“Casual Playing” salvezza o rovina del mondo videoludico? Viaggio in un discorso tabu che tutti hanno paura ad affrontare.

“Casual Playing” salvezza o rovina del mondo videoludico? Viaggio in un discorso tabu che tutti hanno paura ad affrontare.

Profilo di Giovanni Cerone
8 Agosto 2022 17:46 di "Giovanni Cerone"
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Il mondo videoludico ha subito, subisce e subirà sempre, come qualsiasi branca dell’industria dell’intrattenimento, le influenze dell’utenza che la popola.

Insomma, citando un vecchio detto popolare, “lega l’asino dove è il padrone a decidere” e così assistiamo a software house e publisher che cercano sempre di remare nella direzione delle preferenze del pubblico portando inevitabilmente a stravolgimenti non solo di lore, ma anche di meccaniche.

Con l’avvento della pandemia e il conseguente avvicinamento o ri-avvicinamento dei “casual player” al mondo videoludico, infatti, abbiamo assistito all’uscita di giochi sempre più semplici, poveri di meccaniche, poveri di lore e che siano molto user friendly.

Ma è davvero una cosa buona? Il mercato videoludico e il conseguente indotto che si è creato ha davvero la necessità di limitare all’osso le meccaniche che un player deve imparare? Il mercato videoludico ha veramente bisogno di lore ridotte all’osso altrimenti il player medio (o più malignamente il player della domenica) tende a “non divertirsi”?

Ci sono diverse visioni e versioni di risposta a questo quesito, una strettamente legata ad un lato economico mentre l’altra legata strettamente al lato di gameplay e a noi interessa focalizzarci su quest’ultimo.

Impoverimento del gameplay in favore del divertimento di tutti? 

Chi scrive dice no. I giochi non meritano questo impoverimento nel nome del divertimento di tutti.

In un mondo dove c’è molta varietà di scelta, dove i titoli abbondano, dove addirittura si possono trovare giochi in flash da giocare da browser, non è necessario che i giochi siano semplici per piacere a tutti.

I giochi complessi e magari lunghi sono belli, ti invitano a sfidarti, a comprendere e masterare le meccaniche del gioco stesso e a capirne la filosofia e basta con recensioni che stroncano questo o l’altro titolo solo perché “bello tutto si, ma poco user friendly” .

Eclatanti i casi di “si-fu” ed “Elden Ring” giochi che vengono da un mondo complesso che sono a loro volta complessi che non hanno ricevuto, se non con un rush, l’attenzione che meritavano. Giochi che non sono piaciuti perché ritenuti “troppo difficili” da un’utenza che GIUSTAMENTE dice “io voglio solo divertirmi“.

Bene, perfetto, ottimo, evviva il divertimento verrebbe da esclamare ma se è lecito affermare che ci si vuole solo divertire è anche lecito che esistano persone che si divertono tanto quanto il gioco è difficile e se non ci si diverte a giocare a quei titoli perché troppo complessi amen, si cambia gioco senza montare casi che hanno il sapore del paradosso.

E per buona pace di tutti questo discorso si riversa anche nel multiplaying. Un gioco multiplayer ha alla base la sfida contro altri utenti, utenti che migliorano col tempo mentre giocano e un impoverimento delle meccaniche comporta sul lungo periodo un fattore randomico all’interno del gameplay importante e un’appiattimento dello stesso.

Fattori che alla fine portano il gioco ad estinguersi nonostante esso tendi a rinnovarsi sempre per l’amore di quell’utenza che “no è troppo complicato/muoio sempre/non riesco a vincere quindi quitto“.

E voi cosa ne pensate? Questo discorso user friendly porterà benefici o sarà un malus per il mondo videoludico?

Il principe dell’Arabia Saudita Bin Salman investe nei VIDEOGIOCHI, ∼50 MILIARDI pronti sul tavolo

Il principe dell’Arabia Saudita Bin Salman investe nei VIDEOGIOCHI, ∼50 MILIARDI pronti sul tavolo

Profilo di Gosoap
1 Ottobre 2022 15:49 di Amin "Gosoap" Bey El Hadj
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Arabia Saudita & videogiochi, l’idea di Bin Salman – Dopo aver ottenuto lo strapotere economico, i sultani arabi si sono dimostrati abili investitori nei mercati esteri, dove i loro soldi si riversano senza apparente sosta.

Esempio lampante il mondo dello sport – ed in particolare calcistico – dove gli investimenti provenienti dagli Emirati hanno prodotto un vero e proprio innalzamento generalizzato del valore monetario dei singoli giocatori.

Il principe saudita Mohammad bin Salman, tuttavia, non sembra intenzionato a limitarsi al mondo dello sport ed infatti ha annunciato pubblicamente di essere seriamente interessato anche al mondo dei videogiochi.

Arabia saudita e videogiochi, cifre record per gli investimenti di Bin Salman – anche in europa

A muovere questa enorme operazione, secondo i rapporti, saranno i dirigenti del Savvy Games Group – organizzazione sotto il controllo diretto della “corona”.

Il gruppo si sarebbe dato il chiaro obiettivo di diventare un punto di riferimento importante per l’industria dei videogiochi, soprattutto al di fuori degli ambienti dell’Arabia Saudita.

Stando alle prime indiscrezioni sulla faccenda la Savvy avrebbe già destinato alcuni fondi per gli investimenti ad alcuni punti chiave del settore, come ad esempio le società maggiori (Ubisoft, Activision Blizzard, Bethesda…), per le quali verranno investiti circa 20 miliardi di euro. Ovviamente per acquistare delle quote societarie.

13 miliardi di euro verranno invece destinati all’acquisto di un editor vero e proprio, una cifra chiaramente irrisoria per il mercato attuale (ricordiamo che Acti. Blizz. è stata venduta per la mostruosa cifra di 70 MILIARDI), ma che se investita in progetti con prospettive ampie potrebbe pagare bene.

Oltre a questi, altri 22 miliardi circa verranno investiti nella promozione e lo sviluppo di un ambiente molto più avanzato che possa fare da contenitore per tutti i tipi di competizione esportiva da qui al 2030.

In un comunicato è stato infatti lo stesso Bin Salman a sottolineare questa data come limite entro il quale l’Arabia Saudita sarà già diventata il principale HUB esportivo del mondo.

Insomma, che ne pensate? Come al solito la discussione è aperta sui nostri canali social!

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STADIA chiude definitivamente: “non ha ottenuto la popolarità che ci aspettavamo”

STADIA chiude definitivamente: “non ha ottenuto la popolarità che ci aspettavamo”

Profilo di VinCesare
29 Settembre 2022 19:56 di Vincenzo "VinCesare" De Cesare
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Come un fulmine a ciel sereno, Google ha scosso tutto il mondo del gaming annunciando il destino della sua piattaforma Stadia. La tecnologia di cloud streaming purtroppo non ha un futuro davanti e l’azienda ha preso una decisione drastica.

Google, infatti, con un blog post, ha comunicato al mondo che cesserà gradualmente e definitivamente i servizi di Stadia. Nel breve quanto importante comunicato, Google spiega la situazione e il futuro del team, oltre che le future mosse.

Non ha ottenuto la popolarità che ci aspettavamo“, così Phil Harrison, Presidente e Direttore Generale di Google, ha spiegato le motivazioni dietro questa progressiva chiusura dei servizi. Chiusura che avverrà definitivamente il 18 Gennaio 2023, permettendo le ultime sessioni di gioco agli utenti.

Proprio i giocatori riceveranno nei mesi rimborsi per tutti gli hardware Stadia acquistati sul Google Store e per i giochi e i DLC della piattaforma comprati sullo Stadia Store. Si immagina che la maggior parte dei rimborsi possano risolversi per la metà di Gennaio 2023.

Questo “passo falso”, però, non metterà la parola fine alle future mosse di Google nel mondo del gaming: tutta la tecnologia utilizzata per Stadia, infatti, verrà dirottata su altri servizi come Youtube, Google Play e Augmented Reality (AR).

Gli stessi team che hanno lavorato nei mesi su Stadia verranno spostati su altri progetti del settore per continuare la loro passione e dare ancora il loro fondamentale contributo al gaming.

Purtroppo è sempre triste sapere di un progetto o una piattaforma che non continuerà ad arricchire il panorama videoludico, ma anche questo fa parte del settore.

Che ne pensate di questa scelta?

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GTA 6: l’HACKER che ha ricattato Rockstar è stato ARRESTATO ed ha solo 17 anni

GTA 6: l’HACKER che ha ricattato Rockstar è stato ARRESTATO ed ha solo 17 anni

Profilo di Gosoap
24 Settembre 2022 12:31 di Amin "Gosoap" Bey El Hadj
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A seguito di una serie di intercettazioni, screenshot e messaggi intimidatori nei confronti di Rockstar Games, la polizia di Londra ha in queste ore arrestato un giovanissimo ragazzo, identificato come l’HACKER di GTA 6.

I nostri lettori più fedeli ricorderanno sicuramente quanto accaduto Domenica scorsa, quando una serie di circa 90 file riguardanti il prossimo lancio di GTA 6 sul mercato, tra video ed immagini, erano stati pubblicati da un HACKER.

A seguito di quelle pubblicazioni, il giovane aveva poi provveduto a contattare la stessa casa produttrice, minacciando di pubblicare anche il codice sorgente del titolo se non avessero ceduto alle sue richieste.

L’hacker di GTA 6 in custodia della polizia, come ha fatto ad essere arrestato?

La questione aveva da subito generato un vero e proprio polverone mediatico, che aveva portato ad esempio moltissimi a questionarsi sull’effettivo livello della cyber-sicurezza all’interno di alcuni ambienti online. Il comunicato di questa notte, tuttavia, sembrerebbe aver calmato un po’ gli animi.

“Durante la sera del 22 settembre la Polizia di Londra ha arrestato un diciassettenne dell’Oxfordshire sospettato di hacking, in una retata parte di un’investigazione supportata dalla National Cyber Crime Unit (NCCU). Per ora rimarrà sotto custodia da parte della polizia.”

L’hacker arrestato e quello di GTA 6 sono la stessa persona?

Nonostante dunque la polizia non abbia fatto menzione della partecipazione di Rockstar nell’investigazione che ha portato all’arresto del ragazzo, a fornire maggiori dettagli è stato l’affidabile reporter Matthew Keys, caposaldo del giornalismo d’inchiesta per quello che riguarda i settori ‘tech’ e ‘geek’.

Secondo il suo accurato reportage, pubblicato su thedesk.net, a questa “caccia all’uomo” avrebbe partecipato anche l’FBI.

Grazie alla collaborazione tra il Bureau statunitense e la polizia londinese i tecnici investigativi sarebbero riusciti a risalire all’HACKER di GTA 6, scoprendo la sua identità e fornendo anche le prove dell’esistenza di un gruppo organizzato di cui il ragazzo faceva parte, denominato Lapsus$ e già accusato di vari cyber-crimini ai danni di Microsoft, Samsung ed Nvidia – tra i nomi più famosi.

Un comunicato stampa da parte dei due organi era atteso per questo pomeriggio, ma fonti affidabili parlano di una data ancora da destinarsi per il comunicato. Che ne pensate? Come al solito la discussione è aperta sui nostri canali social!

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