Trump/Fortnite: quando la politica cela dietro il nulla la sua incapacità di gestire il paese.

Trump/Fortnite: quando la politica cela dietro il nulla la sua incapacità di gestire il paese.

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Con un nuovo sorprendente attacco l’Amministrazione Trump se la prende con Fortnite e con i videogiochi “violenti”, principale causa, (secondo loro) degli ultimi terribili episodi di violenza registrati negli Stati Uniti d’America.

In meno di 24 ore infatti, gli USA sono stati colpiti in due zone differenti da delle violentissime sparatorie avvenute in un Walmart a El Paso, in Texas, dove sono rimaste uccise 21 persone (con altre 26 che invece sono ferite), e nella città di Dayton, nello stato dell’Ohio, dove purtroppo si sono contate nove vittime e decine di feriti.

Proprio in merito a questi episodi di violenza, durante la giornata di Lunedì il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tenuto un discorso alla nazione in diretta dalla Casa Bianca, durante il quale ha avuto modo di parlare delle future mosse legislative e delle priorità che la sua Amministrazione dovrà darsi per affrontare meglio questa difficile e spinosa questione.
Il Presidente Trump però è Repubblicano, un partito da sempre molto vicino alle lobby delle armi e da sempre anche “difensore” del diritto di tutti gli americani di possedere un’arma da fuoco…era quindi molto difficile sperare in una forte presa di responsabilità da parte della leadership politica USA, con conseguente attacco al quasi totalmente libero mercato delle armi che vige in America.

Invece di affrontare il problema per quello che è (da sempre, aggiungo io) il Presidente Trump e diversi altri politici di spicco del suo partito hanno invece preferito puntare il dito contro un nemico ormai frequente…”Fortnite” e più in generale il mondo “dei videogiochi violenti“. Quasi come un mantra, quando una tragedia cosi violenta colpisce degli innocenti l’accostamento al mondo dei videogiochi diventa automatico, come se la censura simultanea di qualsiasi videogame possa davvero influire sulla diminuzione della violenza in uno stato “storicamente violento” come gli Stati Uniti d’America.

Il Presidente Trump ha cosi parlato nel suo discorso dei videogiochi: “Dobbiamo fermare la glorificazione della violenza nella nostra società. Ciò include i raccapriccianti videogiochi che sono all’ordine del giorno. Oggi è troppo facile per i giovani in difficoltà lasciarsi circondare da una cultura che celebra la violenza. Dobbiamo ridurre o fermare tutto questo“.

Dare anche lontanamente la colpa ai videogiochi per una tragedia del genere non è grave per il mondo videoludico in se…è grave per la nostra società e per il nostro tempo, perché è incredibilmente pericoloso distogliere volutamente l’attenzione dalla reale causa del problema, andando a nascondersi dietro un qualcosa che non ha alcuna attinenza con la manifestazione della violenza.

L’ennesima dimostrazione che il mondo dei videogiochi non ha alcuna diretta (o indiretta) responsabilità in stragi di questo tipo è stata data recentemente da VOX e da NewZoo che attraverso dei dati (mostrati sotto, nel post di Reggie Fils-Aime, ex Presidente di Nintendo America) hanno mostrato come la violenza da armi da fuoco degli USA sia completamente sproporzionata rispetto a quella presente in diversi altri stati del mondo, compresi anche in quelli dove i videogiochi sono ancor più permeati a livello sociale (come ad esempio in Corea del Sud).

Per decenni e decenni si è discusso del problema della vendita di armi da fuoco negli USA e nel 2019 questo “problema”, che appare ormai più come una vera e propria crisi nazionale, è ancora ben lontano dall’essere risolto.
E’ però ancor più frustrante vedere come un’intera classe politica si arrampichi sugli specchi e si nasconda dietro a Fortnite ed ai giochi violenti invece di rimboccarsi le maniche e di affrontare a muso duro, ed una volta per tutte, un problema tutto americano che trova le sue basi nel secondo emendamento della Costituzione (1791, ndr).
Grazie a questo emendamento del 18° secolo, all’epoca giustificato dal fatto che per gli Americani l’unico modo di difendersi dai potenziali invasori (come gli spagnoli o gli inglesi) fosse quello di armare la popolazione fino ai denti, il “possedere un’arma” è infatti un Diritto per tutti i cittadini americani, come riconosciuto anche nel Luglio 2008 dalla Corte Suprema degli Stati Uniti.

Il problema quindi è molto più “radicato” e spinoso di quel che si potrebbe sembrare (anche se alcuni leader dell’opposizione, come ad esempio Hillary Clinton, hanno voluto esprimere il loro disappunto verso le parole del Presidente – vedi post sopra), e nessuna Amministrazione è mai riuscita a risolvere questa tragedia, questa “arma di distruzione di massa” che porta via ogni anno centinaia e centinaia di innocenti…e se queste sono le reali intenzioni dell’Amministrazione Trump siamo sicuri che non ci riusciranno neanche loro, purtroppo per noi tutti.

Reply Totem ed il suo team di Brawl Stars/Fortnite di ritorno dal Dreamhack

Reply Totem ed il suo team di Brawl Stars/Fortnite di ritorno dal Dreamhack

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Zara e il team di Brawl stars concludono la loro esperienza a Jönköping, weekend storico del gaming europeo e mondiale.

Primo evento multi titolo per il team nero-verde, che con Zara ha avuto modo di partecipare al Fortnite Dreamhack Open in lan da $200,000 in palio divisi uniformemente tra Battle Royale e Zero Build. Il torneo si è diviso in 3 giorni di competizione (18-20 giugno), passando da qualificazioni a finali.

Nella durata di queste giornate, il player totem ha potuto dare spazio al suo talento, qualificandosi alle finali di entrambe le modalità, andando a premio e soprattutto guadagnando tanta consapevolezza di poter competere tra i più grandi del titolo Epic Games.

Inso e i ragazzi di Brawl Stars hanno invece partecipato alle finali della Snapdragon Pro Series, torneo di terze parti più grande mai organizzato per il gioco. Importante la presenza di IDarkJoker, nuovo membro del team alla sua prima apparizione in un contesto LAN internazionale. Il torneo, qualifier per la Challenge Final delle SnapDragon Pro Series, ha visto i ragazzi completare un vero e proprio sweep, senza perdere una singola serie e agguantare facilmente la qualifica.

Questa prova dal vivo è stata determinante nel rafforzare l’idea e la percezione del cambiamento avvenuto nel roster. Reply Totem esce da questo evento forte della sua identità sempre più internazionale, capace di confrontarsi senza paura con i giganti della scena esports mondiale e consci di poter ambire a risultati sempre più importanti.

Aggiornamento v21.10: nuovi stili, armi, tag social ed evento Naruto

Aggiornamento v21.10: nuovi stili, armi, tag social ed evento Naruto

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Fortnite v21.10 – Come di consueto, ennesimo Martedí e nuovo aggiornamento di Fortnite, entrato nel vivo della Stagione 3 del Capitolo 3 del gioco. Tante le novità di questo nuovo aggiornamento e cercheremo quanto il più possibile di riassumerle.

Naruto Rivals

Innanzitutto é stato ufficializzato un nuovo evento di Naruto, in arrivo il 24 Giugno, che porterà sull’isola tanti nuovi costumi ed oggetti cosmetici. Questa volta si presentano Hinata, Gaara, Itachi e Orochimaru divisi in due bundle diversi e con loro tanti oggetti tra emote, dorsi e deltaplani.

Con il ritorno di Naruto, c’é anche il ritorno del Nindo, evento che ci darà la possibilità di sbloccare, in anteprima, emote a tema ed alcuni degli oggetti del crossover con Naruto. QUI tutte le informazioni sulla collaborazione e il Nindo (che partirà da oggi 21 Giugno).

Nuove armi, stili, tag e bilanciamenti

Parlando invece di ciò che da oggi cambierà sull’isola: torna la spada laser, quella unica di Dart Vader, che potrete addirittura lanciare. La potrete trovare nelle zone di atterraggio di Vader e degli Assaltatori (da cui potrete ottenere i Fucili Blaster).

Svelati finalmente anche gli Stili Bonus delle skin originali del Pass. Dal livello 140 avrete i punti necessari per poter iniziare a sbloccare questo stili. Fenditura di platino, Succoso lapislazzuli e Avvampato aurico sono gli stili che potremo sbloccare in ordine fino al livello 200.

Chiudiamo con un bilanciamento ed una nuova funzione di Fortnite. La nuova funzione prevede l’inserimento di tag social al profilo che potrete scegliere per indicare qual é la vostra modalità preferita, il vostro stile di gioco ecc…

Per quanto riguarda il bilanciamento, gli Arbusti della Realtà sono stati modificati per dare 3 frutti non comuni/rari, 2 epici e solo 1 leggendario. Tutto ciò ovviamente quando raggiungeranno lo specifico stadio di crescita.

QUI potrete leggere tutte le informazioni sul nuovo aggiornamento v21.10.

Che ne pensate?

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Post Malone spiega perché preferisce Apex Legends rispetto a Warzone e Fortnite

Post Malone spiega perché preferisce Apex Legends rispetto a Warzone e Fortnite

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Sebbene Post Malone possa sicuramente essere definito uno dei musicisti più famosi ed apprezzati al mondo, pochi sanno che è anche un accanito appassionato di videogiochi, soprattutto di Apex Legends (che preferisce a Warzone e Fortnite), che ha più volte elogiato mostrando anche la sua postazione da gaming personalizzata.

Per capire quanto ormai Post Malone sia inserito nel mondo del gaming, basti pensare che qualche mese fa, la star della musica è diventato co-proprietario degli Envy Gaming, l’organizzazione esportiva con sede a Dallas, che ha ottenuto anche ottimi risultati nei circuiti NA.

Dalle live con il noto streamer Aceu, passando per le numerose interviste, Post Malone non manca mai l’occasione di parlare di Apex Legends, persino durante la presentazione del suo ultimissimo album ”Twelve Carat Toothache”.

Post Malone sulla preferenza di Apex Legends su Warzone e Fortnite

Ospite durante il podcast dei NELK Boys, Post Malone ha spiegato con queste parole il suo amore incondizionato per il Battle Royale targato Respawn: ”Fortnite non mi ha mai preso troppo perché non mi piace che i dodicenni mi facciano a pezzi e mi costringano letteralmente a lanciare il monitor dall’altra parte della stanza.

“Giocherei volentieri anche a Warzone e Call of Duty, ma in realtà non sono mai stato il tipo da Battle Royale perché di solito non sono molto bravo a giocarci.

Ma con Apex Legends c’è stato qualcosa di diverso, appena ho iniziato a giocarci mi è davvero piaciuto molto. Sento che è molto più gratificante giocarci, non sento lo stesso per gli altri due giochi.”

Insomma, cosa ne pensate? Siete d’accordo con Post Malone sull’eterna sfida tra Apex Legends, Warzone e Fortnite?

Come al solito non mancate di farci sapere la vostra con un commento qui sotto, oppure in community!

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