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Si allarga la causa Lawsuit nei confronti di Blizzard! Il DFEH: “distrutti dei documenti essenziali”

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Nuove, e purtroppo non piacevoli novità, giungono nel corso della notte dagli Stati Uniti riguardo la causa intentata dal DFEH californiano contro Activision Blizzard, ed in particolare proprio contro il publisher con sede nella città di Irvine.

Come noto lo scorso Luglio il Department of Fair Employment & Housing ha accusato Blizzard di discriminazione ed abusi sessuali e di genere nei confronti di alcune lavoratrici dell’azienda: da quel momento è iniziato un periodo estremamente duro per Blizzard, durante il quale abbiamo assistito finanche alle dimissioni del Presidente J. Allen Brack.

Nelle ultime settimane tutta la faccenda era stata avvolta da un assordante silenzio, in attesa degli eventuali sviluppi del lawsuit nelle aule dei tribunali statunitensi. Questa notte però è giunto un nuovo durissimo attacco da parte del DFEH, che questa volta ha accusato Blizzard di aver deliberatamente distrutto dei documenti e dei file che sarebbero stati utili per fare ulteriore chiarezza su tutta la questione.

In particolare, sembra che Blizzard, ed il suo dipartimento per le Risorse Umane, abbia distrutto i fascicoli di alcuni suoi ex dipendenti (legati ovviamente allo scandalo discriminazioni) dopo circa 30 giorni dalla fine del rapporto lavorativo con questi, venendo meno alle leggi statali e governative della California per le quali, una volta terminato il rapporto professionale tra un dipendente ed un’azienda, questa ha l’obbligo di conservare tutta la documentazione per almeno 2 anni.

Per il DFEH, questi documenti erano evidentemente preziosi per la causa e per fare chiarezza su tutta la vicenda.

Dalle indiscrezioni pubblicate poche ore fa da Axios, sembra inoltre che il DFEH stia accusando Blizzard di aver fatto firmare degli NDA (accordi di non divulgazione, ndr) ai suoi dipendenti per evitare che questi parlassero proprio con il dipartimento: pare infatti che questo NDA obbligasse i dipendenti ad esporre prima ai vertici dell’azienda, e solamente dopo al DFEH, eventuali situazioni problematiche sul posto di lavoro.

La risposta di Blizzard

Non si è fatta ovviamente attendere la risposta di Blizzard sulla vicenda, che attraverso le colonne di Engadget ha fermamente negato ogni tipo di accusa, definendo come “assolutamente non vere” le nuove accuse del DFEH.

Sempre Blizzard ha inoltre elencato tutte le ultime azioni intraprese dalla leadership per assicurare un contesto di lavoro più equilibrato, e migliore dal punto di vista della distribuzione dei ruoli essenziali tra uomini e donne:

Throughout our engagement with the DFEH, we have complied with every proper request in support of its review even as we had been implementing reforms to ensure our workplaces are welcoming and safe for every employee. Those changes continue today, and include:

  • – Several high-level personnel changes;
  • – Revamped hiring and recruiting practices requiring diverse interview panels;
  • – Greater transparency on pay equity;
  • – Expanded and improved training and investigative capabilities for human resource and compliance staff;
  • – Created investigation teams outside of business units to support greater independence;
  • – Restructured divisions to support greater accountability;
  • – Enhanced review processes to include evaluation of managers by employees;
  • – Clear boundaries on workplace behavior with a zero-tolerance approach to harassment and other actions that diminish or marginalize.

We strive to be a company that recognizes and celebrates the diverse talents and perspectives that lead to the creation of great, globally appealing entertainment. We have provided the DFEH with clear evidence that we do not have gender pay or promotion disparities. Our senior leadership is increasingly diverse, with a growing number of women in key leadership roles across the company.

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We share DFEH’s goal of a safe, inclusive workplace that rewards employees equitably and are committed to setting an example that others can follow.

 

Al momento la questione resta quindi irrisolta, in attesa di scoprire dove ci condurranno le nuove accuse del DFEH, e come queste avranno effetto sul futuro di Activision Blizzard.

Cosa ne pensate community?
La discussione, come sempre, è assolutamente aperta!

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Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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