Fortnite Fiasco: la Summer Skirmish delude le aspettative

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Lag, camping e regia creano diversi problemi agli spettatori.
É passato qualche giorno dalla prima della Summer Skirmish, torneo di Fortnite con un montepremi complessivo di ben 100 milioni di dollari. La prima giornata, che vedeva squadre da due affrontarsi per vincere ben 250.000 dollari, é stata anticipata con grande hype ma l’esecuzione ha lasciato molto a desiderare.
Ora, a freddo, possiamo tirare delle somme di questo evento. Per metterla semplicemente, é stato un disastro. Pessima regia, giocate noiose, lag, caster non all’altezza: questo ed altro ha afflitto l’intera giornata di giochi.

Andiamo ad analizzare un problema alla volta:

Pessima regia

A difesa dello staff, fare la regia di un gioco ampio come un Battle Royale é incredibilmente complicato. Fortnite é un gioco dove ben 100 persone si danno battaglia in un campo apertissimo, e la concentrazione dei giocatori nelle singole aree é molto bassa.
Questo detto, la regia era pessima. Innanzitutto l’azione era completamente in prima persona, vista la mancanza di delle camere aeree, quindi ogni singola azione era seguita attraverso gli occhi dei giocatori. Tutti abbiamo visto i player professionisti in prima persona: spesso e volentieri i flick e i movimenti rendono difficile capire come si svolge l’azione.

Ma poi, come sono state prese queste visuali visto che il torneo era in WLAN? Semplice: dai feed Twitch dei giocatori. Questo ha causato altri problemi con il bitrate e i frame drop, ma soprattutto con la regia stessa. É estremamente difficile, infatti, tenere sott’occhio i feed di 100 giocatori e riuscire ad intervenire nei momenti salienti.

Nel complesso, regia scadente e confusionaria. Un vero pugno nell’occhio per questa competizione tanto anticipata, ma non é questo, purtroppo, il punto più dolente.

Noia

Fortnite é diventato famoso per essere colorato, luminoso e dotato di grande capacità di esibire delle giocate molto intense. In questo torneo, invece, la maggior parte del tempo le inquadrature mostravano giocatori camperati in bunker costruiti di legno o mattoni, completamente immobili.
Questo stile di gioco passivo é la diretta conseguenza del formato del torneo. La vittoria, infatti, andava al team che avrebbe ottenuto quattro Victory Royale, senza nessun incentivo per le kill.
Tutti i giocatori, di conseguenza, non volevano rischiare di fare eliminazioni per arrivare alla battaglia finale: il risultato é stato che, per la maggior parte del tempo, i player sono rimasti camperati.

Lag

Punto direttamente seguente quello di prima. In un match normale arrivano alle fasi finali circa 15/20 giocatori ma in questo torneo, visto lo stile passivo che molti hanno adottato, si é arrivati ad avere più di 50 giocatori vivi dentro gli ultimi cerchi liberi dalla Zona.

Tutti questi giocatori che costruiscono in questo punto ha causato un enorme stress sul server, che si é messo a laggare in modo spropositato. Diversi giocatori sono stati eliminati per colpa della lag: addirittura, invece dei 10 match previsti, per colpa della latenza ne sono saltati ben 6.

Impensabile che la lag possa causare lo stop di un torneo di questo calibro, ma é ancora più impensabile che la Epic abbia fatto continuare il torneo, dato che questi problemi si sono presentati fin dal primo incontro.

Caster

Non é mai piacevole parlare male dei caster. Queste persone hanno il compito di essere intrattenitori ed analisti allo stesso tempo, devono informare, intrattenere e coinvolgere mentre un match si sta svolgendo. E le giocate noiose di certo non li aiutano nel loro compito.

Questo detto, i caster erano poco presenti sull’azione e con poca conoscenza del gioco in generale. Invece di commentare le strategie utilizzate, il posizionamento o altri fattori chiave del gioco, il loro contributo maggiore é stato fare pessime battute, snocciolare fatti sui lama e rimuginare sul futuro del prefisso “www” per gli indirizzi web.

Poco presenti e poco interessati, una combinazione che ha ucciso l’attenzione nella maggior parte del tempo.

Se Epic Games vuole rendere Fortnite un esport degno di tale nome il montepremi non basta. Servono attenzione, progettazione, conoscenza ed esperienza per progettare ed eseguire un torneo che si rispetti, non solo un po’ di soldi da spendere.

Attendiamo con ansia la nuova data del Summer Skirmish, e speriamo che Epic Games tragga consiglio dalla marea di critiche piovute in questi giorni sui social. Per avere un esport serio e rispettabile ci vogliono eventi ben organizzati ed eseguiti, altrimenti si rischia il collasso per il titolo.

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