Tfue vs FaZe Clan: Tutti i dettagli dello scontro [AGGIORNATA]

Tfue vs FaZe Clan: Tutti i dettagli dello scontro [AGGIORNATA]

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Fonte copertina: Tfue

AGGIORNATA: Tfue ha pubblicato un video dopo le risposte di Banks, che potete trovare qui sotto. Consigliamo la lettura di tutto l’articolo prima di passare al video in questione.

In seguito, Banks ha rilasciato quello che risulta essere il vero contratto tra Tfue e Faze Clan! Qui di seguito le immagini:

Come un fulmine a ciel sereno, sembra essere iniziata una lotta tra il celebre streamer e pro player Tfue, ed il team esports che lo tiene sotto contratto, i Faze Clan.

Tutto parte dalle dichiarazioni del giocatore, che accusa l’organizzazione di violare alcune leggi sui contratti della California con il contratto proposto al player.

In particolare, Tfue sostiene come i Faze prendano un’alta percentuale dei suoi incassi (a volte fino all’80%), oltre a costringerlo a prendere scelte a cui lui è contrario.

Partendo dall’inizio, il contratto è stato firmato ad aprile del 2018, e gli accordi presenti in esso sono rimasti privati sin da allora, ma adesso sembra che il team abbia violato alcuni termini dell’accordo.

“L’accordo con i giocatori è opprimente, oneroso per loro e unilaterale. Faze Clan usa tali contratti per limitare Tenney ad accordi provenienti esclusivamente da Faze Clan, ed impedire al mio assistito di esplorare le offerte presentate da altri. Offerte potenzialmente superiori a quelle concesse dall’organizzazione, e da cui non si prendono l’80% degli incassi”

Bryan Freedman, avvocato di Tfue
Accusa Tfue Faze Clan
L’accusa presentata al Corte Suprema dello Stato della California.
Cliccando sull’immagine, potete consultarla nella sua interezza

Nonostante tutto, fin qui effettivamente non c’è molto di illegale. Il contratto, dopotutto, sarà stato letto da Tfue e chi di dovere, prima di mettere la firma per concludere l’accordo.

Anche se, comunque, queste situazioni non sono rare nel mondo degli Esports, sfruttando soprattutto la giovane età della maggior parte dei player.

Ciò che è illegale, però, e che Tfue presenta nella stessa accusa, è il dare alcol a persone con età inferiore ai 21 anni.

“Non solo Faze Clan si avvale di questi giovani, mette a repentaglio la loro salute, sicurezza e benessere. Tenney dice che FaZe Clan lo ha spinto a vivere in una delle sue case nelle colline di Hollywood con altri giovani YouTuber, dove sostiene che gli è stato dato alcol prima di compiere 21 anni, oltre che essere stato incoraggiato a giocare d’azzardo illegalmente”.

Bryan Freedman, avvocato di Tfue

Anche oscurato in questa storia è stata la conferma di una polemica che ha fatto il giro del mondo in pochi mesi.

Sempre Tfue sostiene che FaZe ha firmato un accordo con un giocatore di 11 anni, spingendolo a mentire sulla sua età. Con ogni probabilità, quel giocatore è H1ghSky1.

A quel tempo, molte persone lo hanno accusato di essere più giovane di quanto affermasse, e sembra che tali accusi potrebbero essere vere in base alle dichiarazioni di Tfue.

Reazioni

Ovviamente, con tali accuse diventate pubbliche, è arrivata anche la risposta non solo della community, ma anche di esperti del settore.

Ad esempio, un avvocato specializzato nel settore dei videogames, Ryan Morrison, che ha voluto dire la sua in merito alla questione.

L’avvocato in questione non fa che sottolineare come tutto ciò sia ormai all’ordine del giorno nel mondo degli esports, ma evidenzia inoltre l’importanza di avere accanto un avvocato o agente durante lo svolgimento delle trattative.

Persino il padre, su Instagram, ha voluto commentare l’accaduto:

Ecco le reazioni di altri volti noti del settore:

Prima di passare alla risposta da parte dell’organizzazione, vorremmo anche mostrare la risposta del suo attuale compagno di squadra Duo nelle qualificazioni alla Coppa del Mondo, Cloak.

Accusa Tfue Faze Clan Cloak
Tfue e Cloak stanno cercando di qualificarsi insieme alla Coppa del Mondo

Nonostante le dichiarazioni di Tfue e le accuse contro il team esports in comune, il compagno sembra voler continuare il percorso lungo la competizione di Forntite:

“Io e te saremo ancora un duo, stiamo ancora cercando di qualificarci e vinceremo la Coppa del Mondo insieme”.

Cloak, Compagno di Duo di Tfue
Accusa Tfue Faze Clan Cloak
Parte delle dichiarazioni di Cloak

La risposta

Dopo aver analizzato tutti i punti dell’accusa di Tfue, è giusto passare alla difesa dei Faze Clan.

Partiamo dalla risposta del team esports stesso:

Secondo tale dichiarazione ufficiale, i Faze non hanno mai ottenuto o preso l’80% degli incassi, come sostenuto da Tfue. La cifra si ferma a 60.000$, con la percentuale degli incassi ferma a solo il 20%.

Qualche tempo dopo, il team esports ha rilasciato una seconda dichiarazione:

Queste immagini, però, si concentrano su un solo punto dell’accusa portata da Tfue. In particolare, sempre e solo sulla fantomatica percentuale dell’80%. Sembra, infatti, che tale clausola esista effettivamente, ma i Faze sostengono di non averla mai applicata, oltre che essere stata messa dal precedente team legale dell’organizzazione.

Secondo le ultime dichiarazioni, infatti, quella percentuale è ora ferma al 20% in tutti i nuovi contratti.

Non vengono toccati altri punti presentati dal loro giocatore, come la somministrazione di alcol prima dei 21 anni, il giocatore di 11 anni messo sotto contratto, il gioco d’azzardo e l’obbligo a fare determinate cose contro la sua volontà.

Le successive dichiarazioni sono, invece, del proprietario stesso dei Faze Clan, il cui ha continuato a postare Tweet su Tweet sul suo profilo ufficiale dopo le accuse presentate.

Egli cerca di rispondere a tutti i punti portati da Tfue, vediamo dunque tutte le sue argomentazioni:

In questo video, il proprietario fornisce ulteriori prove contro altre due affermazioni di Tfue. Mostra come, in realtà, sia Tfue a fare pressioni su altre persone per saltare, ad esempio, da un ponte, cosa che sosteneva fosse FaZe a spingere a fare. Mostra anche Tfue che beve ad una festa non organizzata e non nei locali dei Faze, quando aveva meno di 21 anni.

Tale clip, invece, si basa su un’interpretazione errata del rapporto presentato da Holliwood Reporter, i primi a denunciare l’accaduto. Tfue non ha mai detto che FaZe ha preso l’80% delle sue vincite nei tornei. Ha detto che hanno preso l’80% dei suoi incassi ottenuti tramite partecipazione ad eventi pubblici, come anche dalle entrate degli streaming / YouTube.

In questo tweet, invece, Banks vuole sottolineare come l’ingresso nei Faze ha portato ad un enorme successo, e relativi guadagni, di Tfue.

Nei successi due Tweet, Banks si dimostra irritato da tutta la situazione, ma lancia addirittura una accusa secondo cui Tfue sta facendo tutto questo per migliorare il suo contratto a livello di stipendio.

Questi ultimi tweet, invece, puntano più sull’ironia (“come se avessi il Codice Creatore di Tfue tatuato sul mio corpo“), e sulla dichiarazione di ancora rispetto tra i due soggetti in questione.

Siamo arrivati, almeno per il momento, alla fine di tale discussione. Tfue non ha ancora risposto alle contro-accuse di Banks, ma ci aspettano sicuramente giorni infuocati per quanto riguarda tale questione.

Vi terremo sicuramente informati!

Grazie per la lettura

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Team bannato per Fishing? Caos alle FNCS di Fortnite

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Fortnite Fishing – Ormai sta quasi per arrivare il tramonto della Season 2 del Capitolo 3 di Fortnite e chissà cosa ci aspetterà nella prossima Stagione, ma nel frattempo sono entrate nel vivo le qualificazioni delle FNCS di Fortnite.

Questo ambito torneo, che comprende solo i migliori giocatori dal Rank Campione in poi, è alle fasi di qualificazioni (sono ben 3 i Round di qualificazioni), che decreteranno poi, insieme agli Heats, i team che parteciperanno alle Grand Finals del torneo.

Le qualificazioni si stanno giocando durante questi weekend e stanno vedendo un altissimo livello di gioco, con anche i nostri italiani come protagonisti. Però una questione sta tenendo banco ed ha “scosso” la community del gioco.

Parliamo del ban al team del tedesco Vontrex02 e l’austriaco Creed Jason. Il team è riuscito ad accedere alle finali delle qualificazioni e si stava giocando il pass alle Grand Finals o comunque punti per gli Heats. Cos’hanno di speciale i due giocatori? Si sono qualificati con il metodo Fishing (anche chiamato Heal off).

Fishing (Heal off)

In cosa consiste questo metodo?

Nel modo più semplice possibile, consiste nel resistere cercando di fare il posizionamento più alto possibile, questo riuscendo (nella Tempesta) a curarsi all'”infinito” preparando un vero e proprio percorso di cure (con Pesci, Medi-nebbia, Medikit e tutte le cure possibili).

Il metodo è molto difficile da utilizzare e richiede fortuna, precisione, tempismo e tanta skill. La strategia del momento è quello di farmare tutte le cure di Caverna di Comando e preparare Campo Coccole con altre cure ai falò (entrambi quando sono nella Tempesta) e riuscire così a resistere ai danni della Tempesta fino a che non rimarrà nessun giocatore in vita.

Perché bannati?

Ma ritornando al discorso, il team è riuscito ad arrivare alle finali delle qualificazioni proprio con questo metodo, ma nel bel mezzo delle partite sono stati bannati.

In molti hanno tremato temendo che questa pratica fosse stata bannata del tutto, ma a quanto pare la Fishing è ancora salva, anche perché non va contro nessun tipo di regola del gioco.

Allora qual è il motivo del ban? Ancora sconosciuto il motivo ufficiale ma ci sono delle ipotesi: la più accreditata è che qualcuno, con un programma, sia riuscito a fare un mass report del team, ovvero sia riuscito a segnalare più volte il team.

Un’altra possibilità è quella che i due ragazzi abbiano usato a loro vantaggio dei bug del gioco, cosa ovviamente vietata dal regolamento. A quanto pare però, ad oggi, l’ipotesi più plausibile è la prima ed è quella con più prove al momento.

Quindi, gli altri giocatori di Fishing (Heal off) sarebbero salvi, considerando che il team del giocatore Qrei9 si è qualificato nello stesso modo e non è stato bannato e che il noto content creator italiano, Xiuder, sta provando la stessa cosa.

Nel caso voleste approfondire la Fishing, ecco un video di chiarimento.

E voi cosa ne pensate? Avete mai sentito parlare di questa “modalità” di giocare? Fateci sapere la vostra…

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Xbox Cloud Gaming accoglie Fortnite! Gratis per tutti, anche senza sottoscrizione a Game Pass

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Fortnite Xbox Cloud Gaming – La notizia ha dell’incredibile: l’ennesima collaborazione di Epic Games porta Fortnite su di un altro livello. Questa volta l’unione è con un colosso come Microsoft che accoglie il gioco di Epic Games sul suo cloud di Xbox.

Xbox Cloud Gaming è il sistema che permette di giocare a tantissimi giochi su tutti i dispositivi possibili, dalle console di casa Microsoft, al PC, fino ai dispositivi mobili, senza bisogno di download. Tutto questo compreso nell’abbonamento Xbox Game Pass. Ma per Fortnite la sorpresa è maggiore.

Già perché il famoso Battle Royale non avrà bisogno di sottoscrizione per “girare” sul cloud di Microsoft.

Vi basterà avere un account Xbox attivo e potrete giocare con una miriade di dispositivi, quando volete e senza nessun download, a Fortnite.

Sono compatibili sia i comandi Touch che quelli di periferiche come Mouse&tTastiera e controller (sia quello Xbox che Sony Dualshock). Insomma Fortnite è davvero ovunque e potrete approdare sull’isola del gioco davvero con uno schiocco di dita.

Vi basterà collegarvi a xbox.com/play per buttarvi subito nella mischia. Possiamo dire che ormai il futuro è qui!

Annuncio di Fortnite sul Cloud di Xbox

Che ne pensate di questa notizia sensazionale? Fateci sapere, come al solito, la vostra…

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PC-Teklab e Lan-Gate – A due giorni dall’infernale weekend che ha duramente colpito il settore esportivo e le sue sale lan, abbiamo avuto il piacere di fare una lunga chiacchierata con Salvatore Porzio, giovane imprenditore lombardo impegnato ormai da quasi 10 anni nella sua “avventura”, il negozio/sala lan di Milano PC-Teklab.

Come per altre realtà come L’EsportPalace, anche i computer ed i simulatori di PC-Teklab sono stati messi sotto sigilli dalle forze dell’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, perchè non conformi a quanto riportato dall’art. 110 comma 7 del TULPS.

Abbiamo approfondito la questione in uno speciale apposito (che troverete qui), mentre cliccando qui troverete l’intervista che ci ha rilasciato, sulla medesima questione, Alessio Cicolari, owner di EsportPalace.

Andiamo a leggere la testimonianza di Salvatore, riguardo a tutta questa scabrosissima vicenda scoppiata nel corso del weekend…

Siamo insieme a Salvatore Porzio, proprietario di PC-TEKLAB, una delle realtà più duramente colpite nel corso dell’operazione di ADM contro le Sale Lan. Salvatore benvenuto. Vuoi raccontare ai nostri lettori cosa è accaduto lo scorso Venerdì/Sabato? Come si è materialmente svolta “l’operazione” di dogane e monopoli?

Ciao Stak, grazie per questo incontro e grazie soprattutto per il supporto che ci state mostrando. E’ un momento molto difficile per il settore del gaming, c’è tanta confusione, è letteralmente il caos. In primis per realtà come la nostra o come quella dei colleghi di Esport Palace. Purtroppo siamo stati i primi ad essere colpiti dalla cosìdetta “operazione computer“, manco fossero a caccia di Vallanzasca e della sua banda di criminali.

Comunque venendo al sodo, nella giornata di Venerdì  mi stavo recando al negozio per caricare il furgone, pronti a partire con le 3 postazioni per l’evento al circuito Alfa Romeo di Lainate, dove si sarebbero tenute le finali Codemaster di Dirt Rally 2.0. Questo evento si sarebbe tenuto all’interno del fashion tuning, celebre raduno nazionale che vede migliaia di appassionati provenienti da tutta Italia. 

Finito di caricare il camion con le 3 postazioni, veniamo però raggiunti da alcuni ufficiali dell’ADM, che ci hanno mostrato il distintivo e si sono fiondati all’interno del negozio. I modi ed il loro atteggiamento nei nostri confronti sono stati decisamente discutibili.

Il mio parere è quello di un onesto cittadino, siamo lavoratori, abbiamo fatto sacrifici (di tutti i tipi, sia economici che nella vita di tutti i giorni, mettendo  spesso da parte gli amici ed il tempo libero) per avviare un’attività in un contesto, quello italiano, che non solo non aiuta, ma spesso funge anche da freno per lo sviluppo di un progetto.

Non siamo ma andati oltre la multa per eccesso di velocità di 5 Km/h, siamo brave persone insomma. 

Al netto di questo, e come dicevo sopra, l’intervento vero e proprio si è svolto in un clima molto poco professionale, decisamente discutibile. 

Per tutto il tempo i membri dell’ADM hanno avuto dei modi forti, duri, arroganti. Durante l’intervento siamo stati trattati con sufficienza, e con un atteggiamento di superiorità che, non lo nascondo, mi ha alterato parecchio. Mi sono cosi infastidito che ad un certo punto li ho invitati ad alzarsi dalle poltrone, perché si erano praticamente appropriati dell’intera sala lan FPS; tutto questo mentre un loro collega era li intento ad entrare su un sito di scommesse da uno dei nostri PC per vedere se “era possibile”. 

In ogni caso, dopo la mia richiesta di scomodarsi dalle poltrone, il clima si è ulteriormente deteriorato. Ci hanno a quel punto fatto scollegare e smantellare tutti i computer, tutti i cablaggi, abbiamo dovuto impacchettare tutto all’interno di sacchi della spazzatura: componenti altamente performanti che costano centinaia e migliaia di Euro come mouse, cuffie o tastiere, ammassati e impacchettati in dei bustoni neri.

Se penso al sudore ed alle fatiche che abbiamo fatto per attrezzare la sala, quando ho visto le componenti ammassate in quel modo mi è preso lo sconforto. 

Uno dei momenti più brutti comunque, è stato certamente quando mi è stata data conferma che l’operazione era partita da una segnalazione privata. E subito dopo è stato anche aggiunto che quello nostro era il primo negozio ad essere messo sotto sopra perchè rei di “aver fatto troppa pubblicità”, e perché eravamo “troppo esposti ed aggressivi con le campagne sui social”.

Noi siamo una realtà che ovviamente investe nella parte pubblicitaria, diamo molta importanza al rendere noti i nostri servizi. Non vedo però come le due cose possano essere in qualche modo collegate. E difatti non abbiamo capito praticamente fino alla fine cosa volessero dire con quella frase sulla pubblicità. 

Possiamo dire che il clima si è comunque disteso poco prima di mezzanotte, forse anche perché gli agenti si erano resi conto che non eravamo dei criminali. 

Noi dal canto nostro, quando siamo stati avvisati del nome del privato che aveva diligentemente redatto la segnalazione contro la nostra attività ed altre simili come EsportPalace, tale Sergio Milesi. abbiamo provato ad ipotizzare le ragioni di questo “interesse”. La cosa subito strana che ci è balzata agli occhi, è stata il fatto che tra noi e l’attività del Milasi non c’è nessun collegamento, di nessun tipo.

Noi ci siamo sempre tenuti a debita distanza dal VLT, dalle Slot Machines e simili. L’operazione è comunque durata, in totale, quasi 10 ore. Siamo potuti uscire dal negozio all’1.30 del mattino di Sabato. 

Voi siete un’apprezzata e conosciuta realtà della scena, e lo siete da tempo. Come hai reagito nel momento in cui vi hanno messo i sigilli ai PC? Cosa pensa il “Salvatore imprenditore” rispetto allo Stato?

Eh…cosa pensa il Salvatore imprenditore rispetto allo Stato… Dopo aver visto la scena dei sigilli messi su “migliaia e migliaia di Euro di sacrifici” (cosi io vedo i nostri computer – circa 4K Euro a postazione), mi sono sentito rassegnato. Ho anche pensato di chiudere tutto.

Stak è importante chiarire un concetto: io non vengo da una famiglia benestante, tutto quello che ho l’ho creato con le mie mani. Quando prima ti accennavo al sacrificio, non era ovviamente un modo di dire, ma un riferimento ben preciso.

PC-TEKLab è un sogno, che sto costruendo da ormai quasi 10 anni. PC-TEKLab non è il classico franchise conosciuto che ha già una sua base di clientela. PC-TEKLab è stata un’idea concepita molto tempo fa, che all’inizio era solamente un negozio online, ma che con il tempo, e con il supporto della nostra storica clientela, è diventato un centro per gli appassionati, una gaming room, un luogo dove customizzare il proprio computer. 

Capisci che dopo il sequestro mi sono sentito del tutto smarrito. Pur non essendo in pericolo il negozio (Salvatore si riferisce alla parte di PC-TEKLab in cui vengono solamente venduti i computer o i pezzi di ricambio, ndr), una multa di circa 1 milione di Euro ucciderebbe la mia attività.

Ma la ucciderebbe anche una multa di 30 o 40K visto il momento delicato…. figuriamoci se dovessero pensare di applicare il massimo della sanzione (50 mila euro), per ognuno dei PC sequestrati (circa 20 in totale, ndr). 

Per questo ho preferito prendermi il mio tempo, mi sono allontanato dal negozio per il resto del weekend ed ho cercato, laddove possibile, di alienarmi completamente da questa faccenda del sequestro. Avevo assolutamente bisogno di schiarirmi le idee. 

Al momento posso dirti che non ho alcuna intenzione di cedere ai ricatti che sta subendo la mia attività. L’istinto mi porta e mi porterà a fare di tutto per trovare una soluzione… questo prima di ogni altra cosa. Come sempre è stato del resto… non è mica il “primo problema” o la “prima disavventura” che ci colpisce da quando stiamo cercando di realizzare il nostro sogno… Certamente però, è stato quello più duro da affrontare fino a questo momento. 

Quindi, ho intenzione di far valere i miei diritti, continueremo questa battaglia e non ci lasceremo intimidire da quello che a me sembra essere un abuso di potere. E lo affermo consapevole (e soddisfatto) anche del fatto che tutto il settore si è dimostrato più unito, più orizzontale e più affiatato (oltre che grande) di quanto immaginassimo. 

E’ chiaro che in Italia esiste un vuoto normativo rispetto ad un intero settore. La cosa riguarda anche e soprattutto le sale lan, ma è un discorso che possiamo applicare anche su diversi altri ambiti legati al mondo dell’intrattenimento digitale. Secondo te perchè in Italia ancora non sono state colmate tutte quelle “lacune” che sono sotto gli occhi di tutti ormai da più di 10 anni?

Stak il vuoto normativo c’è, è evidente. Dal mio punto di vista è perchè, purtroppo, ancora un’importante fetta della popolazione italiana non capisce la differenza tra un computer da gaming, uno da rendering ed un simulatore di volo. 

Questo tipo di ignoranza sicuramente ha l’effetto di un volano sul disinteresse generale che c’è da parte dello Stato rispetto all’aggiornamento di tutta una serie di norme che sono essenziali per permetterci di lavorare in tranquillità. 

Le leggi sono in alcuni casi poco chiare o poco precise… In questo caso è anche peggio, dato che stiamo applicando delle leggi vecchie di 40 o 50 anni, per le attività e gli strumenti di tutto il settore del nuovo intrattenimento digitale. 

L’impressione che ho avuto, è che tutto questo attacco sia stato più pensato per “bruciare la concorrenza” (noi ed ovviamente anche Esport Palace e le altre sale lan), cosi da poter entrare nel mercato privi di qualsiasi competitor… Anche perchè gli agenti di ADM cercavano la fessura dove inserire il gettone per avviare le partite sui nostri computer… Ma magari mi sbaglio… 

Come speri che si possa concludere tutta la questione? A tu per tu con Alessio Cicolari di EsportPalace ho chiesto cosa ne pensasse di una Class Action, con il settore che faccia fronte unito per pretendere un adeguamento di tutte le norme legate all’intrattenimento digitale. Tu saresti favorevole?

Visto l’interesse e la solidarietà che abbiamo visto in questi due, tre giorni, speriamo ovviamente che il buco legislativo venga colmato. Non ci spaventa pagare delle tasse per i simulatori, certo speriamo che sia qualcosa nell’ordine del ragionevole, ma in ogni caso vogliamo che ci sia più chiarezza rispetto a tutti i passaggi che devono essere fatti per essere in regola. 

Spero che tutta la spinta e l’interesse generato possano questa volta condurci verso un risultato concreto. Sono altresì favorevole riguardo la Class Action, ed in tal senso ci stiamo infatti già muovendo con svariati gruppi di lavoro insieme alle altre sale lan e negozi. Anche i nostri legali si stanno cercando di fare fronte comune, da tutto questo ne usciremo solamente se saremo uniti e compatti. 

Salvatore vogliamo sapere adesso in che situazione versa PC-TekLab. Solamente l’altro ieri in tutta Italia si è festeggiato il 1 Maggio, il giorno dei lavoratori. Questo drammatico weekend quanto sta mettendo a rischio la vostra attività?

Nonostante il Covid più tutte le varie restrizioni che ci sono state nei mesi a seguire, siamo comunque riusciti ad attutire il colpo. La nostra è un’attività che mi piace definire “multi-funzione”, motivo per il quale siamo riusciti nonostante tutto a cavarcela. Certo tra il lockdown, la guerra ed anche le crisi delle schede grafiche, è stato impossibile arrivare ad Aprile 2022 nelle migliori delle condizioni. 

Proprio la lan ci stava però dando un po’ di ossigeno in questa fase, pensate quanto è amara questa considerazione.

La nostra fortuna più grande è che siamo già rientrati pienamente nell’investimento dell’attività, quindi possiamo in qualche modo stringere i denti e resistere anche chiudendo per brevi periodi. Pensare poi che la bella stagione sia iniziata sotto questo segno è davvero molto “amaro”, e se la situazione non dovesse migliorare non resteranno altre soluzioni a PC-TEKLab se non quella di chiudere i battenti. 

Se però il tutto dovesse migliorare, trovando magari una definitiva soluzione al nostro problema, preparatevi per un 1 Maggio 2023 da brividi, da festeggiare proprio in negozio, sperando di esserci lasciati alle spalle questa disavventura. 

Allora prenoto l’aereo per Milano per l’1 Maggio 2023. Ma conto di tornare in negozio decisamente prima. Ti voglio fare i migliori auguri Salvatore, sia come Stak che come Powned vi voglio manifestare tutta la nostra solidarietà e vicinanza. Siamo con voi! 

Grazie a te Stak, alla prossima! 

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