I cinque migliori (e peggiori) momenti del 2019 di Dota 2

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Un altro anno sta per giungere al termine e, dopo le abbuffate di questi giorni, è tempo per la redazione di Dota 2 di powned di tirare le somme su questi ultimi dodici mesi del titolo di Valve. Il 2019 è stato ricco di eventi, di storie e di emozioni: abbiamo potuto ammirare grandi giocate e tornei memorabili, ma non sono mancate nemmeno delusioni e polemiche. Ecco quindi le nostre cinque migliori e peggiori storie di Dota 2 dell’ultimo anno.

Iniziamo con le cose che non ci sono piaciute.

  1. Dota Underlords

Dopo un discreto avvio, grazie al traino di Dota Auto Chess, il nuovo gioco di Valve ha faticato a trovare il consenso degli utenti e a mantenere i propri giocatori. Se da una parte la concorrenza spietata di TFT ha rubato utenti, dall’altra Valve non ha puntato sul gioco né promuovendolo né pubblicizzandolo. Il risultato è stato un lento declino della base di utenti che, unito al poco ispirato gameplay e a una road-map dei contenuti confusa, sta decretando la prematura morte di Dota Underlords.

Il grafico del declino di Dota Underlords. La media dei giocatori medi degli ultimi 30 giorni è di 12.218.
  1. La gestione di EternaLEnVy dei compagni squadra

Al quarto posto una delle situazioni più spiacevoli dell’anno: il Team Team si qualifica al Major di Parigi ma poco prima dell’evento caccia due dei suoi giocatori. EternaLEnVy, capitano della squadra, dopo l’eliminazione dall’ESL One di Mumbai (un torneo non del DPC) decide di allontanare Gunnar e Newsham, impedendo a due giocatori che si sono aggiudicati la qualificazione di disputare uno dei tornei più importanti della scena esport. Questo evento ha scatenato una pletora di polemiche, di cui Kyle si è fatto portavoce in diretta al torneo di Mumbai. Il suo messaggio – “È tempo di smettere di tifare per il cattivo” – è una delle prese di posizioni più forti da parte di un telecronista nella storia della scena del gioco.

  1. Il razzismo latente di alcuni giocatori professionisti

In una scena ormai a tutti gli effetti internazionale, non è possibile che vi siano ancora giocatori razzisti. Questo deve valere anche (e soprattutto) per i professionisti. Purtroppo il due volte campione del mondo Ceb ci è ricascato insultando pesantemente con epiteti razzisti un compagno di squadra in una partita pubblica. Speriamo che tutto questo rimanga nell’anno che si chiude.

  1. Gli Alliance sbagliano eroe nella partita decisiva del The International

Gli errori capitano a tutti. Ma quando a sbagliare è il capitano di una delle migliori giovani squadre nella partita decisiva dell’evento più importante della storia degli esport, la situazione assume connotati drammatici.

iNSaNiA, allora capitano degli Alliance, sta scegliendo l’ultimo eroe da bannare per la propria squadra nella partita a eliminazione diretta contro i RNG al TI9. Non si accorge però che è scaduto il tempo e pertanto è nella fase di scelta (e non di ban) e clicca su Gyrocopter. Ora la sua squadra è costretta a giocarsi la permanenza al torneo con un eroe a dir poco inutile per la strategia del team. Ovviamente perdono e vengono eliminati.

Menzioni disonorevoli: il Major di Parigi organizzato peggio del cinema parrocchiale e la gestione da parte di Valve della questione Cina contro Kuku.

  1. Artifact

Pessima idea, pessima realizzazione, pessima comunicazione… Non aggiungiamo altro.

Passiamo ora alle cinque cose che abbiamo preferito nel 2019 di Dota 2.

  1. Gli Infamous al TI9

Magari siamo un po’ di parte ma la run degli Infamous al The International 9, conclusasi al 7°-8° posto, ci ha emozionato ed esaltato come non ci succedeva da quando Rocky Balboa ha sconfitto Ivan Drago alla quindicesima ripresa. K1, Chris Luck, Wisper, Scofield e Stinger hanno mostrato al mondo cosa voglia dire giocare per vincere e per divertirsi, spingendo al massimo sull’acceleratore in ogni momento della partita e non dando occasione agli avversari nemmeno di respirare. Speriamo vivamente che questo tipo di gioco prenda piede e diventi una costante nei tornei del 2020.

  1. Dota Auto Chess

Dota Auto Chess è la quintessenza di Dota. Una mod amatoriale che nasce da un gioco di una grande società e che ne stravolge completamente il gameplay introducendo al pubblico un gioco completamente nuovo. Questa modalità ha travolto il mondo di Dota e ha dato il via a un nuovo genere di giochi, gli auto battler. Noi della redazione ci siamo divertiti tantissimo a giocarlo e per questo è il quarto momento migliore del 2019 di Dota 2.

  1. I cambiamenti delle squadre

Quando le strategie diventano prevedibili è tempo di cambiare qualcosa e questo qualcosa, nell’anno che si sta concludendo, sono stati i giocatori. Mai nella storia di Dota ci sono stati tanti cambiamenti nelle formazioni come in questo 2019. Basti pensare a Matumbaman al Team Secret, w33 all’ex Team Liquid (ora Nigma), Abed e Ramzes agli Evil Geniuses, i nuovi Alliance…

Ci aspetta quindi un nuovo anno ricchissimo di novità.

  1. Gli aggiornamenti

Non possiamo negarlo, la patch 7.23 (l’Outlanders Update) ci sta piacendo davvero tanto. I due nuovi eroi sono divertentissimi da giocare e tutte le novità hanno portato una ventata di aria fresca in un meta che stava iniziando a diventare stantio. Tutto questo significa che i valori relativi delle diverse squadre potrebbero cambiare e non ci resta che aspettare i prossimi tornei ufficiali per capire come si evolverà il meta.

Menzioni onorevoli: il Midas Mode 2.0, il torneo più pazzo della stagione, e Sheever, che ha sconfitto il cancro e a cui vanno tutte le nostre felicitazioni.

  1. Gli OG vincono per la seconda volta il TI memando e divertendosi

Mai era successo prima nella storia di Dota. Gli OG compiono l’impresa e vincono per la seconda volta (consecutiva) il The International. La squadra di N0tail passeggia per tutto il torneo divertendosi e facendo divertire tutti gli amanti di questo gioco. Nel loro cammino versa la seconda egida non si sono fatti mancare meme, sfottò e trollate, sia verso gli avversari che verso i compagni di squadra. La loro strategia con Wisp carry rimarrà negli annali a dimostrazione che i campioni vedono cose che noi comuni mortali non riusciamo nemmeno a immaginare. Leggendari.

Queste erano le cose che ci sono piaciute di più e di meno del 2019 di Dota 2. Siete d’accordo con noi? Quali sono le vostre? Fatecelo sapere nei commenti e, a nome di tutta la redazione, vi auguriamo un felice 2020!


I cinque migliori (e peggiori) momenti del 2019 di Dota 2
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