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In arrivo il Machete Aid on Twitch: Anastasio, Africa Unite e altri uniti contro il Covid-19

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Machete Crew – E’ con grande entusiasmo che annunciamo oggi una nuova ed importante attività che sarà presto protagonista su Twitch.

Direttamente dal canale ufficiale della Machete Crew, già protagonista in passato su Powned per la creazione di un team esport legato proprio alla crew (Machete Gaming, ndr), è stato reso noto l’appuntamento con il Machete Aid on Twitch, evento che si svolgerà completamente in streaming nato per raccogliere fondi in supporto del progetto Covid-19 Sosteniamo la Musica“, ideato da Spotify in collaborazione con organizzazioni che aiutano gli artisti, i professionisti e i lavoratori del settore musicale più bisognosi in tutto il mondo.

Tutti i soldi che verranno raccolti in Italia da iniziative simili, verranno invece devoluti al fondo istituito da Music Innovation Hub spa (MIH), un’impresa sociale che crede nella musica come strumento di emancipazione, di inclusione e integrazione, come forma espressiva in grado di sprigionare nuove energie e rompere molte delle più note e problematiche barriere sociali.

Lo show durerà in tutto circa 12 ore, ed inizierà il prossimo 5 Giugno alle ore 15 sul canale ufficiale della Machete Crew (lo troverete qui): tra i vari ospiti, molti nomi noti della musica come Anastasio e Sofia Tornambene, rispettivamente vincitori della penultima e dell’ultima edizione di X Factor, oltre agli Africa Unite, Nitro, Carl Brave e molti, moltissimi altri.

A questi ospiti (saranno in tutto un centinaio) si andranno ad aggiungere anche personaggi del mondo degli esport, ormai legati a doppio filo con l’importante realtà della Machete Crew.

Il comunicato Stampa – Machete Crew – Aid on Twitch

I fondi raccolti durante la diretta saranno destinati al progetto “Covid-19 Sosteniamo la Musica“, ideato da Spotify in collaborazione con organizzazioni che aiutano gli artisti, i professionisti e i lavoratori del settore musicale più bisognosi in tutto il mondo. In Italia i proventi di questa iniziativa verranno devoluti al fondo istituito da Music Innovation Hub spa (MIH), un’impresa sociale che crede nella musica come strumento di emancipazione, inclusione e integrazione, forma espressiva in grado di sprigionare nuove energie e rompere le barriere sociali.

Al fianco di Spotify e di Music Innovation Hub scendono in campo anche le principali associazioni del settore musicale, come FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), AFI (Associazione Fonografici Italiani), PMI (Produttori Musicali Indipendenti), Nuovo IMAIE, Assomusica con la collaborazione di Comune di Milano e Milano Music Week. Per ogni euro donato a MIH attraverso la pagina Spotify COVID-19 Sosteniamo la Musica, Spotify ne donerà un altro, fino a un totale complessivo di 10 milioni di dollari a livello globale (includendo tutte le organizzazioni partner).

Machete, in questo 2020 compie dieci anni ed è reduce da un 2019 ricco di successi. Nel corso dell’ultimo anno, infatti, ha pubblicato “Machete Mixtape 4”, disco che ha battuto ogni record piazzandosi per 8 settimane di fila al primo posto della classifica FIMI/GFK, ha lanciato il progetto Machete Gaming, punto di incontro unico tra il mondo della musica e quello dei videogiochi, e ha prodotto l’evento Mic Tyson, nuovo format sulle battle di freestyle ideato da Nitro e DJ MS e trasmesso in diretta streaming su Twitch dove ha totalizzato 52mila spettatori unici.

In parallelo, Slait ed Hell Raton hanno curato la produzione artistica e creativa dei nuovi album di due artisti del roster del loro management Me Next, Lazza e tha Supreme, diventati due protagonisti assoluti della scena musicale italiana. Grazie a questi exploit e all’esperienza acquisita negli anni nel campo musicale, della produzione di video ed eventi e, ultimamente, anche del gaming, forte del supporto di Twitch e dando seguito ad altre iniziative sociali e benefiche prese negli scorsi anni, ha deciso di impegnarsi per sostenere tutti i lavoratori del mondo musicale in questo momento di grande difficoltà collettiva.

Twitch è sembrato il partner ideale per questa iniziativa benefica sia per come valorizza ogni utente, invogliato a partecipare attivamente alle dirette tramite la chat in cui sono attivi anche gli streamer, sia, soprattutto, per la modalità trasparente con cui permette di raccogliere i fondi e convogliarli direttamente al beneficiario.

Machete Aid on Twitch è organizzato da Machete in collaborazione con Spotify, Music Innovation Hub e Comune di Milano.

Cosa ne pensate community?
Seguirete lo show in diretta?

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Activision Blizzard e Microsoft: l’acquisizione raccontata dai MEME migliori

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Quella di Microsoft su Activision Blizzard è certamente una di quelle acquisizioni che non dimenticheremo presto, merito sia dei 70 miliardi di Dollari annunciati per l’accordo, sia per il fatto che con questa mossa Microsoft porta a disposizione di milioni di giocatori un game pass straordinario, che non vediamo l’ora di scoprire.

In questo speciale non vogliamo però soffermarci nuovamente sulle ipotesi e le teorie che riguardano il futuro, ma preferiamo dare spazio a quelli che sono stati, secondo il nostro punto di vista, alcuni tra i migliori meme circolati sul web sull’acquisto.

World of Warcraft ed Halo, con molti dei loro rispettivi storici personaggi, sono ovviamente i protagonisti preferiti per i post satirici dei giocatori, ma c’è anche molto spazio per  il celebre Clippy, l’assistente di office diventato ormai un iconico simbolo di Microsoft.

Tra quelli certamente più divertenti osserviamo quindi il meme che ci propone una versione Microsoft di Gandalf, Bill Gates che domina il Black Portal, ma anche certamente il log in in stile Microsoft per accedere su Azeroth.

I meme su Microsoft – Activision/Blizzard 

Per la raccolta di queste immagini, si ringrazia Icyveins ed i rispettivi autori. Quale altro meme avete trovato sul web dedicato alla questione Microsoft che vi ha particolarmente colpito?

Mostrateci nei commenti sulla nostra pagina Facebook quelli che ritenete migliori!

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Fonte immagine copertina: Reddit SubjectDelta10

Microsoft

Microsoft/Activision: titoli “esclusivi”, i chiarimenti di Spencer e la replica di PlayStation: facciamo il punto della situazione

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Microsoft/esclusiva – Cosa accadrà ora che Microsoft ha acquisito Activision Blizzard? Quali saranno le conseguenze nel mercato di questo importantissimo “colpo”, e come potrebbe andare a svilupparsi l’intero settore delle console…

Queste sono solamente alcune delle domande che oggi impazzano nelle community e nei gruppi dedicati ai videogiochi. Con questo speciale cercheremo di dare qualche risposta in più, sempre affidandoci totalmente (ed unicamente) alle dichiarazioni ed ai comunicati ufficiali già disponibili in rete.

La più importante questione riguarda certamente il fatto delle esclusive, e soprattutto se queste verranno effettivamente applicate per Xbox e PC per titoli storicamente “multi platform” e da sempre giocati su PlayStation come Call of Duty o Overwatch, solo per citarne due.

Al momento l’unica certezza di cui disponiamo, è data da una frase abbastanza vaga (se non del tutto “ambigua”) riportata nel comunicato ufficiale di Microsoft ed anche da alcune dichiarazioni del CEO di Microsoft Gaming Phil Spencer. Da più parti è stato infatti chiarito che Microsoft si impegnerà nel continuare a “supportare” i giocatori di tutte le console, e che non è loro intenzione allontanare questi da altre piattaforme.

Partendo dal presupposto che si parla solo di “supporto” e non di sviluppo, le parole del CEO Phil Spencer sono sostanzialmente le stesse che affermò quando Microsoft acquisì Zenimax. Come molti sapranno, mesi dopo l’acquisto di questo noto publisher è iniziata a circolare la voce per la quale, molto probabilmente, i più importanti nuovi titoli di Bethesda e degli altri studi sarebbero stati esclusiva Xbox.

Anche il noto giornalista ed esperto del mondo dei videogiochi Benji-Sales pensa che in futuro vi saranno delle esclusive per Xbox e PC dei titoli Activision Blizzard, e non è certamente l’unico tra gli addetti ai lavori ad esserne convinto.

Il fatto che continueranno a “supportare” i giocatori dei titoli già esistenti non preclude che tutti i nuovi titoli (magari ad eccezione di Warzone, che rappresenta un “unico” su cui andrebbe fatto un ragionamento a parte) di un franchise come Call of Duty vengano creati appositamente per Xbox e PC.

D’altro canto è evidente che l’obiettivo di Microsoft non è mai stato quello di monopolizzare il mercato delle console…come ha già fatto con il suo Windows nel mondo dei computer, Microsoft vuole riuscire ad ottenere il monopolio di tutto il gaming formato “intrattenimento digitale”.

Con il suo apprezzatissimo Gamepass Microsoft avrà la possibilità di presentare ai giocatori un’ampia lista di titoli che potranno giocare, sempre dallo stesso account “generale”, su PC, su console, in Cloud o da mobile

Sappiamo anche che per Microsoft è molto importante anche il settore degli esports, e con questa mossa il gigante di Redmond si è anche assicurato un pacchetto già pronto fatto di due leghe internazionali con all’interno già team organizzati e tifoserie.

Vista in quest’ottica, e se Microsoft dovesse riuscire a portare a casa l’obiettivo, l’intero mercato videoludico si troverebbe un gigante di proporzioni inimmaginabili pronto a sfornare titoli su titoli su ogni tipo di device esistente…il tutto facilmente fruibile mediante la semplice spesa del Gamepass…un sogno per molti videogiocatori.

Microsoft ha acquistato Activision Blizzard! Quale fine per Call of Duty su PlayStation?

Sony e PlayStation potrebbero essere destinati ad un mercato più specifico, composto da appassionati ed amanti dei favolosi titoli esclusivi di cui dispone la console giapponese, similarmente a come già accade per Nintendo.

Probabilmente solo in quest’ottica è giustificabile una spesa di 70 Miliardi di Dollari…un altro argomento che in questi giorni è stato forse trattato con troppa superficialità. 70 Miliardi sono una cifra veramente straordinaria…un qualcosa che in ogni caso resterà alla storia come una delle più grandi acquisizioni di sempre.

Per fare un rapido esempio, nel pezzo pubblicato ieri da Gosoap abbiamo riportato le considerazioni del noto Geoff Keighley, secondo cui allo stesso prezzo Microsoft avrebbe potuto acquistare, ad eccezione di EA, quasi tutti gli altri publisher indipendenti attualmente presenti sul mercato.

Nonostante i numerosi problemi che imperversano su molti dei titoli di Activision, nonostante la drammatica situazione che c’è in Blizzard e lo stato in cui versano da ormai un anno i loro titoli, e soprattutto nonostante le numerose cause legali per abusi/molestie sessuali che vedono coinvolti diversi nomi celebri dell’azienda, Microsoft ha comunque deciso di pagare per l’acquisizione circa 20 miliardi in più rispetto alle stime del Wall Street Journal.

Non è di certo un acquisto fatto per mettere il cappello su qualche titolo, o per ottenere qualche miliardi di Dollari in più negli utili a fine anno, specialmente se si considerano i dati svelati da Keighley.

Dal mio punto di vista, e sono rasserenato del fatto che diversi altri colleghi la pensino come me (i tanti amici lettori della community di WarHub conoscono la mia opinione già da ieri), penso che un acquisto del genere ad un prezzo del genere sia fatto più nell’ottica di andare a “conquistare” l’intero mercato dei videogiochi, con il tentativo chiaro di monopolizzarlo attraverso un’offerta completa a 360° e soddisfacente per l’utente.

La stessa Microsoft ha del resto già confermato che alcuni giochi verranno “mantenuti” su PlayStation, ma che ci saranno dei contenuti esclusivi per Xbox (Fonte).

70 Miliardi per Activision, ma quanto valgono EA, Nintendo, Ubisoft e gli altri marchi più famosi?

La replica di PlayStation 

Dal canto suo PlayStation serra i ranghi, ed al Wall Street Journal rivela: “abbiamo accordi con Activision per i quali avremo a disposizione su PlayStation anche i prossimi titoli di COD“.

Questo intervento ci dice due cose: la prima, che c’è quindi il rischio reale che in Xbox decidano di sfornare solamente COD dedicati alla loro console, ad eccezione del titolo 2022 che è sicuro al 100% uscirà anche per la console giapponese (l’acquisizione prenderà il via solo nel 2023, fino ad allora non c’è ragione di pensare che Acti possa infrangere i contratti con Sony).

La seconda, che in Sony hanno davvero il timore di perdere questi titoli. Non è però chiaro quanto durerà questo accordo tra Activision e Sony, e se quindi riguarda solo un determinato numero di titoli in sviluppo, o se riguarda genericamente tutti i nuovi titoli del franchise.

Per “spezzare” un po’ il clima serioso…uno dei tanti divertentissimi Meme sfornati dal Web sull’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft

Le conclusioni

Per arrivare ad una sintesi credibile ed oggettiva, possiamo quindi affermare con assoluta certezza che tutti i giochi già usciti e disponibili multi platform continueranno ad essere disponibili, ed a ricevere supporto tecnico, anche per i giocatori PlayStation.

Con altissima probabilità la medesima fine toccherà a Warzone, mentre visto il comunicato, e viste soprattutto le parole di Phil Spencer, è ancora decisamente in dubbio il cosa accadrà dopo il 2023 per i titoli dei franchise più importanti, ma sembrano al momento essere molte di più le possibilità che si proceda con delle esclusive nette, piuttosto che con altro.

Voi cosa ne pensate community? La discussione, come sempre, è aperta!

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Hacker e Cheater anche su Escape from Tarkov, Shroud stupito: ”possono fare davvero di tutto”

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Escape from Tarkov – Il celebre sparatutto che sta recentemente (ri)spopolando su Twitch, complice l’enorme platea di streamer di grosso calibro che l’hanno ripreso tra le mani, sembrerebbe aver attirato anche una gran quantità di hacker e cheater che ormai riempiono le lobby.

Proprio pochi giorni fa vi avevamo parlato della pessima esperienza con il cheating vissuta da Summit1g, streamer eclettico da poco tornato a far parlare di se anche su Tarkov ed Apex. CLICCANDO QUI troverete il nostro articolo d’approfondimento in merito alla vicenda.

Quest’oggi sembrerebbe essere invece toccato a Shroud l’arduo compito di smascherare l’ennesimo imbroglione che si diverte a fare a pezzi i nemici sfruttando software vietati. Di seguito una spiegazione di quanto accaduto, mentre poco più in basso troverete il video originale ricaricato su Youtube.

Durante una recente live streaming su Escape from Tarkov, Michael ‘shroud’ Grzesiek, secondo quanto è possibile vedere negli spezzoni in basso, sembrerebbe essersi trovato faccia a faccia degli ‘speed hackers’: ”I loro passi ragazzi, erano alla velocità della luce. Mai visto una cosa così veloce, ma poi arrivati dal nulla. Silenzio assoluto e poi all’improvviso i passi più veloci di sempre”. Ma non finisce qui.

Esatto, perché stando a quanto ipotizzato da Shroud, che nella sua lunga carriera di cheater ne ha incontrati e combattuti parecchi, gli imbroglioni in questione erano in possesso anche di un cosiddetto ‘ESP hack‘, un software esclusivo di Tarkov che permette di vedere il nome e l’inventario di ogni player presente sulla mappa, anche a grandi distanze.

Insomma, secondo la ”modesta” opinione di Shroud la situazione potrebbe presto arrivare a livelli critici, ma voi cosa ne pensate?

Come al solito non mancate di farci sapere la vostra con un commento qui sotto, oppure in community!

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