Esce la Trusted Mode: Il nuovo anti-cheat di casa Valve

Esce la Trusted Mode: Il nuovo anti-cheat di casa Valve

Profilo di Mattia Sacconi
 WhatsApp

Esce la Trusted Mode. Finalmente disponibile a tutti i giocatori.
Di cosa sto parlando?

Esce la Trusted Mode. Finalmente una svolta?

Qualche settimana fa  avevamo accennato di un nuovo sistema Anti Cheat in sviluppo in Casa Valve. Oggi, è finalmente disponibile ai giocatori di tutto il mondo.
Tutte le misure offensive sono state attivate, ed il sistema di sicurezza finalmente si aggiorna. Nasce così la nuova Trusted Mode.

Stiamo parlando del sistema Anti Cheat più recente creato dalla Valve per Counter Strike: Global Offensive.
La nuova Trusted Mode limita in un modo molto importante tutte quelle applicazioni che hanno la possibilità di interagire con il gioco mentre esso è in esecuzione.
La casa produttrice si è fissata come obiettivo quello di evitare che molti tra i programmi di cheat avanzati, entrino in contatto diretto con il gioco.

Tutto questo purtroppo, fa sì che ci siano moltissimi programmi totalmente innocui, che entrano in conflitto con il nuovo sistema di Valve. Possiamo trovare fra questi anche Discord ed OBS.
I produttori sono consapevoli di questo inconveniente, ma hanno completa fiducia nel loro sistema di sicurezza, e consigliano semplicemente di avviare Counter Strike: Global Offensive in “Untrusted Mode” qualora l’uso di tali servizi sia indispensabile al giocatore. Ovvero inserendo manualmente “-untrusted” nelle opzioni di lancio del gioco all’interno di Steam.

esce la trusted mode

Disabilitare i sistemi di sicurezza? A tuo rischio e pericolo.

Valve però avverte tutti i suoi giocatori: “Il Trust Score potrebbe essere influenzato negativamente” se viene eseguito il gioco in questa specifica modalità.
Hanno infatti preso spunto presumibilmente dal nuovo sistema anti cheat di Valorant, in casa Riot. Nonostante però la tecnologia di sicurezza di Casa Valve sia molto meno invasiva rispetto ai cugini, entrambi puntano ad un solo traguardo: impedire completamente, e per sempre, l’accesso al gioco da parte di tutti i cheaters.

Le note della patch

[Trusted Mode]
– Players now launch CS:GO in Trusted mode by default
— While in Trusted mode, third party software will be blocked from interacting with CS:GO
— To allow third party software to interact with CS:GO, you can start the game with the -untrusted launch option. Note that in this case your Trust score may be negatively affected.
— A backwards compatibility label “1.37.5.9” is temporarily available for players experiencing difficulty launching the latest version of the game.
– If you are a third party developer, all of your DLLs that interact with CS:GO must be digitally signed.
— If your customers would like to use third party software that is not digitally signed, they can start the game with the -insecure launch option. Note that they will not be able to join VAC servers with this option.

Hai appena letto: Esce la Trusted Mode: Il nuovo anti-cheat di casa Valve. Potrebbe piacerti anche questo articolo: Gamestop entra negli esport: ecco ciò che sappiamo.

SALE LAN di tutta Italia a rischio chiusura: una vergogna, ora serve la CLASS ACTION degli esports!

SALE LAN di tutta Italia a rischio chiusura: una vergogna, ora serve la CLASS ACTION degli esports!

Profilo di Stak
 WhatsApp

Nel corso della serata di ieri è iniziata un’operazione su scala nazionale rivolta contro le sale LAN italiane.

Importanti realtà della scena nazionale come Esport Palace, PC-TEKLAB o WEArena, sono state rivoltate e messe sottosopra, chiuse, ed in alcuni casi anche con i PC sotto sequestro. Agli amici dell’Esport Palace ad esempio, gli uomini delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato 37 postazioni PC, con una sanzione amministrativa variabile dai 5 ai 50 MILA EURO per ogni singolo computer.

Quello in atto in questo momento, più che un’operazione dello Stato, inizia ad assumere le caratteristiche di un attacco mirato, e da tempo progettato, contro un intero settore.

Dopo il COVID, che ha tagliato le gambe di tantissimi giovani coraggiosi imprenditori italiani, ed i terribili venti di guerra che minacciano la sostenibilità di migliaia di attività in tutta l’Italia, ora arriva anche questa mazzata…

Questo è un momento devastante per il nostro settore.

Umiliato, martoriato e denigrato da una classe dirigente non adeguata, saldamente ancorata al passato, e ingiallita nell’animo.

Solamente la settimana scorsa sentivamo al TG1 parole del tutto sconclusionate e false sui videogiochi da parte del Senatore Andrea Cangini (che ha poi ritrattato sostanzialmente tutto nel corso dell’ottimo podcast condotto da Ivan Grieco, con una serie di epiche giravolte che hanno messo a nudo un pressapochismo allarmante).

Oggi scopriamo addirittura che le sale LAN possono essere utilizzate per “aggirare la normativa nazionale vigente in materia di gioco lecito“… Vergogna. “Shame on you” come direbbe qualche fiero millenials, questo vi meritate.

Come è possibile? Vi chiederete giustamente voi… Cerchiamo di fare chiarezza su cosa è accaduto, senza farci ubriacare troppo da commi e articoli legislativi.

Chiusura delle Sale Lan: cosa sta accadendo? 

La LED S.R.L. di Sergio Milesi ha presentato un esposto all’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha fatto scattare un’operazione in tutta Italia. Al momento in cui scrivo questo aggiornamento, sembra che la cosa stia riguardando principalmente le regioni del nord, ma  gli amici delle sale lan di tutta Italia sono ora in allarme ed in forte apprensione.

L’accusa che viene mossa, è che i computer delle sale lan non siano “omologati” e quindi “illegali” per l’art 110 comma 7 del TULPS. Questo articolo recita che tutti i macchinari (come slot machine, biliardini o altri giochi appartenenti a 3 decenni fa) devono essere “dotati di dispositivi che ne garantiscano la immodificabilità delle caratteristiche tecniche e delle modalità di funzionamento e distribuzione dei premi”.

Capite bene che è impossibile pensare di rendere “immodificabile” un computer, cosi come è assurdo pensare che un videogame rimanga “immutato” nel corso della storia, visto che al giorno d’oggi ogni azienda seria rilascia infinite patch ed aggiornamenti, ogni giorno.

Per queste ragioni, molto banalmente, la legge in questione è inapplicabile, è del tutto illegittima. Tutta questa situazione sembra più il disperato tentativo di distruggere il mondo delle sale lan e del nuovo intrattenimento digitale. Questi signori sono spaventati da ciò che le sale lan e gli esports rappresentano. Noi siamo “il nuovo”, evidentemente una minaccia, per un’intera categoria di persone e di professionisti.

Per delegittimarci e intimorirci (ricordate la multa di quasi 90K che ci venne inflitta per un banale torneo gratuito di Hearthstone? Nel caso voleste rinfrescarvi la memoria), questi soggetti presentano esposti a delle procure del tutto inadeguate a svolgere un ruolo che sia garante per tutti. Le leggi sono vecchie, inapplicabili al mondo digitale. Come puoi pretendere l’omologazione di un computer come fosse una banale macchina mangia soldi?

Come si può pensare che la tecnica ed il software che alimentano un simulatore di Formula Uno, usato dalle stesse squadre come Ferrari o Mercedes, debbano rispettare la stessa omologazione di una schifosa slot machine?

Simulatori di guida e computer trattati alla stregua di slot machine e flipper

Sarebbe come pretendere che una macchina di formula uno avesse la targa, perchè sotto la giurisdizione dell’omologazione “stradale normale”. Una follia insomma. Una follia tutta italiana, Stato dove la mentalità boomers è dilagante oltre che linfa vitale di tutta la struttura burocratica.

Del resto anche Jacopo Ierussi, esport lawyer e Consigliere Federale con mandato affari legali di FIDE, ad una primissima richiesta di chiarimenti ci ha spiegato: “Ad una prima analisi, a mio avviso trattasi di proveddimenti illeggittimi che mettono sullo stesso piano situazioni dissimili e non equiparabili, specie laddove si accosti impropriamente l’esport al gioco d’azzardo.

Speciale SALE LAN, Alessio Cicolari (Esport Palace): “necessario dividere una volta per tutte videogiochi e VLT”

In particolare, anche come FIDE, ci terremo e stiamo tenendo in contatto con i soggetti interessati al fine di supportare e promuovere ogni iniziativa ritenuta utile a porre nel nulla questo tipo di provvedimenti nell’immediato e nel futuro. Al contempo auspico che tutti quelli che promuovano l’esport a livello istituzionale in Italia, vogliano far fronte comune per tutelare l’ecosistema, il settore e tutti coloro che vi operano”.

Personalmente, seguo gli esports dal 2013 (quando ancora gli esports non erano esports, per intenderci) perchè ho deciso, insieme al mio socio Dave Plug, di lanciarmi in un’avventura tutta nuova.

Non arriverò mai a pensare di aver sbagliato “nazione”, ma sin dal 2015, da quando lo Stato decise di punirmi perchè una battle.net card valeva più di un “lapis o fermacarte“, ho sempre pensato che dallo stato non avrei ottenuto mai alcun tipo di aiuto o supporto.

Ce la saremmo dovuta cavare da soli, e cosi effettivamente è stato.

Negli esports abbiamo però trovato anche una nuova e più allargata famiglia, una famiglia assolutamente standard, in cui quindi c’è stato anche qualche leggendario litigio.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da eSport Palace (@esportpalacebergamo)

Oggi però è cambiato tutto. Il 29 Aprile lo stato ha nuovamente deciso di colpire un settore già martoriato ed in ginocchio, mettendo a rischio tanti onesti lavoratori. Oggi sentiamo che le sale lan verranno chiuse, che le fiere non vi saranno (anche le “console” sarebbero illegali e non omologate, come PC e altro), e che partirà la caccia alle streghe che polverizzerà questo tipo di intrattenimento.

Questo però, è quello che credono loro. Poveri illusi. Le sale lan sono il cuore degli esports. Abbiamo sempre detto che le sale lan sono le nostre “ambasciate” sul territorio, i luoghi in cui si raggiunge la “sintesi” tra la socialità virtuale e quella “live“… Sono dei luoghi sacri cazzo, che non dovevate nemmeno immaginare di colpire.

Serve Class Action del settore: tutte le leggi che regolamentano videogiochi /esports devono essere aggiornate! 

Ritengo che sia giunto il momento di rispondere. Questo deve essere il momento di intraprendere una CLASS ACTION. La cosa riguarda tutti. Riguarda le associazioni, gli streamer, le sale lan, gli organizzatori di tornei, gli owner dei team, gli editori di settore…

L’obiettivo? Un immediato confronto con lo stato per aggiornare e rendere adeguato il sistema legislativo che regola il nostro settore. Vogliamo lavorare, vogliamo divertirci lavorando e non vergognarci per questo. E vogliamo farlo nella massima legalità.

Senza un valido sistema di leggi adeguate ed aggiornate, sarete voi uomini dello stato i fuorilegge illegittimi.

In ogni caso ora tocca a noi. E’ giunto il momento di organizzarci. E di pretendere che la macchina statale, cosi come avviene in ogni altro stato modernizzato, adegui le sue norme ed i suoi commi alla nostra giustissima esistenza.

Nerd di tutto il mondo, UNITEVI! 

Olimpiadi 2024: il presidente Macron punta tutto sugli esports

Olimpiadi 2024: il presidente Macron punta tutto sugli esports

Profilo di Rios
 WhatsApp

Gli esports stanno velocemente diventando un fenomeno di massa anche in Europa, e la Francia è il paese leader del continente in questo senso. Proprio per questo motivo, il presidente Macron, vuole portare i videogiochi competitivi alle Olimpiadi 2024 di Parigi.

Una mossa che segue l’esperimento effettuato dal CIOTokyo 2020, ma che andrà ad evolversi nella direzione giusta. Infatti, il capo dell’Eliseo, non vuole limitarsi alla trasposizione digitale degli sport tradizionali, ma punta ancora più in alto verso i titoli che dominano il settore da anni.

La Francia vuole imporsi come vero leader europeo del settore esportivo e, dopo aver investito con forza in questo campo, è pronta per fare il passo successivo.

Gli esports alle Olimpiadi 2024

L’intervista di Macron

Questo non è un periodo tranquillo per il presidente Macron e per tutti i francesi, viste le imminenti elezioni presidenziali. Molti ancora non sanno su quale candidato puntare, ma l’attuale capo dell’Eliseo ha voluto prendersi le simpatie degli appassionati di esports durante una recente intervista rilasciata a The Big Whale.

Macron ha sottolineato quanto la Francia sia leader in questo settore (citando apertamente VitalityKarmine Corp), e quanto le Olimpiadi 2024 possano essere un’opportunità storica. Secondo il presidente, infatti, la Francia potrebbe diventare IL paese dei videogiochi, almeno in Europa.

L’idea del capo di stato è quella di ospitare il CS:GO Major, Worlds 2024 di League Of Legends e gli International di Dota 2 proprio durante la kermesse olimpica. Una volontà che potrà essere concretizzata solo se i francesi lo rieleggeranno, dandogli fiducia ancora una volta.

Come detto dallo stesso Macron, la Francia è diventata il punto di riferimento nel settore esports europeo.

Il governo transalpino ha investito molto e bene nelle realtà di questo mondo, dando una spinta ulteriore nella crescita del movimento. La LFL (campionato francese di LoL) ha raggiunto vette altissime in termini di risultati e pubblico coinvolto, facendo quasi concorrenza alla LEC (massimo campionato europeo di LoL).

E’ chiaro che le ambizioni del presidente Macron dovranno scontrarsi con la schedule e le volontà dei publisher dei vari giochi. Sicuramente fa piacere sentire cose di questo genere da un capo di stato importante, ma la realtà potrebbe essere diversa.

Non dimentichiamoci, infine, del CIO, che ha spesso messo alla berlina i videogiochi sopracitati. Il comitato olimpico reputa questi giochi fin troppo violenti e, per questo motivo, li ha esclusi dall’esperimento di Tokyo 2020. Speriamo vivamente che le cose possano cambiare, ma la strada è tutta in salita.

La Russia si disconnette da internet: ma cosa vuol dire?

La Russia si disconnette da internet: ma cosa vuol dire?

Profilo di Rios
 WhatsApp

La crisi tra UcrainaRussia ha innescato diverse reazioni a livello internazionale, coinvolgendo anche il mondo dei videogiochi e di internet in generale. In queste ore, il presidente Vladimir Putin, ha deciso che la Federazione si staccherà dalla rete globale, spostandosi completamente sul proprio intranet.

Una mossa decisamente inaspettata, visto che già il vice-premier ucraino Fedorov aveva chiesto una cosa simile all’Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), ma senza trovare successo. Questa decisione avrà diverse ripercussioni, ed alcune sono al momento imprevedibile.

Sicuramente anche il settore dei videogiochi online subirà il colpo, ma ancora non si sa cosa succederà di preciso nel prossimo futuro.

La Russia si disconnette da internet: conseguenze anche per il gaming?

La comunicazione del vice ministro Cernenko

In queste ore, il vice ministro Cernenko, che si occupa dello sviluppo digitale, della comunicazione e dei mass media, ha inviato una comunicazione formale a tutte le autorità russe. Un messaggio davvero imprevisto ed imprevedibile che annuncia, tramite diversi punti, la disconnessione della Russia dalla rete globale di internet.

Il comunicato è stato scovato dai servizi d’intelligence occidentali, che ne hanno fornito una traduzione in inglese. Qui sotto ve li riportiamo in italiano.

  1. Verificare la presenza dell’accesso degli account personali degli amministratori dei domini dei siti pubblici in rete Internet. In caso di assenza dell’accesso eseguire le azioni richieste su ripristina accesso.
  2. Aggiornamento e (o) rendere più complessa la politica della password, modifica password account personale del registratore dei domini, password degli amministratori di risorse pubbliche e, se possibile, introdurre fattori di autentificazione aggiuntivi per gli utenti.
  3.  Passare ad utilizzare i server di DNS localizzati sul territorio della Federazione Russa .
  4.  Cancellare da pagine HTML tutti i codici Javascript scaricati da risorse estere.
  5. In caso di utilizzo di hosting estero, spostare le risorse pubbliche posizionate su di esso verso un hosting russo.
  6.  In caso di inserimento di una risorsa pubblica nella zona di dominio diverso dalla zona di dominio russo se possibile spostarlo alla zone di dominio “ru”.
  7. Comunicare a tutti gli enti dipendenti l’elenco delle misure di potenziamento delle risorse pubbliche.
  8.  Informare con lettera ufficiale indirizzata al ministero dello sviluppo digitale della Russia l’esecuzione delle misure entro il 15 marzo. In caso di rifiuti che comportano indisponibilità delle risorse pubbliche segnalare al ministero dello sviluppo digitale.

Cosa significa tutto questo?

In questo periodo drammatico per tutto il mondo, le sanzioni contro la Russia hanno progressivamente isolato il paese a livello economico. Molte grandi aziende hanno già lasciato il territorio della Federazione, aumentando ancora di più questo isolazionismo.

Anche tanti colossi del gaming hanno deciso d’intraprendere delle personali azioni contro la Russia, vietando la vendita dei propri titoli o addirittura rendendo irraggiungibili i propri store digitali. Ve ne avevamo parlato più volte nei giorni scorsi, ma questa mossa del presidente Putin potrebbe essere devastante per i gamer.

Infatti alcuni videogiochi online non hanno server locali in Russia, oppure si appoggiano ad infrastrutture che non rientrano nell’intranet del paese. Questo vuol dire inasprire, ancora di più, l’isolazionismo venutosi a creare dopo l’invasione dell’Ucraina.

Una “Cortina di Ferro” digitale, che non permetterebbe ai cittadini russi d’informarsi su fonti diverse da quelle governative entro l’11 marzo. Circa 140 milioni di persone sarebbero del tutto tagliate fuori dalla comunicazione e dall’informazione mondiale e dal gaming in generale.

Articoli correlati