Problemi di Visti Internazionali per il CS:GO Major

Condividi su WhatsApp  WhatsApp

La legge per l’immigrazione ha colpito anche gli E-sports recentemente.

Un primo esempio ne è l’ecosistema di League of Legends, recentemente preso di mira dalle controversie sui visti internazionali sia in USA che in Germania.

Questa settimana è stato colpito anche il mondo di CS:GO: l’intero team dei MongolZ non è stato in grado di ottenere i visti internazionali per competere nel prossimo Qualifier per il Columbus Major. Anche il Team YP ha avuto lo stesso problema e dovranno rinunciare alla presenza di Dmitry “S0tF1k” ForostyankoDmitriy “Dima” Bandurka.

I fan di CS:GO di tutto il mondo, dispiaciuti e infastiditi dalla notizia, sono corsi a puntare il dito contro Major League Gaming e contro il governo federale americano. Purtroppo MLG non può fare nulla per risolvere la situazione dovuta alle decisioni degli uffici consolari.

Ma andiamo a dare uno sguardo alla situazione generale.

U.S. : Legge sull’immigrazione

Generalmente, quando un cittadino straniero desidera entrare negli Stati Uniti, deve ottenere prima un visto. Alcuni visti per non-immigrati come il B-1, B-2 e l’ESTA, sono solo per turisti o business visitors e non consentono l’occupazione. Altri visti di questo tipo invece come il P-1 invece lo ammettono.

Il visto P-1 fu creato per facilitare i viaggi verso gli Stati Uniti per ” atleti internazionali riconosciuti”. L’atleta entra negli US temporaneamente solo per competere o partecipare a un’evento che richiede un atleta del suo calibro: include piccoli viaggi, apparizioni promozionali, un’intera stagione o anche un contratto per più anni.

Ottenere il visto P-1 è molto differente e molto più difficile rispetto a richiedere i B-1 o B-2. Tipicamente, un team Americano funge da organizzazione sponsor e una petizione dettagliata viene preparata per mostrare come l’atleta o il team rispetta i requisiti per ottenere il visto. La petizione è spedita poi a un centro americano per essere validata e la risposta arriva dopo 4/6 settimane dalla richiesta ( ovviamente pagando una tassa aggiuntiva di $1,225 si può ridurre l’attesa a 15 giorni)..

Se la petizione è approvata, l’atleta deve sostenere un colloquio al consolato o all’ambasciata americana per provare che il richiedente : (a) non è un immigrato, (b) ha una residenza fissa nel suo paese di origine, (c) vuole entrare solo temporaneamente degli States.
Qui è dove di solito le cose poi vanno male e dove i pro-player sono vulnerabili.

Provare di non essere un immigrato significa provare legami familiari nel paese di provenienza, possedimento di beni nel paese di provenienza, situazione familiare personale e stato lavorativo. Ed anche se i pro players non sono tutti uguali, la media è che sono giovani, non sposati e che non posseggono beni o hanno una carriera lavorativa tradizionale: i fattori determinanti insomma per l’approvazione del visto da parte degli uffici consolari.

Beneficiari impreparati possono non avere o riuscire ad avere in tempo i documenti necessari per provare i loro intenti, così come elementi dello staff delle ambasciate aggressivi o impreparati o solamente ignari dell’ambiente esports possono rifiutare la richiesta. L’ambasciata americana in Mongolia scrive spesso sul proprio sito di numerosi casi di frodi presente, è chiaro dunque che spesso gli impiegati cercano motivi per NON approvare il visto.

La Situazione del Columbus Major

Contrariamente a quello che si legge su Reddit, non il caso non riguardo un ” cambio di attitudine diplomatica e culturale ” negli States o un problema dell’MLG. Semplicemente i MongolZ e il Team YP non hanno superato l’ultima fase del processo ( ovvero il colloquio all’ambasciata in Mongolia e in Russia ).

MLG ha fatto tutto il possibile ma senza risultati.

“Abbiamo iniziato attraverso il normale processo, che in fin dei conti in passato ha sempre funzionato,” dice Adam Apicella, Senior Director degli eventi presso Activision-Blizzard Media Network. ” Abbiamo fornito ogni richiedente una lettera dettagliata con la natura dell’evento, il livello della competizione e l’invito ai giocatori a partecipare. Abbiamo speso migliaia di dollari per prenotare anche i biglietti di ritorno così che potessero provare la natura temporanea dell’evento, insieme alle prenotazioni degli hotel.”

Questo ha funzionato per la maggior parte dei team ma non per MongolZ, Team YP e FlipSid3 Tactics che si sono visti rifiutare il visto alla prima petizione.

MLG ha raddoppiato allora gli sforzi.

“Non ci siamo arresi,” dice Apicella. “Abbiamo spedito lettere separate provenienti da Valve per aggiungere altra legittimità insieme anche a un membro del Congresso Americano.”

Dopo questa seconda manovra però solo i FLipSid3 sono riusciti ad ottenere il visto, mentre gli altri si sono visti arrivare il secondo rifiuto.

Conclusione

La lezione è che nulla può dirsi certo riguardo la legge sull’immigrazione. Identificare le problematiche e pianificare con accuratezza sono le armi migliori per affrontare questo sistema incerto. Ma spesso il risultato finale è fuori dal nostro controllo.

MLG non ha avuto potere nel processo decisionale degli uffici consolari che hanno agito sia da giudici che da giuria nel processo di approvazione dei visti.

Questo non è stato un caso di scarsa preparazione. E’ solamente l’esempio perfetto per dimostrare la natura discrezionale del sistema. Stesse prove, risultati differenti.

Un giorno, forse gli esports cresceranno a un livello tale di importanza da ottenere speciali riconoscimenti dal Governo Federale degli Stati Uniti e gli impiegati consolari saranno addestrati riguardo la natura unica delle petizioni per i visti degli esports.

 

FONTE: http://espn.go.com/esports/story/_/id/14838499/csgo-major-visa-issues-not-mlg-fault


Problemi di Visti Internazionali per il CS:GO Major
Asus Rog
Gli articoli di questo sito sono stati realizzati utilizzando Asus ROG G701