Analisi di Gwent, dalla open beta a oggi.

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Salve a tutti voi cari membri della community, qui è il vostro Paesano!
Quest’oggi vorrei raccontarvi cosa abbiamo vissuto, giocando e guardando, in Gwent, dall’uscita dell’open beta fino ad oggi. Grazie ai mazzi in top tier e le patch potrò raccontarvi la storia di tutti noi giocatori di quest’ultimo periodo.
Vi auguro un buon divertimento ed una buona lettura sperando che questo articolo possa aiutare a stimolare una discussione interna alla community che sicuramente sarà utile e costruttiva!

Con il lancio dell’open beta, il meta verte intorno a mazzi spell based e weather based. Essendo questi troppo oppressivi, vengono nerfati duramente con una patch. Questo non basta però a detronarli, infatti in cima alle tier list vi è la fazione Monsters, alcuni mazzi basati ancora sul weather, altri invece si spostano su sinergie swarn/token, altri ancora verso l’hibrid/mid-range. Le altre fazioni affiancano Mostri durante questo periodo, alcune di queste prevalendo per brevi periodi: Henselt Reaver Hunter o Radovid control; Dwarfs Scoia’tael, control Scoia’tael; Skellige discard o Queensguard, Nilfgaard mill e qualche spy.

Punto nodale del cambiamento (n.d.a.) è stato il torneo in casa Lifecoach, che ha visto come vincitore Megamogwai, dove si sono viste liste che di lì a breve avrebbero inondato la ladder. Difatti, poco dopo questo torneo, la tier list mostra chiaramente un aumento di gioco della fazione Norther Realms e che Skellige discard sedeva al primo posto, risalendo una decina di posizioni. Inutile dire che il Gwent Open (primo torneo ufficiale organizzato dalla CDPR, al Gamescom) ha rispecchiato in maniera piuttosto fedele la ladder di fine agosto.

Dopo il Gwent Open, ci ritroviamo di fronte a quella che possiamo considerare “la rivoluzione”, non tanto di ideali o di gesti eclatanti dalle varie community, ma a livello di gioco. Le gold, diventano danneggiabili. Le community sono divise tra il “che bello” e il “che brutto”, ma la risultante è unica, spariscono le decklist control che vincevano le partite nel terzo round giocando solo gold, tra queste ricordiamo Control Radovid e Control Eithné, il bilanciamento intorno a questo cambiamento viene ignorato da i più, nerf obbligato agli Axeman e buff degli elfi di Scoia’tael, questi come la fenice, che rinasce dalle ceneri, ritornano imponenti con uno Spella’tael (che non si vedeva dai tempi della closed beta) e con un Mulligan che sembra molto più forte di ogni altro mazzo in circolazione.

Chi per scelta, chi per necessità aveva deciso di non giocare Scoia’tael, spesso prediligeva Nilfgaard o Northern Realms, questi ultimi sono stati i favoriti dalla patch successiva che nerfando le carte principali della meccanica Mulligan rese il mazzo forte, ma non imbattibile. Conseguenza: vari Northern Realms Armor imperversano sulla ladder e sulla top tier, in ogni loro forma e con ogni leader, seguiti a ruota da Spy Nilfgaard e una versione ibrida di Monsters.

Ed eccoci qui, chi a cercare qualcosa di nuovo con cui divertirsi, chi, invece, si affida alla top tier per prendere le ricompense giornaliere. Cosa rimane di questo riassunto di questa storia? Rimane una visione globale. La beta (di ogni gioco) è un periodo di assestamento e decisioni per arrivare ad un punto fermo: il gioco vero e proprio. La CDPR è evidentemente ancora indecisa e non sicura di quali devono essere i punti di forza che caratterizzano Gwent, se non il modo in cui si giocano le carte dalla mano (una per volta). Il cambiamento delle carte gold, da intargettabili a targettabili, ha comportato una varietà non solo del meta, ma proprio di tutti i mazzi giocati. Control, mid-range, “aggro”, sono stati presenenti e hanno detto la loro, per meritarsi un posto tra i più forti, in ogni periodo dell’open beta. Per ogni categoria delle tre sopracitate, vi erano varie sottocategorie: spell-based; weather; token; resilance e chi più ne ha più ne metta, e tutto questo valido per ogni fazione. In Gwent non sembra esserci uno strapotere di una singola fazione o di un singolo mazzo, che duri più di una settimana o due. Basta un torneo fatto anche solo per il divertimento e per l’intrattenimento, che subito vengono provate tech e nuovi deck. Tutto ciò per me è freschezza. Come vivere su un’isola dove le stagioni cambiano frequentemente, dove non serve aspettare mesi che queste maledette piogge lascino spazio al vero freddo.

Sono profondamente convinto che la beta finirà e che il gioco che ne uscirà fuori sarà un miscuglio delle migliori “storie” uscite durante questo lungo periodo di prove.

Buon divertimento a tutti!

Eugenio "Paesano" Fofi

Studente di ingegneria elettronica all'università La Sapienza, di Roma. Appassionato di giochi e videogiochi fin da bambino. Passione trasformata in informazione, studio e competizione. Giocatore di giochi di carte on-line e non, di sparatutto e Moba, con discreti risultati nei tornei raggiungibili. Obiettivo: far conoscere e valorizzare gli e-sports, spesso sottovalutati o addirittura sconosciuti