Come escludere audio dal proprio stream

Come escludere audio dal proprio stream

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Ultimamente mi sono trovato a dover affrontare questo problema per aiutare un amico a sistemare il suo stream (e magari mi tornerà utile se e quando avrò una connessione decente!). Come escludere audio dallo stream o dalle registrazioni è un problema a cui non c’è una soluzione perfetta disponibile su internet, ma facendo qualche ricerca, prevalentemente in inglese, troviamo diverse opzioni funzionanti. La maggior parte di queste opzioni, però, richiedono l’acquisto di qualche software per gestire l’audio. Ho raccolto informazioni da ciò che ho trovato e ho trovato una soluzione che ritengo essere ottima per streamer alle prime armi o per chiunque non abbia particolari necessità di elaborazione del proprio flusso audio.

Per esempio: stiamo giocando con amici, tutti in contatto tramite TeamSpeak/Ventrilo/Mumble/Skype o qualsiasi altro software del genere e non vogliamo che ciò che viene detto dai nostri amici venga trasmesso sullo stream, oppure non vogliamo che venga trasmessa la musica che stiamo ascoltando, perché è un genere particolare o per evitare problemi con i diritti d’autore.

Escludere audio in pochi semplici passi

Tutto ciò che ci serve sono due piccoli software: VB-Audio Virtual Cable e Voicemeeter. Il primo serve ad aggiungere un dispositivo di riproduzione virtuale al nostro sistema, il secondo serve per unire flussi audio da più dispositivi di riproduzione e inviarli ad un unico dispositivo. Per prima cosa installiamo i due software, operazione molto veloce e semplice. Una volta installati, procediamo alla veloce configurazione del sistema. Si potrebbe fare anche con il solo VB-Audio Virtual Cable, ma l’utilizzo di Voicemeeter apre molte più possibilità, come l’unione di più flussi audio e la riproduzione dell’audio su più dispositivi (per esempio dispositivi esterni, come TV o impianti audio).

Attenzione: una volta effettuato il prossimo passaggio non sentirete l’audio del pc fino al completamento del passo 3.

  1. Fate clic col tasto destro del mouse sull’icona del volume nella barra delle applicazioni di Windows, poi selezionate Dispositivi di riproduzione. A questo punto, trovate nel riquadro centrale la voce CABLE Input, selezionatelo e cliccate sul bottone Predefinito all’interno della schermata. Da questo momento, non dovreste più sentire nulla dal pc, se avete lasciato che ogni programma riproducesse sul dispositivo predefinito. Non preoccupatevi, è solo una situazione temporanea.
    Default Device
  2. Aprite Voicemeeter. Cliccate sull’1 di fianco alla scritta HARDWARE INPUT nella prima colonna a sinistra, poi selezionate WDM: CABLE Output (VB-Audio Virtual Cable) dal menù a tendina che si è aperto.
    Voicemeeter Input
  3. Nella colonna di destra, cliccate sul pulsante A1 di fianco all’intestazione HARDWARE OUT, poi selezionate il vostro dispositivo di riproduzione abituale dal menù a tendina. In altre parole, se utilizzare delle cuffie, selezionate quelle (come ho fatto io nell’immagine), altrimenti selezionate WDM: Altoparlanti, se utilizzate le casse o dei normali auricolari. A questo punto dovreste poter sentire di nuovo l’audio del vostro pc.
    Voicemeeter Output
  4. A questo punto, prendiamo come esempio il voler escludere dallo stream l’audio di TeamSpeak. Apriamo le impostazioni di TeamSpeak, nella sezione di riproduzione selezioniamo come dispositivo di riproduzione Voicemeeter Input (VB-Audio Voicemeeter VAIO). Questo dispositivo non è altro che un ulteriore dispositivo di riproduzione aggiuntivo, messo a disposizione da Voicemeeter stesso e automaticamente catturato dal software. Se riaprite Voicemeeter, infatti, lo vedrete nella terza colonna.
    TeamSpeak Options
  5. Fatto questo, non ci resta che dire al programma che utilizziamo per lo streaming di riprodurre solo l’audio che viene inviato al dispositivo CABLE Input e il gioco è fatto. Funziona anche se lo impostiamo per utilizzare l’audio inviato al dispositivo di default, dal momento che CABLE Input è il dispositivo predefinito, ma impostandolo a mano abbiamo la certezza del funzionamento corretto sempre. Vediamo come esempio il noto software OBS. Apriamo le impostazioni, nella pagina Audio apriamo il menù a tendina Dispositivo audio pc e selezioniamo CABLE Input, come nell’immagine.
    OBS Options

Una volta completati questi semplici passaggi, sullo stream verrà riprodotto solamente ciò che viene inviato al dispositivo di riproduzione predefinito, oppure ciò che viene mandato direttamente a CABLE Input, mentre verrà escluso ciò che viene inviato al dispositivo Voicemeeter Input. Per questo motivo, possiamo facilmente escludere la musica che ascoltiamo, se il riproduttore permette di selezionare manualmente il dispositivo di riproduzione da utilizzare. Un’altra conseguenza è che, nel momento in cui volessimo riprodurre sullo stream ciò che abbiamo escluso, ci basta cambiare il dispositivo di riproduzione di quel singolo programma.

Un dettaglio importante da ricordare è che sentiremo l’audio dalle nostre casse/cuffie solo finché Voicemeeter è aperto, ma possiamo impostarlo per avviarsi automaticamente all’avvio del pc e rimanere nascosto senza infastidirci in una semplice operazione. Dalla finestra del programma, clicchiamo Menu in alto a destra e spuntiamo la voce System Tray (Run at Startup). Un volta aggiunta la spunta potete tranquillamente chiudere il programma, che rimarrà invece aperto ma nascosto nella barra di sistema, vicino all’orologio.
Voicemeeter System Tray

Se, in qualsiasi momento, volessimo chiudere Voicemeeter oppure disinstallare i due programmi installati, per ritornare alla configurazione precedente è sufficiente ricordarsi di cambiare il dispositivo di riproduzione di sistema predefinito (vedi il passo 1 sopra) e rimettere le nostre cuffie/altoparlanti.

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LAN Gate, ULTIMA ORA: il Governo valuta l’istituzione della Federazione del GAMING SPORTIVO COMPETITIVO

LAN Gate, ULTIMA ORA: il Governo valuta l’istituzione della Federazione del GAMING SPORTIVO COMPETITIVO

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GAMING SPORTIVO COMPETITIVO – Una vera e propria “bomba” quella pubblicata una manciata di minuti fa da Agimeg.it, in merito all’ormai noto LanGate.

Sembra infatti che la politica italiana abbia definitivamente preso posizione riguardo al riconoscimento degli esports, con il Governo che è ora (finalmente) seriamente impegnato sulla questione.

Agimeg ha infatti riportato le dichiarazioni del Sottosegretario del MEF, l’Avvocato Federico Freni (in carica con il Governo Draghi dal 28 Settembre 2021, ndr), che ha da poco annunciato: “Il Governo sta valutando insieme al Coni l’istituzione di una Federazione del gaming sportivo competitivo“.

Leggiamo parte dell’intervento del Sottosegretario alla Camera: “Il Governo premette che sulla vicenda è necessario un supplemento di istruttoria e quindi chiede il rinvio del caso per rispondere puntualmente sui fatti citati dall’interrogante.

Tuttavia, il governo si riserva, quindi, di valutare tutte le iniziative normative più opportune al fine di garantire in tempi ragionevoli un’efficace e stabile regolamentazione del settore, riconoscendogli autonoma rilevanza, anche valutando, di concerto con il Coni l’istituzione di una Federazione che sovraintenda all’organizzazione del gaming sportivo competitivo.

Da ultimo, nelle more della definizione di tale quadro normativo, il Governo si riserva anche di valutare, di concerto con l’agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’opportunità delle misure intraprese“.

Una notizia certamente positiva per tutti gli addetti ai lavori, che indubbiamente andrà a favorire in modo diretto lo sviluppo e la sostenibilità di tutto il settore. Il governo è inoltre intenzionato a “valutare” le sanzioni, con la speranza che queste vengano tutte categoricamente cancellate.

Tutto questo accade tra l’altro a poche ore di distanza dalla pubblicazione della lettera aperta ed unitaria delle Sale Lan, un fatto abbastanza unico nel suo genere, che è stato infatti salutato con estrema positività da tutto il settore. Troverete ulteriori dettagli cliccando qui.

L’estratto relativo all’interrogazione parlamentare

Non sappiamo ancora come potrebbe andarsi a sviluppare la questione, ma non appena disponibili provvederemo a pubblicare nuovi aggiornamenti.

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Le Sale Lan fanno fronte unito con una lettera aperta; intanto la Lega chiede al Ministro Franco di sospendere tutto

Le Sale Lan fanno fronte unito con una lettera aperta; intanto la Lega chiede al Ministro Franco di sospendere tutto

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Sale LAN & LanGate – “L’intento di questo gruppo di aziende è quello di cercare un confronto con le istituzioni pubbliche per trovare una soluzione normativa o interpretativa alla lacuna legislativa sulla questione, per evitare la problematica estensione di interpretazione e applicazione di norme datate a nuove tecnologie e moderni usi e costumi.

La volontà è quella di creare un nucleo che rappresenti tutte le aziende di questo settore per proporre un confronto aperto con ADM, MISE e le altre istituzioni collegate rispetto alle caratteristiche del mondo degli eSports e più in generale all’intrattenimento digitale, discutendo delle enormi potenzialità di questo settore che i governi di altri Paesi europei stanno incentivando con leggi e riforme”.

Inizia cosi la lettera aperta sottoscritta da numerose sale lan italiane in merito alla recente operazione condotta dall’ADM.

Fronte unito delle Sale Lan

A firmare questo documento sono infatti stati Ak Informatica, Drako.it, The Game Spot, PC-TEKLAB, VG Informatica, D2D Simulation, Gold Fox Gaming, Il Mago Di Dos, Reghium Esports, Playground 2.0, Login center, Driving Simulation Center e Di. Gi. Games.

Un segnale incoraggiante, che ci mostra un’importante fetta del nostro settore che si muove all’unisono per un unico comune obiettivo.

Attraverso questo documento, il coordinamento delle realtà sopracitate ha richiesto un tavolo di confronto immediato sia con l’ADM che con il MISE. Il fine ovviamente, è quello di trovare nel più breve tempo possibile una soluzione sana e sostenibile che consenta a queste realtà di rimettersi in moto, e di tornare a lavorare.

“È quindi necessario che dal tavolo di confronto proposto, emergano norme e regolamenti adattabili al settore ed in grado di coprire ed ancora una volta normare, un settore innovativo e complesso come quello che comprende l’organizzazione di tornei eSports, i Team, i Giocatori e tutto quanto ruoti attorno ad un mercato che allo stato attuale vive, di fatto, in una zona grigia normativa ma offre lavoro a migliaia di persone ed è gestito per la grande maggioranza da giovani imprenditori.

L’invito ufficiale sottoscritto è rivolto alle istituzioni citate, con la speranza che in tempi brevi si possa aprire un tavolo di confronto, allargato anche alle associazioni degli sviluppatori di videogiochi, le federazioni e il CONI”.

La Lega chiede al Ministro Daniele Franco di sospendere le sanzioni

A margine di questa nota, riportiamo l’interrogazione parlamentare che i deputati della Lega hanno inoltrato al Ministero delle Finanze Daniele Franco. Al ministro viene richiesto dai deputati l’immediata sospensione delle sanzioni comminate lo scorso weekend alle sale lan.

La “sospensione” delle sanzioni, scrivono i deputati della Lega, andrebbe applicata fino a quando non si farà chiarezza sulla questione. Nella lettera scrivono: “in attesa di chiarimenti atti a risolvere le criticità interpretative e applicative rispetto al caso concreto sopradetto, sì da scongiurare futuri contenziosi e, al contempo, non precludere alle medesime attività la legittima presenza nel settore ludico-ricreativo“.

Tutta la situazione legata al LanGate sembra quindi trovare effettivamente riscontro anche nel mondo della politica…

Un segnale positivo, che ci auguriamo possa garantire a tutte le sale lan italiane la dignità e la “serenità” che meritano.

Speciale SALE LAN, Alessio Cicolari (Esport Palace): “necessario dividere una volta per tutte videogiochi e VLT”

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SALE LAN di tutta Italia a rischio chiusura: una vergogna, ora serve la CLASS ACTION degli esports!

SALE LAN di tutta Italia a rischio chiusura: una vergogna, ora serve la CLASS ACTION degli esports!

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Nel corso della serata di ieri è iniziata un’operazione su scala nazionale rivolta contro le sale LAN italiane.

Importanti realtà della scena nazionale come Esport Palace, PC-TEKLAB o WEArena, sono state rivoltate e messe sottosopra, chiuse, ed in alcuni casi anche con i PC sotto sequestro. Agli amici dell’Esport Palace ad esempio, gli uomini delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato 37 postazioni PC, con una sanzione amministrativa variabile dai 5 ai 50 MILA EURO per ogni singolo computer.

Quello in atto in questo momento, più che un’operazione dello Stato, inizia ad assumere le caratteristiche di un attacco mirato, e da tempo progettato, contro un intero settore.

Dopo il COVID, che ha tagliato le gambe di tantissimi giovani coraggiosi imprenditori italiani, ed i terribili venti di guerra che minacciano la sostenibilità di migliaia di attività in tutta l’Italia, ora arriva anche questa mazzata…

Questo è un momento devastante per il nostro settore.

Umiliato, martoriato e denigrato da una classe dirigente non adeguata, saldamente ancorata al passato, e ingiallita nell’animo.

Solamente la settimana scorsa sentivamo al TG1 parole del tutto sconclusionate e false sui videogiochi da parte del Senatore Andrea Cangini (che ha poi ritrattato sostanzialmente tutto nel corso dell’ottimo podcast condotto da Ivan Grieco, con una serie di epiche giravolte che hanno messo a nudo un pressapochismo allarmante).

Oggi scopriamo addirittura che le sale LAN possono essere utilizzate per “aggirare la normativa nazionale vigente in materia di gioco lecito“… Vergogna. “Shame on you” come direbbe qualche fiero millenials, questo vi meritate.

Come è possibile? Vi chiederete giustamente voi… Cerchiamo di fare chiarezza su cosa è accaduto, senza farci ubriacare troppo da commi e articoli legislativi.

Chiusura delle Sale Lan: cosa sta accadendo? 

La LED S.R.L. di Sergio Milesi ha presentato un esposto all’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha fatto scattare un’operazione in tutta Italia. Al momento in cui scrivo questo aggiornamento, sembra che la cosa stia riguardando principalmente le regioni del nord, ma  gli amici delle sale lan di tutta Italia sono ora in allarme ed in forte apprensione.

L’accusa che viene mossa, è che i computer delle sale lan non siano “omologati” e quindi “illegali” per l’art 110 comma 7 del TULPS. Questo articolo recita che tutti i macchinari (come slot machine, biliardini o altri giochi appartenenti a 3 decenni fa) devono essere “dotati di dispositivi che ne garantiscano la immodificabilità delle caratteristiche tecniche e delle modalità di funzionamento e distribuzione dei premi”.

Capite bene che è impossibile pensare di rendere “immodificabile” un computer, cosi come è assurdo pensare che un videogame rimanga “immutato” nel corso della storia, visto che al giorno d’oggi ogni azienda seria rilascia infinite patch ed aggiornamenti, ogni giorno.

Per queste ragioni, molto banalmente, la legge in questione è inapplicabile, è del tutto illegittima. Tutta questa situazione sembra più il disperato tentativo di distruggere il mondo delle sale lan e del nuovo intrattenimento digitale. Questi signori sono spaventati da ciò che le sale lan e gli esports rappresentano. Noi siamo “il nuovo”, evidentemente una minaccia, per un’intera categoria di persone e di professionisti.

Per delegittimarci e intimorirci (ricordate la multa di quasi 90K che ci venne inflitta per un banale torneo gratuito di Hearthstone? Nel caso voleste rinfrescarvi la memoria), questi soggetti presentano esposti a delle procure del tutto inadeguate a svolgere un ruolo che sia garante per tutti. Le leggi sono vecchie, inapplicabili al mondo digitale. Come puoi pretendere l’omologazione di un computer come fosse una banale macchina mangia soldi?

Come si può pensare che la tecnica ed il software che alimentano un simulatore di Formula Uno, usato dalle stesse squadre come Ferrari o Mercedes, debbano rispettare la stessa omologazione di una schifosa slot machine?

Simulatori di guida e computer trattati alla stregua di slot machine e flipper

Sarebbe come pretendere che una macchina di formula uno avesse la targa, perchè sotto la giurisdizione dell’omologazione “stradale normale”. Una follia insomma. Una follia tutta italiana, Stato dove la mentalità boomers è dilagante oltre che linfa vitale di tutta la struttura burocratica.

Del resto anche Jacopo Ierussi, esport lawyer e Consigliere Federale con mandato affari legali di FIDE, ad una primissima richiesta di chiarimenti ci ha spiegato: “Ad una prima analisi, a mio avviso trattasi di proveddimenti illeggittimi che mettono sullo stesso piano situazioni dissimili e non equiparabili, specie laddove si accosti impropriamente l’esport al gioco d’azzardo.

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In particolare, anche come FIDE, ci terremo e stiamo tenendo in contatto con i soggetti interessati al fine di supportare e promuovere ogni iniziativa ritenuta utile a porre nel nulla questo tipo di provvedimenti nell’immediato e nel futuro. Al contempo auspico che tutti quelli che promuovano l’esport a livello istituzionale in Italia, vogliano far fronte comune per tutelare l’ecosistema, il settore e tutti coloro che vi operano”.

Personalmente, seguo gli esports dal 2013 (quando ancora gli esports non erano esports, per intenderci) perchè ho deciso, insieme al mio socio Dave Plug, di lanciarmi in un’avventura tutta nuova.

Non arriverò mai a pensare di aver sbagliato “nazione”, ma sin dal 2015, da quando lo Stato decise di punirmi perchè una battle.net card valeva più di un “lapis o fermacarte“, ho sempre pensato che dallo stato non avrei ottenuto mai alcun tipo di aiuto o supporto.

Ce la saremmo dovuta cavare da soli, e cosi effettivamente è stato.

Negli esports abbiamo però trovato anche una nuova e più allargata famiglia, una famiglia assolutamente standard, in cui quindi c’è stato anche qualche leggendario litigio.

 

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Oggi però è cambiato tutto. Il 29 Aprile lo stato ha nuovamente deciso di colpire un settore già martoriato ed in ginocchio, mettendo a rischio tanti onesti lavoratori. Oggi sentiamo che le sale lan verranno chiuse, che le fiere non vi saranno (anche le “console” sarebbero illegali e non omologate, come PC e altro), e che partirà la caccia alle streghe che polverizzerà questo tipo di intrattenimento.

Questo però, è quello che credono loro. Poveri illusi. Le sale lan sono il cuore degli esports. Abbiamo sempre detto che le sale lan sono le nostre “ambasciate” sul territorio, i luoghi in cui si raggiunge la “sintesi” tra la socialità virtuale e quella “live“… Sono dei luoghi sacri cazzo, che non dovevate nemmeno immaginare di colpire.

Serve Class Action del settore: tutte le leggi che regolamentano videogiochi /esports devono essere aggiornate! 

Ritengo che sia giunto il momento di rispondere. Questo deve essere il momento di intraprendere una CLASS ACTION. La cosa riguarda tutti. Riguarda le associazioni, gli streamer, le sale lan, gli organizzatori di tornei, gli owner dei team, gli editori di settore…

L’obiettivo? Un immediato confronto con lo stato per aggiornare e rendere adeguato il sistema legislativo che regola il nostro settore. Vogliamo lavorare, vogliamo divertirci lavorando e non vergognarci per questo. E vogliamo farlo nella massima legalità.

Senza un valido sistema di leggi adeguate ed aggiornate, sarete voi uomini dello stato i fuorilegge illegittimi.

In ogni caso ora tocca a noi. E’ giunto il momento di organizzarci. E di pretendere che la macchina statale, cosi come avviene in ogni altro stato modernizzato, adegui le sue norme ed i suoi commi alla nostra giustissima esistenza.

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