L’Amazzonia brucia, ma Bolsonaro gioisce per il taglio al prezzo della PS4

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Che quello in corso sia uno dei momenti storici più contorti e mortificanti (per noi poveri cittadini) di sempre nessuno credo abbia più dubbi…ma come si suol dire “non c’è mai limite al peggio“.

Succede infatti che in piena crisi “Amazzonia“, il Presidente del Governo brasiliano Jair Bolsonaro trovi anche il tempo per commentare su Twitter un “importante” traguardo raggiunto dalla sua Amministrazione, ovvero il taglio del prezzo della Play Station 4 che passa da 2799 a 2399 Real Brasiliani (la moneta del paese sudamericano).

Inutile dire quanta indignazione abbia scatenato questo post, pubblicato in uno dei momenti più difficili della storia dell’Amazzonia, vero e proprio polmone del mondo che brucia inesorabilmente ormai da settimane, davanti alla quasi totale indifferenza dell’intera Amministrazione Bolsonaro.

Davanti al caos diplomatico che il Presidente stesso ha scatenato, prima sparando a zero su molti dei leader politici occidentali (quando anche le loro consorti, come nel caso della moglie di Macron, indegnamente offesa da Bolsonaro su Twitter) e poi rifiutando anche gli aiuti di 20 milioni di Euro provenienti dal G7, molti protagonisti della scena politica brasiliana sono rimasti basiti davanti al tweet di festeggiamenti di Bolsonaro per lo sconto ottenuto sulle console di Sony.

Le polemiche riguardo la questione sono addirittura piombate nella chat di Twitch, durante la diretta delle LCS di League of Legends, con due fronti contrapposti di utenti che hanno discusso proprio della questione “Amazzonia”. I fronti erano ovviamente due: quelli favorevoli alle politiche di Bolsonaro (probabilmente dei Troll, non vediamo come sia possibile difendere tale e tanta superficialità oltre che mancanza di buon senso) e quelli contrari, in una discussione che non ha più una reale “categorizzazione” ma che riguarda, indiscutibilmente, tutto e tutti noi.

Il post

La situazione in Brasile è gravissima. La foresta amazzonica continua a bruciare (e questo è un male per tutti, non solo per i sudamericani, ndr) e se questa crisi è scoppiata e si è acutizzata durante l’Amministrazione Bolsonaro non è certamente un caso.
Già durante la campagna elettorale erano moltissimi gli esperti che criticavano le proposte del leader di estrema destra di sdoganare le politiche di deforestazione a vantaggio dei privati, o di spostare il controllo di determinate aree dell’Amazzonia dalle popolazioni autoctone al ministero dell’Agricoltura.

Gli avvertimenti non sono però serviti a molto, e con Bolsonaro alla guida del Brasile dall’inizio dell’anno ad oggi sono stati più di 3700 i km² di foresta Amazzonica distrutta, un numero che ha fatto segnare un aumento superiore al 100% rispetto a quanto accaduto, nello stesso periodo, l’anno scorso.

L’Amazzonia e la cattedrale di Notre Dame

Eppure Bolsonaro ha cercato di tranquillizzare gli animi, proclamando come falsi i dati segnalati dalla totalità delle agenzie di stampa internazionali, ed affermando che la situazione sarebbe stata presto risolta.
Questa è però stata la situazione politica sulla questione dell’Amazzonia fino a questa mattina, dato che poche ore fa il portavoce del Presidente Bolsonaro ha annunciato che il Brasile è “pronto a ricevere gli aiuti del G7, purché questi soldi siano sotto il controllo del popolo brasiliano”.

Fonte immagine: Washington Post

Viene da chiedersi se nella politica del 2019 i nostri leader mondiali parlino con la pancia e non con la testa, e che sia ormai “consentito” dire tutto il contrario di tutto, come rifiutare, forse per orgoglio, forse per irragionevolezza (o forse qualcosa di peggio?), un aiuto internazionale salvo poi rimangiarsi la parola, annunciando il dietro front e proclamandosi pronti a “ricevere gli aiuti”.

Uno dei suoi Ministri, Onyx Lorenzoni, al giornale Globo ha addirittura invitato la Francia ed il suo leader Macron a “pensare all’incendio di Notre Dame” e di lasciare la questione dell’Amazzonia ai brasiliani, come se si potesse in qualche modo paragonare l’incendio del tetto di una chiesa (seppur importante che sia) con quello che ha raso al suolo un territorio grande quanto il Molise…visti i proclami del loro leader, evidentemente l’Amministrazione Bolsonaro ha intenzione di spegnere i roghi del polmone del mondo a suon di Joystick e di console comprate ad un prezzo scontato.

#PoveriNoi

Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.