Mark Cuban boccia gli esport per lo stress elevato dei giocatori

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Secondo il proprietario dei Dallas Maverick “il burnout degli atleti é qualcosa che non viene considerato”

Recentemente molti club sportivi si sono aperti agli esport attraverso molti metodi. Qualcuno ha intenzione di costruire un’arena all’interno del nuovo stadio calcistico, mentre altre personalitá hanni lasciato il mondo olimpico per tuffarsi in quello esportivo.

Non stupisce, quindi, che anche un personaggio del calibro di Mark Cuban si sia interessato alla scena del gaming competitivo. Il miliardario lo rivela su Twitter: la sua intenzione era di acquistare un intero team di League of Legends.

Ci sono stati, però, dei ripensamenti da parte dell’imprenditore. Nel suo comunicato, accompagnato infatti da un articolo sul ritiro di molti atleti sulla ventina per motivi di stress, Cuban spiega le sue motivazioni.

“I giochi sono in continuo cambiamento”, spiega il miliardario, “e con ogni cambiamento i team devono allenarsi come un solo uomo […] E questo richiede intenso impegno e un sacco di tempo.”

Il problema appare chiaro. “Questa é la ragione per la quale non voglio comprare un team di LoL. Il supporto é enorme, ma la questione non cambia”. Molti player, infatti, si ritirano per cause legate allo stress ogni anno, e tantissimi di questi sono poco più che ventenni.

Nate Nanzer, Esport Commissioner della Overwatch League, non é però d’accordo sulla questione. “Lavorare 8-10 ore al giorno non sembra nulla di straordinario per essere i migliori nel mondo in qualcosa, oppure no Mike?” replica infatti Nanzer utilizzando un tono leggermente canzonatorio.

La risposta di Cuban arriva però rapida e precisa. “Quanto tempo ci vuole ad un team per adattarsi dopo un cambiamento?” replica il CEO dei Mavericks, “Io non conosco molto di OWL, ma guarda l’introduzione di Brigitte. La NBA non fa cambi di meta nel mezzo della stagione”.

Cuban si riferisce all’introduzione dell’eroina Brigitte nella rosa di Overwatch. Questo cambiamento, infatti, ha scombussolato non poco il meta, portando alcuni team alla rifioritura, come i Dallas Fuel, mentre altre squadre che non si sono adattate per tempo hanno subito pesanti sconfitte. Delle sei partite perse in tutta la Season dei NYXL, infatti, ben tre sono avvenute dopo l’introduzione della giovane Lindholm.

A questo punto Nanzer sembra gettare la spugna (e la spavalderia). “Tutti punti (di discussione) ottimi. […] I publisher si devono impegnare a gestire meglio patch e cambi di meta” ammette il Commissioner di Blizzard. La soluzione, però, non é così scontata: la OWL, infatti, ha pensato di ritardare l’introduzione delle patch durante lo svolgimento dei match, ma questa decisione non ha sortito gli effetti sperati.

I player, infatti, hanno comunque risentito dello stress: da Taimou a Seagull, da Fissure a Pine, sono stati molti i giocatori che hanno ammesso di aver avuto grandi problemi di burnout, che si sono rivelati evidenti anche per i fan. Dall’altro lato, anche i fan non sono stati entusiasti di questa scelta: giocare con una patch datata, infatti, non é sembrato “realistico” a molti, che avrebbero preferito vedere i match svolgersi con gli aggiornamenti più recenti.

Gli esport però devono seriamente impegnarsi per risolvere questa situazione. Molti atleti ogni anno abbandonano il gaming competitivo per problemi di burnout: bisogna assolutamente trovare un metodo per impedire che queste spiacevoli situazioni continuino a persistere, e per ciò serve l’impegno congiunto di team e sviluppatori.

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ESL e FACEIT acquistate da un fondo saudita per 1.5 Miliardi di Dollari!

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ESL FACEIT – Una holding sostenuta dal Public Investment Fund del governo dell’Arabia Saudita ha acquistato due storiche realtà della scena esportiva globale!

Nello specifico, il gigantesco fondo arabo presieduto dal “controverso” Principe Mohammed bin Salman, mediante la holding Savvy Gaming, ha acquistato per una cifra astronomica sia ESL che FACEIT.

ESL, altrimenti nota come Electronic Sports League, è un’importante azienda tedesca che opera nella scena esports come protagonista assoluta da inizio millennio. ESL è stata infatti fondata nel lontano 2000 a Colonia, ed oggi vanta una presenza capillare in tantissimi stati del mondo (Italia compresa, dove c’è ESL Italia/Pro Gaming, ndr).

Faceit è invece una realtà più recente (ma comunque storica), una piattaforma interamente dedicata ai tornei esports fondata nel 2012 a Londra da tre imprenditori italiani. Dietro quest progetto ci sono infatti Niccolo Maisto, Michele Attisani ed il celebre Alessandro Avallone, noto nel mondo del gaming italiano ed internazionale anche con il nome “Stermy“.

Per avere il controllo di entrambe, attraverso la holding Savvy Gaming, il fondo ha speso circa 1 miliardo e mezzo di Dollari! Al vertice di questa holding sostenuta dagli arabi vi è Brian Ward, CEO e persona chiave di Savvy con un passato come Senior Vice President di Activision Blizzard.

Lo stesso fondo del governo Saudita aveva del resto già intrapreso la sua avventura nel mondo del gaming, quando durante il 2020 spese circa 3 miliardi di Dollari per assicurarsi proprio una partecipazione in Activision Blizzard, in EA ed in TakeTwo.

Nasce ESL FACEIT Group

Con questa importante acquisizione nasce quindi il nuovo gruppo ESL FACEIT, probabilmente “operativo” già nel corso del secondo quadrimestre del 2022 (secondo quanto riferito sul nuovo sito dedicato – Fonte).

Certamente un’altra “bomba” in un 2022 iniziato da neanche un mese e che ci aveva già regalato la clamorosa notizia relativa all’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft.

Cosa ne pensate community? La discussione, come sempre, è assolutamente aperta!

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OUTSIDE THE BOX: IL TALK SHOW DI BRYAN RONZANI TORNA ON-AIR SU TWITCH

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Riceviamo e pubblichiamo. 

A soli due mesi dall’inizio delle trasmissioni, lo spin-off del noto late show The Box è già un successo di pubblico, arrivando a generare oltre 1 milione di visualizzazioni totali. Bryan Ronzani torna in onda su Twitch.tv/Bryanbox tutti i lunedì alle 18.00: ogni puntata un argomento diverso e ospiti a misura di Gen Z e Millennial, pronti a confrontarsi direttamente con il pubblico in chat

Milano, gennaio 2022Outside The Box nasce come spin-off di The Box Late Show – Il Primo Late show su Twitch ma, a soli due mesi dall’inizio delle trasmissioni, è già diventato un vero e proprio format stand-alone, pensato proprio per rivoluzionare la concezione di spettacolo sulla piattaforma ormai considerata il futuro dell’intrattenimento, in particolare per Millennial e Generazione Z. Le luci sul palcoscenico del nuovo talk si sono accese a novembre, registrando subito numeri da capogiro dopo appena 8 puntate.

Il motivo è semplice: uno show fresco e frizzante con ospiti in studio, opinionisti in video, pubblico in chat pronto a intervenire in diretta e musica con tanto di band dal vivo. In onda ogni lunedì dalle 18.00 alle 19.30 su Twitch.tv/Bryanbox, Outside The Box vanta già un totale di 1,24 milioni.

Un vero successo giunto esattamente a poco più di metà strada: su un totale di 16 puntate, fino al 28 febbraio musica, cinema, divulgazione, arte e qualsiasi altro argomento nerd e geek faranno parte di quel mix perfetto in grado di attrarre un pubblico eterogeneo di appassionati e nuovi spettatori che ha colpito direttamente al cuore la fascia d’età protagonista su Twitch: la Generazione Z. A fare gli onori di casa Outside The Box lo speaker radiofonico e presentatore Bryan Ronzani con l’immancabile Giò Campo, aka “La voce fuori campo”.

Puntata dopo puntata, saranno sempre in compagnia di Terenas, streamer e content creator, nelle vesti di opinionista. I prossimi appuntamenti si prospettano interessanti e coinvolgenti ancor più dei precedenti grazie ad argomenti fortemente correlati, strettamente attuali e d’appeal per il giovane pubblico, diversità e inclusione su tutti, e tutti quei temi caldi perfetti per coinvolgere attivamente gli utenti e generare un dibattito spontaneo in chat.

Questa settimana si è parlato di film e serie TV con Gabrielle Croix, giornalista e critica cinematografica, in compagnia dell’attore e doppiatore Mirko Cannella e i prossimi appuntamenti in calendario non sono da meno: si parlerà di viaggio intorno al mondo insieme alla travel blogger Federica Di Nardo con la partecipazione di Progetto Happiness – creator che gira il mondo alla ricerca della più complessa delle ricette: quella per la felicità.

Non poteva infine mancare una puntata dedicata alla cultura nerd con due massimi esperti di sigle, doppiaggio e cultura pop: Giorgio Vanni e Pietro Ubaldi. Insomma, seguendo Outside The Box non ci si annoierà di certo!

Outside The Box è un progetto editoriale inedito ideato da Bryan Ronzani e prodotto da The Box srl, start up fondata da Bryan ed Emanuele Vai, focalizzata sulla creazione e sviluppo di format originali e creativi che connettono l’entertainment e le tecnologie, il mondo dei videogiochi, la musica e le nuove piattaforme social come Twitch, e da On Air srl, azienda nata nel 1991 come centro di post-produzione e laboratorio di videografica che, in 30 anni di attività, è riuscita a reinventarsi e ad adattarsi al mutare dei tempi e del settore audiovisivo trasformandosi anche in centro di produzione. La direzione musicale è invece curata interamente da Zebra Sound, realtà giovane, versatile e innovativa nel panorama dell’audio produzione.

Non a caso, i media partner del programma sono ScuolaZoo, l’editore più autorevole che si rivolge alla Gen Z in Italia, e Multiplayer.it, il punto di riferimento giornalistico quando si parla di videogiochi e intrattenimento digitale. Ma non solo, Outside The Box conta sul supporto di partner di spicco, l’“Official Mobile Partner” vivo, azienda tecnologica leader globale con i suoi innovativi smartphone V21 e X60 Pro, ma anche Levi’s® che, coerente con i propri valori fondanti e da sempre al centro delle culture connesse alle nuove generazioni, partecipa allo show curando l’outfit di Bryan e di tutto lo staff.

E ancora l’”Official Automotive Brand” Kia con il nuovo Kia Sportage. L’“Official Connectivity Partner” è Open Fiber, mentre del comfort se ne occupa Lino Sonego: la storica azienda Veneta specializzata nella realizzazione di poltrone per cinema, stadi e gaming room, è il fornitore ufficiale di tutte le sedute presenti in studio.

AMAZON UNIVERSITY ESPORTS: APERTE LE ISCRIZIONI ALLA STAGIONE 2022

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Riceviamo e pubblichiamo. 

Il torneo firmato Amazon e organizzato da PG Esports, massima espressione del movimento esport a livello accademico in Europa, è pronto a infiammare gli atenei di tutta Italia con l’edizione 2022. Gli studenti provenienti da oltre 50 università possono già registrarsi per misurarsi in battaglie mozzafiato su League of Legends, Legends of Runeterra, Clash Royale, Rocket League e mettere alla prova le proprie doti strategiche con gli scacchi

Milano, 20 gennaio 2022 – La terza edizione dell’Amazon UNIVERSITY Esports Italia, avvalendosi del supporto di PG Esports, si appresta a inaugurare la season competitiva 2022, offrendo agli studenti universitari italiani l’incredibile opportunità di mettere in mostra le proprie skill e calcare i primi passi nella scena esport che conta davvero, cercando di farsi notare dai migliori team professionisti a livello europeo. 

Già dallo scorso venerdì sono aperte le iscrizioni per formare le squadre che si sfideranno sui celebri League of Legends, il MOBA per eccellenza, Clash Royale, l’apprezzatissimo strategico mobile, Legends of Runeterra, il card game online di casa Riot Games, il frenetico Rocket League e gli scacchi, disciplina ricca di storia e fascino. I team hanno tempo fino al 2 febbraio per registrarsi sul sito web della competizione (https://university-esports.it/), mentre la battaglia avrà inizio il 3 febbraio.

Le squadre si contenderanno la vittoria fino ai primi giorni di aprile, inseguendo il sogno di guadagnarsi il titolo di miglior selezione universitaria a livello nazionale, per poi andare a rappresentare il Paese e il proprio istituto in Europa. Un’opportunità davvero unica per tutti i pro-player in erba che vogliono mettersi alla prova pad alla mano!

Così come accade da anni nei principali Paesi del mondo, anche in Italia l’attenzione nei confronti dell’esport è sempre maggiore e sono sempre di più gli appassionati che partecipano alle competizioni più disparate.

Gli sport virtuali stanno diventando, insomma, un vero e proprio fenomeno di massa, basti pensare che il Bel Paese è addirittura terzo in Europa per diffusione del gaming competitivo e che ben il 48% degli italiani tra i 16 e i 65 anni ha una buona familiarità con esso, per un tasso di penetrazione di circa una persona su due1.

In un simile scenario, acquista crescente rilevanza anche la scena universitaria, considerata dai migliori team professionisti in circolazione terreno fertile per crescere i campioni di domani, come dimostrano gli sforzi di Amazon, PG Esports e GGTech

L’Amazon UNIVERSITY Esports Italia, infatti, conta ad ogni edizione sempre più partecipanti tra università e studenti di tutta la penisola, favorendo ancora di più la socializzazione tra i ragazzi e accrescendone lo spirito di squadra.

La creazione di una community universitaria, la condivisione e il senso di appartenenza sono, infatti, i veri pilastri su cui si fonda la competizione, che si pone non solo l’obiettivo di scovare nuovi talenti, ma anche di essere un’esperienza arricchente e stimolante per tutti i partecipanti e per il settore in generale.

Anche in questa ultima edizione, Amazon UNIVERSITY Esports sarà supportata da diversi sponsor come ACER Predator, Intel e Samsung, che garantiranno le migliori tecnologie di ultima generazione e la massima potenza nel campo del gaming, confermando così il loro sostegno per l’ecosistema esport e soprattutto per le competizioni in ambito universitario. 

Per quanto riguarda l’organizzazione del torneo, invece, GGTech si affiderà alla collaborazione di PG Esports, la prima società italiana dedicata al gaming competitivo e punto di riferimento del settore a livello nazionale.