Muore la leggenda della NBA Kobe Bryant: la Mamba Sports Academy perde la sua guida

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Durante la tarda serata di ieri è stata rilasciata da TMZ la notizia che ha scosso tutto il mondo: il campione dei Los Angeles Lakers Kobe Bryant è purtroppo morto, insieme alla figlia primogenita, in un incidente in elicottero in California, vicino alla cittadina di Calabasas, zona a nord-ovest di Los Angeles.

Anche se non vi sono ancora certezze dietro le cause dell’incidente, alcuni testimoni presenti sul posto avrebbero affermato che le ragioni dello schianto sarebbero da ricondurre alle avverse condizioni meteo (pare vi fosse molta nebbia), per colpa delle quali oltre a Kobe Bryant ed a sua figlia Gianna (13 anni) sarebbero scomparsi anche altre 7 perone tra cui l’assistant coach John Altobelli, sua figlia Alyssa e la moglie Keri,  ed anche l’allenatrice di Christina Mauser, allenatrice della celebre Black Mamba Sports fondata dal leggendario numero 24 gialloviola.

La Mauser era proprio l’allenatrice sia di Gianna Bryant che di Alyssa Altobelli, entrambe della Mamba Sports Academy, dove le ragazze facevano parte del team Lady Mamba di Los Angeles. Il team era finito sulle prime pagine di molte riviste esports al termine del 2018, quando venne annunciato che l’Accademia avrebbe iniziato a lavorare a stretto contatto anche negli esports.

Bryant è stato sicuramente uno dei grandi atleti ad aver manifestato interesse per il grande intrattenimento degli esports, volendoli fortemente nel suo centro sportivo “Black Mamba” situato a Thousand Oaks, in California, dove è stato allestito un grande spazio dedicato alle attività di allenamento per gli sport elettronici. Un progetto quello della Black Mamba Academy che avrebbe dovuto insegnare un po’ della “Black Mamba Mentality”, quella “fame agonistica” che ha fin da subito caratterizzato l’attività di Kobe nell’NBA, e che avrebbe dovuto quindi presto caratterizzare anche il primo team esport ufficiale del progetto.

Kobe Bryant: “Mamba Sports Academy è una naturale prosecuzione del mio impegno nell’educazione e nel potenziamento della prossima generazione di bambini attraverso lo sport. Qui ci concentreremo sull’offrire un’esperienza premium sul miglior allenamento per i giovani atleti ed andremo ad aggiungere un po’ della “mentalità mamba” nei loro programmi

L’Italia piange oggi un grande campione, che in parte sente anche suo visto che Kobe ha vissuto parte della sua vita In Italia, tra Reggio Calabria, Reggio Emilia, Pistoia e Rieti, seguendo il padre, anche lui professionista di pallacanestro, nei suoi trasferimenti come giocatore nelle squadre di queste città (poco sotto una foto di Kobe quando frequentava la scuola in Calabria) dai 6 fino ai suoi 13 anni.

La Calabria perde una leggenda, ma per la Calabria le leggende non perdono mai.Ciao, Kobe.

Gepostet von Lo Statale Jonico am Sonntag, 26. Januar 2020

Insieme a Shaquille O’Neal nei tre campionati giocati dal 1999 al 2002, e poi nuovamente dal 2008 al 2010 insieme a Pau Gasol, Odom, Ron Artest e tutti gli altri, Kobe è riuscito a firmare due tra i domini più divertenti ed importanti della storia della NBA, grazie ai quali Bryant non è entrato solo nella Hall of Fame del più grande campionato di pallacanestro del pianeta, ma è certamente riuscito a lasciare un profondo segno anche come uno degli sportivi più vincenti ed amati di tutti i tempi, di tutte le epoche ed indiscutibilmente anche di tutte le attività agonistiche.

Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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