“Dieci domande (più una)” a Nerdoardo!

“Dieci domande (più una)” a Nerdoardo!

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Benvenuti in questa nuova puntata di “Dieci Domande (più una)“, rubrica di Powned interamente dedicata ai grandi protagonisti del mondo esports italiano che rispondono alle nostre domande in delle interviste esclusive.
Nelle scorse settimane abbiamo sentito ai nostri microfoni le opinioni di Rampage in the Box, che ha inaugurato la serie, o anche quelle di Attrix, di Tatillo o di Bunnyhoppor, presto protagonista alle finali mondiali di Hearthstone negli Stati Uniti.

Questa volta a rispondere alle nostre domande è stato Nerdoardo, streamer e cosplayer italiano da sempre grandissimo appassionato di videogiochi ed ultimamente attivo su Apex Legends.

Vi auguriamo una buona consultazione ed un buon divertimento, ricordandovi che di seguito troverete tutti i canali del buon Edo!

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Ciao Nerdoardo, è un piacere averti qui con noi su Powned! Presentati e raccontaci qualcosa su di te.

Il piacere è tutto mio! Posso riproporre il mio messaggio che ripeto almeno 10 volte a live? “Ciao sono Nerdoardo, sono un Variety Streamer, ho 33 anni, e non gioco, nerdo, forte”.

Come è nata l’idea di fare streaming?

Essendo una persona molto introversa, ho pensato che forzarmi a interagire con persone vere ma da dietro uno schermo potesse aiutarmi a sciogliermi un poco.
Quindi è iniziato come percorso terapeutico, poi trasformatosi in hobby e poi lavoro.

Hai anche un passato da cosplayer. Come sei passato dal cosplay allo Streaming?

Son sempre stato piu’ Gamer che cosplayer in realtà, avendo fatto solo 3 cosplay totali (pero’ molto curati nei dettagli), il resto del tempo libero dal lavoro l’ho sempre passato a nerdare duro, in inglese Nerd Hard -> Nerdoardo

Riesci ad incastrare bene i tuoi impegni lavorativi quotidiani e lo streaming?

Eh questa si che è un tasto dolente, no non riesco quasi mai purtroppo, sto ancora firmando petizioni per giornate da 72 ore :(

Raccontaci qualcosa di te al di fuori dello streaming.

Really? Finito lo stream solitamente pranzo, mi rilasso 1 oretta e riparto con il mio lavoro da grafico, arrivo la sera che praticamente ho esaurito le mie risorse mentali, quindi purtroppo ho poco da raccontare del mio fuori streaming, a parte che amo mangiare. Se ho possibilità di costruirmi o farmi una cosa da solo faccio di testa mia e non chiedo aiuto… provo più piacere e felicità durante una lavorazione piuttosto che a lavoro finito… Penso non ci sia altro :P

Cosa pensi della situazione attuale italiana riguardo l’Esport? Pensi che siamo al passo con i tempi o ci manca qualcosa?

Parliamo dell’Italia? Manca ancora qualcosa, alla fine siamo un paese piccolo come numeri, molto quadrati e legati agli sport ‘reali’ (ho messo tra virgolette perchè per alcune persone se sei seduto al pc non è sport ma stai cazzeggiando) però la direzione è quella giusta, ho visto fallire più volte iniziative legate all’Esport o avere comunque un successo esiguo rispetto al potenziale. Non saprei dire cosa ci manca, forse a tutti un poco di umiltà e rispetto, questo come nazione.

Quando è nata la passione per i videogame?

Fin da piccolo, avevo scoperto un giochino sul computer d’ufficio di mio padre, non vedevo l’ora sempre di poterci giocare, e sto parlando ancora di computer con i floppy giganti.  Quando possibile giocavo con il Commodore64 di un amico e arrivata la nuova generazione di PC e Amiga mi chiudevo a giocare ore a CannonFodder, Prehistorik, Prince of Persia… quindi è stato sempre nel mio DNA a quanto pare.

C’è qualcosa che cambieresti nel tuo percorso di crescita su Twitch?

Si qualcosa cambierei forse, ma piccolezze, in 2 anni ho visto tanti arrivare e tanti andarsene e mollare, e tutti i miei momenti di ‘depressione’ son sempre stati un momento riflessivo per poter capire cosa potevo migliorare senza stravolgere la mia personalità portando un personaggio, difatti non lo sono. Non ho chissà che numeri ma una community fantastica che mi supporta e mi segue, sono molto fiero dei miei Frè!

Che consiglio daresti ad una persona che vorrebbe intraprendere la carriera di Streamer?

Prima di iniziare capire i veri motivi per cui lo si fa, perchè molti lo iniziano solo per il discorso economico senza portare realmente nulla come contenuto (non sto parlando del gioco) o accrescimento o intrattenimento per chi guarda. Quindi capire quali possono essere i propri punti di forza e quali no, e impostare un format in base a queste informazioni. Aggiungo di NON avere mai fretta di crescere, cercare di divertirsi in maniera genuina, interagire il piu’ possibile con gli spettatori.

Che persona c’è dietro a Nerdoardo? Un messaggio che vorresti lasciare ai tuoi fan.

Dietro Nerdoardo c’è Edoardo, caratterialmente sono la stessa e identica persona, forse per la N aggiunta un poco più fomentato in qualità di Nerd, per il resto son sempre io.
Un messaggio per i miei fan? Quello che ribadisco sempre, se son riuscito io a ottenere un poco in un campo che fin da subito premia la Spigliatezza, e son veramente lento a ‘migliorarmi’… beh potrete riuscirci tutti con la giusta mentalità, e non vale solo per il campo streaming, ma per tutto nella vita!

Xbox colpisce PlayStation: “in SONY si preoccupano delle esclusive? Sono incoerenti, per non dire altro”

Xbox colpisce PlayStation: “in SONY si preoccupano delle esclusive? Sono incoerenti, per non dire altro”

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Uno scambio a distanza particolarmente “piccato” quello che si sta consumando in questi giorni tra PlayStation e Xbox. Da un lato Microsoft sta continuamente ribadendo il suo totale disinteresse nel rendere Call of Duty un’esclusiva per Xbox.

Dall’altro (lato) però, la stessa Microsoft ha utilizzato parole molto “fiammeggianti” per parlare di PlayStation, “colpevole” secondo Xbox di essere semplicemente “incoerente” con la loro stessa filosofia aziendale.

Il tutto si è consumato attraverso una serie di documenti inoltrati da Microsoft alla CADE (ovvero l’Administrative Council for Economic Defense dello stato del Brasile). In questi, delle fonti hanno potuto leggere tutto il disappunto di Xbox rispetto alle politiche del colosso giapponese.

Secondo Microsoft infatti, il loro operato sarebbe stato “fortemente ostacolato” da Sony proprio per l’utilizzo estremo che PlayStation ha fatto delle esclusive.

Nel documento si legge “considerando che le esclusività sono state al centro della strategia Sony per rafforzare la propria presenza nell’industria dei videogiochi, e che Sony è leader nella distribuzione di giochi digitali, la loro preoccupazione per una possibile esclusività di Activision è molto incoerente, per non dire altro”.

Xbox: “PlayStation fa esclusive da sempre, non si deve preoccupare ora della cosa!”

Sempre nel documento Microsoft prosegue: “In effetti, finanche la capacità di Microsoft di continuare a espandere il Game Pass è stata ostacolata dal desiderio di Sony di inibire questa crescita. Sony paga dei “diritti di blocco” cosi da impedire agli sviluppatori di aggiungere nuovi contenuti al Game Pass o ad altri servizi di abbonamento concorrenti“.

Un confronto quindi serratissimo, che nonostante tutto la stessa Microsoft continua a definire un “non problema”. Questo perchè sempre Microsoft ha confermato che un’eventuale esclusiva di Call of Duty per Xbox genererebbe più problemi che ricavi, e non sono quindi interessati a percorrere questa via (almeno per il momento).

Cosa ne pensate community? Microsoft sta solamente “sondando” il terreno sull’argomento? O i giocatori PlayStation possono continuare a dormire sonni tranquilli rispetto ai titoli in arrivo? La discussione, come sempre, è aperta!

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Rekkles e NIKE lanciano una nuova partnership sull’APP ufficiale!

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Il celebre Martin “Rekkles” Larsson ha da poco reso noti i primi dettagli relativi alla sua nuova partnership con il colosso dell’abbigliamento sportivo Nike!

La star svedese del team Karmine Corp è infatti uno dei nuovi volti di Nike, con una collaborazione assolutamente unica che sarà rivolta ai tantissimi fan degli esports e di League of Legends. In particolare, la partner si andrà a sviluppare principalmente sull’App ufficiale di Nike.

Su questa, sarà disponibile per tutti gli appassionati un’intera sezione dedicata a Rekkles, all’interno della quale sarà possibile trovare sia oggetti e capi d’abbigliamento che veri e propri corsi d’allenamento.

Sarà lo stesso Rekkles a redigere dei veri e propri training per tutti gli interessati, al fine di far coincidere l’attività esports con una sana attività fisica.

Il player dei Karmine Corp. è da sempre uno dei giocatori maggiormente convinti che il fitness ed il movimento quotidiano siano fondamentali per riuscire a performare al meglio per lunghi periodi di tempo negli esports.

Rekkles nuovo volto di NIKE sull’APP ufficiale

Questa nuova collaborazione non farà altro che rendere di dominio pubblico il “Rekkles pensiero” riguardo alla preparazione fisica di un professionista… Ecco il video trailer dell’iniziativa:

Cosa ne pensate di questa nuova straordinaria partnership che vede il mondo degli esports assoluto protagonista? Ricordiamo che per accedere all’app di Nike, vi basterà visitare lo store di Apple o Google Play.

 

 

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“Casual Playing” salvezza o rovina del mondo videoludico? Viaggio in un discorso tabu che tutti hanno paura ad affrontare.

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Profilo di Giovanni Cerone
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Il mondo videoludico ha subito, subisce e subirà sempre, come qualsiasi branca dell’industria dell’intrattenimento, le influenze dell’utenza che la popola.

Insomma, citando un vecchio detto popolare, “lega l’asino dove è il padrone a decidere” e così assistiamo a software house e publisher che cercano sempre di remare nella direzione delle preferenze del pubblico portando inevitabilmente a stravolgimenti non solo di lore, ma anche di meccaniche.

Con l’avvento della pandemia e il conseguente avvicinamento o ri-avvicinamento dei “casual player” al mondo videoludico, infatti, abbiamo assistito all’uscita di giochi sempre più semplici, poveri di meccaniche, poveri di lore e che siano molto user friendly.

Ma è davvero una cosa buona? Il mercato videoludico e il conseguente indotto che si è creato ha davvero la necessità di limitare all’osso le meccaniche che un player deve imparare? Il mercato videoludico ha veramente bisogno di lore ridotte all’osso altrimenti il player medio (o più malignamente il player della domenica) tende a “non divertirsi”?

Ci sono diverse visioni e versioni di risposta a questo quesito, una strettamente legata ad un lato economico mentre l’altra legata strettamente al lato di gameplay e a noi interessa focalizzarci su quest’ultimo.

Impoverimento del gameplay in favore del divertimento di tutti? 

Chi scrive dice no. I giochi non meritano questo impoverimento nel nome del divertimento di tutti.

In un mondo dove c’è molta varietà di scelta, dove i titoli abbondano, dove addirittura si possono trovare giochi in flash da giocare da browser, non è necessario che i giochi siano semplici per piacere a tutti.

I giochi complessi e magari lunghi sono belli, ti invitano a sfidarti, a comprendere e masterare le meccaniche del gioco stesso e a capirne la filosofia e basta con recensioni che stroncano questo o l’altro titolo solo perché “bello tutto si, ma poco user friendly” .

Eclatanti i casi di “si-fu” ed “Elden Ring” giochi che vengono da un mondo complesso che sono a loro volta complessi che non hanno ricevuto, se non con un rush, l’attenzione che meritavano. Giochi che non sono piaciuti perché ritenuti “troppo difficili” da un’utenza che GIUSTAMENTE dice “io voglio solo divertirmi“.

Bene, perfetto, ottimo, evviva il divertimento verrebbe da esclamare ma se è lecito affermare che ci si vuole solo divertire è anche lecito che esistano persone che si divertono tanto quanto il gioco è difficile e se non ci si diverte a giocare a quei titoli perché troppo complessi amen, si cambia gioco senza montare casi che hanno il sapore del paradosso.

E per buona pace di tutti questo discorso si riversa anche nel multiplaying. Un gioco multiplayer ha alla base la sfida contro altri utenti, utenti che migliorano col tempo mentre giocano e un impoverimento delle meccaniche comporta sul lungo periodo un fattore randomico all’interno del gameplay importante e un’appiattimento dello stesso.

Fattori che alla fine portano il gioco ad estinguersi nonostante esso tendi a rinnovarsi sempre per l’amore di quell’utenza che “no è troppo complicato/muoio sempre/non riesco a vincere quindi quitto“.

E voi cosa ne pensate? Questo discorso user friendly porterà benefici o sarà un malus per il mondo videoludico?