Coppia bannata dal mondiale di Fortnite si qualifica: scoppia la polemica!

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Alcuni giorni fa avevamo segnalato il comportamento scorretto tenuto da due giocatori durante una delle recenti tappe di qualificazione per il mondiale di Fortnite.

I giocatori in questione, Ronaldo e XXIF, erano infatti stati “pizzicati” mentre imbrogliavano nel gioco, utilizzando cheat che gli hanno permesso di raggiungere il vertice della classifica di un torneo di qualificazione di fine Aprile, salvo poi venire squalificati da Epic Games ma è qui che accade qualcosa di incomprensibile.

Pur essendo chiaro e palese che i due stavano imbrogliando, Epic ha deciso di bannare i due giocatori unicamente per due settimane, rendendo di fatto possibile una loro ulteriore qualificazione in uno degli altri tornei online validi per il mondiale.
E difatti proprio ieri la coppia in questione ha totalizzato ben 91 punti durante un qualifier ufficiale, piazzandosi in terza posizione assoluta e portando a casa il biglietto per il mondiale oltre ai ben 6.500 Dollari destinati ai terzi classificati.

La cosa ha però fatto letteralmente scoppiare un caso mediatico sulla community, con moltissimi utenti e professionisti indignati, giustamente aggiungiamo noi, delle sole due settimane di ban come punizione che infatti non hanno precluso la partecipazione per la corsa all’iride dei due.

E’ chiaro che le pene per questo tipo di infrazioni devono essere più severe, e se non devono espressamente colpire in modo definitivo un giocatore (personalmente darei un ban permanente da qualsiasi tipo di competizione esports a chi viene beccato mentre usa i cheat) devono almeno far si che gli “imbroglioni” saltino almeno il mondiale durante il quale sono stati bannati.

Voi cosa ne pensate community? La discussione è aperta!

Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.