Nuova legge in Corea del Sud: chi fa boosting rischia il carcere

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Multa e carcere con sospensione condizionale per chi pratica il boosting nello stato asiatico

Come tutti sappiamo, il boosting in Corea del Sud è consideraro una scorrettezza gravissima. Nonostante ció, non sono pochi i giocatori di quella nazione che sono stati accusati di aver effettuato boosting prima o durante la loro carriera professionistica.
Fino ad ora considerata una scorrettezza morale, da oggi il boosting è considerato un vero e proprio reato in questa nazione, anche se l’entrata in vigore della legge avviene dopo sei mesi dall’emissione nello stato asiatico. Un emendamento, approvato dall’Assemblea Nazionale coreana, ha infatti reso il boosting un crimine a tutti gli effetti.
Le pene sono un’ammenda da 20 milioni di won (circa 1500€) e una sentenza di carcere con sospensione condizionale di due anni. Questo emendamento fa parte dell’Atto di Promozione Industria del Gaming, e lo stato collaborerà con le case produttrici per acchiappare boosters e compagnie che offrono questo tipo di servizi.

Il problema del boosting è ben conosciuto negli ambienti del gaming competitivo. Durante la prima stagione della Overwatch League, ad esempio, i due sudcoreani Sado e OGE, rispettivamente di Philadelphia Fusion e Dallas Fuel, hanno avuto delle sospensioni dalla prima lega del titolo proprio per aver fatto boosting.

Non é la prima mossa della Corea del Sud per contrastare le pratiche scorrette mentre si videogioca. Questo luglio, infatti, un altra legge emessa ha reso possibile allo stato infliggere una pena di carcere con sospensione condizionale ad un ventottenne. Il suo crimine? Essere un hacker in un videogame.

Gabriele "theGabro" Colombi

Nerd. Amante di giochi e videogiochi, Gabriele spende la sua infanzia tra un monitor e una console, e all'università scopre il fantastico mondo degli [email protected]_ su Twitter.