Conosciamo SMARACIS eSports, una nuova squadra austriaca con grandi ambizioni

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Nella nostra rubrica dedicata alle realtà più piccole e più recenti del mondo degli esport oggi vi parliamo di SMARACIS eSports.

Nel mondo degli esport le squadre sono un bene consumabile. Per le organizzazioni esse non hanno nessun valore intrinseco al di fuori dei potenziali profitti che possono generare. Non è infatti raro vedere formazioni smembrate, abbandonate o contese sulla base di calcoli finanziari ed economici. Questa situazione è soprattutto deleteria per i giocatori, sovente dei ragazzi giovani che hanno abbandonato o sospeso gli studi per perseguire il proprio sogno e che sono in balia dei proprietari e dei manager delle varie organizzazioni.

È in un mercato con questa mentalità che SMARACIS eSports cerca di imporsi come un’alternativa credibile ai team già consolidati. La giovane organizzazione austriaca ha infatti una missione ben precisa: diventare una realtà leader del settore degli esport grazie al valore prodotto dai propri giocatori. Questi ultimi sono infatti il centro focale dell’attenzione di tutta la struttura: hanno dei contratti equi e a lungo termine, sono affiancati da allenatori, fisioterapisti, psicoterapisti e nutrizionisti, e, a carriera finita, hanno l’opportunità di continuare a lavorare nel mondo degli esport, ad esempio come coach o analisti.

Attualmente SMARACIS ha una sola squadra attiva, quella di Dota 2. Questa formazione attualmente milita nella regione russa ed è andata vicina a disputare le closed qualifier per il primo major stagionale. I giocatori sono tutti relativamente giovani e stanno iniziando a accumulare preziosa esperienza in tornei di alto livello. Ci sono quindi notevoli margini di miglioramento e la squadra potrebbe addirittura riuscire a disputare un minor entro il termine della stagione.

Questo è il roster:

  1. Rustam “Plov” Zvyagintsev
  2. Kirill “Lirik” Nikolsky
  3. Daniil “Airu” Ryabkov
  4. Petr “Petru44o” Mitrohin
  5. Misha “Fezor” Sadriev

Secondo le parole del CEO Stefan “ascernu” Weigelhofer, nel prossimo futuro verranno presentate squadre per altri esport e svelata la sponsorizzazione con una grande azienda austriaca.

I progetti di questa organizzazione sono una ventata di aria fresca in una realtà che ha forse perso di vista cos’era davvero importante e potrebbero cominciare a riportare tutto il settore sulla retta via. Per rendere partecipe il pubblico a questo tentativo di cambiamento SMARACIS ha anche dato inizio a una campagna di crowdfunding su kickstarter. Secondo il management questa raccolta fondi ha il duplice beneficio di coinvolgere i fan e di aumentare il budget per il prossimo anno.

In conclusione, la visione della società può essere riassunta dalle parole del CFO Thomas “wizzard64” Weigelhofer in cui si può notare da un lato l’entusiasmo per la novità ma anche un concreto senso pratico per non farsi sfuggire le occasioni:

The eSports market is still an unregulated market. Working in this new industry means that you have to find answers for many open issues. Answering them in an extremely booming market and building something new has a great appeal to me.

dota

Un disertore rivela: ‘in Corea del Nord, se non giochi a Dota, non sei considerato un uomo’

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Dota 2 – Un video coreano condiviso online a fine 2020, quindi poco più di un anno fa, è stato di recente ”riesumato” da alcuni utenti di Reddit che ne hanno tradotto alcuni passaggi, nei quali si evince perfettamente il difficile rapporto tra gli abitanti della Corea Del Nord ed il mondo dei videogiochi.

In particolare, il video sembrerebbe essere nato come una semplice intervista ad un disertore del regime, uno dei pochi fortunati che riescono ad uscire dai confini nazionali in cerca di fortuna ed una vita migliore, un’intervista che tratta principalmente il mondo del gaming.

Oltre ad offrire alcuni chiari esempi di quanto possa risultare difficile persino videogiocare in un luogo del mondo in cui molto spesso l’uso di internet è limitato, se non addirittura proibito, l’intervistato ha spiegato quanto nel paese sia importante giocare a Dota, ma non come vi aspettereste.

Esatto, perché proprio a causa della mancanza di una connessione ad internet accessibile, i giocatori sono costretti a ritrovarsi in case private dotate di computer, una sorta di primitiva sala LAN in cui, pagando un prezzo abbastanza modico, si può passare la notte a scontrarsi con un altro team di 5 persone, in uno scontro che termina solo quando l’altra compagine si arrende.

Quella che giocano, riportano i traduttori, è d’altronde una versione molto diversa di DOTA da quella che sicuramente ogni appassionato del genere MOBA conoscerà, con delle regole ben stabilite dal passaggio attraverso la tripla frontiera (Russia->Cina->Corea Del Nord). L’intervistato si è spinto anche ad importanti affermazioni, riportando che tra i ventenni di oggi, chi non gioca o addirittura non conosce DOTA, non è considerato un ”vero uomo”.

Nemmeno a farlo apposta, in questi giorni sono stati riportati alcuni dati sulla Corea del Sud, che ci parlano di un luogo dove invece è League of Legends, il competitor più diretto di DOTA 2 sul mercato, che continua a spopolare, attirando sempre più aspiranti professionisti ed aumentando a dismisura il livello competitivo della Lega Nazionale, la ben nota LCK.

Insomma, cosa ne pensate di questa storia? Avete letto o visto altre informazioni al riguardo? Come al solito non mancate di farci sapere la vostra con un commento qui sotto, oppure in community!

A North Korean defector says dota2 is gaining huge popularity in NK. from DotA2

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dota 2 team spirit campioni

Team Spirit – I campioni russi di Dota 2 da 18 MILIONI $ ricevono i complimenti anche da Putin!

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I giovanissimi russi del Team Spirit sono infine riusciti ad aggiudicarsi l’ambitissimo titolo di campioni di uno dei tornei più prestigiosi dell’intero panorama esportivo: La Dota International, nella sua versione 2021. Per quest’anno l’Egida dei campioni é loro.

Non solo la gloria per questi prodigi del gaming, che portano a casa anche un cospicuo premio in denaro di oltre 18 MILIONI di Dollari; una cifra spaventosamente alta se confrontata anche con i prize pool di altre realtà videoludiche più famose dalle nostre parti, come League of Legends, che invece offre ai campioni ‘‘solo” 500.000 Dollari.

Accolti come eroi in patria, i giovani neo-campioni hanno ricevuto anche le congratulazioni del presidente Putin e del suo staff, che hanno a tutti gli effetti paragonato questo titolo ad una vittoria di un mondiale di calcio o qualsiasi altro sporto, tornando a mostrare ancora una volta la superiorità della mentalità russa (nell’ambito del gaming) rispetto al resto d’Europa.

Team Spirit campioni da 18 MILIONI di Dollari – Dota 2

Sulla faccenda é intervenuto, in un’intervista al canale “360”, Pavel Golubev, direttore dell’Associazione per lo sviluppo degli eSport in Russia, dichiarando quanto importante sia stato questo traguardo non solo per l’organizzazione del Team Spirit, ma per tutto l’environment videoludico russo, visto che questa è la prima vittoria di una squadra russa nella storia delle competizioni di Dota 2.

”La composizione finale della squadra è stata determinata solo all’inizio del 2021, quindi nessuno credeva in questi ragazzi, ma hanno vinto grazie alla buona preparazione. […] È come vincere il Mondiale di calcio o qualsiasi altro campionato del mondo in uno sport prestigioso. Questa è una competizione a cui ogni gamer e cyber sportivo sogna di partecipare; questo non è solo un evento importante, è un evento super importante.” – ha concluso Golubev nel suo intervento.

Come anticipato, anche il presidente russo Vladimir Putin ha commentato questa straordinaria vittoria: ”“Nel cammino verso la finale, avete dimostrato eccezionali doti di leadership e coesione, e nella sfida decisiva, che è diventata una vera prova di abilità e carattere, siete riusciti a concentrarvi e a prendere l’iniziativa nei confronti di rivali forti nel momento più cruciale”

Insomma, una vera e propia prova di forza da parte dei ragazzi del Team Spirit… che sia questo l’inizio di un’egemonia russa nel settore del gaming? Come al solito non mancate di farci sapere la vostra opinione con un commento qui sotto, oppure in community!

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Caro Pow3r ti scrivo… (Così tu mi blasti un po’)

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Nel corso del pomeriggio di venerdi e sabato, la nostra testata é stata duramente attaccata dal noto streamer Giorgio ‘Pow3r’ Calandrelli, il quale in un commento su Facebook ripreso anche dai colleghi di Dr. Commodore (che non linkeremo per risparmiargli critiche inutili, a differenza loro) ci ha dato fondamentalmente dei venditori di fuffa.

Lasciando ad un futuro editoriale eventuali commenti sullo sciacallaggio come quello pateticamente perpetrato dalla redazione di Dr.Commodore (che spesso diventa norma nel panorama d’informazione videoludica italiana), vorremmo concentrare tutte le nostre attenzioni sul solo commento di Pow3r rilasciato su Facebook, andando a discernere i suoi punti, affrontandoli uno per uno.

Sono POW3R e sincero avete rotto il cazzo con i titoli clickbait e non riportare le notizie storpiandone a vostro piacimento per alimentare odio e flame. Ho espressamente detto che Final Fantasy XIV e WOW sono i migliori MMO ma troppo complessi per un giocatore che non li ha mai giocati e questo vale anche per gli altri MMO sul mercato.

Per quanto riguarda New World ho spiegato che rispetto a questi è più accattivante perché più semplice e alla portata di un nuovo giocatore che non ha mai giocato questa categoria. La battuta su Metin era con un amico che era in chat che è fan di Metin. Smettetela di usare il mio nome per i vostri articoli clickbait e specialmente create disinformazione. Più che una testata di news siete novella 2000 con le cagate che scrivete.”

”PS: gioco a WOW da quando avevo 11 anni, Vanilla fino a BFA e ho fatto anche SR1 su TBC, ho militato anche nei KOH per quanto riguarda PVE ad alti livelli. Prima che arrivino i mostri con la spada in mano a dire che non ho mai giocato ad un cazzo. Aggiungo mmo giocati: Ragnarok, SWTOR, AOC, WAOR, e tantissimi altri che manco mi ricordo’

Clickbait, una parola forte nata e cresciuta nei primi anni di Youtube (e che tutt’oggi continua a farla da padrone anche nei canali più famosi, tra cui anche il tuo, Pow3r) che non sentiamo per nulla nostra, e che indica un connubio di titoli ed immagini fuorvianti rispetto al contenuto dell’ articolo, video, od opera in generale.

Questo nel pezzo non é accaduto, le dichiarazioni effettuate da te sono state riportate con estrema accuratezza e precisione professionale. Questo, proprio perché nuda verità, non ti esime da eventuali critiche che giungono da persone che si fermano ad un titolo riassuntivo, scegliendo di non approfondire la questione.

Punto secondo: quello che hai detto nel commento su Facebook non é quello che viene detto nelle clip, che comunque Pow3r, o chi per lui, ha prontamente provveduto ad eliminare una volta che erano arrivate in tendenza tra i video del suo canale Twitch (come da immagine QUI SOTTO).

La scena italiana, della quale ti abbiamo sempre considerato un degnissimo rappresentante, dovrebbe forse imparare che quanto detto durante una diretta (nella quale si viene difesi da un certo numero di moderatori e si è permeato in un ambiente creato appositamente per i fan e non per gli hater) non rappresenta la totalità del pubblico, ed ha quindi una grande rilevanza, dal momento che nessuno può vietare a nessuno di riportare tali dichiarazioni per creare una discussione attorno ad una figura di rilievo.

POW3R

Quanto appena spiegato, accade di continuo in praticamente qualunque regione del globo terracqueo ed anche in Italia in altri ambienti (basti vedere la politica, il calcio, e la televisione) senza che nessuno si arrabbi o si offenda per delle critiche ricevute al suo pensiero, e che anzi a nostro modesto avviso dovrebbe essere la normalità in un ambiente che voglia sviluppare un discorso costruttivo (anche se purtroppo alcuni individui spesso non collaborano) e non prendere per oro colato ciò che dice una persona con un discreto seguito.

La disinformazione é un grande problema di questo triste mondo nel quale ci troviamo, ed i vari ricami che millanti riguardo quanto riportato nel nostro articolo lo sono ancora di più. Alcuni tuoi fedeli seguaci ci hanno accusato di aver estrapolato, manipolato e montato ad hoc le tue parole per far trasparire un messaggio fuorviante che doveva attirare odio, tuttavia ti assicuriamo che nulla potrebbe essere più lontano dai nostri standard lavorativi (visto che tra le altre cose le stesse erano state create da un tuo follower che si é anche detto contento che esse avessero generato una bella discussione nel gruppo di World Of Warcraft) e le clip che abbiamo ricaricato online e che TUTTI potranno vedere per creare un contraddittorio degno di questo nome sulle parole che sono uscite fuori dalla tua bocca (e non un intervento da bullo fatto su Facebook), lo potranno dimostrare.

-La clip di Pow3r e le nostre considerazioni-

Video 1Video 2

Il CEO di Powned Marco ‘Stak’ Cresta ha riassunto, in un video che lasceremo qua sotto, le nostre opinioni e reazioni a caldo a questo duro attacco che, dobbiamo essere sinceri, ci ha effettivamente fatti questionare sul nostro operato, da professionisti estremamente critici verso noi stessi quali siamo sempre stati.

Dopo un relativamente breve brainstorming tra di noi abbiamo valutato corretto quanto riportato nell’articolo ed abbiamo deciso di non piegarci, né farci intimidire da qualche milione di follower, rispondendo con onestà ed inflessibilità, come si converrebbe in queste occasioni.

-Il video di Stak-

Insomma, caro Giorgio, anzi, caro POW3R, come ti sei presentato sotto al nostro post, questo é quanto l’autore originale dell’articolo aveva da dire. Magari non leggerai mai queste parole, ma spero sinceramente che lo facciano più persone possibile e che questi lettori capiscano l’importanza dei gesti compiuti da questi autoproclamati giganti del web e quanto sia a sua volta importante lottare per lo sviluppo di un ambiente con una florida produzione d’informazione e discussione nel nostro paese, soprattutto in un momento così delicato per l’ambiente esportivo, anche attraverso i suoi principali esponenti.

La campagna NoClickBait

A dimostrazione di quanto sia per noi assolutamente importante utilizzare dei titoli che rispecchino i contenuti dei nostri articoli, e che le informazioni trasmesse dalle stesse siano sempre vere e non ingannevoli o in qualunque forma “alterate”, abbiamo deciso di aggiungere un box nel quale potrete darci le vostre impressioni.

Se dopo la lettura di un articolo vorrete comunicarci il vostro disappunto rispetto al titolo ed ai contenuti, potrete farlo semplicemente cliccando su “Clickbait” nel box in basso a destra. Se al contrario avrete piacere di segnalare l’effettiva pertinenza/autenticità di quanto da noi scritto, vi basterà cliccare su Non Clickbait. Provvederemo a pubblicare ogni settimana dei report dettagliati con i vostri pareri.

A Pow3r, fiduciosi che i nostri lettori possano capire appieno la situazione e farsi la loro idea a prescindere da qualunque pregiudizio, ti mandiamo un caloroso saluto.

-La redazione di Powned-

La clip di Pow3r

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