Gran Premio d’Ungheria: anteprima ed orari TV dell’evento

Gran Premio d’Ungheria: anteprima ed orari TV dell’evento

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La Formula 1 non si ferma e, dopo la tappa di Le Castellet, torna subito in pista con il Gran Premio d’Ungheria che precede la pausa estiva. Sarà un week-end ricco di emozioni, in quanto Max Verstappen potrebbe assestare il colpo finale per chiudere il Mondiale.

L’errore di Charles Leclerc in Francia ha ridimensionato le ambizioni iridate del monegasco, ora a distanza siderale dall’olandese nella classifica. Ma nonostante questo l’Hungaroring dovrebbe essere un circuito favorevole per la Ferrari, chiamata a portare a casa un bottino di punti importante.

Oggi andiamo a scoprire i segreti del tracciato di Budapest e vedremo anche i tempi ottenuti su F1 22 nella nostra consueta anteprima.

Anteprima del Gran Premio d’Ungheria

La situazione nel Mondiale

Prima di addentrarci, come al solito, nell’analisi del giro, dobbiamo riassumere quello che è successo al Paul Ricard nel week-end precedente. Infatti quella che sembrava essere una domenica potenzialmente ricca di punti per Charles Leclerc, si è velocemente trasformata in un incubo vero e proprio.

Dopo un avvio di gara magistrale, durante il quale ha gestito ottimamente un arrembate Max Verstappen, il monegasco ha commesso un errore tremendo. Leclerc ha perso il posteriore della sua F1-75 in curva 11, girandosi e finendo contro le barriere senza riuscire a tornare in pista.

Questo ha permesso a Verstappen di vincere facilmente la gara, estendendo così il suo vantaggio in classifica fino ad un +63 sul pilota della Ferrari. Ma la domenica di Le Castellet non è stata completamente negativa per gli uomini in rosso, dato che Carlos Sainz ha dato spettacolo pur partendo dal fondo della griglia.

Lo spagnolo ha messo in mostra i muscoli della sua vettura, regalando al pubblico dei sorpassi da cineteca in punti che sembravano impossibili. Purtroppo un pit-stop poco fortunato gli ha fatto guadagnare ben 5 secondi di penalità per unsafe release, cosa che ha condizionato il risultato finale della sua gara costringendolo ad accontentarsi del quinto posto.

Infine la Mercedes ha riportato entrambi i suoi due piloti sul podio, con Lewis Hamilton arrivato secondo durante il trecentesimo gran premio in carriera. Disastroso, invece, Perez, che non riesce a ritrovare il feeling con la sua RB18 ed è stato beffato in grande stile anche da Russel che gli ha rubato il terzo gradino del podio nel finale.

Nelle puntate precedenti

L’Hungaroring è una delle piste storiche del Mondiale di Formula 1 ed è presente nel calendario fin dal 1986. Qui hanno vinto alcuni dei più grandi campioni di questo sport: da SennaSchumacher, da Fernando AlonsoLewis Hamilton.

Il britannico ha vinto ben 3 delle ultime 4 edizioni disputate, tranne quella del 2021 che fu un vero e proprio caos dall’inizio alla fine. Infatti l’ultima volta che abbiamo assistito ad un Gran Premio d’Ungheria abbiamo visto Esteban Ocon vincere la sua prima gara in carriera.

Durante quella edizione ci fu una vera e propria carambola in curva 1, dove un errore di Bottas innescò un effetto domino pericolosissimo e pose fine alla GP di moltissimi piloti. La direzione gara decise a quel punto di chiamare prima in causa la safety car e poi di sospendere la gara con una bandiera rossa.

Ma oltre a questo errore ci pensò la pioggia a scombinare le carte in tavola alla ripartenza. Infatti, dopo aver percorso il giro di formazione con le gomme intermedie, tutti i piloti decisero di rientrare ai box per montare le slick. Tutti tranne uno: Lewis Hamilton. Il britannico partì da solo in griglia, dovendo rientrare al giro successivo per montare le coperture da asciutto e tornare in gara ultimo.

Il sette volte campione del mondo non riuscì più a rimontare in quella gara, tenuto a bada da un Alonso feroce che riuscì a tenerselo dietro per molti giri e facendogli perdere tantissimo tempo. Questa manovra permise ad Ocon di vincere il suo primo GP in carriera, davanti proprio ad Hamilton secondo e Sainz terzo.

Analisi del giro

Primo settore

L’Hungaroring, pista che ospita il Gran Premio d’Ungheria, è un tracciato molto tecnico con pochi rettilinei e 14 curve lente e medio-lente spalmate su soltanto 4,381 KM. Un circuito che necessita di una buona trazione in uscita ed anche un ottimo telaio proprio a causa della sua conformazione.

Le occasioni di sorpasso sono poche, ma subito dopo la partenza troviamo la prima: la difficilissima curva 1. Vi abbiamo già detto cosa è successo nel 2021, quindi capite quanto sia importante riuscire a trovare lo spazio giusto per evitare contatti già dal primo giro.

In situazione di pista libera, comunque, i piloti devono innestare tutte e 8 le marce sul rettilineo per poi frenare ai 65/60 metri e scalare tantissimo per sfruttare bene il freno motore. Una curva molto difficile da impostare sotto tutti i punti di vista, che costringe anche a diverse correzioni di volante a metà curva.

La difficoltà non si abbassa in curva 2, dove i piloti non solo dovranno gestire la contropendenza del tracciato, ma dovranno anche uscire correttamente per impostare subito l’insidiosa curva 3.

Secondo settore

Subito dopo troviamo un piccolo rettilineo che porta verso curva 4, una secca svolta a sinistra che è quasi completamente cieca.

Qui i piloti possono sfruttare il cordolo interno (da tagliare) e quello interno per guadagnare più tempo possibile, evitando di frenare troppo e quindi rallentare il proprio tempo sul giro. Anche in questo punto del tracciato si possono tentare delle manovre di soprasso, anche se soltanto i più coraggiosi ci provano sul serio.

Curva 5 è decisamente molto particolare, visto l’ampio raggio che può vantare e le diverse traiettorie che i piloti possono utilizzare. Qui si fa un costante gioco di acceleratore e freno, visto che la curva non si può affrontare a gas spalancato ma nemmeno in maniera troppo lenta per evitare di perdere troppo tempo.

Subito dopo abbiamo la parte più tecnica del circuito, in quanto troviamo la chicane composta da curva 6 e 7, che deve essere affrontata in maniera particolare. Infatti bisogna tagliare in maniera chirurgica i due cordoli ai lati, evitando di allargarsi troppo per evitare gli altissimi salsicciotti che si trovano proprio dietro i cordoli.

La serie di curve 8, 9, 10 ed 11 è assolutamente difficilissima, sia per il pilota sia per la vettura. I continui richiami a destra ed a sinistra, i continui stop and go richiedono una trazione eccezionale ed un posteriore ben piantato con più grip possibile.

Terzo settore

Dopo curva 11 abbiamo un altro piccolo rettilineo che apre il terzo settore, e ci porta a quelle che sono le curve più interessanti del Gran Premio d’Ungheria. Infatti la 12 permette ai piloti di sfruttare moltissimo il cordolo esterno in uscita per appoggiarsi dopo il rettilineo, anche se la gestione deve essere millimetrica.

Qui è molto facile uscire fuori con tutte e quattro le ruote, beccandosi un avvertimento per track limits superati o addirittura un annullamento del giro nelle prove libere ed in qualifica. Curva 13 è molto simile alla 5, anche se in formato ridotto.

Anche qui i piloti devono giocare moltissimo con acceleratore e freno, alternando i due pedali per evitare di prendere troppa velocità o addirittura di perderne. Infine la 14 riporta sul rettilineo del traguardo e chiude il giro dell’Hungaroring.

Le criticità della pista

L’Hungaroring è sempre stato un circuito che, storicamente parlando, ha sempre messo alla prova le gomme ed il consumo di carburante delle monoposto. Infatti la pista è molto abrasiva e se non si gestiscono bene gli pneumatici si rischia di andare in forte crisi, proprio come successo a Carlos Sainz nel finale della gara del 2021.

Anche il carburante sarà un fattore fondamentale, specialmente per la Ferrari che utilizza una parte della benzina dopo la combustione per raffreddare le testate e le camere di combustione. I piloti dovranno essere bravissimi nell’usare la tecnica del lift & coast, per evitare di doversi ritirare a causa del consumo eccessivo del carburante.

I tempi di F1 22

Come di consueto abbiamo provato a capire quali possano essere i tempi della pista utilizzando F1 22, il titolo motoristico di Codemasters ed EA Sports. Durante le nostre prove siamo riusciti ad ottenere un buon 1:18,458 (giocando con il controller), mentre il migliore al mondo ha girato in 1:15,005.

L’1:18 ed anche l’1:17 ci sembrano tempi abbastanza realistici per la qualifica e per le prove libere, ma difficilmente li vedremo in gara. Il record della pista, infatti, è di 1:16,627 fatto segnare da Lewis Hamilton nel 2020 con la Mercedes. Vi ricordiamo sempre che queste vetture sono leggermente più lente degli esemplari precedenti, perciò certi tempi in gara non li vedremo.

Gli orari TV

Venerdì 29 luglio

  • Prove libere 1: 14:00 (Sky)
  • Prove libere 2: 17:00 (Sky)

Sabato 30 luglio

  • Prove libere 3: 13:00 (Sky)
  • Qualifiche: 16:00 (Sky)
  • Qualifiche: 18:30 (TV8 in differita)

Domenica 31 luglio

  • Gara: 15:00 (Sky)
  • Gara: 18:00 (TV8 in differita)
F1 22: Portimao torna disponibile all’interno del gioco

F1 22: Portimao torna disponibile all’interno del gioco

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In F1 2021 c’erano due piste molto amate dai fan, che però EACodemaster non hanno incluso in F1 22 al momento del lancio. Stiamo parlando di PortimaoShanghai, che però stanno per tornare per rendere felici i giocatori di tutto il mondo.

Il tracciato portoghese sarà disponibile fin da subito, mentre per quello cinese dovremo aspettare ancora qualche settimana. E’ comunque una notizia da accogliere con gioia, che magari potrebbe aprire al ritorno di alcuni storici circuiti che non sono più presenti nel calendario della F1 (MalesiaGermania etc.)

Insomma, prepariamoci per tornare a correre su una delle piste più belle viste negli scorsi anni, amata da chiunque sia mai sceso in pista con questo gioco.

Portimao e Shanghai arrivano su F1 22

Un ritorno tanto atteso

Codemasters ed Electronic Arts Inc. hanno confermato oggi che l’Autodromo Internacional do Algarve, meglio noto come Portimao, sarà aggiunto il 2 agosto a EA SPORTS F1 22 come aggiornamento gratuito del circuito per tutti i giocatori. I giocatori riceveranno anche il Shanghai International Circuit cinese il 12 settembre. I giocatori possono rivivere la pista storica attraverso filmati di F1 22 catturati utilizzando il vincitore di FORMULA 1 GRANDE PRÉMIO DE PORTUGAL Lewis Hamilton dello scorso.

Le dichiarazioni di Lee Mather

“Sappiamo che i nostri giocatori amano l’emozione di competere su più circuiti e e non c’è niente di meglio di Portimao“, ha affermato Lee Mather, F1 Senior Creative Director di Codemasters. “Portimao è molto venerata con una storia prestigiosa e i nostri giocatori adoreranno la sfida di portare le auto progettate per il 2022 sul circuito sacro per la prima volta”.

Il Portogallo e la Formula 1

Portimao è tornato nel calendario di Formula 1 per le stagioni 2020 e 2021 come parte dei calendari di F1 rivisti. Lewis Hamilton e la Mercedes hanno dominato entrambi gli anni, conquistando la vittoria, con l’allora compagno di squadra Valtteri Bottas che ha conquistato rispettivamente il secondo e il terzo posto. Il circuito ondulato di 4,684 km è famoso per la sua brusca discesa prima di un’ultima svolta a destra e a tutto gas fino al traguardo.

Gran Premio di Francia: anteprima ed orari TV dell’evento

Gran Premio di Francia: anteprima ed orari TV dell’evento

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Dopo una settimana di pausa la Formula 1 torna in pista questo week-end, con l’appuntamento del Gran Premio di Francia, il dodicesimo della stagione. Questa sarà una tappa importante per la lotta mondiale, visto che il duello tra LeclercVerstappen si è riacceso dopo la vittoria del monegasco in Austria.

La RB18 ha mostrato qualche piccolo problema nella gestione delle gomme al Red Bull Ring, problema che potrebbe essere accentuato anche al Paul Ricard. Ma dall’altra parte Ferrari non sorride, visto che Sainz dovrà partire dal fondo della griglia a causa della sostituzione della Power Unit.

Prepariamoci a vivere un fine settimana ricco di emozioni, e che infiammerà nuovamente la lotta per questo Mondiale 2022.

Anteprima del Gran Premio di Francia

La situazione del Mondiale

Come detto nell’introduzione dell’articolo, la vittoria di Charles Leclerc al Red Bull Ring ha riacceso il duello con Max Verstappen. Durante il Gran Premio d’Austria la Red Bull dell’olandese (secondo al traguardo) ha accusato qualche problema di degrado gomme, cosa che ha favorita la rimonta del monegasco e la conseguente vittoria finale.

Ma i guai per il team di Horner non sono finiti qui, perché durante la gara di casa si è anche ritirato Perez a causa di un contatto che ha danneggiato la sua vettura. Poteva essere una completa disfatta per la squadra, ma i problemi di affidabilità della Ferrari hanno evitato il tracollo totale.

Infatti Sainz si è dovuto ritirare e, fortunatamente, ha potuto abbandonare in tempo la sua F1-75 finita in fiamme poco prima della fine della gara. Lo spagnolo avrebbe potuto facilmente recuperare Verstappen finendo secondo, regalando così alla Scuderia una doppietta che avrebbe sancito una rimonta eccezionale anche per il titolo dei costruttori.

Nonostante la vittoria di LeclercVerstappen rimane comunque in testa al campionato con ben 38 punti di distacco sul monegasco, che nel frattempo si è ripreso il secondo posto sorpassando Perez. Un vantaggio importante per l’olandese, che però non fornisce alcuna sicurezza al campione del mondo in carica.

Cenni storici sul circuito Paul Ricard

Il Gran Premio di Francia è sempre stata una tappa importante per il Mondiale di Formula 1, a prescindere dalla pista che l’ha ospitato nel corso degli anni. Il Paul Ricard è forse uno dei circuiti più leggendari della storia della F1, visto che le prime gare di questo sport si sono svolte proprio qui a partire dagli anni ’70 del ‘900.

Inoltre, il tracciato di Le Castellet, è importantissimo anche per la Ferrari ed i suoi tifosi, che qui ha vinto prima con Niki Lauda e poi con Alain Prost. Una pista ricca di ricordi, dunque, che però ha cambiato il suo volto nel corso del tempo.

Infatti il circuito Paul Ricard non è più quello “originale”, dato che nel 1999 fu acquistato da Bernie Ecclestone ed ammodernato per poter ospitare nuovamente il Gran Premio di Francia. Il suo rientro ufficiale nel calendario del Mondiale arrivò soltanto nel 2018, regalando a Lewis Hamilton due successi (2018 e 2019) ed uno a Max Verstappen (2021).

Proprio la gara dello scorso anno fu particolarmente entusiasmante per i piloti sopracitati, specialmente per l’olandese, protagonista di una rimonta da cineteca. Purtroppo non andò per nulla bene alle Ferrari di Leclerc (sedicesimo al traguardo) e Sainz (undicesimo al traguardo), a causa di un degrado gomme elevatissimo che ha inficiato le già non brillanti prestazioni SF21.

Analisi tecnica del giro

Il circuito del Paul Ricard ha ben 15 curve spalmate su 5.842km, e divise in tre settori completamente diversi tra di loro. Il primo è composto prevalentemente da curve tecniche, molto guidate, che necessitano di una macchina ben bilanciata e con un assetto quasi perfetto.

Se curva 1 e 2 non risultano troppo difficili e sono le occasioni di soprasso più lampanti nel tracciato, la 3, la 4, la 5, la 6 e la 7 metteranno a dura prova il grip meccanico delle vettura ma anche e soprattutto la tenuta degli pneumatici. Subito dopo abbiamo quello che era il “vecchio” rettilineo Mistral, ora diviso in due da una chicane.

Qui si potranno facilmente formare trenini di auto con il DRS, che però non porteranno ad una facile occasione di soprasso. Infatti le curve 8 e 9 non sono abbastanza larghe per provare qualche tipo di manovra, nemmeno nelle condizioni più favorevoli. Questa zona sarà un incubo per gli spettatori, visto che si tratta di un vero e proprio labirinto con tutte quelle strisce blu che delimitano le altre conformazioni del tracciato.

La seconda parte del “vecchio” rettilineo Mistral apre la porta al terzo settore, composto da curvoni veloci in cui l’aereodinamica della vettura fa la differenza. Curva 10 ed 11 sono le più emblematiche in questo senso, ma anche le successive non saranno da meno.

La stretta curva 15, infine, porta sul rettilineo del traguardo ed alla zona DRS, dove i piloti potranno sfruttare questa potente arma per cercare i sorpassi in curva 1.

La gestione delle gomme ed i track limits

Il degrado gomme sarà uno degli aspetti principali di questa gara, specialmente se diamo un’occhiata anche alle temperature previste per tutto il week-end.

Durante le tre giornate del Gran Premio di Francia non si andrà mai sotto i 30 gradi, cosa che potrebbe mettere in seria difficoltà alcuni team ed agevolarne altri. Chiaramente tutti pensiamo alle difficoltà di gestione gomme che ha avuto la Red Bull in Austria, e che potrebbero ripetersi con più forza anche al Paul Ricard.

Chiaramente queste sono pure ipotesi, in quanto i tecnici del team anglo-austriaco non hanno rilasciato dichiarazioni sulla natura del problema che ha colpito la RB18. Qualcuno pensa che gli ultimi aggiornamenti abbiano appesantito nuovamente la macchina di VerstappenPerez, oppure ancora ad un assetto errato nato dal poco tempo avuto a disposizione nelle prove libere. In ogni caso è impossibile avere delle certezze.

Vedremo cosa succederà in Francia, visto che le prime avvisaglie in questo dovremmo vederle già nelle PL del venerdì durante la simulazione del passo gara. Ferrari sembra poter performare bene anche su questo circuito, ma occhio a Mercedes perché potrebbe realmente essere della partita in questo week-end.

Infine dobbiamo parlare della polemica legata ai “track limits“, che nel week-end di Spielberg hanno fatto impazzire i piloti. Al Paul Ricard il problema sarà ancora più accentuato, visto che i piloti andranno sempre a cercare il limite della pista per spingere sempre di più. Durante le qualifiche e le prove libere vedremo tanti tempi cancellati, mentre in gara potrebbero esserci delle penalità.

I tempi di F1 22

Per cercare di capire quale saranno i tempi di questa edizione del Gran Premio di Francia ci siamo avvalsi, come al solito, di F1 22. Il miglior tempo durante i nostri test è stato di 1:32,562, mentre il migliore al mondo gira in 1:28,931.

Se consideriamo che il giro record della pista, segnato da Sebastian Fettel nel 2019, è di 1:32,740 e che queste vetture nella realtà sono più lente degli esemplari che le hanno precedute, possiamo capire che l’1:32 non è troppo realistico.

Forse potremo vederli in qualifica con macchine scariche e pronte per dare il 100%, ma difficilmente succederà in gare anche verso gli ultimi giri. Probabilmente i piloti potrebbero girare sul 1:351:34, anche se è difficile prevederlo con certezza.

Orari TV dell’evento

Venerdì 22 luglio

  • Prove libere 1 alle 14 (Sky)
  • Prove libere 2 alle 17 (Sky)

Sabato 23 luglio

  • Prove libere 3 alle 13 (Sky)
  • Qualifiche alle 16 (Sky eTV8 in chiaro)

Domenica 24 luglio

  • Gara alle 15 (Sky e TV8 in chiaro)
Gran Premio d’Austria: anteprima ed orari TV dell’evento

Gran Premio d’Austria: anteprima ed orari TV dell’evento

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Dopo l’appassionante gara di Silverstone, la Formula 1 non si ferma e vola subito a Spielberg per il Gran Premio d’Austria, undicesima tappa del mondiale. Sarà un appuntamento importantissimo per i team, specialmente per Ferrari dopo il week-end dolceamaro passato in Gran Bretagna.

La Scuderia non potrà permettersi altri passi falsi, anche se si dovrà correre in casa del “nemico”. Il Red Bull Ring è infatti il parco giochi del team Red Bull Racing e di Max Verstappen, voglioso di tornare alla vittoria dopo il digiuno dello scorso week-end.

Insomma, ci sono tutte le carte in regola per godere di uno spettacolo incredibile, coadiuvato poi dalla seconda sprint race della stagione.

Il Gran Premio d’Austria

La situazione del Mondiale

Come già detto in precedenza, il week-end di Silverstone è stato dolceamaro per la Ferrari, ed a tratti ha assunto i toni della debacle. Se infatti i Tifosi hanno potuto festeggiare la prima vittoria in carriera di Carlos Sainz, dall’altra hanno dovuto fare i conti con alcune decisioni scellerate del muretto rosso, che hanno distrutto la gara magistrale di Charles Leclerc che guidava con un’ala danneggiata sin dall’inizio della gara.

Gli strateghi di Maranello hanno deciso di non far rientrare il monegasco ai box in regime di Safety Car, lasciandolo in pista con gomme dure usurate e rendendolo una facile preda per gli attacchi di SainzHamiltonPerez tutti con gomme morbide nuove e più performanti. Alla fine Leclerc ha limitato i danni grazie al suo immenso talento, finendo quarto e regalando al pubblico un sorpasso da cineteca nella curva Copse (la stessa in cui c’è stato lo spaventoso incidente di Verstappen nel 2021).

Questa situazione al limite del tragico ha permesso a Red Bull di limitare i danni in entrambi i campionati, nonostante la giornata storta di Verstappen che ha dovuto guidare tutta la gara senza il 20% di downforce a causa di un contatto con un detrito. L’olandese campione del mondo in carica è giunto solo settimo al traguardo, davanti ad un Mick Schumacher che lo ha fatto sudare più del previsto fino all’ultima curva dell’ultimo giro.

Alla fine Leclerc ha guadagnato solo 6 punti su Verstappen, mentre il secondo posto di Perez (protagonista di una grande rimonta) ha permesso a Red Bull di perdere meno punti possibili anche nel campionato dei costruttori.

Il recente passato

Prima di addentrarci nell’analisi del circuito, dobbiamo fare qualche cenno storico sul Gran Premio d’Austria. Senza andare a scomodare dei ricordi troppo lontani, possiamo dirvi che Max Verstappen e la Red Bull hanno vinto tre volte nelle ultime cinque edizioni.

Soltanto Bottas è riuscito a dare fastidio all’olandese su questo circuito, vincendo nel 2017 e nel 2020. Nel 2020 e nel 2021 al Red Bull Ring si è disputato anche il Gran Premio di Stiria, vinto una volta da Lewis Hamilton (2020) ed una da Max Verstappen (2021).

Questi brevissimi cenni storici ci fanno capire quanto il campione del mondo in carica apprezzi questa pista, anche se il giro record del tracciato non è suo. Infatti il crono più veloce della storia appartiene a Carlos Sainz, che ha fatto segnare un tempo di 1:05,619 con la sua McLaren MCL35 nel 2020.

Il Red Bull Ring

Il circuito Red Bull Ring, che ospita il Gran Premio d’Austria dal 2014, è una pista molto tecnica nonostante sia una delle più brevi del mondiale. Lungo ben 4,318km, il tracciato ha soltanto 10 curve, alcune molto lente che mettono a dura prova la gestione della trazione ed alcune velocissime ed impegnative per il pilota.

La curva 1, intitolata a Niki Lauda, è uno dei punti cruciali subito dopo la partenza, visto che difficilmente due macchine possono passare insieme senza toccarsi. I piloti dovranno stare molto attenti ed essere freddi, per evitare incidenti che potrebbe anche essere clamorosi.

Subito dopo abbiamo un rettilineo che porta curva 2, che si fa in pieno prima della forte staccata che conduce alla Remus (curva 3). Questa rappresenta la prima vera occasione di sorpasso per i piloti, dato che nel rettilineo precedente si può anche utilizzare il DRS. Nonostante questo, in passato abbiamo assistito a delle manovre davvero pericolose da parte di alcuni piloti, che hanno azzardo dei sorpassi quasi illeciti (si Verstappen, guardiamo proprio te).

Anche in curva 4 qualcuno potrebbe azzardare una manovra di sorpasso, ma sarebbe davvero molto difficile portarla a termine in maniera pulita. Dopo la 4 abbiamo una sequenza di curve veloci (5,6,7,8) piuttosto impegnative, che potrebbero generare il fenomeno del porpoising.

Un altro piccolo rettilineo conduce le monoposto alla curva 9, che poi arriva alla curva 10 dove i piloti potranno provare a compiere altre manovre di sorpasso difficili. Subito dopo la 10 ci si fionda a tutta velocità sul rettilineo del traguardo che chiude il giro del Red Bull Ring e del Gran Premio d’Austria.

I possibili tempi

Per capire su quali tempi andranno a girare le nuove monoposto di Formula 1 nel Red Bull Ring, ci siamo fatti aiutare da F1 22, il videogioco di Codemasters ed EA. Dopo svariate prove il nostro tempo migliore è stato di 1:06,553 (giocando con il pad), mentre i primi al mondo girano sul 1:03 alto o sul 1:04 basso.

Onestamente non crediamo che queste nuove vetture possano girare sul 1:03, visto che il giro record della pista è di 1:05,619 e che queste macchine sono leggermente più lente degli esemplari precedenti. Il tempo di 1:06 o 1:07 potrebbe essere decisamente più realistico in qualifica più che in gara dove i tempi saranno leggermente più alti (ma è normale).

Orari TV del Gran Premio d’Austria

Venerdì 8 luglio

  • Prove libere 113:30 (Sky)
  • Qualifiche della sprint race 17:00 (Sky)

Sabato 9 luglio

  • Prove libere 2: 12:30 (Sky)
  • Sprint race: 16:30 (Sky)

Domenica 10 luglio 

  • Gara: 15:00 (Sky)

Dove seguire l’evento in differita

Se non avete un abbonamento attivo con Sky, potrete seguire la sprint race e la gara su TV8 in replica.

Sabato 9 luglio

  • Sprint race20:15

Domenica 10 luglio

  • Gara: 18:00