Esport e Federazione: la “questione italiana” diventa internazionale

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Prosegue nel bel mezzo di un clima da Guerra Fredda il percorso intrapreso qualche giorno fa che ci porterà fino al tanto atteso riconoscimento degli esport attraverso l’istituzione di una Federazione Italiana.

Alle già bollenti parole (ed offese) volate nei giorni scorsi a seguito del “contro-comunicato” di Federesports, si vanno oggi ad aggiungere anche le considerazioni di uno dei protagonisti internazionali di questa storia…ovvero il World Esports Consortium (altrimenti noto come WESCO).

Attraverso un recente post pubblicato su Twitter (dall’account ufficiale del consorzio), WESCO si è infatti complimentata con il Presidente Michele Barbone per la delega ricevuta settimana scorsa dal Presidente del CONI Malagò, affermando che è Federesports ente italiano per gli esport riconosciuto da WESCO.

Leggendo il messaggio, appare chiaro che la “questione italiana” non riguarda più solamente la discussione tra FIDE e Federesports, ma le strutture che stanno sopra e che coordinano le attività a livello internazionale.
Ad una prima veloce lettura, il post in questione di WESCO sembra rivelare un chiaro messaggio: il “testa a testa” è tra WESCO e IeSF, anche se le due organizzazioni hanno recentemente fatto sapere di aver intrapreso una strada di reciproca partnership per la quale  lavoreranno fianco a fianco.

esport federazione

Ma se WESCO presenta pubblicamente Federesports come unico ente che riconosce in Italia allora che fine farà la titolarità che invece IeSF riconosce a ITeSPA (e quindi a FIDE, che ricordiamo essere una org nata dall’unione tra GEC e ITeSPA)?

Per poter concludere il percorso di riconoscimento della nuova Federazione, è fondamentale che la stessa goda del giusto riconoscimento internazionale, ed in questo caso il “riconoscimento” e duplice: da un lato WESCO afferma che è Federesports l’unico ente che riconosce, mentre dall’altro IeSF riconosce per ovvi motivi la sua Associazione affiliata, ovvero ITeSPA, unica in tutta Italia a poter vantare questo riconoscimento.
Bisognerà quindi capire almeno due cose prima di poter conoscere l’esito dell’ormai celebre “questione italiana”:

  • la prima, perché le due organizzazioni internazionali coinvolte (WESCO e IeSF), seppur ormai legate da una profonda collaborazione, riconoscono due enti diversi per l’Italia?
  • la seconda, che appare automatica, chi è delle due che decide e che quindi costringerà l’altra a fare un passo indietro?

In attesa della decisione del GAISF…

A tutto questo caos si va ad aggiungere poi un’altra importante considerazione…quella relativa al GAISF, lo “Sportaccord“, ovvero l’Associazione internazionale che raggruppa circa 100 Federazioni internazionali appartenenti ad altrettante categorie (dentro al Gaisf troviamo ad esempio la FIA – automobilismo – ma anche la FIFA e la FIBA, solo per citarne alcune).

Perchè tutto questo gigantesco processo del riconoscimento internazionale degli esport si realizzi, è necessario che il GAISF riconosca una Federazione Internazionale che rappresenti gli esport…ora, quando il Gaisf deciderà ti riconoscere la disciplina, dovrà farlo presumibilmente in direzione IeSF, ma anche qui la domanda è sostanzialmente la stessa: visto che WESCO e IeSF hanno siglato questo celebre accordo, per quale motivo hanno dovuto presentare dei nomi diversi?

Tutti questi presunti intoppi lasciano sempre più luci che ombre e speriamo che presto, a mezzo stampa (siamo anche disponibili ad approfondire l’argomento con tutti gli interessati o gli addetti ai lavori, scriveteci su [email protected]), si possa fare chiarezza su quale futuro attende il nostro movimento.

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Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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