10 domande (più una) a Rampage In The Box!

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Benvenuti in questo nuovo articolo dedicato al mitico Rampage in the Box, una delle “voci” più influenti e conosciute di tutto il panorama esport italiano ed esperto caster attivo su vari titoli.
Per tutte le informazioni su Ivan vi invitiamo a visitare il suo canale Youtube (https://www.youtube.com/user/Rampageinthebox/) o il suo canale facebook (https://www.facebook.com/Rampageinthebox/).
Vi auguriamo una buona lettura ed un buon divertimento, e ringraziamo ovviamente Rampage In The Box per aver risposto alle nostre domande!

D: Presentati, chi sei, quanti anni hai e di cosa ti occupi nel mondo dei videogiochi.

I: Mi chiamo Ivan Grieco, ho 26 anni e sono un caster e host professionista esport. In parole povere, commento tornei di videogiochi competitivi e presento eventi legati a questo mondo. In più ho un canale youtube con più di 80 mila iscritti ed un canale twitch dove porto contenuti giornalmente legati ai videogames.

D: Com’è iniziata e come sei riuscito ad arrivare fino a dove sei ora.

I: E’ iniziato tutto nel 2008 quando ho cominciato a giocare online sulla xbox 360 a call of duty. Piano piano ho iniziato a conoscere il mondo dei tornei, dei team e delle lan, fino poi ad arrivare a diventare un professionista del settore. Credo di essere riuscito ad arrivare a questo punto grazie alla perseveranza e alla pazienza che ci ho messo. Ovviamente un pizzico di fortuna ci vuole sempre, ma quello che conta è essere sempre corretti e professionali in quello che si fa.

D: Com’è cambiato il rapporto con i giochi? Cosa cambia da giocare per divertirsi ad avere degli obblighi lavorativi nei confronti di una community?

I: Ho cercato sempre di rimanere più vicino possibile alla community, che secondo me è il fulcro e la parte più importante in ogni videogame. Ovviamente quando è diventato un lavoro alcune cose sono cambiate, alcuni vincoli hanno reso il tutto più complicato e difficile da spiegare alle persone esterne. Ma credo di esser sempre riuscito a mantenere un giusto equilibrio.

D: La storia dietro al soprannome “Gorilla”

I: Eravamo in una lobby si BlackOps3 insieme a Velox e altri amici, pronti per registrare un video tutti insieme. Io di solito ero quello che cercava. Tutto è nato dal fatto che ho utilizzato una specie di mazza e l’animazione del personaggio ricordava quella di un Gorilla che si batte i pugni sul petto.

Link video di rampage: https://www.youtube.com/watch?v=TUNAkYlsA-M

D: Cosa ne pensi del nuovo COD? Cambieresti qualcosa? Hai dei bilanciamenti da proporre?

I: Alla vigilia eravamo tutti felici e pieni di hype per questo BlackOps4, poi una volta uscito, ci siamo resi conto che forse qualcosa poteva esser gestito meglio. Di base è un gioco pieno di potenziale, però a mio avviso dovrebbero aumentare gli aggiornamenti e aggiungere più contenuti per dare più scelta ai giocatori. Dovrebbero puntare anche a riportarlo ad alti livello su youtube e twitch in qualche modo.

D: Il miglior giocatore italiano di COD e se ti va dimmi anche il migliore in assoluto secondo te.

I: Il più rappresentativo e vincente è sicuramente Kolgaa, da anni punto di riferimento per i nuovi giocatori che si affacciano al competitive. Oltre ai numerosi trofei in Italia, vanta insieme a Donny, Lukman e Swanny, l’ottavo posto al Mondiale di BlackOps 2 nel 2013, più alto risultato mai raggiunto da un team Italiano. Però se dovessi dirti al momento, il giocatore che più ritengo forte e impressionante, senza dubbi Wartex. Questo ragazzo è nato per competere e vincere, spero riesca ad ottenere tanto nella sua carriera. Al momento gioca nel team iDomina insieme ad altri 4 player di ottimo livello, come Predax, Lumbast, Blade ed Infernal.

D: L’ambiente competitivo di COD in Italia, progressi o passo indietro negli ultimi anni? Fai luce anche a chi come me non è un intenditore.

I: Ogni anno è sempre un’incognita. Ci sono annate in cui le cose sembrano andare bene, sembrano evolversi, come lo è stata quella di Infinite Warfare per l’italia. Poi su WW2 di nuovo il declino e quest’anno siamo partiti male, per poi risollevarci. E’ una situazione complicata, dove ci sono pochi eventi, pochi investimenti al di fuori della CWL e di conseguenza i team non investono sul titolo ed i giocatori non possono crescere e migliorare. Spero che un team Italiano riesca a far bene all’estero, in modo da spronare tutto il movimento a crescere.

Link a video di Rampage: https://www.youtube.com/watch?v=ipqcbohKiEA

D: 3 ragioni sul perché bisognerebbe guardare i mondiali di COD

I: Beh, la prima è perche a livello di organizzazione, MLG è davvero formidabile e riesce sempre a spettacolarizzare al massimo questo evento. La seconda è perche ci sono io con le mie parrucche e la mia giacca Gucci (ahahah) e la terza è perche COD non è cosi complicato da comprendere, come magari possono essere altri titoli come LoL e OW.

D: L’uomo dietro al Gorilla! Hai un altro lavoro oltre a questo? Come gestisci gli impegni tra gioco e vita reale? Come ti svaghi?

I: Al momento sono totalmente immerso nel mondo esport su più fronti e sul mio canale twitch. Quindi questi sono i miei unici impieghi. Sono una persona che ama programmare i propri impegni, quindi cerco di gestire il mio tempo nel migliore dei modi. Per svagarmi uso la palestra, ormai sono li praticamente sempre ed in più, gioco tornei di calcetto con degli amici.

Link al canale twich di rampage: https://www.twitch.tv/rampageinthebox

D:  Visto che è un tema attuale, anche se molti studi scientifici lo hanno smentito, come pensi che possa influire un gioco come COD sulla percezione della violenza che ha un ragazzo? Insomma, pensi di poter diventare un assassino dopo tutto queste ore di gioco?

I: Penso che il videogioco vada utilizzato nel modo corretto, quindi non esagerando ed affiancarlo comunque ad altre attività. Però non credo proprio che sia colpa di COD se un ragazzo diventa un assassino, ma ci sono problemi ben più profondi che andrebbero analizzati. Chi si chiude nei videogiochi e ne diventa dipendente, lo fa sicuramente perché ha qualche problema molto più profondo.

D: Questa scusami ma devo proprio chiedertela, tu sei un vergine?

I: Ahahahah. Fortunatamente posso dire tranquillamente di non essere più vergine da diversi anni, però mi fa ridere come l’utenza spesso creda ad ogni cosa venga detta anche solo per scherzo. Viviamo in un’epoca in cui è facile convincere le persone di qualcosa…

Ivan, grazie per il tempo che ci hai dedicato, è stato interessante e divertente intervistare”Rampage In The Box”… ti facciamo i nostri migliori auguri per il futuro!

Grazie a voi, è stato un piacere rispondere alle vostre domande. Alla prossima!!


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