglio, piegando le dita. Ci sono 6 punti di contatto col mouse: le punta delle 5 dita ed il palmo.
Il Claw Grip viene preferito dai giocatori che necessitano di movimenti rapidi e precisi, e da quelli che vogliono avere maggiore rapidità e controllo sui click.
Questo grip stanca molto rapidamente, perché non è una presa naturale, e quindi in sessioni di game lunghe, la capacità di movimento potrebbe risentirne.
Questa presa può essere usata con tutti i tipi di mouse, ma di solito si preferiscono quelli con i bordi alti e relativamente corti.

Fingertip Grip

FINGERÈ anche considerato come una variante del claw grip. Il mouse viene impugnato e mosso completamente con i polpastrelli delle dita. Il palmo non tocca per nulla la superficie del mouse e quindi i punti di contatto sono 5.
Questo grip è quello che restituisce in generale maggiore precisione ed agilità, ma è anche quello che stanca di più, perché le dita lavoreranno di più rispetto agli altri, e di conseguenza forse il più “hard to master” (difficile da padroneggiare).

Ora che conosciamo qual’è la nostra presa naturale sarà più facile trovare un prodotto che si adatta meglio alle nostre esigenze: non sarà infatti difficile trovare informazioni su quale grip sia più indicato per ogni tipo di mouse (se l’informazione non viene fornita nella scheda del sito ufficiale è comunque possibile reperirla in forum specializzati o recensioni).

Movimento del polso

Come per il grip, anche i movimenti che si effettuano con il mouse sono molto personali, ed è bene trovare un mouse che ci venga incontro senza snaturare le nostre abitudini.

Un High Senser è il giocatore che, di solito, preferisce muovere solo il polso, spostando di poco il mouse per muovere il puntatore.

Un Low Senser invece è un giocatore che preferisce fare ampi spostamenti di tutto l’avambraccio per muovere il puntatore.

Prendiamo un gioco in terza persona o un FPS, per fare un giro di visuale a 360° l’high senser userà 10/15 cm massimo, mentre il low senser ne userà sicuramente più di 15 cm.
Difficilmente vedrete un high senser alzare il mouse dal pad (tappetino), dato che usa una piccola parte di esso e non ha granché bisogno di più spazio, mentre un low senser alzerà spesso il mouse per riposizionare al centro la mano, evitando di muovere il puntatore.

Low Senser preferiranno quindi mouse più leggeri per stancare meno dita e polso dal momento che è richiesto il sollevamento costante della periferica, mentre gli High Senser troveranno di grande aiuto un mouse che permetta di modificare i DPI attraverso la pressione di un tasto (esamineremo questa funzione più avanti).

Tasti aggiuntivi

Non tutti i giocatori hanno bisogno della stessa quantità di tasti sul proprio mouse, è importante capire di cosa abbiamo bisogno prima di fare un acquisto, per non rischiare di ritrovarsi con poche soluzioni o di abbondare eccessivamente, ritrovandosi con una buona porzione di mouse occupata da tasti che non utilizzeremo mai. I mouse tradizionali hanno sempre almeno 2 tasti (i classici “destro e sinistro”). Tutti gli altri sono considerati tasti aggiuntivi.

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Generalmente un mouse da gaming piuttosto versatile dovrebbe presentare almeno 2 tasti aggiuntivi, collocati nella parte sinistra, appena sopra a dove è posizionato il pollice a riposo. Questi tasti, oltre ad un importante funzione di navigazione di default (permettono di scorrere avanti ed indietro, sia nel browser che nelle finestre) facilitano sensibilmente la vita ai giocatori, che hanno la possibilità di richiamare 2 funzioni molto utilizzate con estrema facilità (sia che si tratti di una spell di un MOBA che lanciare una granata su un FPS). Diciamo che con un totale di 3 tasti aggiuntivi avrete la possibilità di trarre il massimo dalla quasi totalità i giochi più comuni.

mmopEsistono mouse con una quantità smisurata di tasti, che sono rivolti quasi esclusivamente ai giocatori di MMO. Questi giochi infatti mettono a disposizione dei propri personaggi svariate decine di abilità, ed avere molti richiami addizionali oltre a quelli della tastiera, facilita enormemente il lavoro del giocatore e ne aumenta in modo considerevole le performance. Se considerate l’acquisto di un mouse con queste caratteristiche vale la pena accertarsi che sia dotato di una memoria interna per la personalizzazione delle macro. Se però non siamo interessati al raggiungimento della perfezione assoluta (è possibile godere a pieno di un titolo come World of Warcraft anche con solo 2-3 tasti addizionali), se abbiamo una tastiera che permette l’utilizzo delle macro, o, a maggior ragione, non giochiamo affatto questo genere di giochi, allora potremo non sentire mai il bisogno di un mouse con queste caratteristiche.

Funzioni

Alcuni mouse hanno dei tasti dedicati ad alcune funzioni specifiche. Non tutte le funzioni sono indispensabili per tutti i tipi di giocatori, ed è quindi importante focalizzare quali possono esserci d’aiuto e quali, invece, risulterebbero inutilizzate.

aimUna delle funzioni più comuni è quella di Aim (mira), che prevede la pressione di un tasto specifico che diminuisce la sensibilità dei DPI del mouse. E’ diversa dalla personalizzazione della sensibilità (che esaminiamo nel capitolo successivo) in quanto una volta rilasciata la pressione dal tasto, la velocità del cursore torna ad essere quella standard. Questa particolare funzione è presente generalmente solo nei mouse di fascia alta, ed è indicata per chi gioca FPS come Call of Duty, in quanto consente una maggiore stabilità sui tiri da lunga distanza.

Esistono moltissime altre funzionalità offerte dalle varie case produttrici, ma perlopiù risultano piuttosto inutili, come tasti dedicati allo sblocco della rotella del mouse (permettendole di ruotare senza i classici scatti) o illuminazioni multicolori, che non dovrebbero influire sulle scelte di acquisto.

Se invece siete mancini rivolgetevi ad un prodotto dedicato: ad oggi moltissimi mouse hanno una versione per l’utilizzo con la mano sinistra, e non sarete più costretti ad accontentarvi!

Sensibilità

Ormai quasi tutti i mouse dedicati al gaming permettono di personalizzare i DPI. Andiamo a scoprire cosa significa ed in cosa consiste questa funzione.

uroDPI (Dots Per Inch – Punti Per Pollice) sono la scala di campionamento con cui il mouse rileva i movimenti: più il numero DPI è elevato, più il cursore si muoverà a parità di movimento fisico.
Alcuni costruttori come la SteelSeries nelle caratteristiche dei prodotti perlano di CPI (Counts Per Inch – Campionamenti per Pollice). Nella sostanza è la stessa cosa, cambia solo la scala di campionamento.
Non è vero che a seconda del valore dei DPI il mouse risulta più o meno preciso, cambia solo la risposta nella nostra mano: i giocatori High Senser preferiranno avere DPI alti, mentre i Low Senser preferiranno avere un basso valore DPI.
Solitamente i mouse che permettono di personalizzare questa funzione presentano dei tasti (+ e -) che consentono di regolare la sensbilità del mouse. Se presentano una memoria interna ed un buon software sarà anche possibile personalizzare ogni intervallo con valori scelti da noi.

Questa funzione è particolarmente utile per i giocatori di FPS, ma viene anche incontro a chi pratica tipologie di gioco molto diverse, e vuole adattare le prestazione del controller passando dall’una all’altra.

Laser o Ottico?

las 2Si può dire che in senso assoluto i mouse con rilevamento laser siano migliori, in quanto raggiungono risoluzioni maggiori e risultano più funzionali su alcune superfici, ma è importante considerare che il divario con un buon mouse ottico è pressochè impercettibile, e questa differenza non dovrebbe costituire un discrimine nell’acquisto, a meno che non siate alla ricerca del massimo. In questo caso potete rivolgervi a prodotti con doppia sorgente di rilevamento (laser/ottica) o a doppia lettura laser (con un “occhio” dedicato ad ogni asse) per avere il massimo possibile dell’affidabilità, ma si tratta di prodotti molto costosi e che garantiscono un guadagno di prestazioni minimo.

Cavo o Wireless?

imagesAd oggi i mouse wireless non sono più inferiori alle loro controparti con filo e non presentano differenze rilevabili in prestazioni o a livello tecnico. La scelta rimane quindi sostanzialmente vostra tenendo conto delle sostanziali differenze di base.
I mouse wireless devono essere ricaricati in un’apposita centralina con una certa costanza: dimenticare di ricaricarlo quando è prossimo alla fine della batteria potrebbe costituire uno spiacevolissimo intralcio alle vostre sessioni di gioco. La presenza del cavo inoltre evita cadute rovinose dalla vostra scrivania e contribuisce a preservare l’integrità del mouse, senza contare che un prodotto senza fili, a parità di modello, costa sempre qualcosa in più.
La scelta ideale, ma in assoluto più costosa, è rivolgersi ad un modello che presenti il cavo, con funzione anche di ricarica, che possa essere rimosso per poter usufruire della periferica in modalità wireless. Se scegliete questo tipo di prodotto assicuratevi però che quando il cavo è inserito sia dotato di un buon sistema di ancoraggio che lo renda stabile.

 

Si ringrazia il portale Kioseka, dal quale sono state tratte le informazioni riguardanti le varie tipologie di grip.


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Asus Rog
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